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sabato 17 maggio 2014

SPACCIA A UN RAGAZZINO, ARRESTATO A DICIOTTO ANNI


A diciotto anni arrestato perché spaccia a un minorenne. Si tratta di A.L, queste le sue iniziali, già noto alle forze dell'ordine. Con lui c'era anche un 17enne che è stato segnalato alla Procura di Ancona, per detenzione di sostanze stupefacenti: il ragazzo è stato pizzicato con 8 grammi di marijuana, occultati nei pantaloni.


Anche il minorenne era già conosciuto ai carabinieri come assuntore. Entrambi i ragazzi sono di nazionalità italiana e residenti ad Ancona. E' accaduto giovedì, nei pressi della stazione ferroviaria di Torrette.


L'arresto è stato condotto dalla squadra antidroga della Tenenza dei carabinieri di Falconara. Erano circa le 15 quando i militari dell'Arma, svolgendo i normali controlli lungo la Flaminia, hanno notato dei movimenti sospetti alla stazione di Torrette. I carabinieri, riconoscendo subito il volto del 17enne, hanno iniziato ad avere dei sospetti. Poi l'attenzione si è spostata sul maggiorenne con cui si stava intrattenendo. Il 18enne ha da subito iniziato a destare delle forti perplessità nelle forze dell'ordine. Dubbi confermati poi nella perquisizione a casa, dove i carabinieri hanno trovato 80 grammi di marijuana.

l giovane è agli arresti domiciliari.
(Il Corriere Adriatico)



venerdì 9 maggio 2014

INCIDENTE SULLA A14. CIRCOLAZIONE INTERROTTA, UN FERITO GRAVE

 Un altro incidente stradale nella provincia pesarese. Intorno alle 12.25 sulla carreggiata Nord dell’autostrada A-14 in direzione Bologna, tra Fano e Pesaro all’altezza di Fenile.Ferito in modo grave un uomo che è comunque rimasto sempre cosciente. Immediato l'intervento dell'eliambulanza che ha trasportato la vittima all'ospedale di Torrette. Nella collisione un Tir è finito di traverso, è stata immmediatamente interrotta la circolazione in direzione Nord con l'inevitabile coda delle auto. (Il Corriere Adriatico)

martedì 6 maggio 2014

ALLUVIONE. FANGO NEI LOCALI DEL CENTRO COMMERCIALE LA FORNACE DI JESI. DANNI INGENTI AI NEGOZI

Dobbiamo buttare via il 90% della merce

Un negozio del Centro Commerciale LA FORNACE
JESI - Sono ore di duro lavoro per i negozianti del centro commerciale La Fornace, una delle zone più colpite dal maltempo dei giorni scorsi, che, superata la disperazione delle prime ore, da giorni stanno spazzando via il fango dai locali.
Nel piazzale che da verso il Parco del Ventaglio la situazione è ancora critica: è il fossato che divide il Parco dal piano inferiore del centro commerciale ad essere uscito dagli argini invadendo i magazzini delle attività commerciali che qui hanno sede.
«Il bilancio è tragico - commenta laconico Alessandro Piccioni titolare del Bricofer - L'acqua ha danneggiato il negozio e due magazzini, circa 1350 metri quadrati, per un totale di 150mila euro di danni almeno, senza contare il mancato incasso di questi giorni. Sono stato svegliato dall'allarme sabato mattina alle 6.45 e quando sono arrivato qui tra il parco e il centro commerciale c'era un lago di fango. Ci saranno stati almeno 30 centimetri di acqua e fango nei locali, tutto era danneggiato dalle scaffalature alle casse. Il 90 per cento dei prodotti sarà da buttare, il resto forse lo rivenderemo in promozione». Il Bricofer è chiuso da sabato: «Siamo aperti solo per le pulizie - prosegue Piccioni - Abbiamo chiamato i pompieri per un referto tecnico da presentare all'assicurazione».
Stessi problemi per Mamma&Co: «Abbiamo dovuto buttare via fasciatoi e lettini - spiega Paola Vignoni che con il marito Angelo fa la conta dei danni - L'acqua ha raggiunto i cartoni stipati nei bancali, è tutto da buttare. Abbiamo chiamato un tecnico per quantificare i danni, si parla di migliaia di euro. Vogliamo capire cosa si poteva fare per evitare tutto questo».
A provocare i danni è stata una mancata pulizia del fosso Parco del Ventaglio, ne sono convinti i commercianti: «Ci vorrà almeno un altro mese per pulire i magazzini dal fango, siamo stati in comune per avere spiegazioni", raccontano all'unisono. Sabato mattina le commesse di Barchiesi Sport e Riders erano in lacrime: «La situazione era critica, ci sono stati dei momenti di debolezza ma ci siamo rimboccati le maniche e con l'aiuto di amici abbiamo cercato di ripulire tutto - racconta Fabio Barchiesi - Stiamo valutando ciò che è salvabile, cosa possiamo lavare e magari rivendere in promozione ma anche per noi i danni sono molto ingenti».
L'acqua non ha risparmiato neppure l'asilo Arcobaleno: «Sabato mattina una parte della struttura e il giardino non erano agibili - chiariscono dall'ufficio della dirigenza - ma i locali sono stati ripuliti subito e non ci sono stati disagi per gli utenti». Si spala il fango anche al Campo da Rugby di via Mazzangrugno. (Il Messaggero)


