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martedì 21 gennaio 2014

PARIANO: "RENZI-BERLUSCONI E LA STORIELLA DEL MAIALE E DELLA GALLINA. E IL PD?"


Vanity Fair

Il presidente del Consiglio Comunale di Fabriano interviene a Radio Gold News a seguito del dibattito politico nazionale dopo l'incontro tra Renzi e Berlusconi. Commenta  Pino Pariano: “Dopo aver appreso che il documento portato in direzione nazionale PD sulla riforma della legge elettorale non conteneva l'introduzione delle preferenze mi lascia perplesso e scontento. Il fatto che Berlusconi dichiari: "Tra me e Renzi c'e' tanta sintonia" mi fa tornare in mente una storiella. Maiale e gallina si incontrano. La gallina dice al maiale: "Possiamo fare grandi cose insieme, come le uova al prosciutto". Il maiale ci pensa e poi sbotta: 'Eh no, così uno di noi finisce a fette!' Speriamo che il PD sbotti prima dell'esecuzione”





martedì 26 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, con tutta probabilità sarà il vincitore delle primarie dell'8 dicembre. Primarie che, in quanto aperte, avranno sicuramente un'affluenza sostanziale che gioca di certo a favore per Renzi. Solo un'affluenza al di sotto delle aspettative può mettere in ombra la vittoria alle primarie prima e alle politiche nazionali poi. Per Renzi infatti la strada non è mai stata così spianata. Il centrodestra è tutto preso sulla questione del dopo-Berlusconi e l'unica cosa che riescono a concludere in questi giorni è un continuo litigio classico di ex coniugi; il centro è scomparso e nel centrosinistra non ci sono rivali tranne uno: Enrico Letta. Matteo Renzi questo lo sa e da può stratega e politico sta cercando di alzare i toni in alcuni casi per rendere questo governo Renzi-dipendente. 
Attendendo cosa accadrà in futuro, la certezza è una sola: se Renzi fallirà, in Italia si rischia di perdere il controllo della situazione. Non ci si può più permettere di "giocare".

Gabriele Pegolo 

domenica 17 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Il PDL ce l'ha fatta, si è diviso. Nessuno ci credeva e probabilmente anche il sottoscritto era tra i più titubanti, ma alla fine hanno sorpreso tutti e i "ribelli" capeggiati da Angelino Alfano sono andati a formare una forza che prende il nome di "Nuovo Centrodestra". Il nuovo gruppo dopo un'attenta conta, vanta un numero di 304 uomini di partito, tra cui trentuno senatori e ventotto deputati. Al Senato il capogruppo provvisorio è Laura Bianconi, mentre alla Camera i deputati saranno guidati da Enrico Costa. Alfano tra i suoi può contare su nomi importanti come quello dell'ex Presidente del Senato Renato Schifani che dimettendosi da capogruppo al Senato per il PDL ha di fatto scelto di buttarsi con la nuova forza politica. Da lunedì quindi si avvierà un'inevitabile rimpasto della composizione della squadra di governo in quanto con tutta probabilità i vari Santelli o Micciché, che hanno aderito a Forza Italia, decideranno di uscire dall'esecutivo. Tuttavia, oltre agli assetti interni al governo, anche fuori ci sono degli spostamenti con Maroni che sostiene la scelta di Alfano. Nei prossimi giorni dunque assisteremo a delle variazioni all'interno della maggioranza e della squadra di governo. 
Nel frattempo non si possono non commentare le ultime parole di Matteo Renzi ospite da Fazio a "Che Tempo Che Fa". Purtroppo, il sindaco di Firenze si sta mostrando sempre più vuoto di proposte e sempre più pieno di discorsi da applausi, inutili però per il Paese.

Gabriele Pegolo

martedì 12 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Nel PDL si litiga, si litiga molto. Probabilmente come mai prima d'ora il centrodestra italiano si ritrova innanzi alla possibilità di una scissione, o meglio, di una discussione sulla scelta del proprio leader. Dopo le parole di Alfano è ora l'on. Fabrizio Cicchitto ad alzare i toni esponendo i suoi dubbi sulla partecipazione delle "colombe" al Consiglio nazionale del PDL. Gli "alfaniani" si ritrovano da una parte a combattere contro il "Re Silvio Sole", dall'altra a dover controllare i toni per non creare una (nuova) crisi di governo. Le loro ragioni sono più che plausibili se si guarda ad un centrosinistra che è sempre più coeso intorno a Renzi e che con lui è pronto a vincere le future elezioni. Come ricorda lo stesso Cicchito infatti "Se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da una parte del partito."

Nel frattempo, la disoccupazione corre e tocca la cifra record di 5,6 milioni di giovani disoccupati in tutta Europa. Per questo, Hollande e Merkel, su proposta del premier Enrico Letta, hanno stabilito un vertice sulla disoccupazione giovanile nella nostra Capitale.

Gabriele Pegolo

lunedì 11 novembre 2013

#BUONGIORNO!


