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martedì 18 febbraio 2014

AUGUSTO DAOLIO OGGI AVREBBE COMPIUTO 67 ANNI

Mezza Italia ancora canta a squarciagola le sue canzoni, dirette ed immediate, malinconiche ma senza fronzoli esattamente com'era lui. Con la scomparsa di Augusto Daolio avvenuta tragicamente per una forma aggressiva di cancro allo stomaco, sembrava che nel gorgo sarebbe finito anche il suo gruppo, i Nomadi. Fortunatamente gli altri componenti della band hanno saputo reagire, e i Nomadi sono ancora oggi protagonisti del panorama italiano con le loro stupende canzoni.

Augusto Daolio nasce a Novellara (Reggio Emilia) il 18 febbraio 1947. La sua avventura nel mondo della musica comincia da adolescente e già da subito con il gruppo 'Nomadi': il complesso sarà destinato a diventare una band culto nella storia della musica leggera italiana.
La personalità tenera e al tempo stesso debordante di Augusto segna nel profondo il destino dei Nomadi. La sua voce unica, leggermente nasale ma capace di mille inflessioni, il suo modo di stare sul palco, la sua capacità di trascinare il pubblico, ne fanno fin da subito una sorta di bandiera, nonchè il simbolo e l'anima del complesso. Anche la sua vena creativa non è seconda a nessuno. Autore di testi bellissimi, poi diventati capisaldi del vasto repertorio dei Nomadi, i suoi inni, le sue invenzioni poetiche sono fondamentali per tanti giovani degli anni '60 e '70. L'attività artistica di Daolio non si esprime nella musica. Riversa la sua straripante voglia di vivere anche nella pittura e nella scultura, con risultati per nulla disprezzabili. La sua mano è guidata da una grande fantasia che lo porta alla ricerca di un modo e di uno stile assolutamente magici. La sua compagna di sempre è Rosanna Fantuzzi che dopo la morte del vantante fonderà l'Associazione "Augusto per la vita". Il rapporto con il suo pubblico è stato sempre stupendo. Augusto non si è mai considerato un grande "divo", amava stare con la gente comune, con i fans, o meglio, gli amici che accorrevano numerosi ai vari concerti. Una delle sue doti principali era proprio la semplicità.

Anche nelle ultime fasi della sua malattia, continuava ad avere quella forza, quella caparbietà che lo aveva reso quel grande uomo che era.

Augusto Daolio è scomparso il 7 ottobre 1992.

(BIOGRAFIEONLINE.IT)


OGGI FABRIZIO DE ANDRE' AVREBBE COMPIUTO 74 ANNI

Fabrizio De Andrè nasce a Genova Pegli, in Via De Nicolai, il 18 febbraio 1940.

Dopo aver trascorso gli anni della guerra in campagna a Revignano d’Asti, la famiglia De Andrè fa ritorno a Genova, in Via Trieste numero13.

Fabrizio studia al liceo "Cristoforo Colombo" e dopo il diploma si iscrive all’università, frequentando con poca convinzione prima medicina e lettere, poi giurisprudenza, dove supera diciotto esami senza arrivare però alla laurea.
La sua è una normale gioventù da figlio di agiata famiglia della buona borghesia: la scuola, tre mesi di villeggiatura al mare, variegate letture nella biblioteca di casa, ma anche lunghe serate trascorse con Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli e il poeta Remo Borzini a parlare di letteratura, di poesia e di cantautori francesi. A sedici anni compra la sua prima chitarra e il primo amplificatore e si mette a suonare jazz con un gruppo guidato dal pianista Mario De Santis, nel quale capita spesso Luigi Tenco col suo sax tenore; De Andrè si ispira alle sonorità e allo stile del chitarrista americano Jim Hall, suo idolo. I successivi passi nella musica li muove cantando e suonando in una formazione country e western che si chiama The Crazy Cowboy and Sheriff One, con cui si esibisce nelle feste studentesche. Nello stesso periodo butta giù le sue prime composizioni, canzoni strane e crude che parlano di suicidi, puttane, drogati e impiccati.


