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lunedì 11 novembre 2013

#BUONGIORNO!


"Chiedo di essere giudicato alla fine di questo percorso". Il Premier Enrico Letta, ospite all'Arena di Massimo Giletti decide così di rispondere alle critiche degli ultimi giorni. Durante la sua lunga intervista, si sono toccati vari temi, uno su tutti quello della credibilità, dove il Presidente ha fatto leva sull'abolizione della seconda rata dell'IMU per far valere il proprio lavoro non dichiarando tuttavia in che modo e soprattutto dove, andrà a prendere i 2.4 miliardi necessari a coprire il gettito IMU. Letta ha poi affermato la sua volontà di cambiare la Costituzione per dare più potere alle Regioni in modo che il "centro possa fare poco o niente".
Parlando della legge di stabilità, ora in discussione in Parlamento, il Premier ha voluto soffermarsi sul tema delle pensioni, sostenendo che "E' la prima Legge di Stabilità che non interviene sui tagli alla spesa pensionistica e che per la prima volta abbassa le tasse alle famiglie e alle imprese". In chiusura ha dedicato qualche parola a Renzi e alle Primarie del PD, cercando di smorzare un po' le polemiche che lo vedevano coinvolto in un futuro scontro con il sindaco di Firenze. La sensazione, ormai certa, è che l'atteggiamento del Premier non è nient'altro che un susseguirsi di "favori", cercando di accontentare (quasi) tutti, per arrivare al 2015, quando ci saranno le Europee e quando probabilmente nuovi scenari potranno vedere la luce.

Gabriele Pegolo

martedì 22 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Dopo giorni e giorni di chiacchiere intorno alle Legge di Stabilità, finalmente si ha il testo ed oggi partirà l'iter del provvedimento. Non mancheranno sicuramente delle modifiche importanti, soprattutto se la maggioranza sarà in grado di trovare nuovi finanziamenti. Ne è un esempio la riduzione del cuneo fiscale, l'intenzione è quella di raddoppiare i  2,5 miliardi rivolti a lavoratori ed imprese con un reddito medio-basso. Altre novità riguardano il tema del lavoro, dove 135mila lavoratori precari potrebbero vedere il proprio contratto trasformarsi a tempo indeterminato grazie alle manovre di defiscalizzazione Irap. Com'è ormai noto, alla Salute non vengono effettuati tagli, per questo motivo lo Stato ha deciso di risparmiare altrove. Innanzitutto con un taglio progressivo alle Regioni, e poi con la vendita di immobili, che dovrebbero portare circa 500milioni annui.
Lo scontro più grande ci sarà però sulla TASI, la nuova IMU, che sulla prima casa peserà per 3,7 miliardi di euro, e come da previsione, il PDL si è già detto pronto allo scontro.

Gabriele Pegolo

giovedì 17 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

La Legge di Stabilità, non appena approvata dal Consigio dei Ministri, ha provocato un susseguirsi di complimenti e critiche che continuano ancora in queste ore su giornali e programmi tv. Proviamo per ciò a spiegare brevemente di che cosa si tratta. Innanzitutto saltano i tanto chiacchierati tagli alla sanità e l'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie, per far posto ad una rivalutazione delle partecipazioni alle banche per aumentare i capitali e a una manovra per favorire il rientro dei capitali detenuti illecitamente all'estero. C'è poi l'abbattimento dell'IRPEF per i redditi più bassi, nonché ecobonus ed aiuti finanziari per imprese ed investitori. Su quest'ultimo capitolo è stato infatti evitato l'aumento dell'aliquota da il 20 al 22%.
L'IMU sulla prima casa salta, ma arriva la TRISE una tassa che concentra in sé l'IMU, la TARES e la TARSU; secondo i calcoli la nuova tassa sarà più esosa dell'IMU 2013 (dove si è pagata solo la prima rata), ma in calo rispetto all'IMU 2012. Ultime due misure infine sono il blocco delle pensioni oltre i tremila euro e una stretta sul pubblico impiego che in Italia probabilmente non si era mai vista. Saranno infatti tagliati del 10% gli straordinari, è stato introdotto un tetto di retribuzione di 300mila euro lordi annui a chiunque lavori nel pubblico, e sono stati tagliati finanziamenti alle regioni per un miliardo. 
Finalmente si è visto un cambio di rotta: la politica delle tasse sembra aver lasciato il posto a quella del taglio del cuneo fiscale e della riduzione della spesa pubblica. Probabilmente su quest'ultimo capitolo è mancato un po' di coraggio, forse troppo.

Gabriele Pegolo

lunedì 14 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La tanto chiacchierata Legge di Stabilità sta prendendo finalmente forma. La manovra che le camere dovranno votare nella giornata di domani avrebbe un valore complessivo che si aggira intorno ai 12-15 miliardi di euro, ma tutto ciò sono ancora delle semplici ipotesi in quanto, come ricorda il premier Letta, bisogna attendere il testo ufficiale. Proviamo per questo a fare un gioco di ipotesi raccogliendo le dichiarazioni delle ultime ore. In primis è imperativo affrontare il tema del taglio al cuneo fiscale: ci sarebbero pronti 5 miliardi che porterebbero nelle tasche dei lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 55.000 euro, 150-200 euro in più in busta paga. Sul capitolo "Service Tax" aleggia ancora una nube di incertezze in quanto si sta ragionando sulle modalità e sulle esenzioni del pagamento. Ulteriori 4 miliardi dovrebbero essere destinati alla cassa integrazione in deroga che per i prossimi nove mesi equivale a 790 ore autorizzate. Per ultimi, ma di maggiore importanza è il tema dei tagli agli sprechi e al contenimento della spesa pubblica che sembrerebbe tradursi in tagli alle Regioni e alla sanità. L'intenzione di abbattere il cuneo fiscale sembra quindi finalmente esserci anche se, ormai si sa, in Italia le parole "risparmi" e "tagli" sono tabù.

