Nonostante
l'inclemenza del tempo e il sabato pre pasquale sono stati tanti i fabrianesi
che si sono avvicinati per firmare la petizione a tutela del reparto di
diabetologia che ha visto impegnati i rappresentanti del Comitato Cittadino
Sveglia Fabrianesi. Obiettivo: affiancare l'associazione Tutela Diabetici
ATD in questa iniziativa. Raccolte circa 350 firme. Schierato, in piazza,
il Presidente dell'ATD Vignaroli Walter che, oltre a testimoniare la comunione
di intenti tra il Comitato e l'associazione, ha fatto un quadro ben più preciso
delle problematiche legate alla malattia del diabete ed ha, con le sue parole,
ulteriormente motivati a continuare questa battaglia. Ii dati parlano chiaro:
il diabete è una malattia in netta crescita, soprattutto in età giovanile,
mentre le politiche regionali sono propense a ridimensionare le offerte di
servizi e cure ai malati. Tutti i parametri di controllo danno una tendenza
negativa nell'evoluzione generale della malattia e il dato eclatante è che in
quei plessi ospedalieri in cui sono stati ridimensionati i reparti di
diabetologia sono peggiorati i dati di raffronto e questo porta ad una
riflessione. Là dove sono stati soppressi i servizi o depotenziati i presidi,
la popolazione malata, soprattutto quella relativa agli anziani, ha smesso di
controllarsi costantemente e di conseguenza sono peggiorate le condizioni del
malato stesso. Sono intervenuti in piazza anche alcuni esponenti politici.
Urbano Urbani e Danilo Silvi in rappresentanza del NCD, Sergio Solari per 3.0 e
Sergio Romagnoli di M5s che non hanno fatto mancare il loro supporto
all'iniziativa. Purtroppo sempre latitanti gli esponenti della giunta comunale.
Nonostante alcuni siano passati davanti alla postazione si sono ben guardati
dal contribuire alla nobile causa, come se l'identità del promotore sia più
importante della causa che si vuole perseguire. La nostra battaglia al fianco
dell'ATD continuerà con o senza il loro supporto, perchè per noi l'unico
obbiettivo è quello di riportare il malato al centro dell'attenzione. L''invito
è fin da ora, per chi non lo avesse ancora fatto, per sabato prossimo in piazza
e durante tutta la settimana presso l'ospedale - reparto di diabetologia al
banco dell'ATD . Radio Gold Bottoni
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martedì 22 aprile 2014
SVEGLIA FABRIANESI & ATD, RACCOLTE PIU' DI 35O FIRME INSIEME. IL PUNTO DI DAVIDE MURATORI
Nonostante
l'inclemenza del tempo e il sabato pre pasquale sono stati tanti i fabrianesi
che si sono avvicinati per firmare la petizione a tutela del reparto di
diabetologia che ha visto impegnati i rappresentanti del Comitato Cittadino
Sveglia Fabrianesi. Obiettivo: affiancare l'associazione Tutela Diabetici
ATD in questa iniziativa. Raccolte circa 350 firme. Schierato, in piazza,
il Presidente dell'ATD Vignaroli Walter che, oltre a testimoniare la comunione
di intenti tra il Comitato e l'associazione, ha fatto un quadro ben più preciso
delle problematiche legate alla malattia del diabete ed ha, con le sue parole,
ulteriormente motivati a continuare questa battaglia. Ii dati parlano chiaro:
il diabete è una malattia in netta crescita, soprattutto in età giovanile,
mentre le politiche regionali sono propense a ridimensionare le offerte di
servizi e cure ai malati. Tutti i parametri di controllo danno una tendenza
negativa nell'evoluzione generale della malattia e il dato eclatante è che in
quei plessi ospedalieri in cui sono stati ridimensionati i reparti di
diabetologia sono peggiorati i dati di raffronto e questo porta ad una
riflessione. Là dove sono stati soppressi i servizi o depotenziati i presidi,
la popolazione malata, soprattutto quella relativa agli anziani, ha smesso di
controllarsi costantemente e di conseguenza sono peggiorate le condizioni del
malato stesso. Sono intervenuti in piazza anche alcuni esponenti politici.
Urbano Urbani e Danilo Silvi in rappresentanza del NCD, Sergio Solari per 3.0 e
Sergio Romagnoli di M5s che non hanno fatto mancare il loro supporto
all'iniziativa. Purtroppo sempre latitanti gli esponenti della giunta comunale.