BILANCIO SALATISSIMO PER IL MALTEMPO. FAMIGLIE ISOLATE, FRANE, SMOTTAMENTI E SETTORE AGRICOLO IN GINOCCHIO

(Il Messaggero) La prima giornata di sole ha messo in evidenza ancor di più i danni del maltempo. Le fabbriche riaprono ma a parte qualche caso nella zona di Talacchio per fortuna i capannoni sono salvi. Va peggio alle aziende agricole che vedono i raccolti a rischio, mentre continuano le frane. Tra Gadana e Pieve di Cagna nove persone sono rimaste bloccate per una frana in una strada vicinale. Stanno bene, i tecnici di Comune e Provincia sono stati sul posto per cercare una soluzione, ma la situazione è complessa e le famiglie non intendono spostarsi. Oggi un nuovo summit. A fare la conta dei danni anche gli agricoltori della provincia. Il presidente Coldiretti Tommaso Di Sante parla di «almeno un centinaio di sos lanciati nel territorio. Purtroppo parliamo di danni diffusi, tutti da calcolare. Ci sono stati anche animali morti e stalle allagate. I raccolti di piselli sono bloccati, là dove riusciremo a recuperarli potremo metterli sul mercato con ritardo. Non solo, tutti gli ortaggi sono a rischio perché ci sono campi ancora sott’acqua. Altri raccolti rischiano come il girasole rischiano l’asfissia radicale. Ci sono interi vivai e serre in grande difficoltà. Ormai siamo di fronte a continue calamità naturali, dalla neve alle piogge, dalla grandine fino alla siccità. Alcuni agricoltori si sono tutelati con sistemi assicurativi, ma sono molto costosi e non coprono tutti i danni. Per questo pensiamo che anche nel prossimo piano di sviluppo rurale, grazie ai fondi europei, sia necessario affrontare il problema a livello collettivo, per abbassare i costi e non trovarci in ginocchio in situazioni come queste, sempre più frequenti». La frana più importante è a Sorbolongo nella zona di Barchi dove la provinciale resterà chiusa dopo lo slittamento di 150 della parete. Ieri si è aperto un nuovo fronte anche tra San Sisto e Carpegna, ma anche sulla provinciale 423 tra Gallo e Trasanni. Altri smottamenti a Torre San Marco (Fratte Rosa), Scotaneto-Monteguiduccio; Isola del Piano-Petriano; Auditore-Pian di Castello, Montcalende (Urbino), Sassocorvaro-Taviglione e Mercatino Conca. «Più che nei giorni di pioggia iniziamo a vedere il risultato del maltempo – spiega l’assessore Provinciale Massimo Galuzzi – nella notte ci sono stati altri movimenti e abbiamo individuato centinaia di frane. Il monitoraggio è costante, interveniamo, ma ci vorranno milioni di euro». Il livello del Foglia è tornato regolare e la diga di Mercatale fa defluire circa 100 metri cubi al secondo. A Mondolfo è ancora in vigore l’ordinanza per la non potabilità dell’acqua. Marche Multiservizi fa sapere di aver «limitato i danni». Gli interventi più importanti per gli intoppi alla rete fognaria a Colbordolo (località Cappone), Gabicce Mare (via Vento e via Garibaldi) e Gradara (zona Fanano), dove si sono verificati diversi allagamenti a negozi, appartamenti e scantinati. Più complessa la situazione a San Donato di Urbino, Calcinelli e Scotaneto, dove frane e smottamenti hanno provocato rotture di tubature e serbatoi dell’acqua. Le riparazioni dureranno giorni, ma le famiglie saranno comunque servite grazie alle autobotti

