I Consiglieri di minoranza insieme ai
cittadini che sono stati presenti all’ultimo consiglio comunale, hanno applaudito
ironicamente sia i gruppi di maggioranza sia la giunta comunale. Sulle
dimissioni del sindaco Giancarlo Sagramola, la maggioranza si è stretta
compatta respingendo la mozione di
sfiducia richiesta dai gruppi di minoranza. Non è piaciuto l’atteggiamento che
ha avuto il primo cittadino in particolar modo all'esponente del Nuovo Centro Destra Urbani Urbano
il quale, lo accusa di essersi auto assolto; nonostante avesse già in tasca i
voti sufficienti, si è votato. Il nuovo comitato Sveglia Fabrianesi ha gridato
più volte “vergogna” alla maggioranza e alla giunta, evidenziando tutto su
Facebook. Molti consiglieri di minoranza tra cui Solari del Polo 3.0, non
è piaciuto il fatto del perché su delle domande attinenti, non si sia fatta intervenire la
dirigente dei servizi finanziari comunale. Il Consigliere Rossi di SEL aspetterà di conoscere
le dichiarazioni del segretario del Pd Crocetti. Il Sindaco ha precisato per l’ennesima
volta che non saranno applicate ne sanzioni ne interessi di mora per i mancati pagamenti.
Comunque è palese e sotto gli occhi di tutti che con tutte queste tasse, le famiglie non ce la fanno più
e, il popolo deve essere ascoltato perché è esso stesso il garante della nostra
costituzione, SEMPRE.
Radio Gold Bottoni
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sabato 11 gennaio 2014
Polemiche sulla Tares. Sagramola rimane al suo posto
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domenica 17 novembre 2013
#BUONGIORNO!
Il PDL ce l'ha fatta, si è diviso. Nessuno ci credeva e probabilmente anche il sottoscritto era tra i più titubanti, ma alla fine hanno sorpreso tutti e i "ribelli" capeggiati da Angelino Alfano sono andati a formare una forza che prende il nome di "Nuovo Centrodestra". Il nuovo gruppo dopo un'attenta conta, vanta un numero di 304 uomini di partito, tra cui trentuno senatori e ventotto deputati. Al Senato il capogruppo provvisorio è Laura Bianconi, mentre alla Camera i deputati saranno guidati da Enrico Costa. Alfano tra i suoi può contare su nomi importanti come quello dell'ex Presidente del Senato Renato Schifani che dimettendosi da capogruppo al Senato per il PDL ha di fatto scelto di buttarsi con la nuova forza politica. Da lunedì quindi si avvierà un'inevitabile rimpasto della composizione della squadra di governo in quanto con tutta probabilità i vari Santelli o Micciché, che hanno aderito a Forza Italia, decideranno di uscire dall'esecutivo. Tuttavia, oltre agli assetti interni al governo, anche fuori ci sono degli spostamenti con Maroni che sostiene la scelta di Alfano. Nei prossimi giorni dunque assisteremo a delle variazioni all'interno della maggioranza e della squadra di governo.
Nel frattempo non si possono non commentare le ultime parole di Matteo Renzi ospite da Fazio a "Che Tempo Che Fa". Purtroppo, il sindaco di Firenze si sta mostrando sempre più vuoto di proposte e sempre più pieno di discorsi da applausi, inutili però per il Paese.
Gabriele Pegolo
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lunedì 30 settembre 2013
#BUONGIORNO!
Lo avevo detto qualche giorno fa che mosse estreme da parte del Cavaliere non avrebbero giovato tanto alla stabilità economica e sociale, tanto al governo, quanto a Berlusconi stesso, e così è stato. Nel centrodestra italiano si sta registrando qualcosa che solo fino a qualche giorno fa sembrava una follia: i piddiellini si stanno ribellando alla monarchia assoluta di sua maestà Re Sole Berlusconi. In un solo giorno, big del centrodestra del calibro di: Cicchitto, Lupi, Lorenzin e Quagliarello hanno dichiarato di non voler confluire nella Forza Italia 2.0, ma ciò che più ha sorpreso, è il "Diversamente Berlusconiano" dichiarato dal segretario Alfano.
I movimenti nel centrodestra, il coraggio ritrovato degli uomini PDL, fanno pensare che la fine della vita politica di Berlusconi possa coincidere con la fine della sua vita parlamentare, ormai dirittura d'arrivo. Che sia arrivato finalmente il momento di costruire il nuovo centrodestra, un altro centrodestra? Forse è un po' azzardato dirlo, ma a me piace pensarlo, d'altronde ogni inizio ha una sua fine e probabilmente è arrivato il momento di dire basta al sudditanza degli ultimi venti anni.
Gabriele Pegolo
Gabriele Pegolo
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giovedì 12 settembre 2013
BUONGIORNO!
Le discussioni sul "cade o non cade?" non hanno ancora la benchè minima intenzione di cessare. Così questa mattina proviamo a delineare una nuova composizione del Senato e del Parlamento, affinchè gli italiani non si ritrovino costretti al voto, con annessa (inutile) campagna elettorale.
Qualora il Cavaliere decidesse di sfiduciare il governo-letta, almeno 16 senatori del PDL e 8 del Movimento Cinquestelle uscirebbero dai rispettivi gruppi per sostenere un governo che allontani definitivamente il fantasma delle elezioni anticipate. Uniti quindi ai 137 senatori di PD+Scelta Civica e ai 4 ex attivisti M5S già presenti nel Gruppo Misto, sarebbero sufficienti a costituire una nuova maggioranza. La nuova maggioranza quindi supererebbe la fatidica soglia di maggioranza dei 161 senza contare che il Presidente Letta avrebbe il supporto anche dei quattro neosenatori a vita nominati pochi giorni fa. IL PDL si ritrova ora davanti ad un bivio: mantenere la fiducia, abbandonando il suo storico leader, lasciando quindi le speranze per la ricostruzione del centro-destra italiano; o sfiduciare Letta, provocando un temporaneo Letta-bis, per poi consegnare il Paese nelle mani, dello scalpitante, Matteo Renzi.
Gabriele Pegolo
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