Nel 1958 incide il suo primo 45 giri, Nuvole barocche, passato praticamente inosservato.
Si sposa a ventidue anni con Erica Rignon (detta Puny) e diventa padre di Cristiano a meno di ventitre. In quel periodo alterna ancora l’hobby della musica ad un impiego negli istituti privati del padre (che aveva a Genova un paio di scuole per ragionieri, periti e geometri). Il suo primo grande successo è La canzone di Marinella, brano che viene interpretato da Mina nel 1965 diventando subito un best seller.
Nel 1966 esce il suo primo album, Tutto Fabrizio De Andrè. Nel 1976 dopo aver incontrato la cantante Dori Grezzi, sua compagna da allora e da cui ha avuto la figlia Luisa Vittoria (Luvi), acquista un’azienda agricola in Sardegna, nella zona di Tempio Pausiana.
Il 28 agosto 1979 viene sequestrato insieme a Dori Grezzi e per quattro mesi la coppia rimane prigioniera sulle montagne sarde.
Fin dalle sue prime incisioni De Andrè si è imposto come il cantautore italiano che più di ogni altro si è accostato al genere musicale di grandi autori come Jacques Brel, Leonard Cohen e Bob Dylan; è stato il primo in Italia a dare alla canzone contenuti nuovi rispetto a quelli tradizionali, dimostrando che attraverso la canzone si potevano anche raccontare storie fino a quel momento riservate agli scrittori o ai poeti.
Alla sua attività di autore e interprete ha affiancato quella di traduttore dei testi di Georges Brassens, Dylan e Cohen. Mentre i suoi album continuavano a uscire, De Andrè si rifiutava di fare televisione e di esibirsi in pubblico.

Il suo primo concerto lo ha tenuto il 18 marzo 1975 alla Bussola di Focette, affiancato dai New Tolls.

Da allora le sue esibizioni dal vivo sono state comunque rare.

Muore a Milano l’11 gennaio 1999. 

(FONTE MUSICAL STORE.IT)



