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venerdì 20 giugno 2014

MARCHE E LAVORO. CNA LANCIA L'ALLARME «NEL 2014 QUASI 7MILA POSTI A RISCHIO»

Quasi 7000 posti di lavoro persi nelle Marche a fine anno. È la stima di Cna basata su dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior. L’allarme viene lanciato dal presidente Cna di Pesaro e Urbino, Alberto Barilari secondo il quale «abbiamo sei mesi di tempo per rendere meno pesante questa previsione e favorire le assunzioni di nuovo personale nelle aziende della regione». Secondo Moreno Bordoni, segretario provinciale di Pesaro, occorre «intervenire sulle difficoltà burocratiche, sull’accesso al credito, sulla conoscenza dei mercati in modo da rendere meno complicato avviare un’impresa per i tanti giovani desiderosi di mettersi in proprio sulla riduzione della tassazione locale che sta diventando un ostacolo alla crescita».
Nella classifica regionale svetta Ancona dove nei prossimi mesi si perderanno più posti di lavoro (-2.180). Segue la provincia di Pesaro Urbino (-1.880) e Macerata (- 1.280). Situazione migliore ad Ascoli Piceno (-830) e a Fermo (-500). I lavoratori maggiormente a rischio disoccupazione saranno quelli occupati nel commercio, nel turismo, alloggio e ristorazione, nei trasporti, nei servizi. Tra le imprese manifatturiere, quelle che avranno il maggior calo di personale saranno quelle del sistema moda, meccanica, mobile e alimentari.
«Di fronte a una disoccupazione giovanile che ha raggiunto quest’anno il 36,1% rispetto al 23,8% del 2001 - concludono Barilari e Bordoni - non si deve e non si può restare a guardare. Si tratta di una disoccupazione non solo manuale ma anche intellettuale, visto che negli ultimi due anni il tasso di disoccupazione dei giovani laureati è salito dal 5,4 all’8 per cento e quello dei diplomati dal 7 al 10,1 per cento. Bisogna per questo favorire l’inserimento di giovani occupati nelle nostre aziende, in particolare diplomati e laureati, che portano competenze, innovazione, ricerca, capacità di guardare ai mercati internazionali». (Il Messaggero)

martedì 22 aprile 2014

MARCHE. L'EXPORT RALLENTA NEL QUARTO TRIMESTRE 2013: -1,8%

E’ uno dei dati che emerge dal ‘Monitor dei distretti’, curato dal servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico

Nel quarto trimestre 2013, le esportazioni dei distretti delle Marche hanno chiuso a -1,8%, dopo un tentativo di ripresa nel terzo trimestre. E’ uno dei dati che emerge dal ‘Monitor dei distretti delle Marche’, curato dal servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico. Il risultato negativo è determinato dalla flessione delle esportazioni delle imprese distrettuali attive in tutte le filiere, ad eccezione delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (+2,2%, dopo un terzo trimestre leggermente in flessione) e della jeans valley del Montefeltro (+7,6%). Sono arretrate le altre imprese del sistema moda: calzature di Fermo (-1,2%), pelletterie a Tolentino (-6,5%), per la prima volta in territorio negativo dal secondo trimestre del 2010. E’ proseguito il calo registrato dai due poli della filiera degli elettrodomestici e del mobile, le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano (-1,4%) e le cucine di Pesaro (-4,5%). Si è confermata, infine, la frenata dell'export degli strumenti musicali di Castelfidardo (-12,2%). L'analisi della direzione dell’export ha evidenziato come la crescita delle esportazioni dei distretti marchigiani nel 2013 abbia scontato la scarsa vivacità dei nuovi mercati: sul totale d'anno, le vendite verso quelli maturi sono cresciute dell?1,6%, raggiungendo un livello di export pari a 1,8 miliardi di euro, a fronte del modesto +0,6% dei nuovi mercati, tra i quali rallenta la Russia (-2,3%), prima variazione negativa dopo la crescita a due cifre registrata nel triennio 2010-2012. Sono in calo anche le esportazioni in Romania (-12%), trascinate al ribasso dai risultati negativi riportati su questo mercato dalle imprese delle pelletterie del Tolentino. Di segno opposto, invece, Cina (+16,7%) e Hong Kong (+9,2%), grazie al significativo contributo offerto dalle imprese delle calzature di Fermo e del distretto delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano, in calo su tutti gli altri principali mercati di riferimento. Tra i mercati maturi sono cresciuti i fatturati verso Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera, mentre hanno frenato i flussi verso la Francia; sostanzialmente stabili le vendite verso la Germania. (AGI)

