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mercoledì 30 aprile 2014

CANONIZZAZIONE DEI DUE PAPI, IL MESSAGGIO ALLA DIOCESI DEL VESCOVO GIANCARLO VECERRICA


Messaggio del Vescovo Giancarlo Vecerrica per la Canonizzazione dei due Papi

La nostra città di Fabriano, insieme a tutta la Diocesi, è speciale e fortunata perché è una delle poche città visitate dai due Papi: San Giovanni XXIII, in pellegrinaggio con il treno verso Loreto, il 4 ottobre 1962 si è fermato nella stazione ferroviaria di Fabriano per accogliere e benedire la popolazione accorsa a salutare il Papa; San Giovanni Paolo II il 19 marzo 1991 ha compiuto la memorabile visita a Fabriano e Matelica. Queste due incontri speciali, ricordandoli ora, ci ridonano la bontà e l’entusiasmo della fede. Chiedo a tutti, soprattutto ai giovani, di tenere vive queste memorie. Oggi abbiamo bisogno di questi santi Papi che ci ripropongono la gioia della fede, l’amore fraterno e il coraggio di compierlo. Papa Francesco ha detto che San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II sono uomini “docili allo Spirito Santo” e perciò sono “uomini coraggiosi”. Questo evento mi ha suscitato tante domande e forti desideri. Sacerdoti e laici, aiutatemi a realizzarli: Come porre la nostra città e Diocesi sotto la protezione dei due nuovi santi in modo concreto e coinvolgente? Quali azioni di amore, quali opere di fede coraggiosa compiere in questo periodo alla loro sequela? Quale preparazione all’evento di sabato 14 giugno per l’ordinazione sacerdotale di Ruben, un giovane della nostra diocesi, e come coinvolgere tanti giovani? Mentre sono in attesa delle vostre risposte, come vorrei che la comunità diocesana di Fabriano-Matelica fosse sempre più secondo le richieste di Papa Francesco, presentate nella canonizzazione dei due Papi: “una comunità dove vive l’essenziale del Vangelo, vale a dire l’amore, la misericordia, in semplicità e fraternità”. Che meraviglia questa Pasqua 2014! Che meraviglia se in tanti ci coinvolgiamo in queste proposte! San Giovanni XXIII, San Giovanni Paolo II proteggete me e questa nostra diocesi, suscitando vocazioni nuove e creatività travolgente.

Giancarlo Vecerrica

Domani, 1 maggio, alle ore 19 il Vescovo presiede la celebrazione per il mondo del lavoro presso la chiesa San Giuseppe Lavoratore.

A SASSOFERRATO "LA FIABA DEL RE NUDO" CON GLI ALLIEVI DELLA SCUOLA DI TEATRO PAOLUCCI

Baby attori in scena al Teatro del Sentino. Il settimo appuntamento della stagione di prosa, il primo tra quelli inseriti in cartellone fuori abbonamento, vedrà protagonisti, sabato 3 e, in replica, domenica 4 maggio alle ore 21,00, gli allievi del corso di recitazione per bambini e ragazzi della locale Scuola comunale di teatro “Tommaso Paolucci”. La fiaba del re nudo, questo il titolo della rappresentazione prodotta dal Comune, che vedrà in scena da un cast di ventuno interpreti, dieci maschi e undici femmine. Una commedia con musiche, particolarmente intrigante, libero adattamento di Ada Borgiani da Il re nudo di  Evgenij Schwarz e dalle fiabe di Hans Christian Andersen. La regia dello spettacolo porta la firma della stessa Borgiani, animatrice teatrale della Compagnia della Rancia e insegnante di recitazione dei ragazzi, mentre le musiche originali, il laboratorio e il coordinamento musicale sono a cura del compositore Aldo Passarini. Due qualificati professionisti, dunque, affiancati nell’allestimento dello spettacolo dall’insegnante di canto Cinzia Bardeggia. Dopo sei mesi di corso gli aspiranti attori avranno così l’opportunità di mostrare al pubblico il risultato del loro lavoro. Nonostante la giovanissima età, che  spazia tra gli otto e i tredici anni, gli allievi possono essere considerati, in una certa misura, dei piccoli veterani, dal momento che la maggior parte di loro ha già alle spalle quattro spettacoli, molto apprezzati dal pubblico, presentati nelle precedenti stagioni di prosa: Le avventure di Giannino detto Gianburrasca, che li ha visti debuttare in veste di comprimari, Gatti, Il flauto magico e L’uccellino azzurro nelle quali, invece, hanno svolto un ruolo da protagonisti. Istituiti dal Comune cinque anni fa, i corsi di recitazione, destinati anche a ragazzi più grandi di età, anche loro prossimamente in scena al Teatro del Sentino (17 e 18 maggio), sono stati realizzati con la collaborazione del locale Istituto Scolastico Comprensivo e il contributo dell’Assemblea Legislativa delle Marche. Nella rappresentazione La fiaba del re nudo confluiscono e interagiscono elementi di più fiabe di Hans Christian Andersen. La storia narra dell’amore contrastato di un ragazzo, guardiano di porci, per una bella principessa che, proprio a causa di questo amore “impossibile”, verrà promessa in sposa ad un imperatore despota, vanitoso e poco intelligente. Sarà un bambino, con la spontanea naturalezza e l’innocenza dei suoi cinque anni, a sconfiggere la stupidità dell’imperatore e l’ipocrisia e la codardia dei cortigiani e a far trionfare la verità e l’amore… In sostanza, una rappresentazione brillante e coinvolgente, con una pregevole cornice di musiche e di atmosfere magiche. Le luci e la fonica sono a cura di Class Sassoferrato.

