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domenica 16 febbraio 2014

PRIMARIE PD. A FABRIANO VINCE COMI. HANNO VOTATO IN 246

Primarie regionali del Pd. Seggi chiusi alle ore 20 anche a Fabriano.

Questi i risultati:

FIORETTI 47 VOTI (19.10%)
COMI 197 VOTI (80%)
SCHEDE BIANCHE 2

TOTALE VOTANTI: 246

Michele Crocetti: "Abbiamo superato il dato del congresso provinciale quanto votarono 200 persone. Ottima partecipazione."



Marco Antonini

sabato 15 febbraio 2014

PRONTI SEGGI PER PRIMARIE PD MARCHE

Sono oltre 200 i seggi in cui domenica 16 febbraio si voterà per eleggere il nuovo segretario regionale del Pd. Si vota dalle 8 alle 20. L'elenco città per città al link http://www.pdmarche.net/elenco-dei-seggi-primarie-regionali-2014 /. 
Luca Ceriscioli, escluso dalla corsa, invita a disertare le urne. 
''Appello inopportuno'' replica l'on. Alessia Morani.
(ANSA)

mercoledì 12 febbraio 2014

GUERRA NEL PD PER LE PRIMARIE DEL SEGRETARIO REGIONALE

La Commissione di garanzia del Pd delle Marche ha accolto il ricorso del sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli dichiarato incandidabile dalla Commissione nazionale di garanzia ''A quanto mi risulta, la Commissione regionale mi ha dato ragione - afferma il sindaco". ''Credo che il congresso del 16 si possa ragionevolmente spostare più avanti dice Ceriscioli ma il segretario uscente del Pd Palmiro Ucchielli, ribadisce: "la data congresso resta quella fissata, bisogna però cercare di trovare una sintesi". Ma, conclude, faranno testo le decisioni romane: "E' come per la giustizia amministrativa: c'è il Tar (la Commissione regionale; ndr) e poi il Consiglio di Stato". Rapida la controrisposta di Ceriscioli, "comportamento Ucchielli inqualificabile".

(NEWSMARCHE.IT)


martedì 26 novembre 2013

#BUONGIORNO!

Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, con tutta probabilità sarà il vincitore delle primarie dell'8 dicembre. Primarie che, in quanto aperte, avranno sicuramente un'affluenza sostanziale che gioca di certo a favore per Renzi. Solo un'affluenza al di sotto delle aspettative può mettere in ombra la vittoria alle primarie prima e alle politiche nazionali poi. Per Renzi infatti la strada non è mai stata così spianata. Il centrodestra è tutto preso sulla questione del dopo-Berlusconi e l'unica cosa che riescono a concludere in questi giorni è un continuo litigio classico di ex coniugi; il centro è scomparso e nel centrosinistra non ci sono rivali tranne uno: Enrico Letta. Matteo Renzi questo lo sa e da può stratega e politico sta cercando di alzare i toni in alcuni casi per rendere questo governo Renzi-dipendente. 
Attendendo cosa accadrà in futuro, la certezza è una sola: se Renzi fallirà, in Italia si rischia di perdere il controllo della situazione. Non ci si può più permettere di "giocare".

Gabriele Pegolo 

lunedì 11 novembre 2013

#BUONGIORNO!


"Chiedo di essere giudicato alla fine di questo percorso". Il Premier Enrico Letta, ospite all'Arena di Massimo Giletti decide così di rispondere alle critiche degli ultimi giorni. Durante la sua lunga intervista, si sono toccati vari temi, uno su tutti quello della credibilità, dove il Presidente ha fatto leva sull'abolizione della seconda rata dell'IMU per far valere il proprio lavoro non dichiarando tuttavia in che modo e soprattutto dove, andrà a prendere i 2.4 miliardi necessari a coprire il gettito IMU. Letta ha poi affermato la sua volontà di cambiare la Costituzione per dare più potere alle Regioni in modo che il "centro possa fare poco o niente".
Parlando della legge di stabilità, ora in discussione in Parlamento, il Premier ha voluto soffermarsi sul tema delle pensioni, sostenendo che "E' la prima Legge di Stabilità che non interviene sui tagli alla spesa pensionistica e che per la prima volta abbassa le tasse alle famiglie e alle imprese". In chiusura ha dedicato qualche parola a Renzi e alle Primarie del PD, cercando di smorzare un po' le polemiche che lo vedevano coinvolto in un futuro scontro con il sindaco di Firenze. La sensazione, ormai certa, è che l'atteggiamento del Premier non è nient'altro che un susseguirsi di "favori", cercando di accontentare (quasi) tutti, per arrivare al 2015, quando ci saranno le Europee e quando probabilmente nuovi scenari potranno vedere la luce.

Gabriele Pegolo

giovedì 7 marzo 2013

Primarie PD: È stata una vittoria di Bersani o di Renzi?

In queste ultime ore stiamo assistendo ad un vero e proprio tentativo di salvataggio dell'equipaggio capitanato da Pierluigi Bersani. Da una parte si cerca il sostegno di un Grillo determinato a conquistare il 100% del parlamento, dall'altra si rifiuta l'ipotesi di un governassimo PD-PDL. Una sconfitta del PD sotto tutti i punti di vista. Una sconfitta, iniziata con la fine delle primarie, che ha visto un Bersani vittorioso, condurre una campagna elettorale ben lontana da quella che avrebbe potuto condurre un suo "uomo di partito".
Oggi una simpatica vignetta di Giannelli sul "Corriere della Sera" cita: "Che la mi fa provare come la si sta in codesta sedia?". Già, proprio così, il nome di Matteo Renzi sta tornando in queste ore su tutti i titoli; proprio quel sindaco che non appena subita la sconfitta dalle primarie, si sentì incolpato di aver mantenuto la parola data. Davvero molto simpatica questa cosa. Invochiamo continuamente la credibilità, e poi incolpiamo Renzi di non essersi rifilato una sedia in parlamento per sostenere il PD. Il fiorentino tuttavia si sta prendendo la sua grande rivincita: sta tornando in campagna elettorale e lo sta facendo nei migliori dei modi puntando su quella credibilità tanto guadagnata grazie alle primarie. La sconfitta quindi di un partito che ha scelto di seguire il "vecchio", nonostante un mondo che reclama innovazione e appunto "rottamazione".

Gabriele Pegolo