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mercoledì 18 giugno 2014

TENTA DI UCCIDERSI AL PRONTO SOCCORSO. USCIERE SALVATO DAI MEDICI

Sfiorato il dramma l'altra notte all’ospedale dove un uomo ha tentato di togliersi la vita.
L’episodio è accaduto al pronto soccorso, protagonista un dipendente della struttura che da tempo soffre di disturbi depressivi. Si tratta infatti di un usciere in forza al San Salvatore che l'altro giorno, nelle prime ore della mattinata, ha deciso di farla finita. L’uomo, un 40enne, si è chiuso in un bagno del pronto soccorso e una volta all’interno ha ingerito della polvere insetticida e poi si è procurato ferite ai polsi. Per sua fortuna qualcuno si è insospettito e non ricevendo risposta dall’interno del bagno ha lanciato l’allarme. Sono immediatamente intervenuti i sanitari che hanno aperto la porta e e prestato i primi soccorsi riuscendo a salvargli la vita. Trasportato negli ambulatori l’usciere è stato tempestivamente sottoposto a una lavanda gastrica e successivamente gli sono state suturate le ferite che si era procurato ad entrambi i polsi. Il giovane usciere resta però ricoverato in osservazione al pronto soccorso, per verificare gli esiti della lavanda gastrica e poi anche per lui si aprirà un percorso di sostegno psichiatrico.
Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia di Pesaro che ha ricostruito le fasi del tentato suicidio. Secondo gli inquirenti alla base del drammatico gesto, le difficili condizioni psicofisiche del dipendente, che però non ha lasciato alcun messaggio che possa spiegare le ragioni del suo gesto. (Il Corriere Adriatico)

giovedì 5 giugno 2014

L'ASCENSORE SI CHIUDE E TRANCIA UN DITINO A UNA BIMBA DI 12 ANNI

L'ascensore trancia un dito della manina di una bambina di 12 anni. E' successo alle 17,50 di ieri. Pare che l'ascensore si sia chiuso all'improvviso e la manina della bambina sia rimasta incastrata: tranciato di netto il dito mignolo della mano destra. Sono stati momenti drammatici, di grande paura con la bimba terrorizzata e ferita. La piccola è stata subito soccorsa dai genitori e portata in auto al pronto soccorso di Macerata. Il ditino è stato raccolto dai vigili del fuoco che l'hanno portato in un contenitore sotto ghiaccio ai medici del pronto soccorso. Ci sono indagini in corso per capire la dinamica del grave incidente. La ricostruzione dell'accaduto è al vaglio delle forze dell'ordine. Sul posto c'è stato anche un sopralluogo dell'Arpam per verificare la perfetta funzionalità dell'ascensore. (Il Messaggero)

venerdì 30 maggio 2014

NOMADE FERMATO MENTRE RUBA IN OSPEDALE

Aspetta un parente al Pronto soccorso e ne approfitta per rubare rame dalle caldaie dell'ospedale. E' successo la scorsa notte all'ospedale Civile, dove i carabinieri del Norm hanno arrestato in flagranza di reato per tentato furto aggravato ai danni di struttura sanitaria pubblica C.E., 29 anni, celibe, disoccupato, residente presso i campi nomadi di via Carlo Marx di Jesi. Il giovane, nell’attendere un suo parente che si trovava presso il Pronto soccorso, per effettuare delle cure mediche, verso le 22.30 ha notato che i locali caldaia, a piano terra nei pressi del parcheggio, avevano le porte socchiuse, e, approfittando del buio e dell’angolo nascosto, ha cominciato ad asportare, una alla volta, 5 serpentine in rame dal peso di 20 kg ciascuna, portandole nei pressi dell’auto, in attesa di caricarli. Questi movimenti sospetti, però, sono stati notati da un cittadino che si trovava ai piani alti del nosocomio e che ha chiamato il 112 ed avvisato il personale medico che si trovava a piano terra. Il nomade notato l’allarmismo del personale sanitario, è rientrato in sala d’attesa fingendo di essere uscito a fumare. La pattuglia immediatamente intervenuta, dopo aver visto nel parcheggio quest’autovettura con il portabagagli aperto e i sedili già ribaltati, ha subito notato C.E. nell’atrio dell’ospedale e lo ha sottoposto a perquisizione personale e veicolare, che ha consentito appunto il ritrovamento di quel materiale in rame, dal valore di 500 euro circa, riconosciuto e restituito. Oltre a contestargli l’aggravante di aver commesso un furto su cose esistenti in edificio pubblico, è stata applicata per la prima volta a Jesi, la specifica aggravante del furto di materiale sottratto ad infrastrutture destinate a servizi pubblici. Il Pm Paolo Gubinelli ha disposto gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida e del giudizio con rito direttissimo. (Il Corriere Adriatico)

