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martedì 1 aprile 2014

RADDOPPIO STATALE E QUADRILATERO LE EMERGENZE SUL TAVOLO DEL GOVERNO

Un dossier di 36 interventi infrastrutturali prioritari per le Marche. È ora nelle mani del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini. Glielo ha consegnato ieri il governatore Spacca. Non solo questioni portuali, il governatore ha ricordato al viceministro le opere viarie che le Marche attendono da tempo. Come il raddoppio della Statale 16 e le 4 corsie del tratto tra lo svincolo di Falconara con la ss76 e la Baraccola sia per il primo che per il secondo lotto (circa 400 milioni). Poi la Quadrilatero per la quale Spacca ha chiesto «la garanzia di una rapida cessione del ramo d’azienda, per cui ci sono già delle espressioni di interesse, al fine del riavvio dei cantieri della direttrice Perugia-Ancona entro primavera 2014, come previsto dal crono programma del commissario straordinario». E ancora, lo sblocco dei lavori dell’A14, nel tratto Ancona Nord-Senigallia. Su quest’ultimo punto Nencini ha affermato che «sulla scrivania di Lupi c’è la soluzione al problema». Sul fronte ferroviario, restano aperte le questioni legate allo spostamento del tracciato che attraversa la raffineria Api tra le stazioni di Montemarciano e Falconara (66 i milioni mancanti) e il raddoppio della Falconara-Orte (180 milioni il tratto marchigiano). Capitolo infrastrutture, il governatore ha avanzato richieste per aeroporto, per il quale si attendono i 27 milioni necessari per l’ampliamento dei piazzali di sosta degli aerei, ed interporto, per il completamento del quale sono necessari altri 75 milioni.
Infine il trasporto pubblico locale. Le Marche sono la regione che riceve il livello di contributi più basso di tutta Italia e Spacca chiede l’istituzione di un fondo perequativo. «La Regione ha sempre assicurato una gestione oculata delle risorse ed è inaccettabile che sia penalizzata» ha detto il presidente. «È possibile la revisione del piano dei finanziamenti» ha risposto Nencini. 

fonte articolo IL MESSAGGERO

giovedì 20 marzo 2014

RAI. LA SPENDING REVIEW METTE A RISCHIO LA SEDE REGIONALE DI ANCONA

Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli è stato chiaro. “La Rai potrebbe benissimo coprire l'informazione a livello regionale anche senza essere presente in ogni regione con una sede". E nella lista delle possibili chiusure figurano le Marche. Notizia che non è affatto piaciuta la governatore Gian Mario Spacca considera l'ipotesi “una prospettiva che allarma e che stride con la vera missione della Tgr che è quella di raccontare i territori dai territori, dando voce anche a quelli che, storicamente, ne hanno poca a livello nazionale. L’archivio del Telegiornale delle Marche è una straordinaria fonte filmata per raccontare la storia dei marchigiani in anni cruciali per l’evoluzione della comunità regionale. Un patrimonio di inestimabile valore. Senza la Tgr Marche, la storia recente della nostra regione e di molte altre, sarebbe stata relegata ad una semplice appendice nel ‘libro’ della storia del Paese”. Critico anche Giovanni Zinni, Fratelli d'Italia. “Cos'altro ci devono togliere ancora dalle Marche? - si chiede il consigliere regionale - Dalla chiusura del Nucleo Elicotteri dei Carabinieri alla sede Polfer di Fabriano, dal declassamento di Maridipart al rischio, tutt'altro che escluso, del declassamento del porto di Ancona o dell'aeroporto, ecc. e potremmo citare tanti altri esempi, la nostra Regione è sempre "marginale" a Roma. Spesso diventa una "lotta" politicamente trasversale riuscire ad arginare queste perdite di prestigio economico e strutturale. Anche il Governo Renzi sta dimostrando zero interesse per la nostra Regione. Ci vuole più rispetto per le Marche. Spero che il Pd regionale trovi il coraggio di ribellarsi". (Ancona24ore.it)


