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domenica 17 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Il PDL ce l'ha fatta, si è diviso. Nessuno ci credeva e probabilmente anche il sottoscritto era tra i più titubanti, ma alla fine hanno sorpreso tutti e i "ribelli" capeggiati da Angelino Alfano sono andati a formare una forza che prende il nome di "Nuovo Centrodestra". Il nuovo gruppo dopo un'attenta conta, vanta un numero di 304 uomini di partito, tra cui trentuno senatori e ventotto deputati. Al Senato il capogruppo provvisorio è Laura Bianconi, mentre alla Camera i deputati saranno guidati da Enrico Costa. Alfano tra i suoi può contare su nomi importanti come quello dell'ex Presidente del Senato Renato Schifani che dimettendosi da capogruppo al Senato per il PDL ha di fatto scelto di buttarsi con la nuova forza politica. Da lunedì quindi si avvierà un'inevitabile rimpasto della composizione della squadra di governo in quanto con tutta probabilità i vari Santelli o Micciché, che hanno aderito a Forza Italia, decideranno di uscire dall'esecutivo. Tuttavia, oltre agli assetti interni al governo, anche fuori ci sono degli spostamenti con Maroni che sostiene la scelta di Alfano. Nei prossimi giorni dunque assisteremo a delle variazioni all'interno della maggioranza e della squadra di governo. 
Nel frattempo non si possono non commentare le ultime parole di Matteo Renzi ospite da Fazio a "Che Tempo Che Fa". Purtroppo, il sindaco di Firenze si sta mostrando sempre più vuoto di proposte e sempre più pieno di discorsi da applausi, inutili però per il Paese.

Gabriele Pegolo

lunedì 11 novembre 2013

#BUONGIORNO!


"Chiedo di essere giudicato alla fine di questo percorso". Il Premier Enrico Letta, ospite all'Arena di Massimo Giletti decide così di rispondere alle critiche degli ultimi giorni. Durante la sua lunga intervista, si sono toccati vari temi, uno su tutti quello della credibilità, dove il Presidente ha fatto leva sull'abolizione della seconda rata dell'IMU per far valere il proprio lavoro non dichiarando tuttavia in che modo e soprattutto dove, andrà a prendere i 2.4 miliardi necessari a coprire il gettito IMU. Letta ha poi affermato la sua volontà di cambiare la Costituzione per dare più potere alle Regioni in modo che il "centro possa fare poco o niente".
Parlando della legge di stabilità, ora in discussione in Parlamento, il Premier ha voluto soffermarsi sul tema delle pensioni, sostenendo che "E' la prima Legge di Stabilità che non interviene sui tagli alla spesa pensionistica e che per la prima volta abbassa le tasse alle famiglie e alle imprese". In chiusura ha dedicato qualche parola a Renzi e alle Primarie del PD, cercando di smorzare un po' le polemiche che lo vedevano coinvolto in un futuro scontro con il sindaco di Firenze. La sensazione, ormai certa, è che l'atteggiamento del Premier non è nient'altro che un susseguirsi di "favori", cercando di accontentare (quasi) tutti, per arrivare al 2015, quando ci saranno le Europee e quando probabilmente nuovi scenari potranno vedere la luce.

Gabriele Pegolo

martedì 5 novembre 2013

#BUONGIORNO!

 Il Ministro della Giustizia Annamaria  ancellieri nella giornata di ieri ha risposto prima in Senato e poi alla Camera alle accuse di favoreggiamento nei riguardi del caso Ligresti. Un Guardasigilli determinato a far valere le proprie ragioni, dopo una lunga ricostruzione della vicenda, ha dichiarato: "Il mio onore è stato offeso da accuse opacità, se dovessi essere d'intralcio a questo Governo, sono pronta a fare un passo indietro". Il discorso del Ministro Cancellieri ha incassato una lunga serie di applausi, soprattutto all'interno di un PDL che già nelle ore antecedenti all'intervento nelle camere aveva affermato il suo sostegno e la sua fiducia. Le critiche alla Cancellieri tuttavia non sono mancate, soprattutto da parte di Lega e M5S, con i secondi che hanno depositato una mozione di sfiducia alla Camera in quanto, secondo i grillini, la Cancellieri "ha abusato della sua funzione e della sua qualità". Anche nel PD le parole non sono state del tutto positive, tuttavia dicono che "non ci sono gli estremi per una sfiducia". 