Nonostante alcuni siano passati davanti alla postazione si sono ben guardati
dal contribuire alla nobile causa, come se l'identità del promotore sia più
importante della causa che si vuole perseguire. La nostra battaglia al fianco
dell'ATD continuerà con o senza il loro supporto, perchè per noi l'unico
obbiettivo è quello di riportare il malato al centro dell'attenzione. L''invito
è fin da ora, per chi non lo avesse ancora fatto, per sabato prossimo in piazza
e durante tutta la settimana presso l'ospedale - reparto di diabetologia al
banco dell'ATD . sabato 19 aprile 2014
SVEGLIA FABRIANESI IN DIFESA DEL REPARTO DIABETOLOGIA. DA OGGI IN PIAZZA DEL COMUNE

E' assurdo che reparti di eccellenza, per servizi proposti e risultati ottenuti come quelli di diabetologia, i
dati parlano chiaro l'attuale sistema organizzativo messo in piedi dalle varie
associazioni locali ATD, che nell'ottobre delle scorso anno si sono unite in
una Federazione regionale ATDM, proprio per acquisire peso nei confronti della
regione, è riconosciuto come il migliore d'Italia e preso come esempio da
diverse altre regioni, dicevo che in un periodo storico in cui la
malattia è in notevole aumento si possa pensare di depotenziare se non chiudere
questi servizi, il progetto di riorganizzazione della rete clinica
diabetologica, dietro al risparmio di spesa invece che riorganizzare i servizi
per aumentarne l'efficienza, si è provveduto sai ad un taglio delle risorse
che ad una declassazione dei centri diabetologici. esempi possono essere i
centri diabetologici di Pesaro Camerino e Fano.tutti questi decalssamenti e
chiusure portano ad una situazione inaccettabile, continuiamo a vedere mercificato, dietro a meri calcoli, il diritto del malato ad essere assistito e curato in
maniera attenta e puntuale , si vuole fare del malato una merce di scambio per
fare quadrare i conti, noi di Sveglia Fabrianesi, come in precedenza per il
Punto nascita di Fabriano ci schieriamo decisamente per un pieno e totale
riconoscimento di questi diritti inalienabili, non è ammissibile che per
fantomatici risparmi di spesa , si debbano creare malati diabetici di serie A e
di serie B, perchè è questo che si verificherebbe con la riforma Regionale
poli chiusi, quello di Fabriano potrebbe essere uno di questi, poli
sovraffollati con servizi parziali e pochissimi medici diabetologi, lunghi
viaggi dei pazienti per raggiungere i presidi, e lunghe attese, noi diciamo
BASTA è ora di riportare il malato al centro dell'attenzione, noi ci siamo
affiancati all'associazione tutela diabetici ATDM perchè attraverso la neonata
Federazione regionale delle associazioni della tutela dei diritti del malati
diabetici Marchigiani, hanno redatto un documento di riorganizzazione
strutturale costruito proprio tenendo il paziente come giusto protagonista, il
progetto prevede un dipartimento diabetologico regionale strutturale che
provvederà a mantenere e potenziare gli attuali standard, ad uniformare il
livello di assistenza per tutti i malati, coordinarli e renderli tutti uguali
er prestazioni eseguite, integrare il servizio di base con figure altamente
qualificate quali, dietisti, podologi, sociologi e esperti di attività motorie,
insomma ad elevare il livello dei servizi senza trascurare il fattore
spesa, che probabilmente tenderebbe a calare proprio in virtù di una migliore
organizzazione e direzione dei vari presidi. Ad oggi sono già state raccolte
circa 14000 firme in tutta la regione, e pensiamo che, anche attraverso il
nostro aiuto, a Fabriano possiamo raggiungere risultati ancora più alti
rispetto al passato, approfitto per ringraziare ancora gli oltre 3000 fabrianesi
che hanno firmato per il punto nascita e li invito fin da ora a venire in
piazza del comune gia da Sabato 19 per cominciare questa ulteriore lotta
affinchè i diritti del malato e la loro tutela vengano finalmente
riportati al centro dell'attenzione. TUTTI INSIEME PER TUTELARE IL CENTRO
DIABETOLOGICO DI FABRIANO. sveglia fabrianesi e ATDM ringraziano fin d'ora per
l'aiuto che riuscirete a darci.