Biglietti: Posto unico €.13,00 - Ridotto (abbonati e giovani fino a 18 anni di età) €.9,00 - Prevendita €. 1,00. Info: Comune di Sassoferrato - Ufficio Relazioni con il Pubblico - Piazza Matteotti, 4 - tel. 0732/956231-232-218 - fax 0732.956234, e-mail: teatrodelsentino@comune.sassoferrato.an.it, oppure consultare il sito internet www.comune.sassoferrato.an.it, area “Teatro”.


martedì 29 aprile 2014

FONDAZIONE CARIFAC. L'AVVOCATO BENVENUTO AL POSTO DI GIRALDI. IL RINGRAZIAMENTO DI PAPIRI

Comunicato del Presidente della Fondazione Carifac Guido Papiri.


Il Presidente, preso atto del totale rinnovo del Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca, deciso dall’Assemblea dei Soci tenutasi sabato 26 Aprile, ringrazia il Dott. Domenico Giraldi che termina l’incarico per l’opera svolta  nell’ambito del cessato Consiglio a favore di questo territorio.  Nel contempo  esprime i più vivi rallegramenti al nuovo Consiglio ed in particolare all’Avvocato Maurizio Benvenuto, designato da questa Fondazione, che rappresenterà le esigenze del territorio fabrianese in Veneto Banca in stretta relazione con la Fondazione stessa  ai fini di una ottimale rappresentazione delle gravi difficoltà in cui si trova questo comprensorio per auspicabili positivi interventi.

SENTENZA EX A.MERLONI. DOMANI ASSEMBLEA OPERAI: "I POTERI FORTI HANNO AVUTO LA MEGLIO"

J&P, LA CORTE DI APPELLO DA RAGIONE ALLE BANCHE, MA I LAVORATORI NON SI ARRENDONO.

Non appena appresa la notizia che la corte d’appello di Ancona, ha confermato la sentenza di primo grado con la quale si da ancora ragione alle banche contro l’acquisizione di una parte degli assett della A. Merloni in amministrazione straordinaria da parte della J&P di Porcarelli, Fim – Fiom e Uilm esprimono tutta l’indignazione per quanto accaduto.

Ancora una volta, i poteri forti rappresentati dalle banche, hanno avuto la meglio su coloro che sono stati per molto tempo il volano dell’economia reale, cioè i lavoratori. Abbiamo già coinvolto le strutture di Fim – Fiom – Uilm Nazionali e Cgil – Cisl e Uil Regionali in modo da rappresentare le nostre istanze presso il Governo e le Regioni Marche ed Umbria. I lavoratori, dietro questa sentenza, sono tutt’altro che rassegnati e non si piegano alla possibilità di pregiudicare il proprio futuro lavorativo. Per queste ragioni, Fim, Fiom e Uilm convocheranno assemblee con i lavoratori nei siti di Nocera Umbra e Fabriano, per discutere su quanto accaduto e decidere iniziative forti di lotta. 

Fim – Fiom – Uilm
Marche/Umbria

lunedì 28 aprile 2014

VENDITA EX ANTONIO MERLONI, RESPINTO RECLAMO


La Corte d'appello di Ancona ha respinto il reclamo presentato dai commissari straordinari dell'ex A. Merloni e da Giovanni Porcarelli contro l'annullamento della vendita dell'azienda alla J&P dello stesso Porcarelli, dando così ragione alle 7 banche creditrici e confermando l'annullamento della vendita. Sono 700 gli operai riassunti dalla J&P negli impianti di Marche e Umbria che potrebbero rischiare il posto di lavoro. Scontato il ricorso in Cassazione. (Ansa) 

COME D'INCANTO... GRANDE SUCCESSO A TEATRO

Sabato 12 Aprile, nella splendida cornice del Teatro Gentile, si è tenuta la seconda edizione della Rassegna Corale di voci bianche “Come d’in… canto”, organizzata dal coro Le Verdi Note in collaborazione con il Gruppo Corale Santa Cecilia, sotto il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Fabriano. Reduci dalle performances dello scorso dicembre (l’emozionante concorso di Ascoli Piceno, in cui le nostre ragazze hanno collezionato ben due importanti riconoscimenti, e il coinvolgente Concerto di Natale con il Coro “dei grandi”), le Notine hanno cantato e divertito il numeroso pubblico presente, dirette dal M° Milly Balzano e accompagnate al piano dal M° Paola Taticchi. Hanno aperto la manifestazione i bimbi di Musigiocando, il laboratorio musicale del Coro Giovani Fabrianesi, guidati da Carlo De Maria, che hanno alternato canzoni dello Zecchino d’Oro a musica pop. Quindi è stata la volta del coro di voci bianche dell’Istituto Comprensivo “D. Bramante” di Fermignano (guidati dal M° Federica Bassanini e accompagnati al pianoforte dal M° Massimo Sabatini). Sotto la direzione del M° Laura Pennesi , si sono poi esibiti i bambini del coro “Le Voci dell’Unisono” di Porto Sant’Elpidio, che ci hanno regalato l’occasione di ascoltare al piano il maestro (e amico del coro di Santa Cecilia) Sauro Argalia. E dulcis in fundo le nostre Verdi Note, sempre più brave ed affiatate… Un doveroso grazie al Gruppo Corale Santa Cecilia, che ha contribuito all’organizzazione della rassegna, e agli sponsor (Euro Project di Mirella Battistoni, Galileo Società cooperativa sociale, Fondazione CARIFAC). Un grazie speciale va a Milly, che in questi anni con impegno e dedizione ha guidato le bambine, alimentando la loro passione per il canto. Grazie a Paola, che ha scelto di accompagnare con la sua allegra dolcezza le nostre diavolette. Grazie al lavoro indispensabile e discreto dell’infaticabile Roberta Valeri, alla quale quest’anno è stato affidato il ruolo di conduttrice della rassegna: brava! Grazie a Domenico Nicoletta, per le riprese televisive: chi avesse mancato l’occasione di ascoltare i cori dal vivo… lo può fare quando vuole, collegandosi al canale www.youtube.com/user/leverdinote 

