Visualizzazione post con etichetta Ospedale di Fabriano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ospedale di Fabriano. Mostra tutti i post

martedì 22 aprile 2014

SVEGLIA FABRIANESI & ATD, RACCOLTE PIU' DI 35O FIRME INSIEME. IL PUNTO DI DAVIDE MURATORI


Nonostante l'inclemenza del tempo e il sabato pre pasquale sono stati tanti i fabrianesi che si sono avvicinati per firmare la petizione a tutela del reparto di diabetologia che ha visto impegnati i rappresentanti del Comitato Cittadino Sveglia Fabrianesi. Obiettivo:  affiancare l'associazione Tutela Diabetici ATD  in questa iniziativa. Raccolte circa 350 firme. Schierato, in piazza, il Presidente dell'ATD Vignaroli Walter che, oltre a testimoniare la comunione di intenti tra il Comitato e l'associazione, ha fatto un quadro ben più preciso delle problematiche legate alla malattia del diabete ed ha, con le sue parole, ulteriormente motivati a continuare questa battaglia. Ii dati parlano chiaro: il diabete è una malattia in netta crescita, soprattutto in età giovanile, mentre le politiche regionali sono propense a ridimensionare le offerte di servizi e cure ai malati. Tutti i parametri di controllo danno una tendenza negativa nell'evoluzione generale della malattia e il dato eclatante è che in quei plessi ospedalieri in cui sono stati ridimensionati i reparti di diabetologia sono peggiorati i dati di raffronto e questo porta ad una riflessione. Là dove sono stati soppressi i servizi o depotenziati i presidi, la popolazione malata, soprattutto quella relativa agli anziani, ha smesso di controllarsi costantemente e di conseguenza sono peggiorate le condizioni del malato stesso. Sono intervenuti in piazza anche alcuni esponenti politici. Urbano Urbani e Danilo Silvi in rappresentanza del NCD, Sergio Solari per 3.0 e Sergio Romagnoli di M5s che non hanno fatto mancare il loro supporto all'iniziativa. Purtroppo sempre latitanti gli esponenti della giunta comunale. Nonostante alcuni siano passati davanti alla postazione si sono ben guardati dal contribuire alla nobile causa, come se l'identità del promotore sia più importante della causa che si vuole perseguire. La nostra battaglia al fianco dell'ATD continuerà con o senza il loro supporto, perchè per noi l'unico obbiettivo è quello di riportare il malato al centro dell'attenzione. L''invito è fin da ora, per chi non lo avesse ancora fatto, per sabato prossimo in piazza e durante tutta la settimana presso l'ospedale - reparto di diabetologia al banco dell'ATD .

sabato 19 aprile 2014

SVEGLIA FABRIANESI IN DIFESA DEL REPARTO DIABETOLOGIA. DA OGGI IN PIAZZA DEL COMUNE


 E' assurdo che reparti di eccellenza, per servizi proposti e risultati ottenuti come quelli di diabetologia, i dati parlano chiaro l'attuale sistema organizzativo messo in piedi dalle varie associazioni locali ATD, che nell'ottobre delle scorso anno si sono unite in una Federazione regionale ATDM, proprio per acquisire peso nei confronti della regione, è riconosciuto come il migliore d'Italia e preso come esempio da diverse altre regioni,  dicevo che in un periodo storico in cui la malattia è in notevole aumento si possa pensare di depotenziare se non chiudere questi servizi,  il progetto di riorganizzazione della rete clinica diabetologica, dietro al risparmio di spesa invece che riorganizzare i servizi per aumentarne l'efficienza, si è provveduto sai ad un taglio delle risorse che ad una declassazione dei centri diabetologici. esempi possono essere i centri diabetologici di Pesaro Camerino e Fano.tutti questi decalssamenti e chiusure portano ad una situazione inaccettabile, continuiamo a vedere mercificato, dietro a meri calcoli, il diritto del malato ad essere assistito e curato in maniera attenta e puntuale , si vuole fare del malato una merce di scambio per fare quadrare i conti, noi di Sveglia Fabrianesi, come in precedenza per il Punto nascita di Fabriano ci schieriamo decisamente per un pieno e totale riconoscimento di questi diritti inalienabili, non è ammissibile che per fantomatici risparmi di spesa , si debbano creare malati diabetici di serie A e di serie B, perchè è questo che si verificherebbe con la riforma Regionale poli chiusi, quello di Fabriano potrebbe essere uno di questi,  poli sovraffollati con servizi parziali e pochissimi medici diabetologi, lunghi viaggi dei pazienti per raggiungere i presidi, e lunghe attese, noi diciamo BASTA è ora di riportare il malato al centro dell'attenzione, noi ci siamo affiancati all'associazione tutela diabetici ATDM perchè attraverso la neonata Federazione regionale delle associazioni della tutela dei diritti del malati diabetici Marchigiani,  hanno redatto un documento di riorganizzazione strutturale costruito proprio tenendo il paziente come giusto protagonista, il progetto prevede un dipartimento diabetologico regionale strutturale che provvederà a mantenere e potenziare gli attuali standard, ad uniformare il livello di assistenza per tutti i malati, coordinarli e renderli tutti uguali er prestazioni eseguite, integrare il servizio di base con figure altamente qualificate quali, dietisti, podologi, sociologi e esperti di attività motorie,  insomma ad elevare il livello dei servizi senza trascurare il fattore spesa, che probabilmente tenderebbe a calare proprio in virtù di una migliore organizzazione e direzione dei vari presidi. Ad oggi sono già state raccolte circa 14000 firme in tutta la regione, e pensiamo che, anche attraverso il nostro aiuto, a Fabriano possiamo raggiungere risultati ancora più alti rispetto al passato, approfitto per ringraziare ancora gli oltre 3000 fabrianesi che hanno firmato per il punto nascita e li invito fin da ora a venire in piazza del comune gia da Sabato 19 per cominciare questa ulteriore lotta affinchè i diritti del malato e  la loro tutela vengano finalmente riportati al centro dell'attenzione. TUTTI INSIEME PER TUTELARE IL CENTRO DIABETOLOGICO DI FABRIANO. sveglia fabrianesi e ATDM ringraziano fin d'ora per l'aiuto che riuscirete a darci.
 