martedì 1 aprile 2014

MARCHE E IL LAVORO CHE SE NE VA, I DATI





Marche, il lavoro che se ne va.  Tra il 2008 e il 2013 il tasso di disoccupazione, nella nostra regione  è  salito dal 5,1 al 12,4. Fanalino di coda delle regioni del Centro Nord, solo Calabria, Molise  Puglia, Campania  e Sicilia hanno fatto peggio. Secondo uno studio di Cna e Confartigianato Marche su dati Istat, oggi i disoccupati marchigiani sono 85.895 mentre cinque anni fa erano 52.595. Senza contare i 21.705 “scoraggiati”, che non cercano più un posto di lavoro perché hanno perso la speranza di trovarlo. A colpire è soprattutto il dato sui lavoratori in cerca di prima occupazione. Sono passati dai 7.949 di cinque anni fa  agli attuali 18.725, con un incremento di 10.776 unità. Tra i disoccupati, gli uomini sono 41.079  e le donne 44.816. Sono queste ultime ad aver pagato il prezzo della crisi, soprattutto nell’ultimo anno, quando le donne senza lavoro sono aumentate di 7.445 unità mentre gli uomini in cerca di un’occupazione sono diminuiti di 2.689 unità. Il tasso di disoccupazione femminile è così balzato dall’11,9 al 14,6 per cento mentre quello maschile è sceso dal 10,8 al 10,6 per cento. A perdere posti di lavoro, negli ultimi dodici mesi, sono state in particolare le imprese dei servizi e del commercio. Nei servizi  gli occupati sono diminuiti di 9.973 unità mentre il calo è stato di 8.186 addetti. Più contenuta la perdita di posti di lavoro in agricoltura (-3.289), nell’industria (-3.608) e in edilizia (-2.783). In un anno gli occupati marchigiani sono 27.839 in meno di cui 21.144 dipendenti e  6.695 indipendenti. Negli ultimi cinque anni i posti di lavoro in meno sono stati 38.277. “Artigiani e  partite Iva resistono ma senza una ripresa, ad essere in pericolo” - commentano Confartigianato e Cna Marche - “sarà  il modello marchigiano di sviluppo, con le piccole e medie imprese diffuse su tutto il territorio regionale, i distretti produttivi, le reti e le filiere.” Dal 2008 le piccole imprese e le imprese artigiane delle Marche hanno perso il 25 per cento di produzione e fatturato. Tra il 2008 e il 2013 le imprese in attività nell’artigianato sono scese da 51.712 a 48.799, con una perdita di 2.022 aziende. A cedere sono stati soprattutto l’edilizia (-1.453 aziende) e il manifatturiero (-1.255) con cali più accentuati nella meccanica, mobile, calzature e abbigliamento, ossia i settori tradizionalmente forti dell’economia marchigiana. Se guardiamo all’intero sistema delle imprese, la perdita è stata di 4.393 aziende.“Si tratta” sostengono Cna e Confartigianato “di una situazione di difficoltà straordinaria e per affrontarla servono misure straordinari: la piccola impresa, l’artigianato, il territorio con i suoi sistemi economici, vanno rafforzati, sostenuti e messi in condizione di migliorare e competere. In questi anni gli stanziamenti per la cassa integrazione in deroga con  l’intervento dell’Ebam e della Regione Marche hanno permesso di contenere gli effetti della crisi sull’occupazione, che altrimenti sarebbero stati anche più pesanti. Ma oggi è urgente attivare politiche del lavoro  che abbiano al centro un efficiente sistema di orientamento scolastico, di formazione e di avviamento , valorizzando la qualificazione del capitale umano quale risorsa chiave per lo sviluppo dell’economia e del territorio”.
(newmarche.it)

