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lunedì 11 novembre 2013

#BUONGIORNO!


"Chiedo di essere giudicato alla fine di questo percorso". Il Premier Enrico Letta, ospite all'Arena di Massimo Giletti decide così di rispondere alle critiche degli ultimi giorni. Durante la sua lunga intervista, si sono toccati vari temi, uno su tutti quello della credibilità, dove il Presidente ha fatto leva sull'abolizione della seconda rata dell'IMU per far valere il proprio lavoro non dichiarando tuttavia in che modo e soprattutto dove, andrà a prendere i 2.4 miliardi necessari a coprire il gettito IMU. Letta ha poi affermato la sua volontà di cambiare la Costituzione per dare più potere alle Regioni in modo che il "centro possa fare poco o niente".
Parlando della legge di stabilità, ora in discussione in Parlamento, il Premier ha voluto soffermarsi sul tema delle pensioni, sostenendo che "E' la prima Legge di Stabilità che non interviene sui tagli alla spesa pensionistica e che per la prima volta abbassa le tasse alle famiglie e alle imprese". In chiusura ha dedicato qualche parola a Renzi e alle Primarie del PD, cercando di smorzare un po' le polemiche che lo vedevano coinvolto in un futuro scontro con il sindaco di Firenze. La sensazione, ormai certa, è che l'atteggiamento del Premier non è nient'altro che un susseguirsi di "favori", cercando di accontentare (quasi) tutti, per arrivare al 2015, quando ci saranno le Europee e quando probabilmente nuovi scenari potranno vedere la luce.

Gabriele Pegolo

martedì 5 novembre 2013

#BUONGIORNO!

 Il Ministro della Giustizia Annamaria  ancellieri nella giornata di ieri ha risposto prima in Senato e poi alla Camera alle accuse di favoreggiamento nei riguardi del caso Ligresti. Un Guardasigilli determinato a far valere le proprie ragioni, dopo una lunga ricostruzione della vicenda, ha dichiarato: "Il mio onore è stato offeso da accuse opacità, se dovessi essere d'intralcio a questo Governo, sono pronta a fare un passo indietro". Il discorso del Ministro Cancellieri ha incassato una lunga serie di applausi, soprattutto all'interno di un PDL che già nelle ore antecedenti all'intervento nelle camere aveva affermato il suo sostegno e la sua fiducia. Le critiche alla Cancellieri tuttavia non sono mancate, soprattutto da parte di Lega e M5S, con i secondi che hanno depositato una mozione di sfiducia alla Camera in quanto, secondo i grillini, la Cancellieri "ha abusato della sua funzione e della sua qualità". Anche nel PD le parole non sono state del tutto positive, tuttavia dicono che "non ci sono gli estremi per una sfiducia". 

Gabriele Pegolo

domenica 27 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


 Il festival renziano per eccellenza è giunto al termine e non poteva mancare di certo un intervento conclusivo da parte di colui che più l'ha ispirato. Lasciando la Leopolda, Matteo Renzi ha toccato molti temi. In primis, sulla giustizia, il sindaco si è detto sicuro della tenuta del GovernoLetta nonostante le vicende giudiziare del Cavaliere. Riguardo la legge elettorale, Renzi si augura «che abbia tre caratteristiche: alla fine del voto sai chi ha vinto, quello che ha vinto deve avere i numeri per governare e lo deve fare per cinque anni, mai più larghe intese». Si è parlato poi di semplificazione della politica e di futuro. Sul primo, Renzi è intenzionato a puntare su quattro pilastri: «Italia, Europa, educazione e lavoro», che gli dovrebbero consentire di recuperare parte dei voti dei delusi grillini e dei delusi piddiellini. Sul futuro ha invece invitato i suoi a calmare gli animi, perché «Vincere è un'espressione da non usare in generale». 
Ciò a cui stiamo assistendo, è un Renzi-politico che guarda alla pancia del partito, senza però trascurare aree politiche distanti dal centrosinistra "tradizionale". Tuttavia, nelle sue parole non traspaiono proposte concrete, ma solo giochi di parole da ottimo comunicatore quale è. Se dargli fiducia o meno, la parola ora passa all'elettorato. Sicuramente, con un centrodestra smarrito ed una totale assenza di concorrenza politica, mai come ora il sindaco fiorentino si intravede a Palazzo Chigi.