Grazie infine alle famiglie delle Notine, che le appoggiano e le sostengono in questa loro passione. Auguriamo a tutti i bambini l’occasione di provare la gioia di cantare insieme, per esprimere appieno le loro emozioni

Sandro Barocci, il Circolo del Cinema Fabriano e Revaivol '70

sabato 26 aprile 2014

A TORGIANO I FUNERALI DI MARIO LUPPA


Ieri pomeriggio chiesa di San Bartolomeo gremita a Torgiano per l'ultimo saluto al tenente colonnello fabrianese Mario Luppa. Presenti a Torgiano colleghi anche dagli Stati Uniti, dall'Afganistan e dal Kossovo. La celebrazione è stata presieduta dal parroco e amico di famiglia don Giuseppe Piccioni. All'inizio della celebrazione due ricordi commoventi sono stati letti da alcuni militari che hanno evidenziato il rapporto che Mario Luppa instaurava con gli altri come padre e fratello e mai con superiorità. Don Giuseppe, nell'omelia, ha collegato la passione del cielo che il defunto coltivava come hobby, alla Pasqua di Cristo e alle donne che trovano il sepolcro vuoto. Grande silenzio e commozione in chiesa anche alla fine delle esequie quando è stata recitata la preghiera del paracadutista. Al termine, il feretro ha proseguito il suo viaggio verso il capoluogo umbro per la cremazione.

giovedì 24 aprile 2014

ADDIO AL TENENTE COLONNELLO FABRIANESE MARIO LUPPA. DOMANI I FUNERALI

Si svolgeranno domani pomeriggio alle ore 15 nella chiesa di San Bartolomeo di Torgiano (Pg) i funerali del tenente colonnello fabrianese Mario Luppa deceduto con il deltaplano in Puglia. Ieri il trasferimento della salma da Rignano Gargano al capoluogo umbro dove oggi è allestita la camera ardente. Saranno in molti a dare l'ultimo saluto al militare. Previsti arrivi dalle terre dove ha prestato servizio in missione di pace e dagli Stati Uniti. Dopo la funzione avrà luogo la cremazione su espressa volontà del defunto così come dichiarato dal fratello Marco al Corriere Adriatico. Prosegue il ricordo in rete degli amici.


mercoledì 23 aprile 2014

DOTTORESSA DELL'OSPEDALE DI FABRIANO BATTUTA A CONCORSO DA FALSO MEDICO RICORRE A CORTE EUROPEA

Un falso medico vince come primo classificato un concorso «pilotato» nell'ospedale pubblico di Camerino, dove lavora per quattro anni come assistente del centro di Diabetologia, prima di venire 'scopertò, allontanato e condannato a dieci mesi di reclusione. Un medico vero, la dottoressa Nicoletta Giuseppetti, l'unica specialista del medesimo concorso, prima dei non assunti, non ottiene mai il posto perchè la Usl eccepisce che nel frattempo la graduatoria è scaduta, e che la struttura sanitaria può esercitare in merito la propria discrezionalità. Giuseppetti perde tutte le cause, in sede amministrativa, civile e penale, ma, nonostante siano trascorsi 20 anni dai fatti, non si rassegna, e ora fa ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo: chiede il risarcimento del danno, materiale e morale, a carico del Governo italiano. Attualmente la dottoressa presta servizio al Dipartimento di emergenza dell'Ospedale di Fabriano. «Un lavoro di cui vado fiera - spiega -, ma non rinuncio a rivendicare quel posto, un diritto che in qualsiasi altro Stato cosiddetto civile sarebbe stato da tempo riconosciuto». (ANSA).

martedì 22 aprile 2014

PRECIPITA CON DELTAPLANO A FOGGIA. MORTO 60ENNE DI FABRIANO


Un tenente colonnello dell'Esercito di circa 60 anni, Mario Luppa, originario di Fabriano e in vacanza sul Gargano, è morto dopo essere precipitato con un deltaplano in località 'La Croce', a Rignano Garganico. Sembra che l'uomo, dopo essersi lanciato dalla rampa, sia stato tradito da una folata di vento contrario che lo ha scaraventato contro una parete rocciosa. Alla scena hanno assistito la compagna della vittima, il cognato e alcuni amici, esperti di parapendio. (Ansa)

