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mercoledì 7 maggio 2014

FABRIANO. ARISTIDE MERLONI, ANCORA NON SI E' DECISO SUL PARTNER O SE ANDARE AVANTI DA SOLI

(ANSA) - FABRIANO (ANCONA), 7 MAG - Per Indesit si cerca un partner ma "se andiamo avanti da soli o se ci sarà una integrazione, una fusione o una vendita" non è ancora deciso. Lo ha detto Aristide Merloni, azionista della holding di famiglia Fineldo e tutore del padre Vittorio. "Può anche essere che decidiamo di andare avanti stand alone, è ancora tutto da vedere". Indesit Company ha intanto archiviato i conti del primo trimestre 2014 con una perdita netta del gruppo di 6,2 milioni (rispetto ad un utile di 4,1 milioni nello stesso periodo del precedente esercizio). L'ad e presidente Marco Milani rileva "segnali incoraggianti per il resto dell'anno" che "arrivano dalle indicazioni della domanda di mercato soprattutto in paesi dell'Europa Occidentale come l'Italia, che confermano le attese di un 2014 in leggero miglioramento rispetto all'anno precedente".

lunedì 17 febbraio 2014

FABRIANO. REPARTO OSTETRICIA QUALE FUTURO?

Inaugurata da pochi mesi la nuova Tac e le aree accesso e d’intervento del nuovo Pronto Soccorso del nosocomio fabrianese, lo stesso rischia di perdere, nell’ambito della riforma delle reti cliniche in regionale, il suo punto di nascita. Non sono chiari tempi e modi, ma certo le parole del presidente Spacca, non lasciano molti spazi d’interpretazione, in quanto ha dichiarato che molte donne della provincia e delle regione andranno a partorire in presidi ospedalieri diversi dai propri domicili.
In altre parole e molto più concretamente su tredici ospedali della regione c’è ne sono undici con caratteristiche non rispondenti alla norma nazionale che decreta la soglia minima delle 1000 nascite ogni anno, in un singolo ospedale dove esistono le Unità Operative di Ostetricia. Ne consegue che Fabriano, attestandosi a 450 nascite, molto probabilmente dovrà unirsi con l’ostetrica di Jesi, dove i parti sono stati 570, mentre Senigallia, che pure è stata raggiunta da 700 cicogne, dovrebbe aggregarsi con Fano, per altro comune fuori provincia, e ugualmente Osimo, dovrebbe associarsi con il “Salesi” che è l’unico tutelato dalle cifre nel mantenimento della sua piena operatività. Quindi, il pericolo di subire una soppressione del reparto di Ostetricia (Fabriano, rispetto a tutti gli altri ha il numero più basso di natali) è serio. In tal senso il sindaco, Sagramola, si è già mosso, formulando un’ipotesi che prevede una pianta organica stabile per l’Ostetricia di Fabriano e Jesi, e l'altra itinerante (almeno il primario) che interviene nei casi più difficili e nelle urgenze. Dal settore medico e infermieristico, al quanto abbottonato sull’evoluzione del probabile ridimensionato del nostro reparto ospedaliero, circola invece una diversa soluzione: nel punto di nascita principale (Jesi a questo punto) si eseguono tuti i parti, compresi quelli cesarei, in subordine a Fabriano, rimarrebbero le venute al mondo naturali e le situazioni meno complicate. Evidente, dunque che la riorganizzazione, meglio ancora la razionalizzazione dell’intera sanità regionale, ora in mano al direttore sanitario regionale Piero Ceccarelli, passa anche per la nostra città. In conclusione, auguriamoci che il nostro ospedale, oltre all’Ostetricia (su questo Istituzioni e non ultima l’opinione pubblica, tutta e non soltanto frange sospettosamente attive, devono iniziare a muoversi con passi concreti) non rischi seriamente di subire ulteriori tagli, soppressioni o accorpamenti in unità operative come Cardiologia, Centro Trasfusionale, Urologia, Otorino, su cui aleggiano voci poco rassicuranti. 

©Riproduzione Riservata
Daniele Gattucci 

domenica 27 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


 Il festival renziano per eccellenza è giunto al termine e non poteva mancare di certo un intervento conclusivo da parte di colui che più l'ha ispirato. Lasciando la Leopolda, Matteo Renzi ha toccato molti temi. In primis, sulla giustizia, il sindaco si è detto sicuro della tenuta del GovernoLetta nonostante le vicende giudiziare del Cavaliere. Riguardo la legge elettorale, Renzi si augura «che abbia tre caratteristiche: alla fine del voto sai chi ha vinto, quello che ha vinto deve avere i numeri per governare e lo deve fare per cinque anni, mai più larghe intese». Si è parlato poi di semplificazione della politica e di futuro. Sul primo, Renzi è intenzionato a puntare su quattro pilastri: «Italia, Europa, educazione e lavoro», che gli dovrebbero consentire di recuperare parte dei voti dei delusi grillini e dei delusi piddiellini. Sul futuro ha invece invitato i suoi a calmare gli animi, perché «Vincere è un'espressione da non usare in generale». 
Ciò a cui stiamo assistendo, è un Renzi-politico che guarda alla pancia del partito, senza però trascurare aree politiche distanti dal centrosinistra "tradizionale". Tuttavia, nelle sue parole non traspaiono proposte concrete, ma solo giochi di parole da ottimo comunicatore quale è. Se dargli fiducia o meno, la parola ora passa all'elettorato. Sicuramente, con un centrodestra smarrito ed una totale assenza di concorrenza politica, mai come ora il sindaco fiorentino si intravede a Palazzo Chigi.

Gabriele Pegolo