Gabriele Pegolo

domenica 27 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


 Il festival renziano per eccellenza è giunto al termine e non poteva mancare di certo un intervento conclusivo da parte di colui che più l'ha ispirato. Lasciando la Leopolda, Matteo Renzi ha toccato molti temi. In primis, sulla giustizia, il sindaco si è detto sicuro della tenuta del GovernoLetta nonostante le vicende giudiziare del Cavaliere. Riguardo la legge elettorale, Renzi si augura «che abbia tre caratteristiche: alla fine del voto sai chi ha vinto, quello che ha vinto deve avere i numeri per governare e lo deve fare per cinque anni, mai più larghe intese». Si è parlato poi di semplificazione della politica e di futuro. Sul primo, Renzi è intenzionato a puntare su quattro pilastri: «Italia, Europa, educazione e lavoro», che gli dovrebbero consentire di recuperare parte dei voti dei delusi grillini e dei delusi piddiellini. Sul futuro ha invece invitato i suoi a calmare gli animi, perché «Vincere è un'espressione da non usare in generale». 
Ciò a cui stiamo assistendo, è un Renzi-politico che guarda alla pancia del partito, senza però trascurare aree politiche distanti dal centrosinistra "tradizionale". Tuttavia, nelle sue parole non traspaiono proposte concrete, ma solo giochi di parole da ottimo comunicatore quale è. Se dargli fiducia o meno, la parola ora passa all'elettorato. Sicuramente, con un centrodestra smarrito ed una totale assenza di concorrenza politica, mai come ora il sindaco fiorentino si intravede a Palazzo Chigi.

Gabriele Pegolo

giovedì 24 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

Il Premier Letta nel discorso di presentazione alle Camere di circa sei mesi fa, mise al centro della nuova legislatura le cosiddette riforme costituzionli ed istituzionali, nonché la riforma della legge elettorale, ma a che punto si è arrivati? Ciò che è possibile registrare oggi è un totale fallimento sotto questo punto di vista per Letta. E' ormai troppo tempo che si discute a vuoto di possibili idee di riforme e di tentativi di punti di incontro. Tempo gettato al vento e reso vano in quanto si ha l'impressione che queste larghe intese stanno si producendo qualcosa di buono, ma senza eccessivi picchi di coraggio e di rischio. 
Su questo tema è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sottilineato l'inammissibilità di un naufragio parlamentare che ondeggia tra contrapposizioni ed inconcludenze. 
Nel frattempo, sul fronte internazionale, se le voci sulle intercettazioni americane fossero accertate, si prospettano tempi difficili. Si preferisce tuttavia far trascorrere del tempo prima di gettare sentenze su un tema così delicalito.

Gabriele Pegolo

martedì 22 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Dopo giorni e giorni di chiacchiere intorno alle Legge di Stabilità, finalmente si ha il testo ed oggi partirà l'iter del provvedimento. Non mancheranno sicuramente delle modifiche importanti, soprattutto se la maggioranza sarà in grado di trovare nuovi finanziamenti. Ne è un esempio la riduzione del cuneo fiscale, l'intenzione è quella di raddoppiare i  2,5 miliardi rivolti a lavoratori ed imprese con un reddito medio-basso. Altre novità riguardano il tema del lavoro, dove 135mila lavoratori precari potrebbero vedere il proprio contratto trasformarsi a tempo indeterminato grazie alle manovre di defiscalizzazione Irap. Com'è ormai noto, alla Salute non vengono effettuati tagli, per questo motivo lo Stato ha deciso di risparmiare altrove. Innanzitutto con un taglio progressivo alle Regioni, e poi con la vendita di immobili, che dovrebbero portare circa 500milioni annui.
Lo scontro più grande ci sarà però sulla TASI, la nuova IMU, che sulla prima casa peserà per 3,7 miliardi di euro, e come da previsione, il PDL si è già detto pronto allo scontro.