venerdì 21 marzo 2014

CON I DATI DI FACEBOOK RUBA I SOLDI AD UN ANZIANA DI JESI

JESI - Il predatore di anziani è un giovanotto di bell'aspetto con accento umbro. Singolare vicenda quella accaduta al mercato rionale di via Martin Luther King. Un'anziana, 83 anni vedova e residente nel quartiere, sarebbe stata avvicinata da un ragazzo di 35 anni presentatosi come un ex compagno d'università del figlio di lei. Una truffa in piena regola, mai messa in atto finora in questa zona e che desta apprensione da parte degli agenti del Commissariato per le potenziali altre vittime che magari non avessero ancora trovato il coraggio di denunciare. Secondo la ricostruzione fatta dal Commissario Antonio Massara, quel giovane truffatore avrebbe preso di mira la vittima qualche giorno prima, forse sentendola chiacchierare con altre anziane sul lavoro del figlio Matteo a Londra come informatico. Da lì i pedinamenti fino a casa, in via Norvegia, il controllo sul campanello e sulla cassetta delle lettere, la ricerca del nome del figlio su Facebook e proprio dal social, avrebbe potuto attingere la moltitudine di informazioni utili a far cadere l'anziana nella trappola: le notizie sull'università di Perugia frequentata e i nomi degli amici in comune, le foto da mostrarle. E proprio sfruttando queste informazioni il ragazzo avrebbe avvicinato la nonnina, al mattino al mercato e nel primo pomeriggio, vicino casa simulando un incontro casuale finché - conquistata la fiducia della vittima - il ragazzo non è stato accolto in casa. Al momento del caffè, tra falsi ricordi e tanti cari saluti da portare a Matteo volato a Londra con una laurea in informatica simile alla sua - il giovane avrebbe approfittato di un attimo di distrazione della donna per sgusciare nella camera da letto e rubarle denaro contante (400 euro) e l'oro di famiglia, tra cui anche la fede del defunto marito. Solo dopo, la poveretta si sarebbe accorta del furto e avrebbe chiamato il 113. 

venerdì 7 marzo 2014

NELLE MARCHE LA DISOCCUPAZIONE DELLE DONNE E' AL 14,6%

"Sono 3.157 le donne licenziate e iscritte nelle liste di mobilità nelle Marche nel 2013 che porta a 45 mila il numero delle donne marchigiane disoccupate e inutilmente in cerca di un lavoro". Così Daniela Barbaresi, Cristiana Ilari e Claudia Mazzuchelli, delle segreterie regionali Cgil, Cisl, Uil, che l'8 marzo parlano di "nuovo drammatico record per la disoccupazione femminile, salita al 14,6%: il valore più alto raggiunto nelle Marche e peggiore della medio nazionale. (ANSA)

mercoledì 26 febbraio 2014

IN UN ANNO ADDIO AL LAVORO PER 600 DONNE MADRI

ANCONA, 26 FEB - Nel 2013 nelle Marche 573 lavoratrici madri si sono dimesse ''volontariamente'' nel primo anno di vita del figlio. In tutto 643 lavoratori considerando anche i padri. Fra 2009 e 2013 sono stati 2.980 i padri e le madri che hanno abbandonato il lavoro. I dati della Direzione regionale del Lavoro, sono stati elaborati dalla Cgil. Per molte donne, è troppo difficile conciliare orari, costi e servizi. Il 22% non ha un parente cui affidare il figlio. Il 18% non ha ottenuto l'iscrizione al nido. (ANSA)

lunedì 24 febbraio 2014

+0,9% PRODUZIONE MARCHE A FINE 2013

Confindustria, -2,8% vendite su mercato interno

ANCONA, 24 FEB - Attività produttiva e commerciale in recupero nelle Marche a fine 2013 (+0,9%), con risultati negativi legati solo al mercato interno, dove le vendite sono diminuite del 2,8%. Lo rivela l'Indagine trimestrale del Centro Studi di Confindustria Marche-BM sul trimestre ottobre-dicembre 2013. Bene calzature, legno e mobile e gomma e plastica.
Contenuto il calo dell'occupazione (-0,5%).