martedì 29 aprile 2014

NEONATO MUORE IN OSPEDALE DISPOSTA L'AUTOPSIA

La gioia più grande della nascita di un figlio si trasforma in appena 72 ore in dramma. Una storia triste per una famigliola di Monteroberto. La storia di una giovane donna trentenne, già mamma di un bambino piccolo, di professione imprenditrice insieme al marito. Era in dolce attesa del suo secondogenito, venuto alla luce prematuro. Il piccolo è nato dopo soli sette mesi di gestazione, giovedì scorso, all'ospedale di Bologna. Il piccino è una piuma, pesa poco più di 600 grammi. Sta male, è sofferente, le condizioni sono monitorate ogni istante in incubatrice. La situazione precipita e sabato il piccolo angelo smette di lottare, il cuore si ferma. Le procedure per la sepoltura sono state bloccate all'ultimo minuto. E' stato disposto un esame autoptico.
(Il Corriere Adriatico)


martedì 22 aprile 2014

IMPIEGATA DELL'OSPEDALE SI UCCIDE NEL BAGNO DI CASA

L'hanno trovata impiccata nel bagno di casa, con intorno al collo la cintura dell'accappatoio. Sono stati proprio i familiari a trovarla, poco dopo le 22.30 di ieri sera nel bagno della loro abitazione e a chiamare i soccorsi. Sul posto è arrivata un ambulanza ma il personale a borfo non ha potuto fare altro che constatare il decesso della donna poi confermato dal medico legale, poco dopo la mezzanotte. La donna, aveva 46 anni ed era impiegata dell'ospedale di San Benedetto, sposata con due figlie, abitava nella zona di Santa Lucia. Lo riferisce il Corriere Adriatico

venerdì 11 aprile 2014

CADE DA CINQUE METRI ALLA FESTA DI LAUREA

Era a una festa di laurea quando, con un gesto veloce, quasi spontaneo, tanto naturale quanto pericoloso, si è sporto dalla balaustra delle scale facendo un volo di circa cinque metri. Il giovane, uno studente universitario di 29 anni, è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Camerino. Il fatto è accaduto l'altra sera in un collegio universitario della città ducale. Il clima era quello allegro di chi festeggia il raggiungimento del traguardo più ambito per uno studente universitario: la laurea. Ma quel clima allegro e spensierato è stato ben presto interrotto da una scena terribile e inaspettata.
Il ventinovenne, venuto a studiare a Camerino dalla Sicilia (il giovane, infatti, è di origine catanese), stava scendendo una rampa di scale quando, per motivi rimasti poco chiari, forse per salutare un amico o forse per richiamare l'attenzione di qualche collega universitario, si è sporto dalla balaustra della scala interna.
Lo ha fatto in maniera eccessiva tanto che all'improvviso ha perso l'equilibrio e, senza riuscire a trovare una presa a cui aggrapparsi, è caduto. Un volo nel vuoto di circa cinque metri o poco più finita con uno schianto sul pavimento del collegio. E' stato portato al pronto soccorso dell'ospedale di Camerino. Le sue condizioni, per fortuna, non sono gravi. (Il Corriere Adriatico)