sabato 8 marzo 2014

GOVERNO. RIFORMA E MODIFICHE PER I DIRIGENTI STATALI E PUBBLICI

Job acts e riformare le P.A.: il premier Matteo Renzi punta, fra le altre cose, a modificare il volto dei dirigenti pubblici. L'obiettivo è riordinare i vertici statali e i meccanismi di gestione della pubblica amministrazione attraverso provvedimenti che cambieranno gabinetti, uffici legislativi e vari dicasteri attraverso la rotazione dei capi dipartimento. La riforma si baserà su 4 punti principali: dall’albo unico, che comprenda dirigenti esterni e dirigenti interni; alla mobilità, anche interamministrativa che scatterebbe alla fine di un quinquennio di incarico all’interno di una delle amministrazioni; all’assegnazione delle pagelle per i singoli dirigenti, che valuteranno ogni professionista in base a determinati parametri che il governo renderà pubblici; allo stipendio calcolato in base alla capacità di gestione finanziaria. Secondo, infatti, uno dei criteri che si riscontrerà nella pagella, la capacità di gestione e di riduzione delle risorse finanziarie a disposizione di ogni singolo dirigente, se risulterà in grado di lavorare bene e risparmiare, la retribuzione salirà, in caso contrario, rimarrà stabile o scenderà. Lo aveva già anticipato la neo ministra alla Pubblica amministrazione: i dirigenti pubblici devono avere un incarico a termine e ruotare, e ora Matteo Renzi lo ha solo confermato, annunciando una riforma della PA per cui ‘Non devono esistere diritti acquisiti a tempo indeterminato per coloro che dirigono la macchina burocratica ‘acendo il bello e il cattivo tempo senza rendere conto del lavoro svolto. “La rotazione dei dirigenti è una misura utile anche per valutare la performance e il contributo che questi stessi dirigenti danno alla Pubblica amministrazione” ha commentato Romilda Rizzo, presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale anti-corruzione instaurata dal governo Monti.

martedì 26 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, con tutta probabilità sarà il vincitore delle primarie dell'8 dicembre. Primarie che, in quanto aperte, avranno sicuramente un'affluenza sostanziale che gioca di certo a favore per Renzi. Solo un'affluenza al di sotto delle aspettative può mettere in ombra la vittoria alle primarie prima e alle politiche nazionali poi. Per Renzi infatti la strada non è mai stata così spianata. Il centrodestra è tutto preso sulla questione del dopo-Berlusconi e l'unica cosa che riescono a concludere in questi giorni è un continuo litigio classico di ex coniugi; il centro è scomparso e nel centrosinistra non ci sono rivali tranne uno: Enrico Letta. Matteo Renzi questo lo sa e da può stratega e politico sta cercando di alzare i toni in alcuni casi per rendere questo governo Renzi-dipendente. 
Attendendo cosa accadrà in futuro, la certezza è una sola: se Renzi fallirà, in Italia si rischia di perdere il controllo della situazione. Non ci si può più permettere di "giocare".

Gabriele Pegolo 

domenica 17 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Il PDL ce l'ha fatta, si è diviso. Nessuno ci credeva e probabilmente anche il sottoscritto era tra i più titubanti, ma alla fine hanno sorpreso tutti e i "ribelli" capeggiati da Angelino Alfano sono andati a formare una forza che prende il nome di "Nuovo Centrodestra". Il nuovo gruppo dopo un'attenta conta, vanta un numero di 304 uomini di partito, tra cui trentuno senatori e ventotto deputati. Al Senato il capogruppo provvisorio è Laura Bianconi, mentre alla Camera i deputati saranno guidati da Enrico Costa. Alfano tra i suoi può contare su nomi importanti come quello dell'ex Presidente del Senato Renato Schifani che dimettendosi da capogruppo al Senato per il PDL ha di fatto scelto di buttarsi con la nuova forza politica. Da lunedì quindi si avvierà un'inevitabile rimpasto della composizione della squadra di governo in quanto con tutta probabilità i vari Santelli o Micciché, che hanno aderito a Forza Italia, decideranno di uscire dall'esecutivo. Tuttavia, oltre agli assetti interni al governo, anche fuori ci sono degli spostamenti con Maroni che sostiene la scelta di Alfano. Nei prossimi giorni dunque assisteremo a delle variazioni all'interno della maggioranza e della squadra di governo. 
Nel frattempo non si possono non commentare le ultime parole di Matteo Renzi ospite da Fazio a "Che Tempo Che Fa". Purtroppo, il sindaco di Firenze si sta mostrando sempre più vuoto di proposte e sempre più pieno di discorsi da applausi, inutili però per il Paese.