lunedì 5 maggio 2014

ALLUVIONE MARCHE. COME CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI

ANCONA - Dopo la richiesta dello stato di emergenza da parte del presidente della Regione Gian Mario Spacca, prende avvio la fase relativa alla conta dei danni. I cittadini marchigiani - fa sapere una nota della Regione - che hanno subito le conseguenze della straordinaria ondata di maltempo che si è abbattuta sulle Marche nei giorni scorsi sin da subito possono inviare semplici segnalazioni scritte ai loro Comuni di residenza sia per quanto riguarda i danni alle abitazioni private che alle attività produttive. Rispetto ai danni all’agricoltura sia in termini di strutture che di coltivazioni le segnalazioni vanno inoltrate alle strutture decentrate del Servizio Agricoltura Forestazione e Pesca. Tutti gli enti locali e le istituzioni sono al lavoro per assicurare il massimo sostegno alla popolazione colpita da questa alluvione nel più breve tempo possibile. 

La Regione sottolinea che in questo primo momento non sono necessarie perizie tecniche o altra documentazione aggiuntiva. Alla Regione spetterà il compito di raccogliere tutte le informative dai Comuni. L’intento è quello di avere una prima ricognizione indicativa dei danni da comunicare alla Protezione Civile nazionale nel minor tempo possibile. 

Come ormai noto il maltempo dei giorni scorsi ha provocato esondazioni di alcuni corsi d’acqua del territorio regionale, allagamenti in aree urbane ed extraurbane, franosità, interruzioni stradali soprattutto nella porzione costiera e collinare del territorio. In alcune località le persone hanno dovuto temporaneamente allontanarsi dalle loro abitazioni e molte attività produttive risultano danneggiate. 

Di seguito gli indirizzi delle strutture decentrate del Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca. 

Ancona PF Struttura Decentrata di Ancona e Irrigazione, Via Tiziano, 44 - 60120 ANCONA 

Ascoli Piceno PF Programmazione e Struttura Decentrata di Ascoli Piceno, Via Genova 12/14 - 63100 ASCOLI PICENO 

Macerata PF Diversificazione e Struttura Decentrata di Macerata. Via Alfieri, 2 - 62100 MACERATA 

Pesaro Urbino Servizio Agricoltura Forestazione e Pesca e Struttura Decentrata di Pesaro Urbino 
Via B.Buozzi, 2 - 61000 PESARO

(Il Corriere Adriatico)

ESONDAZIONI E FRANE IN TUTTA LA PROVINCIA DI ANCONA, STRADE INVASE DA FIUMI D'ACQUA E FANGO

ANCONA - L’emergenza maltempo sta interessando tutta la provincia, in particolare Senigallia e l’entroterra.Il fiume Misa è tracimato a Bettolelle, al momento non ci sono problemi per i residenti perché l’allagamento ha interessato solo i campi. Evacuate per precauzione alcune abitazioni nella zona della Marazzana, in particolare in Strada della Chiusa. Allarme esondazione in centro storico dove sono state allestite delle paratie, e dove l’acqua è uscita sulla strada e sui ponti.

A scopo precauzionale circa un’ora fa sono state rimosse le auto in sosta nelle strada a ridosso del fiume Misa. Chiusi anche i negozi in centro storico. Allagamenti si sono registrati anche a Passo Ripe, Pianello di Ostra, Serra de’ Conti. Interrotti i collegamenti con l’interno sulla Corinaldese e l’Arceviese. Molte le zone isolate e senza elettricità.

Anche il fiume Cesano è uscito dagli argini all'altezza della frazione di Brugnetto. Le strade invase dall'acqua sono impraticabili per le ambulanze del 118, e così i malati bisognosi di ricovero urgente vengono trasportati negli ospedali di riferimento dall'elisoccorso.

