domenica 9 febbraio 2014

IRRUZIONE IN SEDE PD, 7 DENUNCE. IL PUNTO DI MICHELE CROCETTI


Sulle vicende avvenute giovedì scorso ad Ancona sembra opportuno fare i dovuti chiarimenti e le dovute precisazioni. In primo luogo mi preme sottolineare come il Comune di Ancona non abbia provveduto allo sgombero dell'ex scuola materna “Regina Margherita” sic et empliciter, direttamente e senza preavviso, ma solo a seguito di ripetuti contatti e trattative con gli occupanti al fine di convincerli a spostarsi pacificamente presso luoghi di accoglienza idonei alla loro permanenza. Si deve dire, infatti, che sulla struttura dell'asilo il Comune di Ancona aveva già sviluppato dei piani di recupero, al fine di destinarlo a laboratorio sociale per ragazzi; inoltre l'immobile era stato dichiarato parzialmente inagibile, rappresentando quindi un pericolo per l'incolumità anche di coloro che l'avevano occupato. Vi è da dire come già a seguito dei primi contatti del Comune con gli occupanti alcuni di essi abbiano deciso di allontanarsi dalla scuola materna verso altre strutture di accoglienza; e vi è da dire che nessuno, a seguito dello sgombero, è stato lasciato indietro, nessuno è stato gettato per strada, avendo predisposto l'amministrazione di Ancona gli strumenti idonei e necessari all'accoglimento di queste persone. Tutta la situazione che sopra ho riportato era ben nota agli organizzatori dell'occupazione i quali, nonostante siano stati più volte avvisati della necessità di sgomberare lo stabile, hanno preferito mantenere una linea di non-dialogo, di opposizione rispetto a qualsivoglia soluzione condivisa, certamente non facendo il bene delle persone che veramente avevano – ed hanno – la necessità di trovare un luogo dove poter vivere dignitosamente. Anzi, di fronte allo sgombero, atto necessitato da parte della Amministrazione Comunale di Ancona per tutti i motivi che sono noti, e di fronte al disagio delle persone occupanti che dovevano essere accompagnate nelle strutture di accoglienza già predisposte, un piccolo gruppo di facinorosi hanno preferito dare priorità agli atti di violenza che ben conosciamo, distaccandosi dal corteo pacifico che si era creato e facendo irruzione nella sede provinciale del PD. Con un atteggiamento degno del più esecrabile squadrismo fascista questi individui hanno divelto la targa del partito, buttato dalla finestra le bandiere e danneggiato la sede. Non solo, ma è stata loro ferma intenzione diffondere notizie false e del tutto diffamatorie, volendo far apparire alla opinione pubblica che a seguito dello sgombero sarebbero stati buttati per strada tutti gli occupanti: cosa impensabile, e assolutamente non veritiera. La condanna a tali azioni deve essere chiara e decisa: tanto più che queste sono state portate avanti da soggetti appartenenti a famiglie più che benestanti il cui unico interesse era realizzare atti violenti e sovversivi, strumentalizzando la situazione precaria e tragica della povertà delle persone direttamente coinvolte; l'unico reale scopo di questi individui è stato quello di gettare discredito e ottenere visibilità a discapito delle disgrazie altrui. La reazione del Partito Democratico sarà ferma e decisa: i responsabili sono stati già individuati dalle forze dell'ordine e sono già state depositate le denunce. Non è ammissibile che, in una democrazia, le proprie ragioni vengano portate avanti mediante l'uso della violenza. Purtroppo questi periodi ci hanno abituato alle forme più bieche e becere di manifestazione del dissenso: dagli insulti nelle aule parlamentari, alle aggressioni alle sedi dei partiti; dallo spregio e vilipendio alle istituzioni, alla violenza sulle persone che la pensano diversamente. Si deve tornare ad una civiltà anche nella manifestazione della propria contrarietà a determinate scelte, ad una democraticità del dissenso. Se non saremo in grado di opporci con fermezza a manifestazioni come quelle a cui abbiamo dovuto assistere giovedì ad Ancona, avremo fallito miseramente nella battaglia tra l'affermazione dei principi democratici e costituzionali ed il prevalere della barbarie e dell'inciviltà.
 
Michele Crocetti
Segretario Pd Fabriano

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