Un costo dell’acqua spropositato, che grava pesantemente sui
bilanci delle strutture alberghiere, costrette a pagare una tariffa che appare
troppo penalizzante. E’ questo il contenuto delle lettere che Confindustria
Ancona, in rappresentanza delle strutture alberghiere associate, ha inviato
alle autorità competenti che a livello nazionale e locale si occupano della definizione
delle tariffe per il servizio idrico e dell’applicazione delle stesse. Stiamo
parlando dell’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il Gas (che ha come
competenza anche la gestione delle acque) e dell’Autorità d’Ambito Territoriale
Ottimale (ATO) n.2 che detta le linee per il nostro territorio. Attualmente il
costo dell’acqua per gli alberghi del territorio va da un minimo di 1,12 euro/mc fino ad un massimo di 2,03 euro/mc, a seconda del consumo: tenuto conto
che le attività ricettive hanno un consumo d’acqua consistente, legato alla
natura stessa del servizio, in pratica esse vengono spesso a pagare la tariffa
massima. Se pensiamo che un albergo di medie dimensioni si attesta su un
consumo di circa 4.000 mc/anno, si capisce immediatamente quanto possa incidere
la bolletta dell’acqua sul bilancio delle strutture ricettive. Per avere un
ulteriore termine di paragone le tariffe per uso domestico vanno da un minimo
di 0,26 ad un massimo di 0,73, mentre quelle per uso promiscuo da un minimo di 0,55
ad un massimo di 1,41. I numeri parlano da sé. “Pur non contrastando la ratio della normativa che parte al
presupposto che l’acqua sia una risorsa preziosa per cui chi più ne usa più
paga - ha detto Claudio
Schiavoni, Presidente di Confindustria Ancona – riteniamo comunque eccessiva la
tariffazione a carico degli alberghi che risultano particolarmente penalizzati.
Le soluzioni possono essere diverse: creare una categoria apposta per noi
albergatori o spostarci in una categoria più vantaggiosa, o ancora prevedere
tariffe premianti per chi investe in misure volte al risparmio idrico. Auspichiamo
che le autorità competenti locali possano accogliere le nostre istanze,
facendosene anche promotrici presso l’Autorità Nazionale che proprio in questo
momento sta lavorando ad un nuovo metodo tariffario
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