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giovedì 1 maggio 2014

IL PRIMO MAGGIO: STORIA E SIGNIFICATO DI UNA RICORRENZA

Origini del Primo maggio. Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese : "Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi". Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue. Man mano che ci si avvicina al 1 maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificano l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento. "Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!". Monta intanto un clima di tensione, alimentato da voci allarmistiche: la stampa conservatrice interpreta le paure della borghesia, consiglia a tutti di starsene tappati in casa, di fare provviste, perché non si sa quali gravi sconvolgimenti potranno accadere. Da parte loro i governi, più o meno liberali o autoritari, allertano gli apparati repressivi. In Italia il governo di Francesco Crispi usa la mano pesante, attuando drastiche misure di prevenzione e vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per la giornata del 1 maggio che per la domenica successiva, 4 maggio. In diverse località, per incoraggiare la partecipazione del maggior numero di lavoratori, si è infatti deciso di far slittare la manifestazione alla giornata festiva. Del resto si tratta di una scommessa dall'esito quanto mai incerto: la mancanza di un unico centro coordinatore a livello nazionale - il Partito socialista e la Confederazione generale del lavoro sono di là da venire - rappresenta un grave handicap dal punto di vista organizzativo. Non si sa poi in che misura i lavoratori saranno disposti a scendere in piazza per rivendicare un obiettivo, quello delle otto ore, considerato prematuro da gran parte dei dirigenti del movimento operaio italiano o per testimoniare semplicemente una solidarietà internazionale di classe. Proprio per questo la riuscita del 1 maggio 1890 costituisce una felice sorpresa, un salto di qualità del movimento dei lavoratori,che per la prima volta dà vita ad una mobilitazione su scala nazionale, per di più collegata ad un'iniziativa di carattere internazionale. In numerosi centri, grandi e piccoli, si svolgono manifestazioni, che fanno registrare quasi ovunque una vasta partecipazione di lavoratori. Un episodio significativo accade a Voghera, dove gli operai, costretti a recarsi al lavoro, ci vanno vestiti a festa. "La manifestazione del 1 maggio - commenta a caldo Antonio Labriola - ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti. Ancora pochi giorni innanzi, la opinione di molti socialisti, che operano con la parola e con lo scritto, era alquanto pessimista". Anche negli altri paesi il 1 maggio ha un'ottima riuscita: "Il proletariato d'Europa e d'America - afferma compiaciuto Fiedrich Engels - passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito. E lo spettacolo di questa giornata aprirà gli occhi ai capitalisti". Visto il successo di quella che avrebbe dovuto essere una rappresentazione unica, viene deciso di replicarla per l'anno successivo. Il 1 maggio 1891 conferma la straordinaria presa di quell'appuntamento e induce la Seconda Internazionale a rendere permanente quella che, da lì in avanti, dovrà essere la "festa dei lavoratori di tutti i paesi". Tra Ottocento e Novecento Inizia così la tradizione del 1 maggio, un appuntamento al quale il movimento dei lavoratori si prepara con sempre minore improvvisazione e maggiore consapevolezza. L'obiettivo originario delle otto ore viene messo da parte e lascia il posto ad altre rivendicazioni politiche e sociali considerate più impellenti. La protesta per le condizioni di miseria delle masse lavoratrici anima le manifestazioni di fine Ottocento. Il 1 maggio 1898 coincide con la fase più acuta dei "moti per il pane", che investono tutta Italia e hanno il loro tragico epilogo a Milano. Nei primi anni del Novecento il 1 maggio si caratterizza anche per la rivendicazione del suffraggio universale e poi per la protesta contro l'impresa libica e contro la partecipazione dell'Italia alla guerra mondiale. Si discute intanto sul significato di questa ricorrenza: giorno di festa, di svago e di divertimento oppure di mobilitazione e di lotta ? Un binomio, questo di festa e lotta, che accompagna la celebrazione del 1 maggio nella sua evoluzione più che secolare, dividendo i fautori dell'una e dell'altra caratterizzazione. Qualcuno ha inteso conciliare gli opposti, definendola una "festa ribelle", ma nei fatti il 1 maggio è l'una e l'altra cosa insieme, a seconda delle circostanze più lotta o più festa. Il 1 maggio 1919 i metallurgici e altre categorie di lavoratori possono festeggiare il conseguimento dell'obiettivo originario della ricorrenza: le otto ore. Il ventennio fascista Nel volgere di due anni però la situazione muta radicalmente: Mussolini arriva al potere e proibisce la celebrazione del 1 maggio. Durante il fascismo la festa del lavoro viene spostata al 21 aprile, giorno del cosiddetto Natale di Roma; così snaturata, essa non dice più niente ai lavoratori, mentre il 1 maggio assume una connotazione quanto mai "sovversiva", divenendo occasione per esprimere in forme diverse - dal garofano rosso all'occhiello alle scritte sui muri, dalla diffusione di volantini alle bevute in osteria - l'opposizione al regime. Dal dopoguerra a oggi All'indomani della Liberazione, il 1 maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo. Appena due anni dopo il 1 maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio. Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa. Le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che al movimento dei lavoratori si offrono altre occasioni per far sentire la propria presenza, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1 maggio. Oggi un'unica grande manifestazione unitaria esaurisce il momento politico, mentre il concerto rock che da qualche anno Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani sembra aderire perfettamente allo spirito del 1 maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti: "Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".