Gabriele Pegolo

giovedì 24 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

Il Premier Letta nel discorso di presentazione alle Camere di circa sei mesi fa, mise al centro della nuova legislatura le cosiddette riforme costituzionli ed istituzionali, nonché la riforma della legge elettorale, ma a che punto si è arrivati? Ciò che è possibile registrare oggi è un totale fallimento sotto questo punto di vista per Letta. E' ormai troppo tempo che si discute a vuoto di possibili idee di riforme e di tentativi di punti di incontro. Tempo gettato al vento e reso vano in quanto si ha l'impressione che queste larghe intese stanno si producendo qualcosa di buono, ma senza eccessivi picchi di coraggio e di rischio. 
Su questo tema è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sottilineato l'inammissibilità di un naufragio parlamentare che ondeggia tra contrapposizioni ed inconcludenze. 
Nel frattempo, sul fronte internazionale, se le voci sulle intercettazioni americane fossero accertate, si prospettano tempi difficili. Si preferisce tuttavia far trascorrere del tempo prima di gettare sentenze su un tema così delicalito.

Gabriele Pegolo

martedì 22 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Dopo giorni e giorni di chiacchiere intorno alle Legge di Stabilità, finalmente si ha il testo ed oggi partirà l'iter del provvedimento. Non mancheranno sicuramente delle modifiche importanti, soprattutto se la maggioranza sarà in grado di trovare nuovi finanziamenti. Ne è un esempio la riduzione del cuneo fiscale, l'intenzione è quella di raddoppiare i  2,5 miliardi rivolti a lavoratori ed imprese con un reddito medio-basso. Altre novità riguardano il tema del lavoro, dove 135mila lavoratori precari potrebbero vedere il proprio contratto trasformarsi a tempo indeterminato grazie alle manovre di defiscalizzazione Irap. Com'è ormai noto, alla Salute non vengono effettuati tagli, per questo motivo lo Stato ha deciso di risparmiare altrove. Innanzitutto con un taglio progressivo alle Regioni, e poi con la vendita di immobili, che dovrebbero portare circa 500milioni annui.
Lo scontro più grande ci sarà però sulla TASI, la nuova IMU, che sulla prima casa peserà per 3,7 miliardi di euro, e come da previsione, il PDL si è già detto pronto allo scontro.

Gabriele Pegolo

giovedì 17 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

La Legge di Stabilità, non appena approvata dal Consigio dei Ministri, ha provocato un susseguirsi di complimenti e critiche che continuano ancora in queste ore su giornali e programmi tv. Proviamo per ciò a spiegare brevemente di che cosa si tratta. Innanzitutto saltano i tanto chiacchierati tagli alla sanità e l'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie, per far posto ad una rivalutazione delle partecipazioni alle banche per aumentare i capitali e a una manovra per favorire il rientro dei capitali detenuti illecitamente all'estero. C'è poi l'abbattimento dell'IRPEF per i redditi più bassi, nonché ecobonus ed aiuti finanziari per imprese ed investitori. Su quest'ultimo capitolo è stato infatti evitato l'aumento dell'aliquota da il 20 al 22%.
L'IMU sulla prima casa salta, ma arriva la TRISE una tassa che concentra in sé l'IMU, la TARES e la TARSU; secondo i calcoli la nuova tassa sarà più esosa dell'IMU 2013 (dove si è pagata solo la prima rata), ma in calo rispetto all'IMU 2012. Ultime due misure infine sono il blocco delle pensioni oltre i tremila euro e una stretta sul pubblico impiego che in Italia probabilmente non si era mai vista. Saranno infatti tagliati del 10% gli straordinari, è stato introdotto un tetto di retribuzione di 300mila euro lordi annui a chiunque lavori nel pubblico, e sono stati tagliati finanziamenti alle regioni per un miliardo. 
Finalmente si è visto un cambio di rotta: la politica delle tasse sembra aver lasciato il posto a quella del taglio del cuneo fiscale e della riduzione della spesa pubblica. Probabilmente su quest'ultimo capitolo è mancato un po' di coraggio, forse troppo.

Gabriele Pegolo

lunedì 14 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La tanto chiacchierata Legge di Stabilità sta prendendo finalmente forma. La manovra che le camere dovranno votare nella giornata di domani avrebbe un valore complessivo che si aggira intorno ai 12-15 miliardi di euro, ma tutto ciò sono ancora delle semplici ipotesi in quanto, come ricorda il premier Letta, bisogna attendere il testo ufficiale. Proviamo per questo a fare un gioco di ipotesi raccogliendo le dichiarazioni delle ultime ore. In primis è imperativo affrontare il tema del taglio al cuneo fiscale: ci sarebbero pronti 5 miliardi che porterebbero nelle tasche dei lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 55.000 euro, 150-200 euro in più in busta paga. Sul capitolo "Service Tax" aleggia ancora una nube di incertezze in quanto si sta ragionando sulle modalità e sulle esenzioni del pagamento. Ulteriori 4 miliardi dovrebbero essere destinati alla cassa integrazione in deroga che per i prossimi nove mesi equivale a 790 ore autorizzate. Per ultimi, ma di maggiore importanza è il tema dei tagli agli sprechi e al contenimento della spesa pubblica che sembrerebbe tradursi in tagli alle Regioni e alla sanità. L'intenzione di abbattere il cuneo fiscale sembra quindi finalmente esserci anche se, ormai si sa, in Italia le parole "risparmi" e "tagli" sono tabù.