A Borgo Bicchia c'è gente sui tetti che attende i soccorsi. Il campus è completamente invaso dal fango e dall'acqua.

Fa paura anche l’Esino, che sta crescendo a vista d’occhio. A Chiaravalle numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, che in via Puccini hanno soccorso un automobilista rimasto bloccato da fango e acqua.

Ad Ancona si registrano tre smottamenti a Montesicuro, Aspio e tra Casine e Paterno, ma le strade sono rimaste percorribili. Allagata la rotatoria davanti alla Città del cinema, ma senza blocchi al traffico, non si registrano problemi particolari in centro storico dove si sta svolgendo la Fiera di San Ciriaco. Allagamenti a Marina di Montemarciano, in particolare in via Piave. Emergenza per smottamenti e strade coperte da acqua e fango a Filottrano, dove la Protezione civile è intervenuta per liberare le strade in alcune zone di campagna, tra San Pietro, Montepolesco e via Casarola e via Legalasino. A livello di guardia anche il fiume Musone

(Il Corriere Adriatico)

MALTEMPO. SMOTTAMENTI, CAMPI ALLAGATI E STRADE INTERROTTE IN PROVINCIA DI MACERATA

5 maggio 2014 - Allagamenti, colate di fango, frane, alvei ostruiti, strade interrotte. La Provincia di Macerata conta i danni all'indomani dell'ennesima forte ondata di maltempo che, da venerdì e per tutto il fine settimana, non ha dato tregua con le abbondantissime piogge e le violente mareggiate.

Sono pesanti le ripercussioni sull'intero territorio provinciale, dalla montagna, alla collina, alla costa, specialmente nelle zone limitrofe ai fiumi e sulla rete stradale. Le sta verificando lo stessopresidente Antonio Pettinari in una serie di sopralluoghi che continueranno nei prossimi giorni. Uno scenario allarmante, di fronte al quale il presidente della Provincia insiste con la richiesta al Governo, rimasta a tutt'oggi inevasa, di spazi finanziari non vincolati dal Patto di stabilità per far fronte, quanto prima, almeno agli interventi più stringenti.

Anche in questo caso, infatti, non saranno sufficienti le risorse che la Protezione civile nazionale assegnerà a seguito della tempestiva e decisa azione messa in atto dalla Regione Marche. I danni più gravi si registrano nella zona Sud del Maceratese, a Corridonia, Petriolo e Mogliano, ma anche il resto del territorio, da Montefano a Porto Recanati, passando da Appignano, Montecassiano, Recanati, Montelupone, Potenza Picena, Morrovalle, Montecosaro e Civitanova, è stato duramente colpito, così come l'entroterra.

Il monitoraggio e il lavoro continui, fin dalle prime ore di venerdì, dei tecnici della Viabilità e del Genio civile della Provincia hanno evitato il peggio, mal'attenzione resta alta: la situazione, infatti, è tuttora molto fluida e continuano a venire fuori pericolosi smottamenti, sia di monte sia di valle, che mettono a rischio la circolazione stradale, e ostruzioni di alvei fluviali a seguito di franamenti delle sponde che impediscono il normale deflusso dei corsi d'acqua. Per quanto riguarda la viabilità, resta chiusa la S.P. 1 “Abbadia di Fiastra-Mogliano”, nell'ultimo tratto in prossimità di Mogliano interessato da numerose frane. Riaperta domenica la S.P. 34 “Corridoniana” chiusa sabato a causa della caduta di due querce; anche la S.P 75 “Montecanepino” è di nuovo transitabile da sabato.