Gabriele Pegolo

giovedì 17 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

La Legge di Stabilità, non appena approvata dal Consigio dei Ministri, ha provocato un susseguirsi di complimenti e critiche che continuano ancora in queste ore su giornali e programmi tv. Proviamo per ciò a spiegare brevemente di che cosa si tratta. Innanzitutto saltano i tanto chiacchierati tagli alla sanità e l'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie, per far posto ad una rivalutazione delle partecipazioni alle banche per aumentare i capitali e a una manovra per favorire il rientro dei capitali detenuti illecitamente all'estero. C'è poi l'abbattimento dell'IRPEF per i redditi più bassi, nonché ecobonus ed aiuti finanziari per imprese ed investitori. Su quest'ultimo capitolo è stato infatti evitato l'aumento dell'aliquota da il 20 al 22%.
L'IMU sulla prima casa salta, ma arriva la TRISE una tassa che concentra in sé l'IMU, la TARES e la TARSU; secondo i calcoli la nuova tassa sarà più esosa dell'IMU 2013 (dove si è pagata solo la prima rata), ma in calo rispetto all'IMU 2012. Ultime due misure infine sono il blocco delle pensioni oltre i tremila euro e una stretta sul pubblico impiego che in Italia probabilmente non si era mai vista. Saranno infatti tagliati del 10% gli straordinari, è stato introdotto un tetto di retribuzione di 300mila euro lordi annui a chiunque lavori nel pubblico, e sono stati tagliati finanziamenti alle regioni per un miliardo. 
Finalmente si è visto un cambio di rotta: la politica delle tasse sembra aver lasciato il posto a quella del taglio del cuneo fiscale e della riduzione della spesa pubblica. Probabilmente su quest'ultimo capitolo è mancato un po' di coraggio, forse troppo.

Gabriele Pegolo

lunedì 14 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La tanto chiacchierata Legge di Stabilità sta prendendo finalmente forma. La manovra che le camere dovranno votare nella giornata di domani avrebbe un valore complessivo che si aggira intorno ai 12-15 miliardi di euro, ma tutto ciò sono ancora delle semplici ipotesi in quanto, come ricorda il premier Letta, bisogna attendere il testo ufficiale. Proviamo per questo a fare un gioco di ipotesi raccogliendo le dichiarazioni delle ultime ore. In primis è imperativo affrontare il tema del taglio al cuneo fiscale: ci sarebbero pronti 5 miliardi che porterebbero nelle tasche dei lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 55.000 euro, 150-200 euro in più in busta paga. Sul capitolo "Service Tax" aleggia ancora una nube di incertezze in quanto si sta ragionando sulle modalità e sulle esenzioni del pagamento. Ulteriori 4 miliardi dovrebbero essere destinati alla cassa integrazione in deroga che per i prossimi nove mesi equivale a 790 ore autorizzate. Per ultimi, ma di maggiore importanza è il tema dei tagli agli sprechi e al contenimento della spesa pubblica che sembrerebbe tradursi in tagli alle Regioni e alla sanità. L'intenzione di abbattere il cuneo fiscale sembra quindi finalmente esserci anche se, ormai si sa, in Italia le parole "risparmi" e "tagli" sono tabù.

Gabriele Pegolo

giovedì 10 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Nella giornata in cui Saccomanni annuncia una manovra economica di tagli per rientrare all'interno del deficit del 3%, ciò che fa notizia è un tema di appartenenza non prettamente politica.
Eric Schmidt, Presidente Esecutivo di Google, alla chiusura del "Big Tent Made in Italy: la sfida digitale" tenutosi a Roma, afferma che la compagnia statunitense è intenzionata ad investire e a creare lavoro in Italia. Tuttavia, Schmidt sottolinea: "Il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, nulla può accadere senza questo". Le parole del presidente di Mountain View ci lancia un assist per parlare di ciò che in Italia c'è veramente di sbagliato: cioè la convinzione che con la cultura non si creino posti di lavoro; una delle assurdità più incredibili che si possa pensare. Come se non bastasse c'è anche la convinzione che a creare posti di lavoro debba essere lo Stato e non c'è cosa più sbagliata di ciò. E non lo dico solo io studente che si diletta nella scrittura, ma anche Schmidt stesso quando dice: "E' necessario aprirsi ulteriormente, modificare leggi che ingessano il mercato e perciò incoraggiare il libero mercato. Il settore privato dà lavoro, il Governo deve concentrarsi sulla scuola, sulla formazione." 
Cenni di segnali positivi sembrano quindi esserci, ma non ci saranno nuovi posti di lavoro, non ci saranno investimenti e non ci sarà ripresa, se non proveremo a rendendoci più "cool" agli occhi dei mercati esteri.