giovedì 13 febbraio 2014

RADIO GOLD AUGURA BUON COMPLEANNO A PETER GABRIEL

MUSIC LIFE -a cura di Andrea Poeta-
Peter Brian Gabriel, l'artista multimediale più discusso del pianeta, è nato a Cobham nel Surrey, Inghilterra, il 13 febbraio 1950. Malgrado la sua immagine di uomo rotto a tutte le diavolerie e uso a maneggiare tutti i marchingegni offerti dalla tecnologia contemporanea, è nato e cresciuto in campagna, andava a scuola in bicicletta e giocava nei campi insieme ai figli dei contadini. Non che non fosse un visionario già da piccolo. Chi lo ha conosciuto bambino, sa bene che il piccolo Peter era dotato di una tale fervida immaginazione da essere addirittura autonomo nei giochi, arrivando ad visualizzare con facilità scene di battaglie in miniatura nei campi adiacenti l'abitazione dei suoi genitori. Qualcuno ha poi visto un nesso fra questi primi giochi infantili e lo stampo autobiografico che presentano alcune canzoni, come la grande suite, dal titolo "Supper's Ready", dell'album "Foxtrot", della durata di un'intera facciata di Long Playing. I genitori, ad ogni modo, tenevano particolarmente al fatto che Peter avesse un'educazione completa su tutti i fronti, ed ecco che lo spediscono a prendere lezioni di pianoforte, nella speranza che quello strumento, così carico di storia e di composizioni sublimi, potesse indirizzarlo verso i più alti lidi della musica occidentale. Ma il piccolo ha altre inclinazioni. Non sembra tanto portato a pigiare tasti e a studiare scale, ma è attratto verso la batteria, strumento decisamente più fisico e immediato. Il ritmo è un aspetto della musica che ha sempre affascinato Gabriel, una costante che si è portato dietro anche nella successiva e pionieristica esplorazione della musica etnica. I suoi artisti preferiti del periodo? Semplice, il meglio del meglio della musica internazionale: Otis Redding, James Brown, Nina Simone la musica soul in generale, e poi i Beatles (l'album di debutto dei Beatles fu il primo album acquistato da Peter), e poi ancora i Bluesbreakers di John Mayall (il primo concerto visto da Gabriel) e ancora il beat dei Kinks, Yardbirds e Rolling Stones e così via. La scuola dell'obbligo è invece rappresentata per il musicista da un classico college privato, un'esperienza che ancora oggi, qualora qualcuno osi ricordargliela, non manca di inorridire l'artista. In effetti, i college di allora non erano certo pensati per sviluppare la creatività degli alunni di talento, ma semmai di reprimerla ed indirizzarla verso forme rassicuranti e accademiche. Solo la sua passione per la musica alleviò l'opprimente e disciplinata vita del college. Durante le vacanze estive andava quasi sempre nella casa vittoriana del nonno, ripresa poi nella canzone "Musical Box", dove insieme alla sorella Anna amava rovistare nel solaio, in un baule ricco e incredibilmente pieno di vecchi costumi, che Gabriel non mancava di indossare, attratto dalle possibilità offerta dall'idea di cambiamento o disvelamento della propria personalità che la maschera teatrale offre. Da quelle prime esperienze prende corpo appunto la sua passione per la rappresentazione teatrale, una forma che gli permette di esprimersi attraverso mille travestimenti; gli stessi, si può dire, che quando diventerà un artista a tutto tondo saranno una peculiarità inconfondibile del suo fare musica, o meglio del suo modo di "rappresentare" la musica. Un modo che si estrinsecò al suo massimo grado nei Genesis, un gruppo inizialmente chiamato, quando Peter Gabriel era già incluso nella "line-up", Garden Wall. Dopo altri cambiamenti di nome, nel 1967 (ancora studenti e minorenni!), i Genesis firmano un contratto con la Decca. Nel 1968 esce il primo singolo, "Silent Sun", il quale non sollevare alcun tipo di clamore e viene tuttalpiù osservato con benevolenza solo dagli addetti ai lavori o dagli appassionati più attenti e curiosi di novità. Il problema, a giudicare con il senno di poi, è che il gruppo non aveva ancora sviluppato una fisionomia riconoscibile. Nel marzo 1969 esce infatti, ancora sotto l'egida della Decca, "From Genesis to revelation", un album ispirato ai più conosciuti Moody Blues, Nice, al folk rock di Cat Stevens e ai Family, dal quale fra l'altro Gabriel s'ispirò in seguito moltissimo per il modo di cantare ed usare la voce. Nell'ottobre 1970 esce l'album "Trespass" con un pezzo in esso contenuto, dal titolo "The Knife", ben costruito e veramente originale per l'epoca. Rappresentato dal vivo, arriva a toccare ben diciannove minuti, mostrando finalmente il volto inedito di un Gabriel camaleontico. Nella storia incalzante di "un rivoluzionario in preda ad un delirio di potere", l'artista trasforma il personaggio della canzone in un aggressivo animale da palcoscenico che sprigiona tonalità gutturali e selvatici vibrati alla Roger Chapman, il leader dei sopracitati Family. I Genesis, dunque, divengono grazie a Peter Gabriel un caso unico nel panorama turbolento e variopinto del rock dell'epoca, pur nelle difficoltà materiali rappresentate dall'instabilità professionale dei componenti. La formazione classica, andatasi faticosamente costruendosi per un decennio, si formò infatti solo nel 1972 con l'uscita dell'album "Nursery Cryme" (un album che rappresenta anche uno degli apici della carriera trasformistica di Gabriel), cessando però di esistere già nel 1975, con la fuoriuscita di Gabriel stesso, desideroso di intraprendere nuove e solitarie strade. Il carismatico Gabriel verrà sostituito dal più "corretto" Phil Collins. Ad ogni modo, dopo un lungo periodo in cui il musicista sperimenta varie soluzioni nell'ambito del Pop, qualche tempo dopo insieme all'ex-Genesis nasce la "world music". Gabriel è fra i primi a dedicarsi a quel filone, il cui termine, oggi tanto di moda, suole definire una musica che tenta di uscire dalle secche della tradizione occidentale per innervarla di ritmi e sapori tratti dalle altre culture. Per fare ciò, Peter Gabriel ha anche creato una sua propria casa discografica, dedita a raffinate quanto esoteriche produzioni, denominata significativamente "Real World. Un'etichetta che ha avuto il coraggio di pubblicare, in nome della rivalutazione delle tradizioni locali che l'attenzione alla musica etnica porta con sé, dischi di artisti dei paesi più negletti dalla normale attività discografica, fra i quali si può anche annoverare, per dirne una, anche la Sardegna con i suoi "Tenores de Bitti" (un gruppo che canta canzoni popolari senza l'ausilio di strumenti). Come si vede, un repertorio tutt'altro che facile o commerciale e che anzi alcune volte sfiora l'atteggiamento auto-punitivo. Per questo motivo, quando si ascolta un'opera di Gabriel, vien fatto di pensare di trovarsi di fronte a qualcuno che ha il desiderio di scardinare i soliti luoghi comuni, un artista che ha voglia di confrontarsi con altre tradizioni e altri ritmi.
(BIOGRAFIE ONLINE)