Sul versante dei fiumi, il Genio civile continua a monitorare gli argini: nelle ultime ore, lungo il corso d'acqua “Ete Morto”, nel territorio di Mogliano, si è verificata l'ostruzione dell'alveo col pronto intervento della Provincia per ripristinare il regolare deflusso delle acque. L'esondazione del “Musone” a Recanati e dei torrenti “Monocchia”, sempre a Recanati, e del “Trodica”, a Trodica di Morrovalle, ha provocatol'inondazione dei terreni agricoli, mentre l'esondazione del “Salino” a Penna San Giovanni ha danneggiato una linea telefonica e una strada comunale. (Il Resto del Carlino)

foto Gasparroni - Picchio

DANNI ALLUVIONE MARCHE. COLDIRETTI: AGNELLI MORTI ANNEGATI E RACCOLTI COMPROMESSI

Ancona, 5 maggio 2014 - Quello diffuso dalla Coldiretti delle Marche è un vero e proprio bollettino di guerra. A spiccare nella conta dei danni sono trenta agnelli morti annegati in un allevamento di pianura, oltre a 200 segnalazioni di danni da parte delle aziende agricole colpite dall’alluvione.

E' questa solo una prima stima dei danni provocati dal maltempo. I problemi maggiori si registrano nelle aree pianeggianti, dove l’acqua e la melma hannocompromesso irrimediabilmente i raccolti di ortaggi, dall’insalata ai radicchi. I campi sono irraggiungibili, e questo rischia di compromettere la raccolta dei piselli, appena iniziata, con un danno sono potenzialmente gravissimo: le Marche sono il secondo produttore italiano di questo tipo di coltura, soprattutto con le province di Ancona e Macerata. (Il Resto del Carlino)

NEWS ALLUVIONE SENIGALLIA. VIGILI DEL FUOCO 300 INTERVENTI IN LISTA

(ANSA) - ANCONA, 5 MAG - A Senigallia i vigili del fuoco sono ancora alle prese con 300 interventi di prosciugamento in lista d'attesa. ''Altri 100 li abbiamo smaltiti nella notte - spiegano al Comando provinciale di Ancona -, ma nei seminterrati, garage e cucine degli alberghi sotto il livello del piano stradale ci sono due-tre metri di acqua''. Sei le colonne mobili di supporto giunte da mezza Italia: Firenze, Lucca, Venezia, Rovigo, Bologna, Roma, oltre che da Ascoli Piceno e Macerata.

FOTO © ANSA





PREVISIONI METEO. SERENO O POCO NUVOLOSO SU TUTTA LA REGIONE

Evoluzione: la perturbazione che ha interessato la nostra regione con precipitazioni abbondanti è in allontanamento verso sud-est per lasciare spazio all'espansione di un'area di alta pressione. Ciò determinerà un generale miglioramento.

Previsioni per Lunedì 5/5/2014
Cielo: sereno o poco nuvoloso
Precipitazioni: assenti
Temperature: in aumento
Venti: nord-orientali moderati (grado 4/5 beaufort) durante la notte ed al primo mattino; intensità in attenuazione fino a brezza leggera (grado 2/3 beaufort) nel corso della mattinata
Mare: molto mosso con moto ondoso in attenuazione
Fenomeni Particolari: nessuno








domenica 4 maggio 2014

RENZI CON GABRIELLI NELLE ZONE ALLUVIONATE

SENIGALLIA - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita nelle zone alluvionate delle Marche insieme al capo della Protezione civile Franco Gabrielli.L'arrivo è prevsito per il pomeriggio. Gabrielli sorvolerà le zone alluvionate e poi riferirà al premier Matteo Renzi in un summit in Comune. 

Renzi ieri aveva chiamato al telefono il presidente della Regione Gian Mario Spacca per esprimere solidarietà e vicinanza alle Marche e alle famiglie così duramente colpite dall'evento calamitoso di queste ore. Renzi, fa sapere la Regione, ha inoltre assicurato il tempestivo intervento del Governo nella fase dell'emergenza.

Il presidente del Consiglio ha comunicato al presidente Spacca di essere in costante contatto con il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, che sta monitorando continuamente la situazione delle Marche.

La vicinanza del governo è testimoniata anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin che esprime, in una nota, la sua "solidarietà e vicinanza alla popolazione delle Marche, in queste ore duramente colpita dal maltempo, che sta vivendo momenti di grave disagio e difficoltà". Il Ministero, sottolinea poi Lorenzin, "sta monitorando strettamente la situazione sotto il profilo sanitario". (Il Corriere Adriatico)

NOTTE TRANQUILLA A SENIGALLIA, RIENTRATI QUASI TUTTI GLI SFOLLATI. NUOVO ALLARME DELLA PROTEZIONE CIVILE

Senigallia (Ancona), 4 maggio 2014 - Quella appena passata è stata una notte abbastanza tranquilla aSenigallia dopo la disastrosa alluvione di ieri, che ha provocato danni ancora da quantificare. Il livello delfiume Misa è diminuito in modo consistente e in nottata non sono state segnalate nuove tracimazioni.Quasi tutti rientrati nelle proprie abitazioni glisfollati che erano stati sistemati in quattro centri di accoglienza, salvo trenta persone, tutt’ora ospiti delseminario vescovile.