Gabriele Pegolo

martedì 8 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Ne parlavamo proprio ieri mattina della necessità di una sensibile riduzione del cuneo fiscale, che dopo poche ore il Premier Enrico Letta in un'intervista a SkyTg24 si dice intenzionato ad incentrare la legge di stabilità su misure a beneficio dei lavoratori italiani, aiutando le imprese nel difficile compito dell'assunzione con contratti a tempo indeterminato. Per ora non si possono fare nient'altro che ipotesi, ma con tutta probabilità gli interventi si articoleranno su misure a riguardo del cuneo fiscale piuttosto che del fisco. Sul primo l'Intenzione è quella di ridurre la tassazione sugli stipendi che ha ormai raggiunto la soglia record del 46%, attraverso l'erogazione di 5 miliardi a beneficio di imprenditori e dipendenti. Nell'ottica del fisco invece l'intenzione è quella favorire la ripresa attraverso la revisione dell'aliquota IVA. Per fare ciò tuttavia, Letta e Saccomanni ricordano che è imperativo un taglio sostanzioso della spesa pubblica. Intanto, tra giochi di ipotesi e probabilmente di fantapolitica, il Senato avvia un indagine sul molto discutibile comportamento del Senatore M5S Vito Crimi, che non smette di regalarci "perle" di comicità pura.

Gabriele Pegolo

mercoledì 25 settembre 2013

#BUONGIORNO!

La fuga delle aziende dal Bel Paese sembra proprio non volersi arrestare e proprio mentre l'UE lancia il monito che l'Italia è in fase di deindustrializzazione, aziende, un tempo fiori all'occhiello, come Telecom e Alitalia sembrano essere destinate ad un futuro estero. 
Nel "rapporto sulla competitività" si legge che l'Italia resta ancora tra i paesi più industrializzati, rispetto alla media europea, ma che allo stesso tempo si ritrova in compagnia di Paesi come la Finlandia, caratterizzati per un'alta velocità di smantellamento delle attività. Le principali cause di ciò? Le solite, quelle sentite ed arcisentite, ma che non considerate priorità: costo del lavoro, burocrazia, alto costo dell'energia e pochi fondi destinati alla ricerca. 
Sul piano europeo quindi, Paesi come la Spagna e la Grecia, che sino a poco tempo fa erano considerati sull'orlo della banca rotta hanno fatto meglio di noi, investendo e attuando quelle riforme necessarie per il mercato del lavoro e per rilanciare la competitività.

Gabriele Pegolo

martedì 24 settembre 2013

#BUONGIORNO!

Prendo spunto dalla giornata di ieri per parlare di ciò che mi ha colpito molto. Ascoltando i dibattiti televisi, al centro di tutte le discussioni c'era la parola "tassa". E' stato ormai reso noto che per evitare l'aumento di un punto percentuale di IVA, lo Stato dovrà trovare 5 miliardi come copertura per dicembre e per tutto il 2014. Per far ciò tuttavia - e qui sono rimasto veramente colpito - si è parlato solamente di forme alternative di tasse, di tasse nascoste, subdule o addiritttura del ritorno di tasse come l'IMU. Per quale oscuro motivo non si parla mai tagli alla spesa pubblica? La risposta è semplice: l'Italia è un Paese costituito da piccole lobby, piccoli poteri che difendono per questo il loro "feudo" attraverso minacce avvantaggiate da posizioni di rilievo. La spesa pubblica italiana si aggira intorno ai 800 miliardi, vale a dire il cinquanta percento del PIL. Di questi, almeno il due-tre percento si possono tagliare, ma in che modo? Innanzittutto attraverso la liquidazione delle eccedenze in Pubblica Amministrazione che si aggirano intorno alle 300.000 unità. In secondo luogo attraverso privatizzazioni. E' stato dimostrato che appalti a ditte private sono di cinque/sei volte meno onerosi rispetto ad una ditta pubblica. 
Queste misure porterebbero nelle casse dello Stato un risparmio annuo di 20 miliardi, cifra che potrebbero poi detrarre dalle tasse sul lavoro, abbassando il cuneo fiscale, dando così un po' di ossigeno alle aziende e all'occupazione.
Misure sicuramente molto discutibili e che farebbero discutere, ma necessarie per un accenno di ripresa. Tuttavia in Italia si sa, mancano persone con il coraggio di proporre scelte drastiche e persone altrettanto coraggiose da intraprenderle. 
Che il Paese dei ricatti vada avanti, inesorabile, verso il declino.

