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giovedì 17 aprile 2014

CARBURANTI, I PREZZI AUMENTANO ANCORA. PIENO PIU' SALATO ALLA VIGILIA DI PASQUA

Aumenti per i prezzi della benzina. Stamattina Eni ha aumentato i prezziconsigliati di 1,5 centesimi per la benzina e di 0,5centesimi per il diesel. Ritocco all'insù anche per TotalErg sulla verde (+0,5 cent), mentre l'aumento più rilevante è per Shell, con due centesimi al litro su entrambi i prodotti. La quotazione della benzina è salita ieri a 563 euro per mille litri (+2), quella del diesel a 571 euro per mille litri (+5).
Ulteriori rincari nel fine settimana di Pasqua saranno determinati dall'andamento dei mercati. Leggera tendenza all'aumento, sia nel servito, sia nel Self che, in questa settimana, vede riflessi gli aumenti dei prezzi raccomandati decisi di recente da quasi tutte le compagnie; sempre nel Self service restano in ogni caso competitive le punte minime nelle aree calde della concorrenza fra no logo, Gdo, e format self h24 delle «petrolifere».
Per la benzina e il diesel serviti le medie nazionali sono adesso a 1,809 e 1,715 euro/litro (Gpl a 0,747). Le «punte» in alcune aree sono per la «verde» fino a 1,853 euro/litro, il diesel a 1,758 e il Gpl a 0,765. La situazione a livello Paese, sempre in modalità «servito», secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per il Servizio Check-Up Prezzi QE, vede il prezzo medio praticato della benzina che va oggi dall'1,790 euro/litro di Eni all'1,809 di Q8 (no-logo a 1,679). Per il diesel si passa dall'1,699 euro/litro di Esso all'1,716 di Q8 (no-logo a 1,583). Il Gpl rimane è tra 0,730 euro/litro di Eni e IP e 0,747 di Tamoil (no-logo a 0,710). 

(Il Corriere Adriatico) 

martedì 1 ottobre 2013

#BUONGIORNO!


Tra modiche e variazioni, fatte o non fatte, gli italiani non sono ancora a conoscenza di quali tasse si ritroveranno a pagare, a partire da oggi, primo ottobre. I disastri di una classe dirigente che non riesce a metter davanti l'Italia ai problemi personali giudiziari o di partito, ha distolto l'attenzione da ciò che veramente conta di più per le tasche dei cittadini. Fossimo stati in altri paesi, probabilmente in queste ore non si faceva altro che parlare dell'aumento dell'IVA e dei rincari che porterebbe, ma l'Italia si sa, è un paese tutto particolare; un paese che non riesce ancora ad essere indipendente dalla volontà personale di un singolo. 
Proviamo quindi a riassumere ciò che entrerà in vigore. Da oggi, primo ottobre, l'aliquota IVA aumenterà dal 21 al 22%. Su questo capitolo non si può non dire che è assurdo che nei 805 miliardi di spesa pubblica, non si è riusciti a trovare 1 miliardo per evitarne l'aumento. 
Cavallo di battaglia del PDL, l'abolizione dell'IMU sulla prima casa, sembra molto a rischio, con una stangata media di 383 euro a dicembre.
Infine sulla TARES, nuova tassa dei rifiuti, è pieno caos: allo stato attuale non è chiaro né in che termini sarà determinata l'imposta nei comuni, né i termini di pagamento.
Siamo in balia del caos più totale, ma sembra che non sia un gran problema per il cittadino medio. Tutti tacciono. 
 
Gabriele Pegolo