In questi giorni
abbiamo assistito ad una forte protesta in ragione dell'applicazione e
richiesta di pagamento della tassa comunale sui rifiuti e sui servizi, così
detta Tarsu, data la sua entità economica nonché dato il forte divario rispetto
alla precedente Tarsu. Luogo del più visibile mal contento è stato il Consiglio
Comunale di Sabato 30 Novembre, dove un gruppo di cittadini ha fortemente
contestato la Giunta ed il Consiglio Comunale chiedendo chiarimenti riguardo
all’imposta. Occorre, quindi, fare alcune specificazioni a riguardo. In primo
luogo, come già ricordato più volte, non c'era alcuna possibilità di non
applicare la Tares in ragione di aliquote fiscali più lievi: infatti la
possibilità di una scelta in tal senso non era possibile sia per le modalità
con cui è stata introdotta la normativa, sia in quanto la previsione di un
ritorno alla Tarsu non era percorribile, come anche specificato dalla Commissione Finanze della Camera. Ed infatti
l'applicazione della normativa è stata generale: a Gubbio il Commissario Prefettizio
ha provveduto alla sua applicazione, così a Parma dove Sindaco è espressione
del movimento 5 Stelle, così a Sassoferrato, solo per fare alcuni esempi. Eppure una differenza la si riscontra: se andiamo ad
esaminare l'imposizione tra questi Comuni ed il nostro, è doveroso sottolineare
come il Comune di Fabriano abbia previsto quote variabili per la Tares il più
possibile contenute per le abitazioni di residenza: possiamo fare un esempio in
relazione ad una abitazione di 80 mq con quattro componenti: Fabriano 208,89 €;
Parma 270,56 €; Sassoferrato 222,7 €; Gubbio 236,14 €. Detto questo non
abbiamo l'intenzione di dire che la Tares sia una tassa giusta ed equa; ciò che
vogliamo sottolineare è che questa è stata imposta e voluta a livello
nazionale, e che, di conseguenza, il Comune non avrebbe potuto fare altrimenti
che domandarne la riscossione, con tutto il mal contento che si sarebbe creato.
È giusto per il cittadino poter contestare quanto viene svolto dagli organi
pubblici, soprattutto se tale attività viene sentita come un'oppressione;
tuttavia è assolutamente inutile dare la colpa a chi non ce l'ha, lasciando i
responsabili “deresponsabilizzati”. Allo stesso modo ci sembra non solo
scorretto, ma del tutto irresponsabile, da parte delle opposizioni, sollevare
questioni pretestuose al solo fine di trarre visibilità, speculando sul dramma
delle persone che si sono trovate a dover affrontare questa situazione così
delicata. Essere vincolati ad applicare delle leggi fortemente ingiuste non può
essere, da parte di una certa opposizione, motivo di sterili contestazioni alla
Amministrazione di Fabriano; dovrebbe essere, al contrario, il momento in cui
l'intera Giunta si sollevi con il cittadino di fronte ad una pressione fiscale ormai
divenuta insostenibile e che, bisogna ribadirlo, è stata prevista, strutturata
e voluta presso i Palazzi Romani. Per questo è fondamentale per tutti noi avere
un’idea ben chiara: solo attraverso la partecipazione attiva è possibile far
sentire la propria voce, dar respiro alle proprie idee. Le urla e le
contestazioni espresse di fronte ad un Consiglio Comunale sono certamente
comprensibili, ma del tutto inefficaci – anche perché rivolte ad un
interlocutore che nulla può o poteva fare di diverso-. Deve rinascere la consapevolezza
che la Sovranità è del popolo: solo attraverso le forme di associazionismo,
attraverso l'informazione e l'interesse, solo attraverso il proprio voto si
possono cambiare le cose. Questo in ragione del fatto che anche a livello politico
si debbono portare avanti quelle battaglie che non riguardino la singola
situazione, ma il problema in generale: le istanze dei nostri Cittadini devono
poter arrivare al livello nazionale per cambiare un sistema (che in questo caso
è quello della fiscalità) che partorisce delle aberrazioni come è stato per la
Tares, che in un momento di difficoltà economica senza precedenti ci ha colpito
così duramente. Inoltre, per chi ne avesse interesse, il Sindaco e
l'Amministrazione hanno predisposto nella giornata di sabato 7 dicembre, un
incontro pubblico alle ore 9 presso l’Oratorio della Carità, al fine di
poter dare delucidazioni sulle varie questioni inerenti la Tares; che, dal
nostro punto di vista, appare non solo esigenza inderogabile, ma sinonimo di
una vicinanza morale dell'Amministrazione al Cittadino; detto ciò il Partito
Democratico si impegnerà a richiedere all'Amministrazione, quanto prima, di
provvedere a predisporre, se giuridicamente possibile (visto il quadro
normativo fortemente incerto), forme di pagamento rateizzato, anche al fine di
porre un argine immediato ad una situazione che per molti è divenuta
insostenibile. Ma la questione dovrà essere affrontata e portata a livello nazionale
quanto prima, perché i Cittadini non possono più essere trattati da sudditi di
un sistema fiscale all'Ancien Régime quale quello in cui oggi ci troviamo a
vivere.
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