Davide Muratori

mercoledì 2 aprile 2014

FABRIANO. Parcheggi 'rosa' per mamme in attesa

(ANSA) - ANCONA, 2 APR - Sui cartelli c'è una cicogna e le strisce sono rosa: è la nuova segnaletica davanti all'ospedale di Fabriano dedicata alle donne in dolce attesa. I 'parcheggi rosa', un'idea lanciata dal presidente del consiglio Comunale Pino Pariano e sposata dalla direzione della'Area Vasta 2, sono spazi di sosta non a uso esclusivo delle future mamme, perché il codice della strada non lo consente, ma il Comune spera che la gentilezza e il senso civico degli altri automobilisti li lasci liberi per loro.

domenica 30 marzo 2014

LISTE D'ATTESA: I NOSTRI DIRITTI. Di Giuseppina Tobaldi

Ognuno di noi ha avuto modo di sperimentare le lunghe liste d’attesa quando ci si reca al CUP dell’ospedale per chiedere un appuntamento  per una visita o per un esame diagnostico.  Il problema non si pone se la richiesta in questione ha uno scopo di monitoraggio o di prevenzione, ma se l’esame è urgente perché si può determinare il peggioramento di una patologia, allora si decide di ricorrere alla prestazione privata cosiddetta “intramoenia”, pagando secondo il tariffario esposto accanto agli sportelli per il pagamento del ticket. Quello che ho scoperto recentemente è l’esistenza di una legge regionale, la 1040 del 18 luglio 2011, che stabilisce i tempi massimi delle liste d’attesa e i criteri degli stessi. Se fate caso sull’impegnativa che il medico utilizza per le richieste di esami o prestazioni vi sono 4 codici che il medico stesso può barrare a seconda della patologia del suo paziente e dell’urgenza: U (urgente tempo max. 72 ore)– B (breve tempo max. 10 giorni) – D (differibile tempo max. 45 giorni)– P (programmata tempi anche lunghi in quanto intervento finalizzato a monitoraggio o prevenzione).   Lo spirito della legge è quello di garantire il diritto alla salute e un sistema sanitario efficiente ed eticamente corretto. La stessa legge prevede l’obbligo in nome della trasparenza, della pubblicizzazione attraverso gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) dei “tempi di attesa” e l’obbligo, in nome della partecipazione e del coinvolgimento dell’utenza, per le Aziende del Servizio sanitario regionale, di incontrare periodicamente le associazioni di cittadini e i comitati di tutela, cosa che non è mai avvenuta: tanto è vero che la maggior parte dei cittadini (e forse anche dei dipendenti dell’ASUR, che altrimenti avrebbero sentito il dovere di dircelo!) non ne è a conoscenza. Se ricorrere alla prestazione privata non è una libera scelta, ma un ripiego obbligato per l’incapacità del servizio pubblico di tener fede al rispetto dei tempi massimi, allora la stessa legge prevede che la visita o l’esame tramite libera professione deve essere sostenuta economicamente dall’azienda, riservando al cittadino solo l’eventuale (salvo esenzione) partecipazione al costo (cosiddetto ticket).  Ho intenzione di condividere con voi queste informazioni perché l’esito positivo della mia piccola (e neanche tanto faticosa) battaglia fatta per mio padre non voglio che rimanga un suo esclusivo vantaggio o che appaia come un favoritismo, quando invece trattasi di un diritto, quello alla salute, che è stato riconosciuto ad un cittadino. Dovendo prenotare un esame che il medico ha individuato nella tipologia B, mi reco a chiedere un appuntamento. Mi dicono che per tutto il 2014 non esiste la possibilità di ottenerlo. Anzi l’impiegato dello sportello del CUP risponde in modo stizzito che il codice B, non solo non cambia la situazione (comunque non c’è posto), ma non è neanche appropriato per quel tipo di esame diagnostico. “Se tutti facessero come lei …” dice mettendo in dubbio la reale urgenza di un esame per un soggetto dalla cardiopatia molto grave.  Cos’è un medico? Spetta a lui valutare la reale necessità di un esame diagnostico?  Chiedo all’altro sportello, quello adibito alle prenotazioni private, quali sono i tempi per un appuntamento : mi dicono 1 settimana-10 giorni; nel frattempo vengo a conoscenza della legge e decido di scrivere al direttore dell’Area Vasta di Fabriano per chiedere il rispetto e l’applicazione della legge regionale 1040 e consegno la lettera all’ufficio protocollo della sede in via Turati. Tempo 2 (due!!!) giorni e arriva una telefonata con la quale mio padre viene informato che la visita si può fare dopo circa 10 giorni con prenotazione presso il CUP con il solo pagamento del ticket (nel caso di mio padre con l’esenzione). 