mercoledì 9 aprile 2014

MUORE A 28 ANNI DOPO IL PARTO. INDAGATI 16 MEDICI

Morì a 28 anni ad appena due settimane dal parto, indagati per omicidio colposo 16 medici dell’Ospedale di Fano e dell’ospedale regionale di Ancona. Una perizia affidata al medico legale dovrà stabilire se i sanitari fanesi e quelli anconetani avrebbero potuto salvare la vita alla neomamma, una ragazza di origine albanese ma da anni residente a Fano, dove era molto conosciuta anche per la sua attività di parrucchiera in un salone cittadino. La vicenda risale all’inizio del 2010: la 28enne aveva partorito una bambina il 30 gennaio nell’ospedale Santa Croce ed era stata dimessa due giorni dopo. 
La ragazza 28 enne morì il 13 Febbraio 2010, la sua bambina aveva appena due settimane. I familiari della ragazza, tramite il loro avvocato, chiedono chiarezza.
(Il Resto del Carlino)

venerdì 28 marzo 2014

UN BAMBINO DI SETTE ANNI SFERRA UN PUGNO A UNA BAMBINA E LA MANDA IN OSPEDALE

Una bimba di 7 anni è finita al Salesi dopo che ha ricevuto un colpo da un compagno di classe. La botta è stata abbastanza violenza tant'è che gli insegnanti hanno dovuto accompagnare la piccola al pronto soccorso, i medici hanno accertato un trauma nella zona renale. Il bimbo di sette anni che ha sferrato il pugno, non sarebbe la prima volta che sfoga la sua rabbia così, dal mese di gennaio infatti, dispetti, calci e pugni hanno iniziato a far vacillare gli equilibri della scuola. I genitori dei bambini, oggi non hanno fatto entrare i loro figli a scuola per protestare contro questo ennesimo gesto affinché, l'istituto comprensivo possa prendere dei seri provvedimenti. Il fatto è successo nella scuola elementare Don Milani di Torrette -Ancona-

sabato 8 marzo 2014

BIMBO PICCHIA E MORDE A SCUOLA. ALUNNA E MAESTRA IN OSPEDALE

Un bambino di 10 anni morde la maestra e picchia la compagna di classe, mandando entrambe al Pronto soccorso.  Ripetuti casi di bullismo, di cui l’ultimo avvenuto mercoledì in una quarta elementare della scuola Leopardi di Senigallia in via Marche. Il padre della bimba di 9 anni, dimessa con una prognosi di tre giorni, ha anche segnalato l’accaduto ai carabinieri. Un caso delicato, spiega la preside che ha già preso provvedimenti. Da oggi infatti arriverà una seconda insegnante di sostegno, oltre a quella già assegnata nei giorni scorsi. “Mia figlia è stata picchiata e aggredita in palestra dal compagno di classe ed è stata medicata al Pronto soccorso - racconta il padre -. Mi spiace che il processo educativo di mia figlia sia stato disturbato e interrotto, anche in passato, dalla ben nota problematica. Inoltre la docente, assente da un paio di settimane, poiché vittima anche lei, nel clima di violenza e di continua tensione non può svolgere regolarmente le attività didattiche. Nel gioco che stavano svolgendo in palestra - prosegue l’ingegnere riferendosi all’aggressione avvenuta il 5 marzo alla figlia - il bambino, insoddisfatto dei risultati ludici ottenuti ha cominciato a picchiarla violentemente”. Il genitore chiede quindi provvedimenti disciplinari.
“C’è un problema e nessuno vuole nasconderlo - spiega Firmina Bacchiocchi, dirigente scolastico - e stiamo facendo quello che è più opportuno per aiutare questo bambino. Non possiamo espellerlo oppure isolarlo ma al contrario trovare il modo di integrarlo. Abbiamo interessato l’Asur per capire quale sia il problema di questo bimbo che, in maniera imprevedibile, presenta comportamenti aggressivi nei confronti di chi si trova di fianco. Ho scritto anche all’Ufficio scolastico regionale. E’ vero che dobbiamo tutelare i bambini ma dobbiamo aiutare anche lui. Non è emarginandolo o mandandolo via che si risolve il problema”.
La preside ha già preso dei provvedimenti per garantire l’incolumità della classe. “Sin dal primo momento - aggiunge la preside - ho concentrato tutte le ore di assistenza da altre classi in questa e sta arrivando anche una seconda insegnante di sostegno, grazie ad un progetto che abbiamo vinto con la Regione”.