venerdì 31 gennaio 2014

Radio Gold augura Buon Compleanno alla fantastica Malika Ayane che oggi compie 30 anni

Music Life - a cura di Andrea Poeta -
Malika Ayane nasce il 31 Gennaio da madre italiana e padre marocchino a Milano nel 1984. Studia violoncello al Conservatorio dal 1995 al 2001 e canta nel Coro di Voci Bianche del Teatro al.la Scala.
La sua carriera svolta con l'incontro con Caterina Caselli nel 2007, che la mette sotto contratto con la Sugar: "Soul waver" è il suo primo singolo, che nella versione italiana (scritta da Pacifico), diventa "Sospesa". Il singolo seguito qualche mese dopo da MALIKA AYANE, disco di debutto, da cui viene estratto un nuovo singolo, "Feeling better". Nel 2009 partecipa al Festival Di Sanremo nella sezione "Proposte", con il brano "Come foglie", accompagnata dal "Padrino" Gino Paoli. Anche grazie al successo ottentuto proprio a Sanremo, torna l'anno successivo, questa volta nella sezione "Artisti", ovvero i "big", con "Ricomincio da qui". La canzone vince il premio della critica; in contemporanea con la partecipazione al Festival esce l'album GROVIGLI. Dopo due anni arriva RICREAZIONE, alla cui realizzazione hanno contribuito Paolo Conte, Pacifico, Tricarico, Boosta, Paolo Buonvino, The Niro, Romeus, Alessandro Raina (Amor Fou). Il disco è anticipato dal singolo “Tre cose”.
Viene selezionata per il Festival di Sanremo 2013, sezione Big, dove è in gara con "Niente" (canzone eliminata dalla gara) e "E se poi". RICREAZIONE viene ripubblicato con i due brani sanremesi e la canzone eseguita durante la serata Sanremo Story, "Cosa hai messo nel caffè". “E se poi” si classifica al quarto posto.
Discografia Essenziale

MALIKA AYANE     2008     Sugar
GROVIGLI               2010     Sugar
RICREAZIONE        2012     Sugar


(rockol.it)

giovedì 30 gennaio 2014

Radio Gold augura Buon compleanno ad una leggenda della musica mondiale Phil Collins