Gabriele Pegolo

domenica 27 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


 Il festival renziano per eccellenza è giunto al termine e non poteva mancare di certo un intervento conclusivo da parte di colui che più l'ha ispirato. Lasciando la Leopolda, Matteo Renzi ha toccato molti temi. In primis, sulla giustizia, il sindaco si è detto sicuro della tenuta del GovernoLetta nonostante le vicende giudiziare del Cavaliere. Riguardo la legge elettorale, Renzi si augura «che abbia tre caratteristiche: alla fine del voto sai chi ha vinto, quello che ha vinto deve avere i numeri per governare e lo deve fare per cinque anni, mai più larghe intese». Si è parlato poi di semplificazione della politica e di futuro. Sul primo, Renzi è intenzionato a puntare su quattro pilastri: «Italia, Europa, educazione e lavoro», che gli dovrebbero consentire di recuperare parte dei voti dei delusi grillini e dei delusi piddiellini. Sul futuro ha invece invitato i suoi a calmare gli animi, perché «Vincere è un'espressione da non usare in generale». 
Ciò a cui stiamo assistendo, è un Renzi-politico che guarda alla pancia del partito, senza però trascurare aree politiche distanti dal centrosinistra "tradizionale". Tuttavia, nelle sue parole non traspaiono proposte concrete, ma solo giochi di parole da ottimo comunicatore quale è. Se dargli fiducia o meno, la parola ora passa all'elettorato. Sicuramente, con un centrodestra smarrito ed una totale assenza di concorrenza politica, mai come ora il sindaco fiorentino si intravede a Palazzo Chigi.

Gabriele Pegolo

giovedì 24 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

Il Premier Letta nel discorso di presentazione alle Camere di circa sei mesi fa, mise al centro della nuova legislatura le cosiddette riforme costituzionli ed istituzionali, nonché la riforma della legge elettorale, ma a che punto si è arrivati? Ciò che è possibile registrare oggi è un totale fallimento sotto questo punto di vista per Letta. E' ormai troppo tempo che si discute a vuoto di possibili idee di riforme e di tentativi di punti di incontro. Tempo gettato al vento e reso vano in quanto si ha l'impressione che queste larghe intese stanno si producendo qualcosa di buono, ma senza eccessivi picchi di coraggio e di rischio. 
Su questo tema è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sottilineato l'inammissibilità di un naufragio parlamentare che ondeggia tra contrapposizioni ed inconcludenze. 
Nel frattempo, sul fronte internazionale, se le voci sulle intercettazioni americane fossero accertate, si prospettano tempi difficili. Si preferisce tuttavia far trascorrere del tempo prima di gettare sentenze su un tema così delicalito.

Gabriele Pegolo

giovedì 10 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Nella giornata in cui Saccomanni annuncia una manovra economica di tagli per rientrare all'interno del deficit del 3%, ciò che fa notizia è un tema di appartenenza non prettamente politica.
Eric Schmidt, Presidente Esecutivo di Google, alla chiusura del "Big Tent Made in Italy: la sfida digitale" tenutosi a Roma, afferma che la compagnia statunitense è intenzionata ad investire e a creare lavoro in Italia. Tuttavia, Schmidt sottolinea: "Il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, nulla può accadere senza questo". Le parole del presidente di Mountain View ci lancia un assist per parlare di ciò che in Italia c'è veramente di sbagliato: cioè la convinzione che con la cultura non si creino posti di lavoro; una delle assurdità più incredibili che si possa pensare. Come se non bastasse c'è anche la convinzione che a creare posti di lavoro debba essere lo Stato e non c'è cosa più sbagliata di ciò. E non lo dico solo io studente che si diletta nella scrittura, ma anche Schmidt stesso quando dice: "E' necessario aprirsi ulteriormente, modificare leggi che ingessano il mercato e perciò incoraggiare il libero mercato. Il settore privato dà lavoro, il Governo deve concentrarsi sulla scuola, sulla formazione." 
Cenni di segnali positivi sembrano quindi esserci, ma non ci saranno nuovi posti di lavoro, non ci saranno investimenti e non ci sarà ripresa, se non proveremo a rendendoci più "cool" agli occhi dei mercati esteri.