SVEGLIA FABRIANESI & ATD, RACCOLTE PIU' DI 35O FIRME INSIEME. IL PUNTO DI DAVIDE MURATORI


Nonostante l'inclemenza del tempo e il sabato pre pasquale sono stati tanti i fabrianesi che si sono avvicinati per firmare la petizione a tutela del reparto di diabetologia che ha visto impegnati i rappresentanti del Comitato Cittadino Sveglia Fabrianesi. Obiettivo:  affiancare l'associazione Tutela Diabetici ATD  in questa iniziativa. Raccolte circa 350 firme. Schierato, in piazza, il Presidente dell'ATD Vignaroli Walter che, oltre a testimoniare la comunione di intenti tra il Comitato e l'associazione, ha fatto un quadro ben più preciso delle problematiche legate alla malattia del diabete ed ha, con le sue parole, ulteriormente motivati a continuare questa battaglia. Ii dati parlano chiaro: il diabete è una malattia in netta crescita, soprattutto in età giovanile, mentre le politiche regionali sono propense a ridimensionare le offerte di servizi e cure ai malati. Tutti i parametri di controllo danno una tendenza negativa nell'evoluzione generale della malattia e il dato eclatante è che in quei plessi ospedalieri in cui sono stati ridimensionati i reparti di diabetologia sono peggiorati i dati di raffronto e questo porta ad una riflessione. Là dove sono stati soppressi i servizi o depotenziati i presidi, la popolazione malata, soprattutto quella relativa agli anziani, ha smesso di controllarsi costantemente e di conseguenza sono peggiorate le condizioni del malato stesso. Sono intervenuti in piazza anche alcuni esponenti politici. Urbano Urbani e Danilo Silvi in rappresentanza del NCD, Sergio Solari per 3.0 e Sergio Romagnoli di M5s che non hanno fatto mancare il loro supporto all'iniziativa. Purtroppo sempre latitanti gli esponenti della giunta comunale. Nonostante alcuni siano passati davanti alla postazione si sono ben guardati dal contribuire alla nobile causa, come se l'identità del promotore sia più importante della causa che si vuole perseguire. La nostra battaglia al fianco dell'ATD continuerà con o senza il loro supporto, perchè per noi l'unico obbiettivo è quello di riportare il malato al centro dell'attenzione. L''invito è fin da ora, per chi non lo avesse ancora fatto, per sabato prossimo in piazza e durante tutta la settimana presso l'ospedale - reparto di diabetologia al banco dell'ATD .

sabato 19 aprile 2014

INCIDENTE STRADALE TRA CANCELLI E FOSSATO DI VICO. SETTE FERITI, DUE IN GRAVISSIME CONDIZIONI




Incidente con sette feriti, due dei quali gravi, sulla statale 76 dove il traffico è rimasto a lungo bloccato e ora è regolarmente ripreso. Due auto si sono scontrate frontalmente all'altezza del km 4.750, nel tratto compreso tra l'incrocio per Cancelli e l'incrocio per Fossato di Vico, al confine fra Marche e Umbria. Sul posto è intervenuta un'eliambulanza, e sono presenti squadre dell'Anas e delle forze di polizia. (Corriere Adriatico). Due feriti sono in gravi condizioni.

SVEGLIA FABRIANESI IN DIFESA DEL REPARTO DIABETOLOGIA. DA OGGI IN PIAZZA DEL COMUNE


 E' assurdo che reparti di eccellenza, per servizi proposti e risultati ottenuti come quelli di diabetologia, i dati parlano chiaro l'attuale sistema organizzativo messo in piedi dalle varie associazioni locali ATD, che nell'ottobre delle scorso anno si sono unite in una Federazione regionale ATDM, proprio per acquisire peso nei confronti della regione, è riconosciuto come il migliore d'Italia e preso come esempio da diverse altre regioni,  dicevo che in un periodo storico in cui la malattia è in notevole aumento si possa pensare di depotenziare se non chiudere questi servizi,  il progetto di riorganizzazione della rete clinica diabetologica, dietro al risparmio di spesa invece che riorganizzare i servizi per aumentarne l'efficienza, si è provveduto sai ad un taglio delle risorse che ad una declassazione dei centri diabetologici. esempi possono essere i centri diabetologici di Pesaro Camerino e Fano.tutti questi decalssamenti e chiusure portano ad una situazione inaccettabile, continuiamo a vedere mercificato, dietro a meri calcoli, il diritto del malato ad essere assistito e curato in maniera attenta e puntuale , si vuole fare del malato una merce di scambio per fare quadrare i conti, noi di Sveglia Fabrianesi, come in precedenza per il Punto nascita di Fabriano ci schieriamo decisamente per un pieno e totale riconoscimento di questi diritti inalienabili, non è ammissibile che per fantomatici risparmi di spesa , si debbano creare malati diabetici di serie A e di serie B, perchè è questo che si verificherebbe con la riforma Regionale poli chiusi, quello di Fabriano potrebbe essere uno di questi,  poli sovraffollati con servizi parziali e pochissimi medici diabetologi, lunghi viaggi dei pazienti per raggiungere i presidi, e lunghe attese, noi diciamo BASTA è ora di riportare il malato al centro dell'attenzione, noi ci siamo affiancati all'associazione tutela diabetici ATDM perchè attraverso la neonata Federazione regionale delle associazioni della tutela dei diritti del malati diabetici Marchigiani,  hanno redatto un documento di riorganizzazione strutturale costruito proprio tenendo il paziente come giusto protagonista, il progetto prevede un dipartimento diabetologico regionale strutturale che provvederà a mantenere e potenziare gli attuali standard, ad uniformare il livello di assistenza per tutti i malati, coordinarli e renderli tutti uguali er prestazioni eseguite, integrare il servizio di base con figure altamente qualificate quali, dietisti, podologi, sociologi e esperti di attività motorie,  insomma ad elevare il livello dei servizi senza trascurare il fattore spesa, che probabilmente tenderebbe a calare proprio in virtù di una migliore organizzazione e direzione dei vari presidi. Ad oggi sono già state raccolte circa 14000 firme in tutta la regione, e pensiamo che, anche attraverso il nostro aiuto, a Fabriano possiamo raggiungere risultati ancora più alti rispetto al passato, approfitto per ringraziare ancora gli oltre 3000 fabrianesi che hanno firmato per il punto nascita e li invito fin da ora a venire in piazza del comune gia da Sabato 19 per cominciare questa ulteriore lotta affinchè i diritti del malato e  la loro tutela vengano finalmente riportati al centro dell'attenzione. TUTTI INSIEME PER TUTELARE IL CENTRO DIABETOLOGICO DI FABRIANO. sveglia fabrianesi e ATDM ringraziano fin d'ora per l'aiuto che riuscirete a darci.
 