"Chiedo di essere giudicato alla fine di questo percorso". Il Premier Enrico Letta, ospite all'Arena di Massimo Giletti decide così di rispondere alle critiche degli ultimi giorni. Durante la sua lunga intervista, si sono toccati vari temi, uno su tutti quello della credibilità, dove il Presidente ha fatto leva sull'abolizione della seconda rata dell'IMU per far valere il proprio lavoro non dichiarando tuttavia in che modo e soprattutto dove, andrà a prendere i 2.4 miliardi necessari a coprire il gettito IMU. Letta ha poi affermato la sua volontà di cambiare la Costituzione per dare più potere alle Regioni in modo che il "centro possa fare poco o niente".
Parlando della legge di stabilità, ora in discussione in Parlamento, il Premier ha voluto soffermarsi sul tema delle pensioni, sostenendo che "E' la prima Legge di Stabilità che non interviene sui tagli alla spesa pensionistica e che per la prima volta abbassa le tasse alle famiglie e alle imprese". In chiusura ha dedicato qualche parola a Renzi e alle Primarie del PD, cercando di smorzare un po' le polemiche che lo vedevano coinvolto in un futuro scontro con il sindaco di Firenze. La sensazione, ormai certa, è che l'atteggiamento del Premier non è nient'altro che un susseguirsi di "favori", cercando di accontentare (quasi) tutti, per arrivare al 2015, quando ci saranno le Europee e quando probabilmente nuovi scenari potranno vedere la luce.

Gabriele Pegolo

domenica 27 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


 Il festival renziano per eccellenza è giunto al termine e non poteva mancare di certo un intervento conclusivo da parte di colui che più l'ha ispirato. Lasciando la Leopolda, Matteo Renzi ha toccato molti temi. In primis, sulla giustizia, il sindaco si è detto sicuro della tenuta del GovernoLetta nonostante le vicende giudiziare del Cavaliere. Riguardo la legge elettorale, Renzi si augura «che abbia tre caratteristiche: alla fine del voto sai chi ha vinto, quello che ha vinto deve avere i numeri per governare e lo deve fare per cinque anni, mai più larghe intese». Si è parlato poi di semplificazione della politica e di futuro. Sul primo, Renzi è intenzionato a puntare su quattro pilastri: «Italia, Europa, educazione e lavoro», che gli dovrebbero consentire di recuperare parte dei voti dei delusi grillini e dei delusi piddiellini. Sul futuro ha invece invitato i suoi a calmare gli animi, perché «Vincere è un'espressione da non usare in generale». 
Ciò a cui stiamo assistendo, è un Renzi-politico che guarda alla pancia del partito, senza però trascurare aree politiche distanti dal centrosinistra "tradizionale". Tuttavia, nelle sue parole non traspaiono proposte concrete, ma solo giochi di parole da ottimo comunicatore quale è. Se dargli fiducia o meno, la parola ora passa all'elettorato. Sicuramente, con un centrodestra smarrito ed una totale assenza di concorrenza politica, mai come ora il sindaco fiorentino si intravede a Palazzo Chigi.

Gabriele Pegolo

venerdì 4 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

 In questigiorni si è parlato molto dei meriti o dei demeriti del Governo della larghe intese e lo si è fatto sempre guardando al centrodestra, un po' per i fatti recentemente accaduti, un po' perché il centrosinistra ha scelto negli ultimi mesi una via molto silenziosa, come se volesse rimanere nella penombra. Tuttavia, in pochi si sono accorti che uno degli azionisti di maggioranza di questa fiducia ritrovata nel governo è proprio lui: il giovane sindaco di Firenze. Già da martedì c'è stata la prova certa di questo suo nuovo "ruolo" quando Letta lo chiamò per avere il "via libera" sull'operazione con Alfano.  Matteo Renzi ha ora davanti a sè una strada molto difficile da percorrere perché dovrà impegnarsi al cento per cento per la corsa alla segreteria del PD e dovrà anche combattere questa tendenza di "accentramento" da parte di alcuni parlamentari e senatori. Renzi ai fedelissimi sembra aver dichiarato che una volta divenuto segretario, vorrà impegnarsi per un sistema bipolare, senza ritorni al passato, con riferimenti alla vecchia DC. Nel frattempo, le camere hanno ripreso a lavorare e domani voteranno la decadenza da senatore del Cavaliere. Chissà se anche questa volta, le sorprese non mancheranno.

Gabriele Pegolo


venerdì 20 settembre 2013

BUONGIORNO!

