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giovedì 3 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Con 235 "si" e 70 "no" il Governo presieduto da Letta può ritenersi salvo e anzi, più solido e coeso di prima. Alla fine Berlusconi ha deciso di votare la fiducia, rimangiandosi quanto detto nei giorni antecedenti e rinnegando se stesso e le decisioni prese in precedenza. Tutto ha avuto luogo all'interno di Palazzo Madama, dove le ventitré "colombe", capeggiate da Alfano dichiarano di sostenere l'Esecutivo a priori, con o senza il lascia passare del Cavaliere. Messo con le spalle al muro ed in ginocchio, l'ormai ex leader del centrodestra non poteva che dire "si" al GovernoLetta. Dietro a questo difficile e travagliato "si" c'è il classico comportamento berlusconiano di non dar soddisfazione di essere stato sconfitto. Perché la sua è stata una vera e propria sconfitta sotto tutti i punti di vista, soprattutto sotto quello tattico e strategico: far dimettere i ministri senza una strategia e soprattutto senza sostegno da parte del partito e del Paese è risultato un comportamento kamikaze. Da qui, quindi, il ripiegamento tattico che non ha di certo dimenticato di lasciare feriti, come i 25 senatori pronti ad uscire dal PDL. Si apre perciò uno scenario tutto nuovo e non di certo semplice da percorrere, tanto per il centrodestra quanto per il centrosinistra. Per il primo perché si dovrà costruire un'area politica tutta nuova, per il secondo perché non potrà più basare le sue parole sul Caimano, ormai in via di pensionamento.

Gabriele Pegolo

lunedì 30 settembre 2013

#BUONGIORNO!


Lo avevo detto qualche giorno fa che mosse estreme da parte del Cavaliere non avrebbero giovato tanto alla stabilità economica e sociale, tanto al governo, quanto a Berlusconi stesso, e così è stato. Nel centrodestra italiano si sta registrando qualcosa che solo fino a qualche giorno fa sembrava una follia: i piddiellini si stanno ribellando alla monarchia assoluta di sua maestà Re Sole Berlusconi. In un solo giorno, big del centrodestra del calibro di: Cicchitto, Lupi, Lorenzin e Quagliarello hanno dichiarato di non voler confluire nella Forza Italia 2.0, ma ciò che più ha sorpreso, è il "Diversamente Berlusconiano" dichiarato dal segretario Alfano. 
I movimenti nel centrodestra, il coraggio ritrovato degli uomini PDL, fanno pensare che la fine della vita politica di Berlusconi possa coincidere con la fine della sua vita parlamentare, ormai dirittura d'arrivo. Che sia arrivato finalmente il momento di costruire il nuovo centrodestra, un altro centrodestra? Forse è un po' azzardato dirlo, ma a me piace pensarlo, d'altronde ogni inizio ha una sua fine e probabilmente è arrivato il momento di dire basta al sudditanza degli ultimi venti anni.

Gabriele Pegolo

venerdì 22 marzo 2013

Il difficile enigma di Napolitano. L'Italia avrà un governo?

Ieri al Quirinale sono terminate le tanto attese consultazioni. Grillo prima, Berlusconi e Bersani poi, hanno presentato a Napolitano la loro idea di governo. Oggi, alla luce dei fatti, la situazione non risulta essere per niente positiva. Da un lato abbiamo Bersani e Grillo, intenti a seguire la propria e non comune strada, presentando un proprio premier, dall'altra Berlusconi, che si dice aperto per un governissimo. Il Presidente della Repubblica si è dato ventiquattro ore per raccogliere le idee e gli appunti, quindi voglio provare a mettermi nei panni del Capo dello Stato.
Ci sono tre grandi possibilità. La prima è l'alleanza tra Bersani e Berlusconi, del tutto improbabile però in quanto fino a poche ore fa Bersani chiudeva al Cavaliere e quest'ultimo si diceva impossibilitato nell'allearsi con i "comunisti". La seconda è il ritorno al voto, che però è alquanto improbabile che si decida di farlo con questa legge elettorale, e questo Senato, è in grado di approvare una nuova legge elettorale? La terza e più probabile ipotesi è un Governo di modello siciliano. In questo caso però il premier non potrà essere Bersani. Quindi, a chi dare l'incarico? A Grasso?
Un difficile enigma che solo Napolitano potrà sciogliere in queste ore.
Non ci resta che attendere, ma le grandi sorprese sono sicuro che non mancheranno.

Gabriele Pegolo