Tempestivi vero? Due considerazioni. La prima: perché, come prevede la legge stessa, i cittadini non vengono informati dell’esistenza di una legge che ne tutela i diritti? Possibile che non la conoscano i medici, i dipendenti dell’Asur, i dirigenti e che un cittadino debba venirne a conoscenza casualmente o perché magari decide di andare a fondo di un problema? La seconda: perché la dovuta applicazione di una legge deve essere formalizzata tramite una richiesta scritta e protocollata ad un ufficio? Sono sicura che la tempestiva risposta ricevuta sia il frutto di una riflessione e del riconoscimento di un errore, con conseguente volontà di rimediare allo stesso; se così è ringrazio il direttore dell’Area Vasta dott. Giovanni Stroppa per la cortese attenzione che spero vorrà dedicare d’ora in poi ad ogni cittadino che ne abbia diritto, nel rispetto delle norme vigenti.

Giuseppina Tobaldi

mercoledì 19 febbraio 2014

SVEGLIA FABRIANESI. DIFENDIAMO L'OSPEDALE PROFILI


Il Comitato Sveglia Fabrianesi organizza, per sabato 22 febbraio, una manifestazione davanti l'Ospedale "Profili" di Fabriano. Spiegano gli organizzatori: "Facciamo sentire la nostra voce! Vogliono chiudere il reparto di ostetricia di Fabriano. L'invito è per sabato 22 davanti all'ospedale alle ore 10,00. Facciamo sentire forti le nostre voci nel silenzio generale." Prevista raccolta firme. 

m.a.

Ospedale Profili Fabriano. Intervista al primario Cardiologia Pietro Scipione

mercoledì 12 febbraio 2014

IL REPARTO OSTETRICIA DI FABRIANO E' A RISCHIO CHIUSURA

Il Sindaco di Fabriano Sagramola in qualità di coordinatore regionale di Federsanità, nelle scorse settimane ha incontrato a Roma  il ministro Beatrice Lorezin ed ha esternato tutte le sue preoccupazioni del caso. Il presidio fabrianese è quello con il numero più basso di nascite dell'intera provincia di Ancona e sembra veramente arrivata la decisione di chiudere il reparto ostetricia dell'Ospedale Engles Profili di Fabriano. Sagramola si dice pronto a lottare per trovare «una soluzione non troppo invasiva». L'idea del primo cittadino riguarda gli accorpamenti. Se Fabriano e Jesi si fonderanno, la partita si giocherebbe sul mantenimenti di entrambi i reparti di nascita, con uno staff fisso in tutte e due le strutture ed uno itinerante. L'ipotesi più probabile,  l'ha spiegata Cimo Luciano Moretti, segretario regionale del sindacato dei medici. Nell'ospedale ritenuto principale si effettueranno tutti i parti, cesarei compresi, mentre in quelli di subordinazione dovrebbero essere consentite soltanto nascite naturali e casi meno complessi. Situazione intrecciata e che ad oggi le previsioni parlano di una tempistica molto dilatata nel tempo. Lo riferisce il Resto del Carlino.

Noi tutti speriamo che gli addetti ai lavori possano trovare una soluzione logica a questo problema. Fabriano allo stato attuale, non può permettersi in nessun modo di perdere il reparto ostetricia, la vita del nostro futuro non ha prezzo e non può essere equiparata sempre a continui tagli di servizi. Le nostre future mamme e i nostri futuri figli, devono essere tutelati a 360° e sembra veramente assurdo che si possa decidere nell'immediato futuro di far chiudere questo importante e delicatissimo reparto.
E l'ex Ospedale di Gualdo Tadino ora spostato a Branca in tutto questo? Non è più facile raggiungerlo che andare a Jesi o Ancona?