Davide Muratori

Sassoferrato, catturato un latitante

Da diversi giorni i carabinieri di Sassoferrato, alla guida del Luogotenente Paolo Rinaldi, erano sulle tracce di un latitane nigeriano. L'attività info-investigativa condotta dai militari ha consentito di apprendere di un pericoloso latitante che, per sfuggire alla cattura, avrebbe riparato in zona e che per non destare sospetti era solito effettuare la vendita ambulante di prodotti per la casa. Le indagini hanno anche consentito di apprendere che il nigeriano sarebbe stato favorito nella latitanza da alcuni connazionali. Dopo mesi di indagini e serrata attività di osservazione, ieri mattina verso le 10.00, i carabinieri, che già da tempo monitoravano le presenze di nigeriani in zona, hanno bloccato il latitante, gravato di un ordine di carcerazione emesso  dal Tribunale di Torino nel 2013, dovendo egli scontare una pena definitiva di 1anno di reclusione, poiché riconosciuto responsabile di spaccio aggravato continuato di sostanze stupefacenti. L'arrestato, espletate le formalità di rito è stato condotto presso il carcere di montacuto, a disposizione del magistrato competente. Gli accertamenti dei militari del luogotenente Rinaldi continuano per risalire ai connaziinali che hanno favorito la latitanza del catturando.

venerdì 18 aprile 2014

CLUB SCHERMA FABRIANO, GRANDE SUCCESSO NELLA QUARTA PROVA GRAN PRIX FIORETTO

Altra domenica di grandi successi per il Club Scherma Fabriano che ha disputato la quarta prova Gran Prix Fioretto di plastica presso il Centro Sportivo di Osimo. La manifestazione a cura del Club Scherma la Misericordia di Osimo. In gara più di centoventi atleti provenienti da dieci società marchigiane che hanno dato il meglio di sé davanti a un pubblico numeroso. Presente con la sua numerosa schiera di atleti - ben 18 - il Club Scherma Fabriano guidato dalla maestra Nathalie Vezzali, sorella della campionessa olimpica Valentina in quanto l’allenatrice Martina Pascucci era impegnata in qualità di giudice arbitro in una gara valida per il titolo italiano. La squadra fabrianese, nonostante il prestigioso cambio tecnico, ha ottenuto ottimi piazzamenti in pedana che confermano l’ottimo lavoro svolto in appena un anno dalla fondazione del Club. La domenica sportiva si chiude con la conferma del Club Fabrianese al primo posto nella classifica del Ranking Regionale con 1152 punti. Segue, in seconda posizione, il Club di Marzocca-Senigallia con 892 punti. Applausi per il Team Fabrianese che, con i risultati ottenuti individualmente dagli atleti, ha collezionato la terza vittoria a squadre su quattro gare disputate. Soddisfatto il team della Scherma Fabriano: “La costanza nell’allenamento, la passione sportiva e la determinazione della squadra ha premiato i nostri atleti!” Il prossimo appuntamento per la 5^ prova Gran Prix è previsto il 18 maggio presso il Pala Scherma di Ancona.