Gabriele Pegolo



lunedì 23 settembre 2013

#BUONGIORNO!

Ieri Angela Merkel si è conferamata Cancelliera tedesca e lo sarà fino alle prossime elezioni, che salvo grandi stravolgimenti, si terranno tra quattro anni. 
I risultati delle elezioni tedesche sono passate (stupidamente) sotto tono dalle nostre parti e ciò risulta al quanto inspiegabile dato che da questo risultato dipende la gran parte della linea politico-economica dettata nei prossimi anni dall'Europa.
Gli exit pool parlano chiaro: anche in Germania si va verso in bipolarismo. I due partiti maggiori, CDU e CSU sono di gran lunga superiori a forze minori come i liberali che dalle scorse elezioni hanno perso circa il dieci percento. Per Angela Merkel si prospetta quindi un periodo di trattative lunghe e laboriose con i CSU in quanto non è riuscita ad ottenere la maggioranza assoluta. 
Ha fatto notizia il risultato degli AFD (Alternativa per la Germania), che per un soffio non è riuscita ad entrare in Parlamento, ottenendo il 4,9%, cifra che comunque non gli fu mai accreditata. Questo risultato dovrebbe essere per la Cancelliera tedesca non un problema, ma sicuramente un campanello d'allarme in quanto propongono l'uscita dall'euro e la liquidazione dall'area Euro di tutti quei Paesi che non riescono a sostenere le rigide regole imposte. 
Una sorta quindi, di volontà di riaffermazione della sovranità tedesca? Forse una forzatura e probabilmente lo è; quello che è sicuro è che in Germania non esistono reali alternative politiche a quelle proposte dalla Merkel che propone, riforma e vince.

Gabriele Pegolo

venerdì 20 settembre 2013

BUONGIORNO!

Il Governo presieduto da Enrico Letta è appena uscito da una crisi di governo e già le maggiori testate giornalistiche e le tv pensano ad una possibile e futura crisi che sembri provenire dal centrosinistra, ed in particolare da Epifani che reputa le parole di Berlusconi come "vergognose ed offensive", e da Matteo Renzi, che scalpitante, potrebbe aprire una crisi all'interno del PD. Situazione ben diversa si registra nel resto d'Europa ed in particolare nella vicina Germania dove la stabilità è al centro delle priorità, ancora prima delle alleanze. Questa particolarità è rafforzata anche dal fatto che in Germania non vi è il premio di maggioranza e questo spinge inevitabilmente i partiti tedeschi ad un confronto, che sia costruttivo, affinché si possa costituire una maggioranza stabile. 
Il paradosso è quindi tutto italiano, perché nonostante il premio di maggioranza, questo non costituisce un sinonimo di stabilità. Noi italiani probabilmente non siamo abituati ad una stabilità e tranquillità simile a quella tedesca, ma guardiamo il lato positivo delle cose: il "divertimento", da queste parti, non manca di certo.

Gabriele Pegolo

mercoledì 18 settembre 2013

BUONGIORNO!

Il tanto temuto aumento dell'IVA dal 21 al 22% sembra ormai inevitabile e già dal primo di ottobre gli italiani potrebbero notare un rincaro dei prezzi. La decisione sarebbe maturata nella giornata di ieri in un incontro tra il Premier Enrico Letta, il Ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e il commissario europeo Olli Rhen, in Italia per un'audizione in aula parlamentare dove ha espresso il suo disappunto sull'abolizione dell'IMU. Così il Governo, sotto le pressioni dell'UE sembra non poter evitare l'aumento dell'aliquota, risparmiando così un miliardo per il rinvio a dicembre e quattro per il 2014. 
L'aumento dell'IVA tuttavia non passerebbe del tutto inosservato, soprattutto dalle parte del PDL, che ne ha fatto un suo cavallo di battaglia. Le reazioni piddielline non costituirebbero tuttavia un grande problema per il Governo in quanto finirebbero nel calderone del voto al Senato per la decadenza del Berlusconi. Enrico Letta può dormire tutto sommato ancora sogni tranquilli: il Governo si reggerebbe comunque in piedi.