Gabriele Pegolo

lunedì 7 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La fiducia al governo Letta ha allontanato i pessimismi dei mercati e riportato lo spread sotto i 250 punti. Ritrovata stabilità e tornati a pensare in modo positivo, il governo dovrà ora presentare all'Unione Europea prima e al Parlamento poi, la Legge di Stabilità, che dovrà contenere manovre economiche tali da permetterci di dare fiato all'economia, pur restando all'interno del deficit del tre per cento. Il quadro del bel Paese risulta essere sicuramente problematico, ma ci permette di ben sperare se si guarda ad un export che cresce a ritmi cinesi, affermandosi ad un più dieci per cento nel primo semestre di quest'anno. Con luci e ombre, con entusiasmo e pessimismo, è l'Italia odierna. Un'Italia che da un lato cresce attraverso il rinnovamento e l'esportazione e un'Italia che dall'altro lato è rimasta intrappolata nei vecchi schemi, che non investe, che non rinnova e che perciò non esporta. Per tornare a crescere basterebbe anche una semplice riorganizzazione delle risorse. E' il caso della cassa integrazione, che così concepita mantiene lavoratori di imprese che mai riapriranno, senza incentivarli alla ricerca attiva del lavoro. E' il caso della riduzione delle tasse sul lavoro e della riduzione del cuneo fiscale. Sono delle semplici riforme, ma per attuarle occorre la collaborazione dell'UE, dandoci qualche anno di flessibilità in più, permettendoci magari, anche una graduale riduzione della spesa pubblica.

Gabriele Pegolo

venerdì 4 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

 In questigiorni si è parlato molto dei meriti o dei demeriti del Governo della larghe intese e lo si è fatto sempre guardando al centrodestra, un po' per i fatti recentemente accaduti, un po' perché il centrosinistra ha scelto negli ultimi mesi una via molto silenziosa, come se volesse rimanere nella penombra. Tuttavia, in pochi si sono accorti che uno degli azionisti di maggioranza di questa fiducia ritrovata nel governo è proprio lui: il giovane sindaco di Firenze. Già da martedì c'è stata la prova certa di questo suo nuovo "ruolo" quando Letta lo chiamò per avere il "via libera" sull'operazione con Alfano.  Matteo Renzi ha ora davanti a sè una strada molto difficile da percorrere perché dovrà impegnarsi al cento per cento per la corsa alla segreteria del PD e dovrà anche combattere questa tendenza di "accentramento" da parte di alcuni parlamentari e senatori. Renzi ai fedelissimi sembra aver dichiarato che una volta divenuto segretario, vorrà impegnarsi per un sistema bipolare, senza ritorni al passato, con riferimenti alla vecchia DC. Nel frattempo, le camere hanno ripreso a lavorare e domani voteranno la decadenza da senatore del Cavaliere. Chissà se anche questa volta, le sorprese non mancheranno.

Gabriele Pegolo


giovedì 3 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Con 235 "si" e 70 "no" il Governo presieduto da Letta può ritenersi salvo e anzi, più solido e coeso di prima. Alla fine Berlusconi ha deciso di votare la fiducia, rimangiandosi quanto detto nei giorni antecedenti e rinnegando se stesso e le decisioni prese in precedenza. Tutto ha avuto luogo all'interno di Palazzo Madama, dove le ventitré "colombe", capeggiate da Alfano dichiarano di sostenere l'Esecutivo a priori, con o senza il lascia passare del Cavaliere. Messo con le spalle al muro ed in ginocchio, l'ormai ex leader del centrodestra non poteva che dire "si" al GovernoLetta. Dietro a questo difficile e travagliato "si" c'è il classico comportamento berlusconiano di non dar soddisfazione di essere stato sconfitto. Perché la sua è stata una vera e propria sconfitta sotto tutti i punti di vista, soprattutto sotto quello tattico e strategico: far dimettere i ministri senza una strategia e soprattutto senza sostegno da parte del partito e del Paese è risultato un comportamento kamikaze. Da qui, quindi, il ripiegamento tattico che non ha di certo dimenticato di lasciare feriti, come i 25 senatori pronti ad uscire dal PDL. Si apre perciò uno scenario tutto nuovo e non di certo semplice da percorrere, tanto per il centrodestra quanto per il centrosinistra. Per il primo perché si dovrà costruire un'area politica tutta nuova, per il secondo perché non potrà più basare le sue parole sul Caimano, ormai in via di pensionamento.