Marco Antonini

giovedì 17 aprile 2014

ESISTE DAVVERO UN FUTURO SENZA LICEO CLASSICO? LA SITUAZIONE A FABRIANO


La crisi economica rende difficoltosa per diverse famiglie la possibilità di garantire gli studi ai propri figli e quindi la scelta della scuola superiore verte sempre più verso istituti perchè si pensa favoriscano un ingresso più immediato nel mondo del lavoro. I dati però parlano chiaro: la percentuale di diplomati occupati è diminuita in modo proporzionale a quella dei laureati.  In realtà i media hanno enfatizzato solo il calo dei laureati occupati trasmettendo il messaggio che in una società globalizzata bisogna specializzarsi in un determinato settore, acquisire quindi un sapere tecnico perché non c’è spazio per una formazione completa come quella umanistica considerata spesso inutile nel “mondo dell’economia”. Questa nuovo filosofia sta diventando quasi una moda tra i giovani e anche i meno giovani che distruggono in questo modo il Liceo Classico e una formazione culturale unica e invidiata in tutto il mondo. Lo Stato sicuramente non è innocente, anzi, ha pilotato questo macchina distruttiva in quanto, in questi ultimi anni, non ha fatto altro che adottare politiche economiche e sociali volte a valorizzare un sapere nozionistico e tecnico mirato ad addestrare i giovani che senza troppe riflessioni obbediscono ai comandi di logiche consumistiche. Troppa cultura ed istruzione, nel senso più pienamente formativo del termine, sono viste come qualcosa di superfluo o addirittura pericoloso per la permanenza e lo sviluppo di un sistema incentrato esclusivamente sull’economia. La situazione è drammatica, gli iscritti a questa scuola calano ogni anno di più a livello nazionale e si comincia seriamente a pensare alle conseguenze di questo problema. Tutti quelli che hanno fatto questa scuola sanno che l’obiettivo della formazione classica non è quello di limitarsi ad imparare a tradurre il latino e il greco e a conoscere la letteratura così per un sapere fine a se stesso. Tradurre un testo latino o greco ha una valenza formativa che va oltre, per esempio, la procedura rigorosa e scientifica applicabile ad un problema di matematica che nello studio scolastico si esaurisce in se stesso, significa dunque anche confrontarsi con il diverso sul piano linguistico e culturale. Non si può tradurre se non ci si immedesima nel diverso sforzandoci di comprendere il modo di pensare e comunicare di un autore che è vissuto in un contesto lontano nel tempo e quindi diverso dal nostro. Tutto questo metodo di studio, unito ovviamente alle altre discipline, contribuisce alla creazione del senso storico e sviluppa una grande capacità di riflessione e creatività. Niente può sostituire questa formazione culturale così complessa e completa. Ovviamente oggi lo studio della lingua straniera è fondamentale, ma nemmeno tale studio è in grado di dare a livello formativo quello che si acquisisce con la conoscenza dell’antichità, oltre al fatto che il difficile approccio con le lingue antiche facilita quello con le lingue straniere moderne perché una volta aver sperimentato e compreso la logica che c’è dietro lo studio delle lingue antiche si hanno delle conoscenze grammaticali che permettono un apprendimento più immediato delle lingue straniere moderne molte delle quali non hanno una sintassi e una grammatica della portata del latino e del greco. Insomma lo studio classico si può definire come una palestra per un qualsiasi altro tipo di studio più specialistico, una base che spinge i giovani a sviluppare un grande senso critico utile sia a livello professionale che personale in quanto studiare l’uomo e tutto ciò che lo riguarda serve per conoscere se stessi e gli altri, guardare il mondo senza paraocchi sforzandoci di comprendere e rispettare ogni forma di diversità. E’ una formazione infatti a 360 gradi che per prima cosa riguarda la persona, solamente con il tempo e solamente con il passare degli anni l’alunno riesce a capire pienamente quanto sia formato rispetto a chi ha frequentato altri tipi di scuole. Il liceo classico è una scuola adatta a tutti e di tutti, appassiona e arricchisce di un qualcosa che nessuno potrà mai portare via. La perdita di iscritti è la perdita di un Italia che dimentica le sue radici e che pretende di guardare avanti senza conoscere ed imparare dal proprio passato.

 LA SITUAZIONE DEL LICEO CLASSICO STELLUTI

La crisi del Liceo Classico si sente anche a livello locale. Il Liceo Classico “Francesco Stelluti” di Fabriano mostra i suoi progetti e cerca di far riflettere il comprensorio fabrianese che mai come ora ha bisogno di una scuola che insegni l’humanitas, il senso critico e la consapevolezza di vivere in un mondo in cui serve logica ed intelletto e che necessita di valori e di cultura; Fabriano deve puntare sul proprio patrimonio culturale che purtroppo molti fabrianesi non conoscono. Innanzitutto il Liceo di Fabriano intende subito fare chiarezza sulla prossima classe dell’anno scolastico 2014-2015. Si sta diffondendo una notizia sul fatto che a settembre lo Stelluti non avrà l’indirizzo classico, ma tutto questo non è vero e la diffusione di questa voce reca danno a molte famiglie che convinte dell’assenza di questa sezione decidono di non iscrivere il proprio figlio a questa scuola. Il preside del Liceo Francesco Maria Orsolini risponde infatti a questa “cattiva pubblicità” con nuovi progetti proprio per la futura classe ad indirizzo classico. Dopo il successo della classe 2.0 sperimentata su un terzo anno classico, la scuola ha deciso che anche la prossima sezione di questo indirizzo aderirà al progetto che consiste nello sperimentare una didattica più innovativa incentrata su una partecipazione collaborativa attraverso l’uso di tecnologie rese a completa disposizione di ogni studente. L’iniziativa è volta alla realizzazione di un social network dedicato all’apprendimento e alla costruzione del sapere. E’ un progetto che si aggiunge alla solita routine scolastica e che impegna e allo stesso tempo stimola i ragazzi ad impiegare le tecnologie per la conoscenza del sapere classico. La classe che ha sperimentato questo tipo di lavoro lo ha fatto in collaborazione con una terza media della scuola Marco Polo che ha dimostrato di seguire bene il lavoro attratta dal binomio tecnologia- cultura classica. In questo progetto il liceo nomina un insegnante guida che segue e imposta il lavoro e il tutto avviene con una sinergia incredibile tra i vari studenti, i professori e le due scuole coinvolte. “Il nostro obiettivo è quello di aggiornare, innovare la formazione classica che deve però rimanere alla base del percorso di studi.” Queste sono le parole del preside che aggiunge: “Intendiamo inoltre valorizzare l’inglese, far partecipare il maggior numero di studenti alle certificazioni di lingua, introdurre soggiorni studio all’estero, che di solito erano riservati esclusivamente all’indirizzo linguistico, anche per l’indirizzo classico e inserire una docente madre lingua che lavora affiancata al docente di inglese.” Il preside spiega che la scuola vuole il più possibile formare e stimolare gli alunni attraverso progetti interdisciplinari non solo come quello del 2.0, ma anche con altri creati con la collaborazione di docenti delle varie discipline che si impegnano, ad esempio, a far studiare in simbiosi vari filosofi greci in campo matematico e scientifico oltre che ovviamente letterario e linguistico, in modo tale da creare un’ integrazione tra i vari saperi, facendo quindi seguire allo studente un percorso di studio armonico tra le varie discipline che non devono costituire un fine ma un mezzo per il raggiungimento di una formazione completa che permette l’accesso ad ogni tipo di studio universitario. Inoltre, precisa il preside, questi progetti che mirano all’interdisciplinarietà valorizzeranno anche la matematica, materia che non deve e non sarà messa in secondo piano anche se famosa per essere la più ostile tra gli studenti del classico da sempre. Il liceo classico è sempre una scuola al passo con i tempi perché anche se cambiano le epoche c’è sempre bisogno di umanità e di menti aperte e critiche in un mondo in trasformazione.