In città non piove più e molte strade sono libere, in particolare corso Matteotti e le vie adiacenti, ieri trasformate in fiumi di acqua e fango. Le idrovore sono state al lavoro tutta la notte per ripulire la sede stradale e sono ancora impegnate nelprosciugamento di giardini e scantinati.

E’ invece ancora piena emergenza per quanto riguarda le comunicazioni telefoniche e il servizio elettrico: il 60%-70% della popolazione è tutt’ora senza luce, e si lavora per allestire cabine elettriche e ponti telefonici mobili. Segnalato anche uno smottamento, senza conseguenze per le persone, di un piccolo ponte nel Fermano. (Il Resto del Carlino)

MALTEMPO: RIAPERTI CASELLI A14 SENIGALLIA

ANCONA, 4 MAG - Sono stati riaperti in nottata i caselli dell'A14 in entrata e uscita da Senigallia, chiusi ieri per l'alluvione del Misa. Lungo il tratto marchigiano dell'autostrada Bologna-Bari e la Ss 16 il traffico è regolare, e la viabilità è garantita anche sulle principali strade provinciali e comunali. Normale la circolazione dei treni. (ANSA)

ALLUVIONE. ALTRE 72 ORE DI ALLARME  COMUNICAZIONI DIFFICILI


SENIGALLIA - Lo stato di allerta a Senigallia a causa del maltempo durerà altre 72 ore. Lo dice il sindaco Maurizio Mangialardi, che annuncia anche la chiusura delle scuole"per altri due giorni". Attualmente, secondo il primo cittadino, in città ci sono una trentina di sfollati, ospitati in un centro di accoglienza al Seminario, mentre "il 70% della popolazione è ancora senza elettricità". Secondo Mangialardi, "il vero problema è la mancanza di comunicazione telefonica, sia mobile sia fissa che rende difficilissimo coordinare gli interventi e mettersi in contatto con la popolazione". "Senigallia - aggiunge - è una città ferita, ma tutti insieme ce la faremo". 

Non piove più e il cielo si sta aprendo. Il livello dei fiumi Misa e Cesano, che ieri avevano esondato, è sceso. Molte strade sono libere, in particolare corso Matteotti e le vie adiacenti, ieri trasformate in fiumi di acqua e fango. Le idrovore sono state al lavoro tutta la notte per ripulire la sede stradale e sono ancora impegnate nel prosciugamento di giardini e scantinati. Il cielo si sta aprendo e ci sono varie auto che circolano liberamente. Il centro cittadino e tutta la zona colpita dall'alluvione di ieri sono però ancora senza luce. Difficili anche, a tratti, i contatti telefonici. 

I centri di accoglienza per le persone evacuate o che non hanno potuto far ritorno nelle loro abitazioni a causa dell'alluvione di ieri a Senigallia restano aperti. "Siamo riusciti a ripristinare la viabilità principale - afferma Mangialardi -, ma ci sono molte persone in zone allagate che hanno deciso di rimanere comunque nelle proprie case. La Protezione civile sta portando acqua e generi di prima necessità". Nella sede della Polizia municipale è un andirivieni di cittadini che chiedono informazioni sul ripristino dell'energia elettrica (buona parte della città è ancora senza luce) e delle comunicazioni telefoniche, difficili in parecchie zone, compreso il centro. 