Gabriele Pegolo

mercoledì 2 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Un PDL così diviso non si era probabilmente mai visto nel corso del ventennio griffato Berlusconi. Tra poche ore ci sarà il voto in Parlamento e Senato per la fiducia al Premier Letta e il centrodestra italiano per la prima volta sembra che non seguirà le volontà del "Signore Padrone", ma  il segretario Alfano che ha pronunciato ieri tramite Twitter: "Si vota la fiducia". Una spaccatura che in numeri si traduce in trenta/quaranta senatori pronti a disubbidire al Cavaliere e che se costretti, a formare un nuovo gruppo a sostegno del GovernoLetta. Allo stesso tempo, all'estremo opposto, nel centrosinistra, Renzi si incontra con Letta per un accordo sulla fiducia al governo, alla ricerca di un giusto equilibrio. Vedremo per quanto le due vicende riusciranno a durare; la sensazione è che in Italia, a destra quanto a sinistra, manchi una vera cultura politica. 
Il centrodestra più di chiunque altro sembra in ritardo verso una cultura politica europea e moderna, che non si basi sulle decisioni del singolo rinchiuso in una stanza, ma che decida tramite le discussioni del collettivo.
Di certo, passi in avanti sembra siano stati fatti e non ci resta che attendere i risultati del voto di oggi. Quanto alla rivoluzione del centrodestra c'è la mia più ferma speranza che sia tale, ma quando si parla di PDL e Berlusconi mi sento un po' come san Tommaso: se non vedo non credo. 

Gabriele Pegolo

martedì 1 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Tra modiche e variazioni, fatte o non fatte, gli italiani non sono ancora a conoscenza di quali tasse si ritroveranno a pagare, a partire da oggi, primo ottobre. I disastri di una classe dirigente che non riesce a metter davanti l'Italia ai problemi personali giudiziari o di partito, ha distolto l'attenzione da ciò che veramente conta di più per le tasche dei cittadini. Fossimo stati in altri paesi, probabilmente in queste ore non si faceva altro che parlare dell'aumento dell'IVA e dei rincari che porterebbe, ma l'Italia si sa, è un paese tutto particolare; un paese che non riesce ancora ad essere indipendente dalla volontà personale di un singolo. 
Proviamo quindi a riassumere ciò che entrerà in vigore. Da oggi, primo ottobre, l'aliquota IVA aumenterà dal 21 al 22%. Su questo capitolo non si può non dire che è assurdo che nei 805 miliardi di spesa pubblica, non si è riusciti a trovare 1 miliardo per evitarne l'aumento. 
Cavallo di battaglia del PDL, l'abolizione dell'IMU sulla prima casa, sembra molto a rischio, con una stangata media di 383 euro a dicembre.
Infine sulla TARES, nuova tassa dei rifiuti, è pieno caos: allo stato attuale non è chiaro né in che termini sarà determinata l'imposta nei comuni, né i termini di pagamento.
Siamo in balia del caos più totale, ma sembra che non sia un gran problema per il cittadino medio. Tutti tacciono. 
 
Gabriele Pegolo

lunedì 30 settembre 2013

#BUONGIORNO!