Davide Muratori
mercoledì 2 aprile 2014
FABRIANO. Parcheggi 'rosa' per mamme in attesa
(ANSA) - ANCONA, 2 APR - Sui cartelli c'è una cicogna e le strisce sono rosa: è la nuova segnaletica davanti all'ospedale di Fabriano dedicata alle donne in dolce attesa. I 'parcheggi rosa', un'idea lanciata dal presidente del consiglio Comunale Pino Pariano e sposata dalla direzione della'Area Vasta 2, sono spazi di sosta non a uso esclusivo delle future mamme, perché il codice della strada non lo consente, ma il Comune spera che la gentilezza e il senso civico degli altri automobilisti li lasci liberi per loro.
domenica 30 marzo 2014
LISTE D'ATTESA: I NOSTRI DIRITTI. Di Giuseppina Tobaldi
Ognuno
di noi ha avuto modo di sperimentare le lunghe liste d’attesa quando ci si reca
al CUP dell’ospedale per chiedere un appuntamento per una visita o per un esame
diagnostico. Il problema non si pone se
la richiesta in questione ha uno scopo di monitoraggio o di prevenzione, ma se
l’esame è urgente perché si può determinare il peggioramento di una patologia,
allora si decide di ricorrere alla prestazione privata cosiddetta
“intramoenia”, pagando secondo il tariffario esposto accanto agli sportelli per
il pagamento del ticket. Quello che ho scoperto recentemente è l’esistenza di
una legge regionale, la 1040 del 18 luglio 2011, che stabilisce i tempi massimi
delle liste d’attesa e i criteri degli stessi. Se fate caso sull’impegnativa
che il medico utilizza per le richieste di esami o prestazioni vi sono 4 codici
che il medico stesso può barrare a seconda della patologia del suo paziente e
dell’urgenza: U (urgente tempo max. 72 ore)– B (breve tempo max. 10 giorni) – D
(differibile tempo max. 45 giorni)– P (programmata tempi anche lunghi in quanto
intervento finalizzato a monitoraggio o prevenzione). Lo spirito della legge è quello di garantire
il diritto alla salute e un sistema sanitario efficiente ed eticamente corretto.
La stessa legge prevede l’obbligo in nome della trasparenza, della
pubblicizzazione attraverso gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) dei
“tempi di attesa” e l’obbligo, in nome della partecipazione e del
coinvolgimento dell’utenza, per le Aziende del Servizio sanitario regionale, di
incontrare periodicamente le associazioni di cittadini e i comitati di tutela,
cosa che non è mai avvenuta: tanto è vero che la maggior parte dei cittadini (e
forse anche dei dipendenti dell’ASUR, che altrimenti avrebbero sentito il
dovere di dircelo!) non ne è a conoscenza. Se ricorrere alla prestazione privata non è una libera scelta, ma un
ripiego obbligato per l’incapacità del servizio pubblico di tener fede al
rispetto dei tempi massimi, allora la stessa legge prevede che la visita o l’esame tramite libera professione
deve essere sostenuta economicamente dall’azienda, riservando al cittadino
solo l’eventuale (salvo esenzione) partecipazione al costo (cosiddetto
ticket). Ho intenzione di condividere con
voi queste informazioni perché l’esito positivo della mia piccola (e neanche
tanto faticosa) battaglia fatta per mio padre non voglio che rimanga un suo
esclusivo vantaggio o che appaia come un favoritismo, quando invece trattasi di
un diritto, quello alla salute, che è stato riconosciuto ad un cittadino.
Dovendo prenotare un esame che il medico ha individuato nella tipologia B, mi
reco a chiedere un appuntamento. Mi dicono che per tutto il 2014 non esiste la
possibilità di ottenerlo. Anzi l’impiegato dello sportello del CUP risponde in
modo stizzito che il codice B, non solo non cambia la situazione (comunque non
c’è posto), ma non è neanche appropriato per quel tipo di esame diagnostico.
“Se tutti facessero come lei …” dice mettendo in dubbio la reale urgenza di un
esame per un soggetto dalla cardiopatia molto grave. Cos’è un medico? Spetta a
lui valutare la reale necessità di un esame diagnostico? Chiedo all’altro sportello, quello adibito
alle prenotazioni private, quali sono i tempi per un appuntamento : mi dicono 1
settimana-10 giorni; nel frattempo vengo a conoscenza della legge e decido di
scrivere al direttore dell’Area Vasta di Fabriano per chiedere il rispetto e
l’applicazione della legge regionale 1040 e consegno la lettera all’ufficio
protocollo della sede in via Turati. Tempo 2 (due!!!) giorni e arriva una
telefonata con la quale mio padre viene informato che la visita si può fare
dopo circa 10 giorni con prenotazione presso il CUP con il solo pagamento del
ticket (nel caso di mio padre con l’esenzione).