Dell'elettricità si saprà qualcosa "solo dopo mezzogiorno", spiega Mangialardi, che riesce anche a rassicurare una signora che ha lasciato il "marito e due figli a Borgo Bicchia. Io ho dormito da amici». in quella zona le strade sono libere e la donna potrà tornare a casa sua. Nel pomeriggio dovrebbe essere celebrata una messa in Duomo, sempre che sia tornata l' energia elettrica".(Il Corriere Adriatico)

sabato 3 maggio 2014

GRAVISSIMI DANNI NELLE MARCHE AZIENDE ALLAGATE, COLTURE DISTRUTTE

Sono gravissimi secondo la Coldiretti i danni causati all'agricoltura marchigiana dal maltempo, con coltivazioni e serre sott'acqua e frane che hanno interessato i terreni collinari.La situazione più critica si registra in provincia di Ancona, nel Senigalliese. Nella fascia che va da Serra dè Conti alla costa sono numerose le aziende allagate, con l'acqua che ha invaso le serre e sommerso le coltivazioni di insalata radicchio, pomodori e altri ortaggi. Rischio asfissia per il grano, mentre le piogge abbondanti hanno creato problemi anche alle colture appena seminate, come il girasole. Sempre nel Senigalliese, l'esondazione dei corsi d'acqua ha danneggiato anche un'azienda vivaistica, con parte del terreno e delle piante portate via dalla piena. Problemi pure nell'Osimano e nella zona del Fermano, qui con frane e allagamenti che minacciano i terreni coltivati a grano. (Il Corriere Adriatico)

UOMO SOMMERSO DAL FANGO SOCCORSO DALL' ELIAMBULANZA

Infuria il maltempo e semina danni ed emergenze, soprattutto nella zona di Senigallia.Un uomo sommerso nel fango viene soccorso in questi minuti in un parcheggio di Canella, nel Senigalliese. Dalla cittadella sanitaria di Torrette si è alzata in volo l'eliambulanza, le strade sono fuori causa perché invase da fiumi di acqua e fango. ( Il Corriere Adriatico )

BLOCCATO NEL SOTTOPASSO SALVATO DAI CARABINIERI

Un uomo di 85 anni che alle 5 del mattino era rimasto bloccato con l'auto in un sottopasso di Jesi completamente allagato dalla pioggia, in via Fontedamo, è statoportato in salvo da una pattuglia dei carabinieri. Deve la vita alla telefonata al 112 di un altro automobilista, che aveva notato la vettura in panne, una Fiat multipla, spinta dalle correnti verso i piloni del ponte. L'anziano è stato raggiunto a piedi dai militari ed estratto a fatica dall'abitacolo, ormai invaso da un metro di acqua. Nonostante un principio di ipotermia e lo choc, sta abbastanza bene. ( Il Corriere Adriatico )

TROVATO MORTO NELL'AUTO VICINO AL CIMITERO

Dramma ieri sera dopo le 20 lungo la strada statale, vicino al cimitero.All'interno di un'auto posteggiata nel distributore c'era un uomo che non dava segni di vita. Qualcuno allora ha dato l'allarme chiedendo l'intervento del 118. Quando gli operatori dell'emergenza sono arrivati, hanno constatato che la persona era ormai senza vita. La morte pare sia avvenuta per cause naturali. La vittima è un sessantaseienne. Il fatto è successo a Civitanova e lo riferisce il Corriere Adriatico.