Lo avevo detto qualche giorno fa che mosse estreme da parte del Cavaliere non avrebbero giovato tanto alla stabilità economica e sociale, tanto al governo, quanto a Berlusconi stesso, e così è stato. Nel centrodestra italiano si sta registrando qualcosa che solo fino a qualche giorno fa sembrava una follia: i piddiellini si stanno ribellando alla monarchia assoluta di sua maestà Re Sole Berlusconi. In un solo giorno, big del centrodestra del calibro di: Cicchitto, Lupi, Lorenzin e Quagliarello hanno dichiarato di non voler confluire nella Forza Italia 2.0, ma ciò che più ha sorpreso, è il "Diversamente Berlusconiano" dichiarato dal segretario Alfano. 
I movimenti nel centrodestra, il coraggio ritrovato degli uomini PDL, fanno pensare che la fine della vita politica di Berlusconi possa coincidere con la fine della sua vita parlamentare, ormai dirittura d'arrivo. Che sia arrivato finalmente il momento di costruire il nuovo centrodestra, un altro centrodestra? Forse è un po' azzardato dirlo, ma a me piace pensarlo, d'altronde ogni inizio ha una sua fine e probabilmente è arrivato il momento di dire basta al sudditanza degli ultimi venti anni.

Gabriele Pegolo

venerdì 20 settembre 2013

BUONGIORNO!

Il Governo presieduto da Enrico Letta è appena uscito da una crisi di governo e già le maggiori testate giornalistiche e le tv pensano ad una possibile e futura crisi che sembri provenire dal centrosinistra, ed in particolare da Epifani che reputa le parole di Berlusconi come "vergognose ed offensive", e da Matteo Renzi, che scalpitante, potrebbe aprire una crisi all'interno del PD. Situazione ben diversa si registra nel resto d'Europa ed in particolare nella vicina Germania dove la stabilità è al centro delle priorità, ancora prima delle alleanze. Questa particolarità è rafforzata anche dal fatto che in Germania non vi è il premio di maggioranza e questo spinge inevitabilmente i partiti tedeschi ad un confronto, che sia costruttivo, affinché si possa costituire una maggioranza stabile. 
Il paradosso è quindi tutto italiano, perché nonostante il premio di maggioranza, questo non costituisce un sinonimo di stabilità. Noi italiani probabilmente non siamo abituati ad una stabilità e tranquillità simile a quella tedesca, ma guardiamo il lato positivo delle cose: il "divertimento", da queste parti, non manca di certo.

Gabriele Pegolo

mercoledì 18 settembre 2013

BUONGIORNO!

Il tanto temuto aumento dell'IVA dal 21 al 22% sembra ormai inevitabile e già dal primo di ottobre gli italiani potrebbero notare un rincaro dei prezzi. La decisione sarebbe maturata nella giornata di ieri in un incontro tra il Premier Enrico Letta, il Ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e il commissario europeo Olli Rhen, in Italia per un'audizione in aula parlamentare dove ha espresso il suo disappunto sull'abolizione dell'IMU. Così il Governo, sotto le pressioni dell'UE sembra non poter evitare l'aumento dell'aliquota, risparmiando così un miliardo per il rinvio a dicembre e quattro per il 2014. 
L'aumento dell'IVA tuttavia non passerebbe del tutto inosservato, soprattutto dalle parte del PDL, che ne ha fatto un suo cavallo di battaglia. Le reazioni piddielline non costituirebbero tuttavia un grande problema per il Governo in quanto finirebbero nel calderone del voto al Senato per la decadenza del Berlusconi. Enrico Letta può dormire tutto sommato ancora sogni tranquilli: il Governo si reggerebbe comunque in piedi.

Gabriele Pegolo

lunedì 16 settembre 2013

BUONGIORNO!


Mentre si prospetta un'altra settimana a suon di temi classici come la decadenza del senatore Silvio Berlusconi o come le inutili chiacchiere di Matteo Renzi nell'intento di conquistarsi il suo partito, è di ieri la notizia ISTAT che tra il 2010 ed il 2013, gli under 35 "occupati" passano da 6,3 milioni a 5,3 milioni. Un milione di giovani in meno in solo tre anni. Se da un lato al nord la situazione non risulta essere molto grave, il dramma è al sud dove solo il 51% dei giovani under 35 risulta essere realmente occupato. Giustamente il premier Letta sta cercando di farsi spazio e se da un lato cerca un'intesa con l'Europa, dall'altro cerca di avere più voce in capitolo per le prossime riforme e nella fattispecie per la Legge di Stabilità. L'obiettivo numero uno per questo Governo è quindi l'occupazione e la creazione di posti di lavoro. Non si potranno tuttavia mai avere dibattiti seri e costruttivi sino a quando la maggioranza non si liberi da questa condizione di minacce e osteggiamento. 