Gabriele Pegolo

giovedì 12 settembre 2013

BUONGIORNO!

Le discussioni sul "cade o non cade?"  non hanno ancora la benchè minima intenzione di cessare. Così questa mattina proviamo a delineare una nuova composizione del Senato e del Parlamento, affinchè gli italiani non si ritrovino costretti al voto, con annessa (inutile) campagna elettorale. 
Qualora il Cavaliere decidesse  di sfiduciare il governo-letta, almeno 16 senatori del PDL e 8 del Movimento Cinquestelle uscirebbero dai rispettivi gruppi per sostenere un governo che allontani definitivamente il fantasma delle elezioni anticipate. Uniti quindi ai 137 senatori di PD+Scelta Civica e ai 4 ex attivisti M5S già presenti nel Gruppo Misto, sarebbero sufficienti a costituire una nuova maggioranza. La nuova maggioranza quindi supererebbe la fatidica soglia di maggioranza dei 161 senza contare che il Presidente Letta avrebbe il supporto anche dei quattro neosenatori a vita nominati pochi giorni fa. IL PDL si ritrova ora davanti ad un bivio: mantenere la fiducia, abbandonando il suo storico leader, lasciando quindi le speranze per la ricostruzione del centro-destra italiano; o sfiduciare Letta, provocando un temporaneo Letta-bis, per poi consegnare il Paese nelle mani, dello scalpitante, Matteo Renzi.

Gabriele Pegolo

sabato 16 marzo 2013

POLITICA: PRIMI GIORNI ALLA CAMERA PER PATRIZIA TERZONI (M5S)



La marchigiana Laura Boldrini con 327 voti (17 più del quorum) è stata eletta poco fa Presidente della Camera dei Deputati dopo due giorni di fuoco. Tutti i deputati in piedi, tranne quelli del Pdl che sono rimasti seduti, l’hanno accolta applaudendo all'ingresso nell'Aula di Montecitorio. Il primo ringraziamento è per il Presidente Napolitano "custode rigoroso" dell'unità del Paese. Poi ai giovani appena eletti in Parlamento. "Insieme riusciremo a affrontare l'impegno straordinario legato al lavoro "istituzioni repubblicane", ha detto Laura Boldrini. Standing ovation del centrosinistra e di M5S nell'Aula della Camera quando la presidente Laura Boldrini ha parlato della necessità di difendere i diritti delle donne. "Questa aula darà ascolto alla sofferenza sociale di una intera generazione", ha aggiunto nel suo discorso di investitura ricordando i numerosi giovani costretti a cercare lavoro all'estero. Tutti in piedi, poi, nel ricordo di Aldo Moro, di cui oggi cade l'anniversario del rapimento. "Molto, molto dobbiamo al  suo sacrificio e della sua scorta che ricordiamo con emozione oggi." Dal Movimento 5 Stelle, abbiamo raggiunto Patrizia Terzoni, deputata fabrianese, che commenta  caldo la situazione politica dopo alcuni giorni di lavoro alla Camera. Spiega: “Ieri è stata una giornata emozionante, ma, in realtà, è risultata essere uno spreco di denaro pubblico. Solo noi abbiamo portato il nostro candidato, gli ancora hanno continuato con le discussioni. Noi siamo per la chiarezza non per i balletti politici. L'Italia merita che si inizi a lavorare subito, basta temporeggiare."

 

Marco Antonini

venerdì 15 marzo 2013

POLITICA: Nelle camere situazione di stallo

Parola d'ordine di questi giorni: bianco. Bianca è stata la fumata che ha portato il cardinale Bergoglio al papato, e bianche sono state le schede nelle due camere. La XVII legislatura inizia ufficialmente con uno stallo. Uno stallo che conferma quanto detto: nonostante la vittoria "piddieina" per un pugno di voti, l'elezione le ha di fatto perse. In entrambe le camere quindi lo stesso fenomeno: il M5S che sostiene i suoi, e il PD, PDL e Centro che lasciano le schede bianche. Una giornata caratterizzata da scetticismo ed incertezze. Incertezze in quanto non si conoscono chi e di quale "colore politico" possano essere i due presidenti. Una figura, quello del presidente di Palazzo Madama che è traducibile come la prova del nove di possibili alleanze che, almeno finora, non vedono la luce del sole. Un incastro inestricabile quindi che un paese dove i suicidi aumentano di giorno in giorno, non può e non deve permettersi.

Gabriele Pegolo