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venerdì 30 maggio 2014

GRAZIE AI 3386 CITTADINI FABRIANESI CHE HANNO VOTATO IL MOVIMENTO 5 STELLE

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dal Consigliere del M5S di Fabriano
 Joselito Arcioni

Confesso anche di aver pianto per il risultato delle elezioni Europee ma è quello che succede quando crei tanta aspettativa e sposti l’asticella troppo in alto come abbiamo fatto in campagna elettorale ed alla fine non ti rimane che farti, come Beppe, di malox e digerire la lezione.
Ed ho seguito con attenzione anche i commenti del dopo voto ed uno su tutti mi ha colpito, quello del Governatore Gian Mario Spacca che come un pasto che si ripropone, sentenzia la frase che tutti aspettavamo: “E’ stato sconfitto il populismo demagogico che fa leva solo sulla paura”. Ancora una volta vorrei informarla che solo voi del PD utilizzate il termine populismo come dispregiativo, governatore dia una sbirciata al vocabolario, quand’è l’ultima volta che lo ha aperto, e scoprirà che non sa cosa significa. Basterebbe guardare l’enciclopedia Zanichelli. Il termine populista arriva dall’800 e indica un movimento nascente che intende migliorare la condizione e la cultura del popolo, cosicché da solo il popolo sia in grado di liberarsi dai prepotenti, ha capito governatore, prepotenti!!!
Ma riflettendo, il risultato delle elezioni Europee non è stato frutto di cittadini disinformati. Al contrario, il voto è stato dato in piena coscienza. Non si tratta di Italiani/Fabrianesi che hanno sbagliato per consuetudine o per dabbenaggine, ma di persone pienamente responsabili della loro scelta. Ne diamo la colpa ai giornalisti asserviti, lo sappiamo è così da sempre, non è un caso che l'organizzazione non governativa statunitense Freedom House, che misura il livello di libertà di stampa ed indipendenza editoriale raggiunto in ogni nazione del mondo, da all’Italia il 70° posto come unico paese semi-libero d’Europa. Possono aver inciso, ma non più di tanto. Capiamo e perdoniamo chi ha votato, convinto, per coloro che hanno messo e continuano a mettere il cappio al collo agli Italiani che grazie a loro non vedono un minimo spiraglio sul futuro. Capiamo chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che continuano a succhiare le nostre risorse e che, come un esercito in ritirata, continuano l’assalto alla diligenza dei nostri beni comuni per mantenere prebende alle loro lobby e agli amici degli amici.
Vi capiamo. Il vostro voto è stato pesato, meditato. Esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica o grazie alla politica, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, in Italia 4 milioni di persone, dai pensionati, in Italia 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna) e da quei cassaintegrati che, come a Fabriano, hanno tanto tempo libero, la mattina si fanno un bel giro in bici con gli amici e il pomeriggio fanno qualche lavoretto in nero e alla fine del mese guadagnano molto più di chi non è assistito e lavora dodici ore al giorno sotto ricatto a
800,00 € al mese, si 800,00 € al mese, gli stessi soldi che percepite voi senza fare un cazzo e danneggiando l’economia locale. La seconda, Fabriano B, di lavoratori autonomi, cassintegrati (quelli disperati veri e non i furbi), disoccupati, precari, piccole e medie imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per sé stessi e poi per la nostra nazione. Nella nostra bandiera c'è scritto "Teniamo famiglia". In questi mesi non ho sentito casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano.
Queste due Italie sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra. Come in Italia la Fabriano A non può vivere senza il contributo fiscale dell'Italia B, ma quest'ultima sta morendo, ogni minuto un'impresa, un commerciante un artigiano ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico non ha importanza.
I prossimi mesi saranno ancora più terribili e l’Italia rischia il collasso, arriveranno le nuove tasse con le quali pagheremo con gli interessi gli 80,00 €, già, a proposito, qualcuno di voi li aspettava ma non li ha trovati in busta paga? Imparate a fare bene i conti la prossima volta. Forse, per allora, l'Italia capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto questo paese, si sta condannando a una via senza ritorno. Vi capiamo, avete fatto bene. Nel frattempo, siete pronti a pagare la prima rata di IMU e TASI di giugno?
Tornando all’analisi forse è il caso di cercare un minimo di obiettività e di realismo nel valutare il risultato elettorale. Il M5S ha oggi 17 europarlamentari da zero, è il secondo partito del Paese e il primo movimento, ha, per ora, un nuovo sindaco, nelle Marche è Cinzia Ferri a Montelabbate e partecipa a 12 ballottaggi in città importanti come Livorno, Modena, Fano e Civitavecchia, oltre 500 nuovi consiglieri comunali. La nostra affermazione, anche se non possiamo nascondere che volevamo arrivare prima del PD, è stata trasformata in una sconfitta storica. Il M5S è qui per restare e per contare in Europa. Siamo la prima forza di opposizione in Italia (l'unica in realtà dopo decenni), in attesa di diventare forza di governo. La maggioranza relativa degli italiani che hanno tra 18 e 29 anni vota M5S. E' solo una questione di tempo. Poi tutto cambierà e ai partiti e ai loro media asserviti non resterà che piangere. Noi come al solito ci saremo.

GRAZIE AI 3386 CITTADINI FABRIANESI CHE HANNO VOTATO IL MOVIMENTO 5 STELLE.