Gabriele Pegolo

giovedì 12 settembre 2013

BUONGIORNO!

Le discussioni sul "cade o non cade?"  non hanno ancora la benchè minima intenzione di cessare. Così questa mattina proviamo a delineare una nuova composizione del Senato e del Parlamento, affinchè gli italiani non si ritrovino costretti al voto, con annessa (inutile) campagna elettorale. 
Qualora il Cavaliere decidesse  di sfiduciare il governo-letta, almeno 16 senatori del PDL e 8 del Movimento Cinquestelle uscirebbero dai rispettivi gruppi per sostenere un governo che allontani definitivamente il fantasma delle elezioni anticipate. Uniti quindi ai 137 senatori di PD+Scelta Civica e ai 4 ex attivisti M5S già presenti nel Gruppo Misto, sarebbero sufficienti a costituire una nuova maggioranza. La nuova maggioranza quindi supererebbe la fatidica soglia di maggioranza dei 161 senza contare che il Presidente Letta avrebbe il supporto anche dei quattro neosenatori a vita nominati pochi giorni fa. IL PDL si ritrova ora davanti ad un bivio: mantenere la fiducia, abbandonando il suo storico leader, lasciando quindi le speranze per la ricostruzione del centro-destra italiano; o sfiduciare Letta, provocando un temporaneo Letta-bis, per poi consegnare il Paese nelle mani, dello scalpitante, Matteo Renzi.

Gabriele Pegolo

mercoledì 11 settembre 2013

BUONGIORNO!


Nella giornata in cui si ricorda la caduta delle Torri Gemelle negli Stati Uniti, giornali e televisioni sono ancora sotto ostaggio della storia riguardante la decadenza di Berlusconi. Nella giornata di ieri i toni tra i due principali schieramenti politici non si sono affatto calmati e probabilmente nei prossimi giorni assisteremo, purtroppo, sempre agli stessi spettacoli. Ciò che molti di noi si domandano è il perché di tutto questo polverio dato che la sua unica utilità è quella di mettere a rischio la tenuta del Governo Letta. Il 19 ottobre infatti la Corte di Milano interdirà comunque, in modo irrevocabile, il Cavaliere dai pubblici uffici. Vivendo in Italia non lo possiamo sapere, ma in un Paese "normale", l' imputato in questione sarebbe portato alle dimissioni, come è avvenuto in Svezia, dove il Ministro dell'Istruzione consegna le sue dimissioni per il non pagamento del canone TV. L'Italia ha la possibilità di intravedere la ripresa ma per ciò bisogna continuare su quel percorso di riforme, consolidamento di bilancio e soprattutto di stabilità politica, perché solo così si possono portare avanti gli impegni europei e le riforme già intraprese.

Gabriele Pegolo 

martedì 10 settembre 2013

BUONGIORNO!


Buongiorno cari lettori e care lettrici. La giornata di ieri è stata caratterizzata da due eventi in particolare: il rientro in Italia del giornalista de La Stampa Domenico Quirico e lo scontro PD-PDL in Giunta per Elezioni sulla decadenza di Berlusconi. 
Il ritrovamento di Quirico ha portato con sè non solo la gioia della sua redazione e famiglia, ma anche l'unico spiraglio diplomatico al quale tutti ci attacchiamo affinché si eviti questa guerra siriana. Non appena rientrato in Italia è stato infatti lo stesso giornalista a dichiarare che le armi chimiche, sarebbero state impiegate con molta probabilità dai ribelli siriani, affinché si registrasse una reazione occidentale. Contemporaneamente, programmi televisi e radiofonici italiani sono stati monopolizzati dal caso Berlusconi. La serata è stata satura di scontri di opinioni sulla condanna o meno di Berlusconi che sfociavano però molto spesso nel ridicolo e nello squallido. 
Condannato o non condannato la certezza è che Cavaliere e PDL così facendo stanno distruggendo il centrodestra del futuro.

Gabriele pegolo