giovedì 1 maggio 2014

IL PRIMO MAGGIO: STORIA E SIGNIFICATO DI UNA RICORRENZA

Origini del Primo maggio. Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese : "Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi". Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue. Man mano che ci si avvicina al 1 maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificano l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento. "Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!". Monta intanto un clima di tensione, alimentato da voci allarmistiche: la stampa conservatrice interpreta le paure della borghesia, consiglia a tutti di starsene tappati in casa, di fare provviste, perché non si sa quali gravi sconvolgimenti potranno accadere. Da parte loro i governi, più o meno liberali o autoritari, allertano gli apparati repressivi. In Italia il governo di Francesco Crispi usa la mano pesante, attuando drastiche misure di prevenzione e vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per la giornata del 1 maggio che per la domenica successiva, 4 maggio. In diverse località, per incoraggiare la partecipazione del maggior numero di lavoratori, si è infatti deciso di far slittare la manifestazione alla giornata festiva. Del resto si tratta di una scommessa dall'esito quanto mai incerto: la mancanza di un unico centro coordinatore a livello nazionale - il Partito socialista e la Confederazione generale del lavoro sono di là da venire - rappresenta un grave handicap dal punto di vista organizzativo. Non si sa poi in che misura i lavoratori saranno disposti a scendere in piazza per rivendicare un obiettivo, quello delle otto ore, considerato prematuro da gran parte dei dirigenti del movimento operaio italiano o per testimoniare semplicemente una solidarietà internazionale di classe. Proprio per questo la riuscita del 1 maggio 1890 costituisce una felice sorpresa, un salto di qualità del movimento dei lavoratori,che per la prima volta dà vita ad una mobilitazione su scala nazionale, per di più collegata ad un'iniziativa di carattere internazionale. In numerosi centri, grandi e piccoli, si svolgono manifestazioni, che fanno registrare quasi ovunque una vasta partecipazione di lavoratori. Un episodio significativo accade a Voghera, dove gli operai, costretti a recarsi al lavoro, ci vanno vestiti a festa. "La manifestazione del 1 maggio - commenta a caldo Antonio Labriola - ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti. Ancora pochi giorni innanzi, la opinione di molti socialisti, che operano con la parola e con lo scritto, era alquanto pessimista". Anche negli altri paesi il 1 maggio ha un'ottima riuscita: "Il proletariato d'Europa e d'America - afferma compiaciuto Fiedrich Engels - passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito. E lo spettacolo di questa giornata aprirà gli occhi ai capitalisti". Visto il successo di quella che avrebbe dovuto essere una rappresentazione unica, viene deciso di replicarla per l'anno successivo. Il 1 maggio 1891 conferma la straordinaria presa di quell'appuntamento e induce la Seconda Internazionale a rendere permanente quella che, da lì in avanti, dovrà essere la "festa dei lavoratori di tutti i paesi". Tra Ottocento e Novecento Inizia così la tradizione del 1 maggio, un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si prepara con sempre minore improvvisazione e maggiore consapevolezza. L'obiettivo originario delle otto ore viene messo da parte e lascia il posto ad altre rivendicazioni politiche e sociali considerate più impellenti. La protesta per le condizioni di miseria delle masse lavoratrici anima le manifestazioni di fine Ottocento. Il 1 maggio 1898 coincide con la fase più acuta dei "moti per il pane", che investono tutta Italia e hanno il loro tragico epilogo a Milano. Nei primi anni del Novecento il 1 maggio si caratterizza anche per la rivendicazione del suffraggio universale e poi per la protesta contro l'impresa libica e contro la partecipazione dell'Italia alla guerra mondiale. Si discute intanto sul significato di questa ricorrenza: giorno di festa, di svago e di divertimento oppure di mobilitazione e di lotta ? Un binomio, questo di festa e lotta, che accompagna la celebrazione del 1 maggio nella sua evoluzione più che secolare, dividendo i fautori dell'una e dell'altra caratterizzazione. Qualcuno ha inteso conciliare gli opposti, definendola una "festa ribelle", ma nei fatti il 1 maggio è l'una e l'altra cosa insieme, a seconda delle circostanze più lotta o più festa. Il 1 maggio 1919 i metallurgici e altre categorie di lavoratori possono festeggiare il conseguimento dell'obiettivo originario della ricorrenza: le otto ore. Il ventennio fascista Nel volgere di due anni però la situazione muta radicalmente: Mussolini arriva al potere e proibisce la celebrazione del 1 maggio. Durante il fascismo la festa del lavoro viene spostata al 21 aprile, giorno del cosiddetto Natale di Roma; così snaturata, essa non dice più niente ai lavoratori, mentre il 1 maggio assume una connotazione quanto mai "sovversiva", divenendo occasione per esprimere in forme diverse - dal garofano rosso all'occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria - l'opposizione al regime. Dal dopoguerra a oggi All'indomani della Liberazione, il 1 maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo. Appena due anni dopo il 1 maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio. Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa. Le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che al movimento dei lavoratori si offrono altre occasioni per far sentire la propria presenza, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1 maggio. Oggi un'unica grande manifestazione unitaria esaurisce il momento politico, mentre il concerto rock che da qualche anno Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani sembra aderire perfettamente allo spirito del 1 maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti: "Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".


fonte: Cgil di Roma e del Lazio - Archivio Storico "Manuela Mezzelani"