Gabriele Pegolo

martedì 8 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Ne parlavamo proprio ieri mattina della necessità di una sensibile riduzione del cuneo fiscale, che dopo poche ore il Premier Enrico Letta in un'intervista a SkyTg24 si dice intenzionato ad incentrare la legge di stabilità su misure a beneficio dei lavoratori italiani, aiutando le imprese nel difficile compito dell'assunzione con contratti a tempo indeterminato. Per ora non si possono fare nient'altro che ipotesi, ma con tutta probabilità gli interventi si articoleranno su misure a riguardo del cuneo fiscale piuttosto che del fisco. Sul primo l'Intenzione è quella di ridurre la tassazione sugli stipendi che ha ormai raggiunto la soglia record del 46%, attraverso l'erogazione di 5 miliardi a beneficio di imprenditori e dipendenti. Nell'ottica del fisco invece l'intenzione è quella favorire la ripresa attraverso la revisione dell'aliquota IVA. Per fare ciò tuttavia, Letta e Saccomanni ricordano che è imperativo un taglio sostanzioso della spesa pubblica. Intanto, tra giochi di ipotesi e probabilmente di fantapolitica, il Senato avvia un indagine sul molto discutibile comportamento del Senatore M5S Vito Crimi, che non smette di regalarci "perle" di comicità pura.

Gabriele Pegolo

lunedì 7 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La fiducia al governo Letta ha allontanato i pessimismi dei mercati e riportato lo spread sotto i 250 punti. Ritrovata stabilità e tornati a pensare in modo positivo, il governo dovrà ora presentare all'Unione Europea prima e al Parlamento poi, la Legge di Stabilità, che dovrà contenere manovre economiche tali da permetterci di dare fiato all'economia, pur restando all'interno del deficit del tre per cento. Il quadro del bel Paese risulta essere sicuramente problematico, ma ci permette di ben sperare se si guarda ad un export che cresce a ritmi cinesi, affermandosi ad un più dieci per cento nel primo semestre di quest'anno. Con luci e ombre, con entusiasmo e pessimismo, è l'Italia odierna. Un'Italia che da un lato cresce attraverso il rinnovamento e l'esportazione e un'Italia che dall'altro lato è rimasta intrappolata nei vecchi schemi, che non investe, che non rinnova e che perciò non esporta. Per tornare a crescere basterebbe anche una semplice riorganizzazione delle risorse. E' il caso della cassa integrazione, che così concepita mantiene lavoratori di imprese che mai riapriranno, senza incentivarli alla ricerca attiva del lavoro. E' il caso della riduzione delle tasse sul lavoro e della riduzione del cuneo fiscale. Sono delle semplici riforme, ma per attuarle occorre la collaborazione dell'UE, dandoci qualche anno di flessibilità in più, permettendoci magari, anche una graduale riduzione della spesa pubblica.

Gabriele Pegolo

venerdì 4 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

 In questigiorni si è parlato molto dei meriti o dei demeriti del Governo della larghe intese e lo si è fatto sempre guardando al centrodestra, un po' per i fatti recentemente accaduti, un po' perché il centrosinistra ha scelto negli ultimi mesi una via molto silenziosa, come se volesse rimanere nella penombra. Tuttavia, in pochi si sono accorti che uno degli azionisti di maggioranza di questa fiducia ritrovata nel governo è proprio lui: il giovane sindaco di Firenze. Già da martedì c'è stata la prova certa di questo suo nuovo "ruolo" quando Letta lo chiamò per avere il "via libera" sull'operazione con Alfano.  Matteo Renzi ha ora davanti a sè una strada molto difficile da percorrere perché dovrà impegnarsi al cento per cento per la corsa alla segreteria del PD e dovrà anche combattere questa tendenza di "accentramento" da parte di alcuni parlamentari e senatori. Renzi ai fedelissimi sembra aver dichiarato che una volta divenuto segretario, vorrà impegnarsi per un sistema bipolare, senza ritorni al passato, con riferimenti alla vecchia DC. Nel frattempo, le camere hanno ripreso a lavorare e domani voteranno la decadenza da senatore del Cavaliere. Chissà se anche questa volta, le sorprese non mancheranno.