Il Governo presieduto da Enrico Letta è appena uscito da una crisi di governo e già le maggiori testate giornalistiche e le tv pensano ad una possibile e futura crisi che sembri provenire dal centrosinistra, ed in particolare da Epifani che reputa le parole di Berlusconi come "vergognose ed offensive", e da Matteo Renzi, che scalpitante, potrebbe aprire una crisi all'interno del PD. Situazione ben diversa si registra nel resto d'Europa ed in particolare nella vicina Germania dove la stabilità è al centro delle priorità, ancora prima delle alleanze. Questa particolarità è rafforzata anche dal fatto che in Germania non vi è il premio di maggioranza e questo spinge inevitabilmente i partiti tedeschi ad un confronto, che sia costruttivo, affinché si possa costituire una maggioranza stabile. 
Il paradosso è quindi tutto italiano, perché nonostante il premio di maggioranza, questo non costituisce un sinonimo di stabilità. Noi italiani probabilmente non siamo abituati ad una stabilità e tranquillità simile a quella tedesca, ma guardiamo il lato positivo delle cose: il "divertimento", da queste parti, non manca di certo.

Gabriele Pegolo

lunedì 16 settembre 2013

BUONGIORNO!


Mentre si prospetta un'altra settimana a suon di temi classici come la decadenza del senatore Silvio Berlusconi o come le inutili chiacchiere di Matteo Renzi nell'intento di conquistarsi il suo partito, è di ieri la notizia ISTAT che tra il 2010 ed il 2013, gli under 35 "occupati" passano da 6,3 milioni a 5,3 milioni. Un milione di giovani in meno in solo tre anni. Se da un lato al nord la situazione non risulta essere molto grave, il dramma è al sud dove solo il 51% dei giovani under 35 risulta essere realmente occupato. Giustamente il premier Letta sta cercando di farsi spazio e se da un lato cerca un'intesa con l'Europa, dall'altro cerca di avere più voce in capitolo per le prossime riforme e nella fattispecie per la Legge di Stabilità. L'obiettivo numero uno per questo Governo è quindi l'occupazione e la creazione di posti di lavoro. Non si potranno tuttavia mai avere dibattiti seri e costruttivi sino a quando la maggioranza non si liberi da questa condizione di minacce e osteggiamento. 

Gabriele Pegolo

giovedì 12 settembre 2013

BUONGIORNO!

Le discussioni sul "cade o non cade?"  non hanno ancora la benchè minima intenzione di cessare. Così questa mattina proviamo a delineare una nuova composizione del Senato e del Parlamento, affinchè gli italiani non si ritrovino costretti al voto, con annessa (inutile) campagna elettorale. 
Qualora il Cavaliere decidesse  di sfiduciare il governo-letta, almeno 16 senatori del PDL e 8 del Movimento Cinquestelle uscirebbero dai rispettivi gruppi per sostenere un governo che allontani definitivamente il fantasma delle elezioni anticipate. Uniti quindi ai 137 senatori di PD+Scelta Civica e ai 4 ex attivisti M5S già presenti nel Gruppo Misto, sarebbero sufficienti a costituire una nuova maggioranza. La nuova maggioranza quindi supererebbe la fatidica soglia di maggioranza dei 161 senza contare che il Presidente Letta avrebbe il supporto anche dei quattro neosenatori a vita nominati pochi giorni fa. IL PDL si ritrova ora davanti ad un bivio: mantenere la fiducia, abbandonando il suo storico leader, lasciando quindi le speranze per la ricostruzione del centro-destra italiano; o sfiduciare Letta, provocando un temporaneo Letta-bis, per poi consegnare il Paese nelle mani, dello scalpitante, Matteo Renzi.

Gabriele Pegolo

giovedì 7 marzo 2013

Primarie PD: È stata una vittoria di Bersani o di Renzi?

In queste ultime ore stiamo assistendo ad un vero e proprio tentativo di salvataggio dell'equipaggio capitanato da Pierluigi Bersani. Da una parte si cerca il sostegno di un Grillo determinato a conquistare il 100% del parlamento, dall'altra si rifiuta l'ipotesi di un governassimo PD-PDL. Una sconfitta del PD sotto tutti i punti di vista. Una sconfitta, iniziata con la fine delle primarie, che ha visto un Bersani vittorioso, condurre una campagna elettorale ben lontana da quella che avrebbe potuto condurre un suo "uomo di partito".
Oggi una simpatica vignetta di Giannelli sul "Corriere della Sera" cita: "Che la mi fa provare come la si sta in codesta sedia?". Già, proprio così, il nome di Matteo Renzi sta tornando in queste ore su tutti i titoli; proprio quel sindaco che non appena subita la sconfitta dalle primarie, si sentì incolpato di aver mantenuto la parola data. Davvero molto simpatica questa cosa. Invochiamo continuamente la credibilità, e poi incolpiamo Renzi di non essersi rifilato una sedia in parlamento per sostenere il PD. Il fiorentino tuttavia si sta prendendo la sua grande rivincita: sta tornando in campagna elettorale e lo sta facendo nei migliori dei modi puntando su quella credibilità tanto guadagnata grazie alle primarie. La sconfitta quindi di un partito che ha scelto di seguire il "vecchio", nonostante un mondo che reclama innovazione e appunto "rottamazione".

Gabriele Pegolo