Music Life - a cura di Andrea Poeta


(Londra, 30 gennaio 1951) è un cantautore, batterista e musicista britannico, noto sia come solista sia come componente dello storico gruppo dei Genesis. Collins è uno degli unici quattro artisti (insieme a Paul McCartney, Simon LeBon e Michael Jackson), che hanno venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo sia come solisti e (separatamente) come membri principali di una band. Il suo stile è inimitabile, molti battersiti di gruppi famosi hanno provato ad interpretare i suoi pezzi con i Genesis con scarso successo. Phil è Phil, unico, inconfondibile, inimitabile come un marchio di fabbrica. E' uno dei pochi al mondo che riesce contemporaneamente a suonare la batteria e a cantare. Nel 1970 la svolta risponde ad un annuncio su Melody Maker dove i Genesis cercavano un batterista ed ottenne la possibilità di un'audizione per entrare a far parte del gruppo, che aveva già cambiato tre batteristi nel giro di due album. Recatosi presto sul luogo, riesce ad ascoltare i pezzi da suonare (facenti parte di Trespass) prima del suo turno. La sua abilità sullo strumento ed i suoi trascorsi teatrali fanno di lui il "drummer" ideale per la band. Collins vince l'audizione e sarà batterista del gruppo a partire da Nursery Cryme, molti raccontano che addirittura prima dell'audizione si fece una bella nuotata in piscina...
Iniziarono subito i problemi con il fondatore Peter Gabriel già nel 1973, quando un Gabriel stizzito, non volle cantare More Fool Me. Collins orgogliosamente la cantò. Era la seconda volta che cantava nei Genesis dell'epoca la prima fu in For Absent Friends (Nursery Cryme). Nel 1974 dopo l'uscita dell'album The Lamb Lies Down on Broadway, Peter Gabriel decise di abbandonare il gurppo per cercare una carriera solistica. Collins diventò così, cantante e leader della band a partire da A Trick of the Tail 1976, continuò ad essere il batterista in studio e nelle esibizioni live i Genesis chiameranno prima Bill Bruford e successivamente Chester Thompson. Iniziati gli anni 80 dopo l'abbandono di Hackett, i Genesis, variano la loro musica in uno stile molto più commerciale Duke, Abacab, Genesis e Invisible Touch. Il gruppo vince premi e nomination in ogni parte del mondo, nel 1996 Collins lascia i Genesis per poi rientrare nell'ultimo e trionfale tour che addirittura a Roma per il Telecom Certo al Circo Massimo registrò quasi 750mila persone si pubblico presenti.

Come Solista crea un suo stile che lo porterà a vendere milioni di copie in tutto il mondo, nel 1981 Face Value lo consacra alle Hit mondiali con In the air Tonight. Con Hello I musc be Going il successo si ripete, nel 1984 compone Against All Odds e vince il suo primo Grammy. Nel 1985 esce No Jacket Required da cui sono tratte due hits storiche Sussudiio e One More Night, in questo album, ci sono ospiti di prestigio del calibro di Sting e Peter Gabriel. Nel 1985 e protagonista del Live Aid nel quale nello stesso giorno riesce a suonare in due continenti differenti, prima a Wembley con i Led Zeppelin poi grazie ad un volo con il Concorde di tre ore a Philadelphia.

Nel 1989 esce But Seriously, in cui collaborano Eric Clapton, David Crosby e Steve Winwood. Tra i suoi hit principali, Another Day in Paradise, dedicata ai senzatetto, e la potente ballata I wish it would rain down.
Nel 1996, pubblica Dance into the light; il tour che lo segue è un enorme successo e, nel 1998, esce l'antologia ...Hits. Si propone anche come leader di una big band jazz, con la quale incide anche l'album A Hot Night in Paris. Ottiene poi un notevole successo componendo e interpretando colonne sonore per i film di animazione della Disney ed in particolare per la colonna sonora di Tarzan (con la quale si aggiudica l'Academy Award) e dalla quale viene tratto anche un musical che debutta a Broadway nel 2006, anch'esso interamente composto da Collins. Purtroppo rallenta la sua attività solista, a causa di problemi all'udito che rendono problematica la sua partecipazione a lunghi tour. È così che il suo settimo album di studio, Testify (2002), è seguito da tre soli concerti promozionali, ma tra il 2004 e il 2005 il First Final Farewell Tour riporta il nome di Phil Collins sui palcoscenici internazionali con tre brevi giri di concerti per quello che, nonostante il nome scherzoso, è in effetti un tour di addio alle esibizioni dal vivo a livello mondiale. Il 14 settembre 2010 esce l'album di cover Going Back, un omaggio dell'artista alla musica soul anni '60 che ha segnato particolarmente la sua giovinezza.



