Il docente di un istituto scolastico superiore di Jesi, 58enne, è
accusato di violenza sessuale per aver fatto, durante le lezioni,
allusioni a una studentessa di 15 anni e sollevato la maglietta a
un'altra allieva sedicenne scoprendole la pancia. La vicenda è approdata ieri davanti al tribunale di Ancona. L'imputato, che non era in aula,
respinge le accuse per entrambi gli episodi, accaduti a distanza di una decina di giorni l'uno dall'altro, sostenendo che la sua condotta fu irreprensibile e che le accuse sarebbero frutto di un equivoco. Dopo l'ammissione delle prove, il giudizio è slittato al prossimo 18
dicembre. Nel frattempo si sono costituite parti civili le studentesse
(entrambe erano al primo anno di liceo) e i loro familiari, chiedendo
risarcimenti danni di 200 mila e 40 mila euro. I fatti risalgono ad aprile e inizio maggio del 2012: a carico del
docente, poi trasferito in un altro istituto, venne aperto un
procedimento disciplinare. L'allora quindicenne, ha riferito il suo
avvocato, dovette affrontare spese per l'assistenza psicologica e per
cambiare scuola: durante una lezione in laboratorio, l'imputato, con la
bacchetta della lavagna, avrebbe indicato il seno della ragazza,
sottolineando come le si fosse sviluppato. Ieri la giovane è scoppiata in lacrime mentre assisteva all'udienza.
Anche l'altra ragazza, secondo il suo legale, subì un rilevante
contraccolpo psicologico dalla vicenda, valutato come danno biologico di
circa 200 mila euro: il docente, mentre gli studenti erano attorno a
lui in laboratorio, avrebbe allungato il braccio e le avrebbe tirato su
la t-shirt fino a sopra la pancia. (Il Corriere Adriatico)


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