Gabriele Pegolo


giovedì 3 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Con 235 "si" e 70 "no" il Governo presieduto da Letta può ritenersi salvo e anzi, più solido e coeso di prima. Alla fine Berlusconi ha deciso di votare la fiducia, rimangiandosi quanto detto nei giorni antecedenti e rinnegando se stesso e le decisioni prese in precedenza. Tutto ha avuto luogo all'interno di Palazzo Madama, dove le ventitré "colombe", capeggiate da Alfano dichiarano di sostenere l'Esecutivo a priori, con o senza il lascia passare del Cavaliere. Messo con le spalle al muro ed in ginocchio, l'ormai ex leader del centrodestra non poteva che dire "si" al GovernoLetta. Dietro a questo difficile e travagliato "si" c'è il classico comportamento berlusconiano di non dar soddisfazione di essere stato sconfitto. Perché la sua è stata una vera e propria sconfitta sotto tutti i punti di vista, soprattutto sotto quello tattico e strategico: far dimettere i ministri senza una strategia e soprattutto senza sostegno da parte del partito e del Paese è risultato un comportamento kamikaze. Da qui, quindi, il ripiegamento tattico che non ha di certo dimenticato di lasciare feriti, come i 25 senatori pronti ad uscire dal PDL. Si apre perciò uno scenario tutto nuovo e non di certo semplice da percorrere, tanto per il centrodestra quanto per il centrosinistra. Per il primo perché si dovrà costruire un'area politica tutta nuova, per il secondo perché non potrà più basare le sue parole sul Caimano, ormai in via di pensionamento.

Gabriele Pegolo

mercoledì 2 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Un PDL così diviso non si era probabilmente mai visto nel corso del ventennio griffato Berlusconi. Tra poche ore ci sarà il voto in Parlamento e Senato per la fiducia al Premier Letta e il centrodestra italiano per la prima volta sembra che non seguirà le volontà del "Signore Padrone", ma  il segretario Alfano che ha pronunciato ieri tramite Twitter: "Si vota la fiducia". Una spaccatura che in numeri si traduce in trenta/quaranta senatori pronti a disubbidire al Cavaliere e che se costretti, a formare un nuovo gruppo a sostegno del GovernoLetta. Allo stesso tempo, all'estremo opposto, nel centrosinistra, Renzi si incontra con Letta per un accordo sulla fiducia al governo, alla ricerca di un giusto equilibrio. Vedremo per quanto le due vicende riusciranno a durare; la sensazione è che in Italia, a destra quanto a sinistra, manchi una vera cultura politica. 
Il centrodestra più di chiunque altro sembra in ritardo verso una cultura politica europea e moderna, che non si basi sulle decisioni del singolo rinchiuso in una stanza, ma che decida tramite le discussioni del collettivo.
Di certo, passi in avanti sembra siano stati fatti e non ci resta che attendere i risultati del voto di oggi. Quanto alla rivoluzione del centrodestra c'è la mia più ferma speranza che sia tale, ma quando si parla di PDL e Berlusconi mi sento un po' come san Tommaso: se non vedo non credo. 