FRANCESCA AGOSTINELLI

OMELIA DI MONS. VECERRICA ALLA MESSA CRISMALE IN CATTEDRALE


1. La parola “consacrato”, ricorrente in Isaia e nel Vangelo e rivolta a Gesù, si riversa su di noi: “consacrati” dal Padre, attraverso gli oli che benediciamo. Che cosa vuole il Padre nostro per consacrarci? Tutto di noi stessi, tutta la nostra persona, tutto il nostro io. Nella Bibbia quale è il termine preciso e ricorrente – citato ben 819 volte – con cui siamo definiti? Proprio su questa parola vi invito quest’anno a lavorare. È una parola abusata, ma necessariamente da riscoprire e da riempire. È la parola CUORE, perché vorrei rincuorarvi tutti e chiedervi di rincuorare la gente, che in gran parte è sfiduciata. Siamo consacrati per avere e donare un cuore aperto e buono, misericordioso e fedele. Che cosa è il cuore nella Bibbia? Indica l’io, il volto interiore, le vere esigenze; è la mia struttura umana.

2. Quando il tuo cuore da cattivo e infedele diventa buono? Quando è custodito per come il Padre nostro ce lo ha donato. Il cuore è il principio della moralità, non è definito dai sentimenti ma dalla coscienza di relazione. Vive se cresce la relazione con il Padre e con gli altri. Allora che cosa veramente ti sta a cuore? Per chi batte il tuo cuore? In una parola, su che cosa è concentrato il tuo cuore? Su di te, sulle tue cose e sui tuoi istinti? O su chi l’ha fatto? Il prete ha solo Dio nel cuore, lo sposato ha solo Dio nel cuore; il prete vive la totalità di rapporto con Dio e poi lo riversa su tutti; lo sposato ha la totalità di rapporto con Dio e la riversa sulla persona amata per il bene di tutti. Cuore è fedeltà al sì dato a Dio fino al martirio. Il cuore senza Dio è “ringrinzito” (Benedetto XVI), il cuore senza Dio è “cuore indurito” (papa Francesco). Se è pieno di Dio è pieno di amore, batte e palpita per ciò per cui è fatto: amare Dio. Infatti Gesù dice: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento” (Mt 22,37-38). Allora mettiamo questo cuore pieno di Dio nella preghiera, nella celebrazione dei sacramenti e dell’Ufficio delle Ore, dell’Adorazione: non ci sia un gesto che non sia fatto con il cuore! Un certo modo di pregare, di celebrare e di vivere il nostro sacerdozio o la nostra vocazione sembra fatto senza senso, che non nasce dal cuore.  Che ogni preghiera sia essere cuore a cuore con Gesù! Soprattutto, la Confessione sia vissuta con il cuore che batte per Gesù, sia nel viverla personalmente ogni settimana e sia nell’essere sempre disponibili per ricevere le Confessioni. Ma anche la partecipazione agli incontri diocesani, che rappresentano l’unità del corpo di Cristo, sia vissuta con un cuore grande e con umiliazione quando non ci si riesce. Ecco la proposta: avere lo stesso cuore di Gesù nel nostro cuore, con gli stessi sentimenti e con lo stesso amore, per dire “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2,20), per poter desiderare la stessa cosa dei discepoli di Emmaus: “Non ardeva forse il nostro cuore quando Egli, lungo la via, ci parlava e ci spiegava le Scritture” (Lc 24,32).

3. Il cuore è il mio io che si apre a Dio e solo da Lui è riempito. Il cuore è relazione con Dio e proprio per questo siamo chiamati ad aprirci a tutti e ad avere la stessa buona relazione di Dio con tutti. Oh, quanto dovremmo lavorare su questo nostro essere in buona relazione con tutti! Quanti problemi di relazione abbiamo tra noi e con gli altri! Gesù ci ha detto ancora che con il prossimo dovremmo avere la stessa relazione che abbiamo con Dio, lo stesso cuore che batte in me batte in te e in tutti: “il secondo precetto è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22,39). Noi sacerdoti, che ora faremo il rinnovamento delle promesse sacerdotali, ci interroghiamo su come il nostro cuore è sempre in buona relazione con il vescovo, con i confratelli, con la gente che ci è stata affidata. Troppi rapporti sono determinati dalla reattività, rinchiudendo il cuore, e così si diventa sempre più chiusi, scoraggiati, piccati, orgogliosi. Il nostro male è sempre frutto di un cuore malato, infatti Gesù ci dice: “Tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adulteri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l'uomo” (Mt 15,17-20). Quanto è brutto sentirsi dire: sei senza cuore. Trattiamoci sempre con il cuore in mano. Correggiamoci e sosteniamoci in questa conversione. Non abbiamo pudore a commuoverci di fronte agli altri.