fonte: Cgil di Roma e del Lazio - Archivio Storico "Manuela Mezzelani"

domenica 20 aprile 2014

AL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO: PELU', TIROMANCINO, BANDABARDO', MODENA CITY RAMBLERS

Piero Pelù, Tiromancino, Clementino e Rocco Hunt, Bandabardò, Modena City Ramblers, Stefano Di Battista e 50 sax del conservatorio di Santa Cecilia. Comincia a delinearsi la scaletta degli ospiti che si esibiranno al Concertone del Primo Maggio, a Roma. La maratona musicale promossa dai sindacati, in diretta su Rai3 dalle 15, sarà condotta da Edoardo Leo, Francesca Barra e Dario Vergassola. "Sarà un po' più riflessivo e meno urlato rispetto al passato", ha affermato il patron Marco Godano. (ANSA)


mercoledì 1 maggio 2013

DALLA SARDEGNA A SERRA SAN QUIRICO PER LA RASSEGNA NAZIONALE DI TEATRO DELLA SCUOLA

Si avvia alla conclusione la 31° edizione della Rassegna Nazionale di Teatro della Scuola di Serra San Quirico, tra laboratori, officine creative, eventi, spettacoli ed iniziative sotto il segno di Peter Pan. Nell’isola che c’è – così è stata ribattezzata in questi giorni la cittadina marchigiana – si danno appuntamento fino al 4 maggio più di  40 scuole, con oltre 3000 presenze tra studenti, insegnanti, operatori teatrali provenienti da ogni regione d’Italia. Giovedì 2 maggio, alle ore 21 al Teatro Palestra, saranno gli studenti di Oristano a mostrare il loro spettacolo, dal titolo “Murra at mortua Bayu” (Avvelenata ha ucciso Baio), nato in classe da una felice esperienza laboratoriale e dallo studio antropologico sulla narrativa orale in Sardegna. Il numeroso gruppo di ragazzi, provenienti dall’Istituto Tecnico Industriale e dal Liceo delle Scienze applicate “Othoca” , giunge a Serra San Quirico dopo aver vinto il “Sipario d’argento” nella Rassegna Nazionale del 2012. Il riconoscimento, molto ambito a livello nazionale, consente all'istituto di essere ammesso di diritto alla Rassegna dell’anno seguente. Il testo dello spettacolo “Murra at mortua Bayu” nasce da un breve racconto popolare e proviene da quella cultura orale che è patrimonio antico degli abitanti dell’isola di Sardegna. Così come accade per altri racconti, fiabe e favole diffusi nel mondo, anche in questo ritroviamo temi comuni ad altre culture. Hanno collaborato all’allestimento le insegnanti Anna Rita Gala e Ladina Luana Strappelli, e gli operatori teatrali Giampietro Orrù e Maura Grussu.
 
Lo spettacolo è aperto al pubblico e gratuito. Info su www.teatrogiovani.eu. 

martedì 30 aprile 2013

1 maggio,gratis musei Urbino e Gradara

(ANSA) - Ingresso gratuito, domani 1 maggio, a tutti i musei statali e quindi anche al Palazzo Ducale di Urbino e alla Rocca demaniale di Gradara. Lo ricorda il Soprintendente per i Beni storici artistici e etnoantropologici delle Marche Maria Rosaria Valazzi. I due musei saranno aperti dalle 8:30 alle 19:15.

venerdì 1 febbraio 2013

EVENTI: DOPPIA LOCATION PER IL CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO

Annunciata la data (più che ovvia) del famosissimo Concertone del Primo Maggio. Quest'anno una novità importante: oltre allo storico palco di Roma in Piazza San Giovanni, si aggiungerà un secondo palco a Milano. Due concerti gemelli, in contemporanea, con i migliori artisti presenti nella scena italiana. Pur non essendo ancora stati annunciati gli ospiti e i maggiori dettagli del concerto, c'è stato un grande clamore per aver scelto di gemellare il concerto e quindi (si spera) duplicare il numero degli artisti presenti sui palchi. Aspettiamo novità!

Pietro Giorgetti