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martedì 29 aprile 2014

SENTENZA EX A.MERLONI. DOMANI ASSEMBLEA OPERAI: "I POTERI FORTI HANNO AVUTO LA MEGLIO"

J&P, LA CORTE DI APPELLO DA RAGIONE ALLE BANCHE, MA I LAVORATORI NON SI ARRENDONO.

Non appena appresa la notizia che la corte d’appello di Ancona, ha confermato la sentenza di primo grado con la quale si da ancora ragione alle banche contro l’acquisizione di una parte degli assett della A. Merloni in amministrazione straordinaria da parte della J&P di Porcarelli, Fim – Fiom e Uilm esprimono tutta l’indignazione per quanto accaduto.

Ancora una volta, i poteri forti rappresentati dalle banche, hanno avuto la meglio su coloro che sono stati per molto tempo il volano dell’economia reale, cioè i lavoratori. Abbiamo già coinvolto le strutture di Fim – Fiom – Uilm Nazionali e Cgil – Cisl e Uil Regionali in modo da rappresentare le nostre istanze presso il Governo e le Regioni Marche ed Umbria. I lavoratori, dietro questa sentenza, sono tutt’altro che rassegnati e non si piegano alla possibilità di pregiudicare il proprio futuro lavorativo. Per queste ragioni, Fim, Fiom e Uilm convocheranno assemblee con i lavoratori nei siti di Nocera Umbra e Fabriano, per discutere su quanto accaduto e decidere iniziative forti di lotta. 

Fim – Fiom – Uilm
Marche/Umbria

lunedì 28 aprile 2014

VENDITA EX ANTONIO MERLONI, RESPINTO RECLAMO


La Corte d'appello di Ancona ha respinto il reclamo presentato dai commissari straordinari dell'ex A. Merloni e da Giovanni Porcarelli contro l'annullamento della vendita dell'azienda alla J&P dello stesso Porcarelli, dando così ragione alle 7 banche creditrici e confermando l'annullamento della vendita. Sono 700 gli operai riassunti dalla J&P negli impianti di Marche e Umbria che potrebbero rischiare il posto di lavoro. Scontato il ricorso in Cassazione. (Ansa) 

giovedì 24 aprile 2014

PROFESSORE ALLA STUDENTESSA: "TI CRESCE IL SENO" SOTTO ACCUSA PER VIOLENZA SESSUALE

Il docente di un istituto scolastico superiore di Jesi, 58enne, è accusato di violenza sessuale per aver fatto, durante le lezioni, allusioni a una studentessa di 15 anni e sollevato la maglietta a un'altra allieva sedicenne scoprendole la pancia. La vicenda è approdata ieri davanti al tribunale di Ancona. L'imputato, che non era in aula, respinge le accuse per entrambi gli episodi, accaduti a distanza di una decina di giorni l'uno dall'altro, sostenendo che la sua condotta fu irreprensibile e che le accuse sarebbero frutto di un equivoco. Dopo l'ammissione delle prove, il giudizio è slittato al prossimo 18 dicembre. Nel frattempo si sono costituite parti civili le studentesse (entrambe erano al primo anno di liceo) e i loro familiari, chiedendo risarcimenti danni di 200 mila e 40 mila euro. I fatti risalgono ad aprile e inizio maggio del 2012: a carico del docente, poi trasferito in un altro istituto, venne aperto un procedimento disciplinare. L'allora quindicenne, ha riferito il suo avvocato, dovette affrontare spese per l'assistenza psicologica e per cambiare scuola: durante una lezione in laboratorio, l'imputato, con la bacchetta della lavagna, avrebbe indicato il seno della ragazza, sottolineando come le si fosse sviluppato. Ieri la giovane è scoppiata in lacrime mentre assisteva all'udienza. Anche l'altra ragazza, secondo il suo legale, subì un rilevante contraccolpo psicologico dalla vicenda, valutato come danno biologico di circa 200 mila euro: il docente, mentre gli studenti erano attorno a lui in laboratorio, avrebbe allungato il braccio e le avrebbe tirato su la t-shirt fino a sopra la pancia. (Il Corriere Adriatico)



mercoledì 2 aprile 2014

ALLARME BOMBA TRIBUNALE ANCONA. GLI ARTIFICIERI FANNO ESPLODERE UNA BORSA

Dopo l'allarme bomba nel Tribunale di Ancona dove si segnalava la presenza di un ordigno nel Palazzo di Giustizia, dopo che le Forze dell'Ordine hanno provveduto a far evacuare il quarto e il quinto piano, poco fa, sul ballatoio di uno dei piani del Tribunale è stata trovata una borsa sospetta. Gli artificieri, notando qualcosa di strano al suo interno, l'hanno fatta esplodere. L'intervento è coordinato dalla Questura. 






ALLARME BOMBA IN TRIBUNALE SCATTA L'EVACUAZIONE DI GIUDICI ED AVVOCATI

Allarme bomba in Tribunale ad Ancona. La presenza di un ordigno a Palazzo di Giustizia è stata segnalata intorno alle 11.30 da una telefonata. In questo momento è stata disposta l'evacuazione degli uffici giudiziari, in corso Mazzini, in pieno centro, in attesa degli artificieri. Lo riferisce il Messaggero