4. Che bel lavoro ascetico ci stiamo proponendo quest’anno: l’educazione del cuore! Il lavoro ascetico sul cuore è la vera ed unica conversione. Per questo Dio propone una grande operazione chirurgica: “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36,26). Lavoriamo su di noi per custodire il cuore nuovo di Gesù entrato in noi, per essere sempre felici e beati: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8). Che bello avere l’amore di Dio in noi, avere lo stesso cuore di Gesù in noi! Si tratta di non attaccarlo a nessuno e a niente, ma solo allo sposo dell’umanità e attraverso Dio entrare nel cuore di tutti. Questa è la missione: avere il cuore di Gesù che batte per tutti. La liturgia continuamente ci fa domandare: “un cuore puro crea in me, o Signore; rinnova in me uno spirito saldo”. Lasciamoci travolgere dalla testimonianza di questo cuore nuovo e pieno di misericordia entrato nella Chiesa, la testimonianza di Papa Francesco, il quale ha detto: “Il dramma di oggi è quello del cuore chiuso; e quando il cuore è chiuso chiude la mente e quando cuore e mente sono chiusi non c’è più posto per Dio, ma soltanto per ciò che crediamo si debba fare”Ma oggi ci vuole coraggio a parlare di un cuore nuovo, misericordioso, pieno di perdono e di tenerezza. Come pastore mi sgolo nel parlare a tutti dell’amore, in tutte le relazioni umane, sociali, politiche, istituzionali. Quelli che comandano questa società mi ascolteranno? I progetti buoni per la nostra gente sono quelli che nascono dall’amore, dal cuore non riempito di sé, ma dalla creatività e fantasia di Dio che è amore.

5. Conclusioni. Prego per me e per voi, perché la preghiera della Compieta di ogni sera ci riempia il cuore di gioia: “il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace”. Più il cuore è pieno di Gesù, più sarà puro, libero e generatore di nuove vocazioni. Prego perché siamo umili nel domandare di essere aiutati ad educare il cuore, ad imparare sempre, come anch’io ho imparato da voi: che commozione l’altro giorno ascoltando al telefono un sacerdote che mi ha detto: “Grazie per il richiamo sulla mia assenza all’incontro, questo vuol dire che Lei mi vuol bene”. Con l’invito di ogni prefazio vi auguro: “in alto i vostri cuori”Diciamo ora, insieme, la bella giaculatoria: “Dolce cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più. Dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia”.


                                                                                              + Giancarlo Vecerrica

SOLARI (Polo 3.0): "CHE AUTOGOL PER FABRIANO IL NO AL WI-FI"

Il secco "NO" dell'amministrazione comunale alla mia proposta di aderire alla rete nazionale "Free ItaliaWiFi" e ampliare i punti cittadini di accesso al Wi-Fi è la dimostrazione di come si voglia costringere Fabriano al Medioevo digitale. La connettività del territorio, la possibilità di accedere ad internet sempre e comunque, l'informazione libera e sempre accessibile sono tra i pilastri della cosiddetta cittadinanza digitale. L'adesione alla rete "Free ItaliaWiFi" avrebbe consentito di far parte di una "rete di reti" dove con un unico account e un'unica password tutti potevano navigare gratuitamente non solo nelle aree Wi-Fi pubbliche della propria città ma anche nelle altre reti Wi-Fi delle amministrazioni che aderiscono alla rete nazionale (ad esempio la Provincia di Roma, quella di Firenze, la Regione Piemonte e quella del Veneto, i Comuni di Trieste, Genova e Cesena, per dirne alcuni). Insomma, avremmo permesso ai nostri concittadini di usufruire di un servizio ad amplissimo raggio ed avremmo consentito a ai turisti in visita nella nostra città di avere accesso direttamente dal loro smartphone o tablet alle informazioni necessarie. L'amministrazione, invece, considera il massimo dell'innovazione e il miglior servizio per i turisti quel tristissimo Infopoint costruito sopra il cassonetto interrato (capolavoro insuperabile) davanti alle Poste che dopo quasi un anno dalla sua installazione è finalmente funzionante ma che, c'è da scommetterci, rimarrà inutilizzato perché scomodo e già antiquato. Quanto sarebbe stato bello vedere i due giardini pubblici serviti di una rete Wi-Fi a servizio di tutti quei giovani che, con il bel tempo, possono andare a studiare, leggere e comunicare navigando all'aria aperta? Quanto sarebbe stato utile un punto di accesso al Wi-Fi al parco Merloni? Sarebbe stato un incentivo per vivere in maniera piena uno dei tanti luoghi fabrianesi ampiamente sottoutilizzati e poco fruiti dalla cittadinanza. La tecnologia Wi-Fi è nata nel 1999: come riporta il sito del Comune, dopo 15 anni nella nostra città siamo ancora fermi a due punti di accesso al Wi-Fi...Come si può pensare di parlare seriamente di Smart City, Internet delle Cose e Domotica se all'investimento in innovazione e futuro si preferisce quello sulle rotatorie e sui corsi di tango argentino?

mercoledì 16 aprile 2014

POLIZIA INSEGUE LADRI A CAMPODONICO. RITROVATA MERCEDES RUBATA A MOSCANO

Ieri notte, intorno alle 2, gli agenti del Commissariato di Fabriano sono intervenuti a Campodonico. La pattuglia, che stava effettuando controlli nella frazione ha inseguito due ladri che sono riusciti a scappare. I due sono riusciti a prelevare solo un marsupio vista la rapidità della Polizia. Ora è caccia ai due ladri fuggiti nella campagna della zona. I ladri hanno abbandonato la Mercedes rubata la settimana scorsa a Moscano.