Tempestivi
vero? Due considerazioni. La prima: perché, come prevede la legge stessa, i
cittadini non vengono informati dell’esistenza di una legge che ne tutela i
diritti? Possibile che non la conoscano i medici, i dipendenti dell’Asur, i
dirigenti e che un cittadino debba venirne a conoscenza casualmente o perché
magari decide di andare a fondo di un problema? La seconda: perché la dovuta
applicazione di una legge deve essere formalizzata tramite una richiesta
scritta e protocollata ad un ufficio? Sono sicura che la tempestiva risposta
ricevuta sia il frutto di una riflessione e del riconoscimento di un errore,
con conseguente volontà di rimediare allo stesso; se così è ringrazio il
direttore dell’Area Vasta dott. Giovanni Stroppa per la cortese attenzione che
spero vorrà dedicare d’ora in poi ad ogni cittadino che ne abbia diritto, nel
rispetto delle norme vigenti.
giovedì 20 febbraio 2014
Ospedale Fabriano: potenziamento reparti e non chiusura. Il punto dell'a...
Il futuro dell'Ospedale Profili di Fabriano nell'intervista all'assessore Giorgio Saitta. Da ascoltare!
mercoledì 19 febbraio 2014
SVEGLIA FABRIANESI. DIFENDIAMO L'OSPEDALE PROFILI
Il Comitato Sveglia Fabrianesi organizza, per sabato 22 febbraio, una manifestazione davanti l'Ospedale "Profili" di Fabriano. Spiegano gli organizzatori: "Facciamo sentire la nostra voce! Vogliono chiudere il reparto di ostetricia di Fabriano. L'invito è per sabato 22 davanti all'ospedale alle ore 10,00. Facciamo sentire forti le nostre voci nel silenzio generale." Prevista raccolta firme.
mercoledì 12 febbraio 2014
IL REPARTO OSTETRICIA DI FABRIANO E' A RISCHIO CHIUSURA
Il
Sindaco di Fabriano Sagramola in qualità di coordinatore regionale
di Federsanità, nelle scorse settimane ha incontrato a Roma il
ministro Beatrice Lorezin ed ha esternato tutte le sue preoccupazioni
del caso. Il presidio fabrianese è quello con il numero più basso
di nascite dell'intera provincia di Ancona e sembra veramente
arrivata la decisione di chiudere il reparto ostetricia dell'Ospedale
Engles Profili di Fabriano. Sagramola si dice pronto a lottare per
trovare «una soluzione non troppo invasiva». L'idea del primo
cittadino riguarda gli accorpamenti. Se Fabriano e Jesi si fonderanno, la
partita si giocherebbe sul mantenimenti di entrambi i reparti di
nascita, con uno staff fisso in tutte e due le strutture ed uno
itinerante. L'ipotesi più probabile, l'ha spiegata Cimo Luciano Moretti,
segretario regionale del sindacato dei medici. Nell'ospedale
ritenuto principale si effettueranno tutti i parti, cesarei
compresi, mentre in quelli di subordinazione dovrebbero essere
consentite soltanto nascite naturali e casi meno complessi.
Situazione intrecciata e che ad oggi le previsioni parlano di una
tempistica molto dilatata nel tempo. Lo riferisce il Resto del
Carlino.
Noi tutti speriamo che gli addetti ai lavori possano trovare una soluzione logica a questo problema. Fabriano allo stato attuale, non può permettersi in nessun modo di perdere il reparto ostetricia, la vita del nostro futuro non ha prezzo e non può essere equiparata sempre a continui tagli di servizi. Le nostre future mamme e i nostri futuri figli, devono essere tutelati a 360° e sembra veramente assurdo che si possa decidere nell'immediato futuro di far chiudere questo importante e delicatissimo reparto.
E l'ex Ospedale di Gualdo Tadino ora spostato a Branca in tutto questo? Non è più facile raggiungerlo che andare a Jesi o Ancona?
Noi tutti speriamo che gli addetti ai lavori possano trovare una soluzione logica a questo problema. Fabriano allo stato attuale, non può permettersi in nessun modo di perdere il reparto ostetricia, la vita del nostro futuro non ha prezzo e non può essere equiparata sempre a continui tagli di servizi. Le nostre future mamme e i nostri futuri figli, devono essere tutelati a 360° e sembra veramente assurdo che si possa decidere nell'immediato futuro di far chiudere questo importante e delicatissimo reparto.
E l'ex Ospedale di Gualdo Tadino ora spostato a Branca in tutto questo? Non è più facile raggiungerlo che andare a Jesi o Ancona?
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