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martedì 5 novembre 2013

#BUONGIORNO!

 Il Ministro della Giustizia Annamaria  ancellieri nella giornata di ieri ha risposto prima in Senato e poi alla Camera alle accuse di favoreggiamento nei riguardi del caso Ligresti. Un Guardasigilli determinato a far valere le proprie ragioni, dopo una lunga ricostruzione della vicenda, ha dichiarato: "Il mio onore è stato offeso da accuse opacità, se dovessi essere d'intralcio a questo Governo, sono pronta a fare un passo indietro". Il discorso del Ministro Cancellieri ha incassato una lunga serie di applausi, soprattutto all'interno di un PDL che già nelle ore antecedenti all'intervento nelle camere aveva affermato il suo sostegno e la sua fiducia. Le critiche alla Cancellieri tuttavia non sono mancate, soprattutto da parte di Lega e M5S, con i secondi che hanno depositato una mozione di sfiducia alla Camera in quanto, secondo i grillini, la Cancellieri "ha abusato della sua funzione e della sua qualità". Anche nel PD le parole non sono state del tutto positive, tuttavia dicono che "non ci sono gli estremi per una sfiducia". 

Gabriele Pegolo

lunedì 7 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


La fiducia al governo Letta ha allontanato i pessimismi dei mercati e riportato lo spread sotto i 250 punti. Ritrovata stabilità e tornati a pensare in modo positivo, il governo dovrà ora presentare all'Unione Europea prima e al Parlamento poi, la Legge di Stabilità, che dovrà contenere manovre economiche tali da permetterci di dare fiato all'economia, pur restando all'interno del deficit del tre per cento. Il quadro del bel Paese risulta essere sicuramente problematico, ma ci permette di ben sperare se si guarda ad un export che cresce a ritmi cinesi, affermandosi ad un più dieci per cento nel primo semestre di quest'anno. Con luci e ombre, con entusiasmo e pessimismo, è l'Italia odierna. Un'Italia che da un lato cresce attraverso il rinnovamento e l'esportazione e un'Italia che dall'altro lato è rimasta intrappolata nei vecchi schemi, che non investe, che non rinnova e che perciò non esporta. Per tornare a crescere basterebbe anche una semplice riorganizzazione delle risorse. E' il caso della cassa integrazione, che così concepita mantiene lavoratori di imprese che mai riapriranno, senza incentivarli alla ricerca attiva del lavoro. E' il caso della riduzione delle tasse sul lavoro e della riduzione del cuneo fiscale. Sono delle semplici riforme, ma per attuarle occorre la collaborazione dell'UE, dandoci qualche anno di flessibilità in più, permettendoci magari, anche una graduale riduzione della spesa pubblica.

Gabriele Pegolo

giovedì 3 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Con 235 "si" e 70 "no" il Governo presieduto da Letta può ritenersi salvo e anzi, più solido e coeso di prima. Alla fine Berlusconi ha deciso di votare la fiducia, rimangiandosi quanto detto nei giorni antecedenti e rinnegando se stesso e le decisioni prese in precedenza. Tutto ha avuto luogo all'interno di Palazzo Madama, dove le ventitré "colombe", capeggiate da Alfano dichiarano di sostenere l'Esecutivo a priori, con o senza il lascia passare del Cavaliere. Messo con le spalle al muro ed in ginocchio, l'ormai ex leader del centrodestra non poteva che dire "si" al GovernoLetta. Dietro a questo difficile e travagliato "si" c'è il classico comportamento berlusconiano di non dar soddisfazione di essere stato sconfitto. Perché la sua è stata una vera e propria sconfitta sotto tutti i punti di vista, soprattutto sotto quello tattico e strategico: far dimettere i ministri senza una strategia e soprattutto senza sostegno da parte del partito e del Paese è risultato un comportamento kamikaze. Da qui, quindi, il ripiegamento tattico che non ha di certo dimenticato di lasciare feriti, come i 25 senatori pronti ad uscire dal PDL. Si apre perciò uno scenario tutto nuovo e non di certo semplice da percorrere, tanto per il centrodestra quanto per il centrosinistra. Per il primo perché si dovrà costruire un'area politica tutta nuova, per il secondo perché non potrà più basare le sue parole sul Caimano, ormai in via di pensionamento.

Gabriele Pegolo

mercoledì 2 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Un PDL così diviso non si era probabilmente mai visto nel corso del ventennio griffato Berlusconi. Tra poche ore ci sarà il voto in Parlamento e Senato per la fiducia al Premier Letta e il centrodestra italiano per la prima volta sembra che non seguirà le volontà del "Signore Padrone", ma  il segretario Alfano che ha pronunciato ieri tramite Twitter: "Si vota la fiducia". Una spaccatura che in numeri si traduce in trenta/quaranta senatori pronti a disubbidire al Cavaliere e che se costretti, a formare un nuovo gruppo a sostegno del GovernoLetta. Allo stesso tempo, all'estremo opposto, nel centrosinistra, Renzi si incontra con Letta per un accordo sulla fiducia al governo, alla ricerca di un giusto equilibrio. Vedremo per quanto le due vicende riusciranno a durare; la sensazione è che in Italia, a destra quanto a sinistra, manchi una vera cultura politica. 
Il centrodestra più di chiunque altro sembra in ritardo verso una cultura politica europea e moderna, che non si basi sulle decisioni del singolo rinchiuso in una stanza, ma che decida tramite le discussioni del collettivo.
Di certo, passi in avanti sembra siano stati fatti e non ci resta che attendere i risultati del voto di oggi. Quanto alla rivoluzione del centrodestra c'è la mia più ferma speranza che sia tale, ma quando si parla di PDL e Berlusconi mi sento un po' come san Tommaso: se non vedo non credo. 

Gabriele Pegolo