Gabriele Pegolo

martedì 1 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Tra modiche e variazioni, fatte o non fatte, gli italiani non sono ancora a conoscenza di quali tasse si ritroveranno a pagare, a partire da oggi, primo ottobre. I disastri di una classe dirigente che non riesce a metter davanti l'Italia ai problemi personali giudiziari o di partito, ha distolto l'attenzione da ciò che veramente conta di più per le tasche dei cittadini. Fossimo stati in altri paesi, probabilmente in queste ore non si faceva altro che parlare dell'aumento dell'IVA e dei rincari che porterebbe, ma l'Italia si sa, è un paese tutto particolare; un paese che non riesce ancora ad essere indipendente dalla volontà personale di un singolo. 
Proviamo quindi a riassumere ciò che entrerà in vigore. Da oggi, primo ottobre, l'aliquota IVA aumenterà dal 21 al 22%. Su questo capitolo non si può non dire che è assurdo che nei 805 miliardi di spesa pubblica, non si è riusciti a trovare 1 miliardo per evitarne l'aumento. 
Cavallo di battaglia del PDL, l'abolizione dell'IMU sulla prima casa, sembra molto a rischio, con una stangata media di 383 euro a dicembre.
Infine sulla TARES, nuova tassa dei rifiuti, è pieno caos: allo stato attuale non è chiaro né in che termini sarà determinata l'imposta nei comuni, né i termini di pagamento.
Siamo in balia del caos più totale, ma sembra che non sia un gran problema per il cittadino medio. Tutti tacciono. 
 
Gabriele Pegolo

lunedì 30 settembre 2013

#BUONGIORNO!


Lo avevo detto qualche giorno fa che mosse estreme da parte del Cavaliere non avrebbero giovato tanto alla stabilità economica e sociale, tanto al governo, quanto a Berlusconi stesso, e così è stato. Nel centrodestra italiano si sta registrando qualcosa che solo fino a qualche giorno fa sembrava una follia: i piddiellini si stanno ribellando alla monarchia assoluta di sua maestà Re Sole Berlusconi. In un solo giorno, big del centrodestra del calibro di: Cicchitto, Lupi, Lorenzin e Quagliarello hanno dichiarato di non voler confluire nella Forza Italia 2.0, ma ciò che più ha sorpreso, è il "Diversamente Berlusconiano" dichiarato dal segretario Alfano. 
I movimenti nel centrodestra, il coraggio ritrovato degli uomini PDL, fanno pensare che la fine della vita politica di Berlusconi possa coincidere con la fine della sua vita parlamentare, ormai dirittura d'arrivo. Che sia arrivato finalmente il momento di costruire il nuovo centrodestra, un altro centrodestra? Forse è un po' azzardato dirlo, ma a me piace pensarlo, d'altronde ogni inizio ha una sua fine e probabilmente è arrivato il momento di dire basta al sudditanza degli ultimi venti anni.

Gabriele Pegolo

giovedì 26 settembre 2013

#BUONGIORNO!

Mentre il ministro Saccomanni è alla ricerca del miliardo necessario per evitare l'aumento dell'IVA e mentre il premier Letta cerca di rassicurare i mercati, in una realtà apparentemente "parallela" c'è un signore che si "diverte", "gioca" e minaccia. Il giorno dopo le assicurazioni di Alfano al presidente della Repubblica, il dramma personale del leader del centrodestra rischia di portare l'Italia in una situazione di caos, sotto il punto di vista politico, sociale ed economico con conseguenze imprevedibili. Ciò che trapela è che il Cavaliere alla prospettiva di un arresto e quindi di un'uscita dalla vita politica, abbia perso quella sua capacità di calcolo e previsione che lo ha sempre contraddistinto. Le dimissioni in massa dei deputati PDL infatti comporterebbero conseguenze devastanti: l'annullamento delle (poche) riforme previste e soprattutto le dimissioni del nostro Capo dello Stato. La speranza è che a Berlusconi sia rimasta quella lucidità sufficiente per fargli capire che le eventuali dimissioni non porteranno nulla di buono tanto all'Italia quanto al suo schieramento politico.
Se vogliamo uscire dalla crisi, se vogliamo ripartire, dobbiamo eliminare le scorciatoie. 

Gabriele Pegolo



mercoledì 25 settembre 2013

#BUONGIORNO!

La fuga delle aziende dal Bel Paese sembra proprio non volersi arrestare e proprio mentre l'UE lancia il monito che l'Italia è in fase di deindustrializzazione, aziende, un tempo fiori all'occhiello, come Telecom e Alitalia sembrano essere destinate ad un futuro estero. 
Nel "rapporto sulla competitività" si legge che l'Italia resta ancora tra i paesi più industrializzati, rispetto alla media europea, ma che allo stesso tempo si ritrova in compagnia di Paesi come la Finlandia, caratterizzati per un'alta velocità di smantellamento delle attività. Le principali cause di ciò? Le solite, quelle sentite ed arcisentite, ma che non considerate priorità: costo del lavoro, burocrazia, alto costo dell'energia e pochi fondi destinati alla ricerca. 
Sul piano europeo quindi, Paesi come la Spagna e la Grecia, che sino a poco tempo fa erano considerati sull'orlo della banca rotta hanno fatto meglio di noi, investendo e attuando quelle riforme necessarie per il mercato del lavoro e per rilanciare la competitività.