Gabriele Pegolo

martedì 8 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Ne parlavamo proprio ieri mattina della necessità di una sensibile riduzione del cuneo fiscale, che dopo poche ore il Premier Enrico Letta in un'intervista a SkyTg24 si dice intenzionato ad incentrare la legge di stabilità su misure a beneficio dei lavoratori italiani, aiutando le imprese nel difficile compito dell'assunzione con contratti a tempo indeterminato. Per ora non si possono fare nient'altro che ipotesi, ma con tutta probabilità gli interventi si articoleranno su misure a riguardo del cuneo fiscale piuttosto che del fisco. Sul primo l'Intenzione è quella di ridurre la tassazione sugli stipendi che ha ormai raggiunto la soglia record del 46%, attraverso l'erogazione di 5 miliardi a beneficio di imprenditori e dipendenti. Nell'ottica del fisco invece l'intenzione è quella favorire la ripresa attraverso la revisione dell'aliquota IVA. Per fare ciò tuttavia, Letta e Saccomanni ricordano che è imperativo un taglio sostanzioso della spesa pubblica. Intanto, tra giochi di ipotesi e probabilmente di fantapolitica, il Senato avvia un indagine sul molto discutibile comportamento del Senatore M5S Vito Crimi, che non smette di regalarci "perle" di comicità pura.

Gabriele Pegolo

lunedì 7 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La fiducia al governo Letta ha allontanato i pessimismi dei mercati e riportato lo spread sotto i 250 punti. Ritrovata stabilità e tornati a pensare in modo positivo, il governo dovrà ora presentare all'Unione Europea prima e al Parlamento poi, la Legge di Stabilità, che dovrà contenere manovre economiche tali da permetterci di dare fiato all'economia, pur restando all'interno del deficit del tre per cento. Il quadro del bel Paese risulta essere sicuramente problematico, ma ci permette di ben sperare se si guarda ad un export che cresce a ritmi cinesi, affermandosi ad un più dieci per cento nel primo semestre di quest'anno. Con luci e ombre, con entusiasmo e pessimismo, è l'Italia odierna. Un'Italia che da un lato cresce attraverso il rinnovamento e l'esportazione e un'Italia che dall'altro lato è rimasta intrappolata nei vecchi schemi, che non investe, che non rinnova e che perciò non esporta. Per tornare a crescere basterebbe anche una semplice riorganizzazione delle risorse. E' il caso della cassa integrazione, che così concepita mantiene lavoratori di imprese che mai riapriranno, senza incentivarli alla ricerca attiva del lavoro. E' il caso della riduzione delle tasse sul lavoro e della riduzione del cuneo fiscale. Sono delle semplici riforme, ma per attuarle occorre la collaborazione dell'UE, dandoci qualche anno di flessibilità in più, permettendoci magari, anche una graduale riduzione della spesa pubblica.

Gabriele Pegolo

venerdì 20 settembre 2013

BUONGIORNO!

Il Governo presieduto da Enrico Letta è appena uscito da una crisi di governo e già le maggiori testate giornalistiche e le tv pensano ad una possibile e futura crisi che sembri provenire dal centrosinistra, ed in particolare da Epifani che reputa le parole di Berlusconi come "vergognose ed offensive", e da Matteo Renzi, che scalpitante, potrebbe aprire una crisi all'interno del PD. Situazione ben diversa si registra nel resto d'Europa ed in particolare nella vicina Germania dove la stabilità è al centro delle priorità, ancora prima delle alleanze. Questa particolarità è rafforzata anche dal fatto che in Germania non vi è il premio di maggioranza e questo spinge inevitabilmente i partiti tedeschi ad un confronto, che sia costruttivo, affinché si possa costituire una maggioranza stabile. 
Il paradosso è quindi tutto italiano, perché nonostante il premio di maggioranza, questo non costituisce un sinonimo di stabilità. Noi italiani probabilmente non siamo abituati ad una stabilità e tranquillità simile a quella tedesca, ma guardiamo il lato positivo delle cose: il "divertimento", da queste parti, non manca di certo.

Gabriele Pegolo

lunedì 16 settembre 2013

BUONGIORNO!


Mentre si prospetta un'altra settimana a suon di temi classici come la decadenza del senatore Silvio Berlusconi o come le inutili chiacchiere di Matteo Renzi nell'intento di conquistarsi il suo partito, è di ieri la notizia ISTAT che tra il 2010 ed il 2013, gli under 35 "occupati" passano da 6,3 milioni a 5,3 milioni. Un milione di giovani in meno in solo tre anni. Se da un lato al nord la situazione non risulta essere molto grave, il dramma è al sud dove solo il 51% dei giovani under 35 risulta essere realmente occupato. Giustamente il premier Letta sta cercando di farsi spazio e se da un lato cerca un'intesa con l'Europa, dall'altro cerca di avere più voce in capitolo per le prossime riforme e nella fattispecie per la Legge di Stabilità. L'obiettivo numero uno per questo Governo è quindi l'occupazione e la creazione di posti di lavoro. Non si potranno tuttavia mai avere dibattiti seri e costruttivi sino a quando la maggioranza non si liberi da questa condizione di minacce e osteggiamento. 

Gabriele Pegolo