Joselito Arcioni Movimento 5 Stelle Fabriano

martedì 22 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Dopo giorni e giorni di chiacchiere intorno alle Legge di Stabilità, finalmente si ha il testo ed oggi partirà l'iter del provvedimento. Non mancheranno sicuramente delle modifiche importanti, soprattutto se la maggioranza sarà in grado di trovare nuovi finanziamenti. Ne è un esempio la riduzione del cuneo fiscale, l'intenzione è quella di raddoppiare i  2,5 miliardi rivolti a lavoratori ed imprese con un reddito medio-basso. Altre novità riguardano il tema del lavoro, dove 135mila lavoratori precari potrebbero vedere il proprio contratto trasformarsi a tempo indeterminato grazie alle manovre di defiscalizzazione Irap. Com'è ormai noto, alla Salute non vengono effettuati tagli, per questo motivo lo Stato ha deciso di risparmiare altrove. Innanzitutto con un taglio progressivo alle Regioni, e poi con la vendita di immobili, che dovrebbero portare circa 500milioni annui.
Lo scontro più grande ci sarà però sulla TASI, la nuova IMU, che sulla prima casa peserà per 3,7 miliardi di euro, e come da previsione, il PDL si è già detto pronto allo scontro.

Gabriele Pegolo

lunedì 14 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La tanto chiacchierata Legge di Stabilità sta prendendo finalmente forma. La manovra che le camere dovranno votare nella giornata di domani avrebbe un valore complessivo che si aggira intorno ai 12-15 miliardi di euro, ma tutto ciò sono ancora delle semplici ipotesi in quanto, come ricorda il premier Letta, bisogna attendere il testo ufficiale. Proviamo per questo a fare un gioco di ipotesi raccogliendo le dichiarazioni delle ultime ore. In primis è imperativo affrontare il tema del taglio al cuneo fiscale: ci sarebbero pronti 5 miliardi che porterebbero nelle tasche dei lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 55.000 euro, 150-200 euro in più in busta paga. Sul capitolo "Service Tax" aleggia ancora una nube di incertezze in quanto si sta ragionando sulle modalità e sulle esenzioni del pagamento. Ulteriori 4 miliardi dovrebbero essere destinati alla cassa integrazione in deroga che per i prossimi nove mesi equivale a 790 ore autorizzate. Per ultimi, ma di maggiore importanza è il tema dei tagli agli sprechi e al contenimento della spesa pubblica che sembrerebbe tradursi in tagli alle Regioni e alla sanità. L'intenzione di abbattere il cuneo fiscale sembra quindi finalmente esserci anche se, ormai si sa, in Italia le parole "risparmi" e "tagli" sono tabù.

Gabriele Pegolo

mercoledì 2 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Un PDL così diviso non si era probabilmente mai visto nel corso del ventennio griffato Berlusconi. Tra poche ore ci sarà il voto in Parlamento e Senato per la fiducia al Premier Letta e il centrodestra italiano per la prima volta sembra che non seguirà le volontà del "Signore Padrone", ma  il segretario Alfano che ha pronunciato ieri tramite Twitter: "Si vota la fiducia". Una spaccatura che in numeri si traduce in trenta/quaranta senatori pronti a disubbidire al Cavaliere e che se costretti, a formare un nuovo gruppo a sostegno del GovernoLetta. Allo stesso tempo, all'estremo opposto, nel centrosinistra, Renzi si incontra con Letta per un accordo sulla fiducia al governo, alla ricerca di un giusto equilibrio. Vedremo per quanto le due vicende riusciranno a durare; la sensazione è che in Italia, a destra quanto a sinistra, manchi una vera cultura politica. 
Il centrodestra più di chiunque altro sembra in ritardo verso una cultura politica europea e moderna, che non si basi sulle decisioni del singolo rinchiuso in una stanza, ma che decida tramite le discussioni del collettivo.
Di certo, passi in avanti sembra siano stati fatti e non ci resta che attendere i risultati del voto di oggi. Quanto alla rivoluzione del centrodestra c'è la mia più ferma speranza che sia tale, ma quando si parla di PDL e Berlusconi mi sento un po' come san Tommaso: se non vedo non credo. 

Gabriele Pegolo

martedì 17 settembre 2013

#BUONGIORNO!

Nella giornata di oggi sembra ormai scontato il videomessaggio di Silvio Berlusconi di cui tanto si è parlato, dando così il via alla strategia berlusconiana. Ipotizzando le intenzioni del Cavaliere, con tutta probabilità presenterà e lancerà ufficialmente la nuova Forza Italia, rimarcando la sua volontà di rimanere in politica e di battagliare per la libertà; una sorta di riedizione della discesa in campo del '94. Nell'attesa quindi del responso della Giunta, Berlusconi non staccherà la spina al governo ma anzi, inviterà la maggioranza a proseguire. Proseguire almeno sino alla vigilia del voto definitivo sulla sua decadenza in Aula, quando, a detta di molti, si dimetterà lui stesso per il "bene del Paese". Di certo su questo punto la cautela non è mai troppa.
Il quadro politico non è sicuramente dei più rosei, soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni del Premier Letta dove si dice non intenzionato a fare da "parafulmine".
Nel frattempo gli ingegneri sono riusciti nel difficilissimo compito di risollevare la Costa Concordia, anch'essa piegata su un fianco come la nostra povera Italia.

Gabriele Pegolo