Nel marzo del 2011 annuncia ufficialmente il suo ritiro dalle scene musicali.
(Wikipedia)

Auguri Phil per i tuoi 63 Anni!!!




sabato 11 gennaio 2014

Radio Gold augura buon compleanno alla straordinaria Mary J. Blige per i suoi 43 anni

Music Life - a cura di Andrea Poeta
Mary J. Blige: Nata a New York l' 11 Gennaio 1971, è cantautrice e produttrice di musica soul e Rhythm & Blues. E' conosciuta come "Brook Lynn" o "Queen of Hip-Hop/Soul", è considerata una delle più grandi interpreti R&B del mondo ed ha venduto oltre 40 milioni di copie nel mondodi dischi. Artisti, da Stevie Wonder a Whitney Houston, da George Michael a Sting, dagli U2 a Elton John e Aretha Franklin (per la quale ha anche scritto dei brani).
Ha vissuto una vita molto tormentata, un'infanzia difficile e problemi di salute e familiari l'hanno portata a rifugiarsi nell'alcool e nella droga, cadendo in una profonda depressione. E' autrice del singolo "Be Without You" (2005) che è diventata la canzone R&B di maggior successo nella storia della musica. Nel 2008 collabora alla raccolta fondi per la ricerca contro il cancro, per il progetto "Stand Up to Cancer", con la canzone "Just Stand Up!", insieme ad altri 14 cantanti (tra cui Beyoncé, Rihanna, Leona Lewis, Mariah Carey).  Ha cantato insieme ad Andrea Bocelli ai Grammy Awards, nel 2010, per raccogliere fondi a favore di Haiti e nello stesso anno è stata ospite nella serata finale del 60º Festival di Sanremo. Ha duettato con Tiziano Ferro, nel singolo "Each Tear". Sting disse di lei dopo la prima incisione di Whenever I Say Your Name: Mary ha la voce di un angelo e ti fa volare in un'altra dimensione.
Auguri Mary

Discografia
1992 - What's the 411?
1994 - My Life
1997 - Share My World
1999 - Mary
2001 - No More Drama
2003 - Love & Life
2005 - The Breakthrough
2007 - Growing Pains
2009 - Stronger with Each Tear
2011 - My Life II... The Journey Continues (Act 1)
2013 - A Mary Christmas






venerdì 10 gennaio 2014

Radio Gold augura Buon compleanno al grande Rod Stewart per i suoi 69 anni

Music Life - a cura di Andrea Poeta
Rod Stewart (Roderick David Stewart) è nato a Londra il 10 gennaio 1945 ed è un cantautore inglese, che nella sua straordinaria carriera ha venduto più 100 milioni di dischi.
Dotato voce roca unica, placida nelle lentissime ballads e graffiante nelle note alte con quel timbro riconoscibilissimo, anche ad occhi chiusi lo riconosci il grande Rod.
Iniziò la sua carriera nei primi anni '60, entrando nel giro del Blues Inglese nel 1964 con degli amici del calibro di John Paul Jones, futuro Led Zeppelin. Di lì a poco si aprirono le porte del Paradiso entrò a far parte del Jeff Beck Group assieme al grande amico Ronnie Wood (Rolling Stones) con cui nel 1969 entrò negli Small Faces per formare i The Faces.Il grande successo non tardò ad arrivare nel 1971, con l' album Every Picture Tells a Story, ma la storia dei Faces stava per finire, complice l' entrata di Ronnie Wood nei Rolling Stones nel 1975. Rod Stewart a quel momento abbracciò il puro e inconfondibile soft rock ed al pop, arrivando quasi sempre nei primi posti delle classifiche mondiali, grazie a brani che fanno parte della storia musicale internazionale, canzoni come Sailing, Tonight's the Night(Gonna Be Alright), Da Ya Think I'm Sexy? e molte altre. La sua festa di compleanno, si è svolta a Los Angeles (dove vive) con i suoi familiari ed amici.