(ANSA)

mercoledì 19 febbraio 2014

FABRIANO. 4270 DISOCCUPATI ISCRITTI ALLE LISTE DI COLLOCAMENTO

A riferire questi numeri è il presidente della CNA Mauro Cucco che ha sottoposto una relazione all'attenzione del Sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, e degli assessori Giuseppe Galli e Mario Paglialunga. Cucco chiede, uno snellimento burocratico-amministrativo che possa accompagnare le aziende nei meandri della burocrazia, anche creando un tutor. Per questo caso, attraverso un interpellanza i consiglieri comunali del Polo 3.0 Sergio Solari e Dimitri Peverini, propongono un consiglio comunale aperto per esaminare con attenzione le difficoltà che gli artigiani devono affrontare quotidianamente nella città di Fabriano.


giovedì 16 gennaio 2014

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA, 18 MILA LAVORATORI NELLE MARCHE

Sono 18.043 i lavoratori marchigiani che nel 2013 hanno usufruito della Cig in deroga e 1.340 quelli interessati dalla mobilità in deroga, per un complesso di circa 6.000 aziende. Il dato viene reso noto da Daniela Barbaresi, della segreteria regionale Cgil Marche. L'accordo che proroga gli ammortizzatori sociali fino al 31 marzo, siglato da Regione Marche e da una quindicina di sigle, tra sindacati, associazioni datoriali e di categoria (artigianato e commercio) - spiega la Barbaresi - "è simile a quelli sottoscritti in altre regioni per tutelare i lavoratori in attesa dei nuovi criteri che saranno definiti a livello nazionale". Anche la rappresentante della Cgil segnala "l'incertezza sulla risorse": nella Legge di Stabilità sono previsti 1,6 miliardi di euro per gli ammortizzatori in deroga in tutta Italia. Nelle Marche sono rimasti scoperti gli ultimi tre mesi del 2013 e "c'e' la possibilità che i fondi derivanti dal riparto tra le regioni non siamo sufficienti per tutto il 2014".
Le Marche non sono neppure nella situazione peggiore, in altre regioni il periodo rimasto scoperto è più lungo, "noi siamo messi meglio - rileva Daniela Barbaresi - anche grazie al forte impegno dell'ente bilaterale Ebam, finanziato dagli imprenditori e dai lavoratori". (newsmarche.it)

mercoledì 15 gennaio 2014

CRISI, CGIL, NEL 2013 47MILIONI ORE CIG

A dicembre +44% Cig ordinaria su novembre, inalterata su 2012

 ANCONA - Il 2013 si chiude con 47 milioni di ore di Cig, +22,6% rispetto al totale 2012. Le ore di CIG nel mese di dicembre ammontano a 3,2 milioni di cui 1,2 milioni di Cig ordinaria (+44% rispetto a novembre, complessivamente inalterate rispetto al dicembre 2012), 1,3 milioni di Cig straordinaria e 616 mila di Cig in deroga. E' il quadro che emerge dai dati Inps, elaborati dall'Ires Cgil Marche. (Ansa)

 

 

lunedì 13 gennaio 2014

Quasi due fabrianesi su dieci evadono l'Imu

Da controlli incrociati effettuati dal Comune sui dati degli ultimi cinque anni, sono stati smascherati quasi 1700 evasori per un totale che va sopra il milione di euro. E' un risultato notevole che sta facendo recapitare ai trasgressori i relativi avvisi. Certo è che sicuramente qualcuno forse ha fatto il furbetto ed è giusto che paghi, ma con quelli che non hanno potuto pagare per motivi inerenti alla perdita di lavoro? Di certo non stò giustificando chi non ha pagato, dico soltanto che si possa analizzare caso per caso affinché quanto dovuto sia ovviamente e giustamente ridato, se possibile, anche rateizzando l'intera somma.