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giovedì 24 ottobre 2013

#BUONGIORNO!

Il Premier Letta nel discorso di presentazione alle Camere di circa sei mesi fa, mise al centro della nuova legislatura le cosiddette riforme costituzionli ed istituzionali, nonché la riforma della legge elettorale, ma a che punto si è arrivati? Ciò che è possibile registrare oggi è un totale fallimento sotto questo punto di vista per Letta. E' ormai troppo tempo che si discute a vuoto di possibili idee di riforme e di tentativi di punti di incontro. Tempo gettato al vento e reso vano in quanto si ha l'impressione che queste larghe intese stanno si producendo qualcosa di buono, ma senza eccessivi picchi di coraggio e di rischio. 
Su questo tema è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sottilineato l'inammissibilità di un naufragio parlamentare che ondeggia tra contrapposizioni ed inconcludenze. 
Nel frattempo, sul fronte internazionale, se le voci sulle intercettazioni americane fossero accertate, si prospettano tempi difficili. Si preferisce tuttavia far trascorrere del tempo prima di gettare sentenze su un tema così delicalito.

Gabriele Pegolo

sabato 14 settembre 2013

BUONGIORNO!

Poco più di tre mesi fa ebbe vita il Governo delle larghe intese, una scommessa voluta più di chiunque altro dal nostro Capo dello Stato Giorgio Napolitano che vide in Enrico Letta la figura più adatta per presiedere e soprattutto a mediare una maggioranza pronta ad esplodere. 
Non appena insediatasi uno dei cavalli di battaglia di questa legislatura fu l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, nonché il dimezzamento del numero dei parlamentari.
Dato per scontato l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, pochi sanno che non solo non è stato ancora abolito, ma che, risultando indigesto a tutti i partiti (nessuno escluso), tale discussione viene rimandata di mese in mese. I due principali schieramenti infatti, ancora lontani da un accordo sul testo, hanno rimandato la discussione a settembre. Si riparte quindi di nuovo dall'origine, in cerca di un accordo che forse mai vedrà la luce, lasciando così le speranze per quelle riforme costituzionali come la chiusura di una delle due camere, solo ai più temerari ottimisti.

Gabriele Pegolo