Auguri Rod 

Discografia

1969 - An Old Raincoat Won't Ever Let You Down (Mercury Records)
1970 - Gasoline Alley (Mercury Records)
1971 - Every Picture Tells a Story (Mercury Records)
1972 - Never a Dull Moment (Mercury Records)
1974 - Smiler (Mercury Records)
1975 - Atlantic Crossing (Warner Bros.)
1976 - A Night on the Town (Warner Bros.)
1977 - Foot Loose & Fancy Free (Warner Bros.)
1978 - Blondes Have More Fun (Warner Bros.)
1980 - Foolish Behaviour (Rhino Records)
1981 - Tonight I'm Yours (Warner Bros.)
1983 - Body Wishes (Warner Bros.)
1984 - Camouflage (Warner Bros.)
1986 - Every Beat of My Heart (Warner Bros.)
1988 - Out of Order (Warner Bros.)
1991 - Vagabond Heart (Warner Bros.)
1993 - Lead Vocalist (Warner Bros.)
1995 - A Spanner in the Works (Warner Bros.)
1998 - When We Were the New Boys (Warner Bros.)
2001 - Human (Atlantic Records)
2002 - It Had to Be You: The Great American Songbook (J Records)
2003 - As Time Goes By: The Great American Songbook 2 (J Records)
2004 - Stardust: The Great American Songbook 3 (J Records)
2005 - Thanks for the Memory: The Great American Songbook 4 (J Records)
2006 - Still the Same... Great Rock Classics of Our Time (J Records)
2009 - Soulbook (J Records)
2010 - Fly Me to the Moon...The Great American Songbook Volume V (J Records)
2012 - Merry Christmas, Baby (Verve Records)
2013 - Time (Capitol Records) 

Album live
1982 - Absolutely Live (Warner Bros.)
1993 - Unplugged ...and Seated (Warner Bros.)






giovedì 9 gennaio 2014

Musica. Jimmy Page, 70 anni di puro rock per la chitarra dei Led Zeppelin

 
Il musicista è entrato per ben due volte nella Rock and Roll of Fame 

E' uno dei chitarristi più influenti e imitati della storia del rock e adesso che James Patrick "Jimmy" Page compie 70 anni sarà celebrato come una leggenda. D'altronde il musicista ha già ricevuto ogni tipo di riconoscimento: nella Rock and Roll Hall of Fame è infatti entrato due volte, prima come componente degli Yardbirds e poi insieme ai Led Zeppelin. Nel 2012, insieme a Robert Plant e John Paul Jones, ha ricevuto dal presidente Obama il Kennedy Center Honors, la più alta onorificenza assegnata a personaggi che abbiano influenzato la cultura americana attraverso le arti.

Come buona parte dei rocker inglesi suoi coetanei, Page arriva ai 70 con una biografia che confina con la leggenda e che, negli anni, si è arricchita di un'intensa attività benefica. Nella sua storia non manca davvero nulla: dalle scandalose relazioni con minorenni alle devastazioni degli alberghi, dalle pratiche sessuali più incredibili alla violenza; fino alla tanto discussa passione per l'occultismo e alla sinistra sequenza di incidenti e morti che ha accompagnato la band fino alla morte di John Bonham nel 1980.

La fine dei Led Zeppelin segnano un confine netto nella carriera e nella vita di Jimmy Page che, da allora, ha avuto un percorso professionale altalenante, compresa la reunion con John Paul Jones per il concerto dei Led Zeppelin alla o2 Arena di Londra del 2007 con Jason Bonham alla batteria.

Auguri Jimmy

 

Borghigiano Radio Gold