Gabriele Pegolo

martedì 24 settembre 2013

#BUONGIORNO!

Prendo spunto dalla giornata di ieri per parlare di ciò che mi ha colpito molto. Ascoltando i dibattiti televisi, al centro di tutte le discussioni c'era la parola "tassa". E' stato ormai reso noto che per evitare l'aumento di un punto percentuale di IVA, lo Stato dovrà trovare 5 miliardi come copertura per dicembre e per tutto il 2014. Per far ciò tuttavia - e qui sono rimasto veramente colpito - si è parlato solamente di forme alternative di tasse, di tasse nascoste, subdule o addiritttura del ritorno di tasse come l'IMU. Per quale oscuro motivo non si parla mai tagli alla spesa pubblica? La risposta è semplice: l'Italia è un Paese costituito da piccole lobby, piccoli poteri che difendono per questo il loro "feudo" attraverso minacce avvantaggiate da posizioni di rilievo. La spesa pubblica italiana si aggira intorno ai 800 miliardi, vale a dire il cinquanta percento del PIL. Di questi, almeno il due-tre percento si possono tagliare, ma in che modo? Innanzittutto attraverso la liquidazione delle eccedenze in Pubblica Amministrazione che si aggirano intorno alle 300.000 unità. In secondo luogo attraverso privatizzazioni. E' stato dimostrato che appalti a ditte private sono di cinque/sei volte meno onerosi rispetto ad una ditta pubblica. 
Queste misure porterebbero nelle casse dello Stato un risparmio annuo di 20 miliardi, cifra che potrebbero poi detrarre dalle tasse sul lavoro, abbassando il cuneo fiscale, dando così un po' di ossigeno alle aziende e all'occupazione.
Misure sicuramente molto discutibili e che farebbero discutere, ma necessarie per un accenno di ripresa. Tuttavia in Italia si sa, mancano persone con il coraggio di proporre scelte drastiche e persone altrettanto coraggiose da intraprenderle. 
Che il Paese dei ricatti vada avanti, inesorabile, verso il declino.

Gabriele Pegolo



lunedì 23 settembre 2013

#BUONGIORNO!

Ieri Angela Merkel si è conferamata Cancelliera tedesca e lo sarà fino alle prossime elezioni, che salvo grandi stravolgimenti, si terranno tra quattro anni. 
I risultati delle elezioni tedesche sono passate (stupidamente) sotto tono dalle nostre parti e ciò risulta al quanto inspiegabile dato che da questo risultato dipende la gran parte della linea politico-economica dettata nei prossimi anni dall'Europa.
Gli exit pool parlano chiaro: anche in Germania si va verso in bipolarismo. I due partiti maggiori, CDU e CSU sono di gran lunga superiori a forze minori come i liberali che dalle scorse elezioni hanno perso circa il dieci percento. Per Angela Merkel si prospetta quindi un periodo di trattative lunghe e laboriose con i CSU in quanto non è riuscita ad ottenere la maggioranza assoluta. 
Ha fatto notizia il risultato degli AFD (Alternativa per la Germania), che per un soffio non è riuscita ad entrare in Parlamento, ottenendo il 4,9%, cifra che comunque non gli fu mai accreditata. Questo risultato dovrebbe essere per la Cancelliera tedesca non un problema, ma sicuramente un campanello d'allarme in quanto propongono l'uscita dall'euro e la liquidazione dall'area Euro di tutti quei Paesi che non riescono a sostenere le rigide regole imposte. 
Una sorta quindi, di volontà di riaffermazione della sovranità tedesca? Forse una forzatura e probabilmente lo è; quello che è sicuro è che in Germania non esistono reali alternative politiche a quelle proposte dalla Merkel che propone, riforma e vince.

Gabriele Pegolo