Siamo
alle solite! Per l'ennesima volta abbiamo appreso dai giornali che
l'amministrazione comunale, infischiandosene delle associazioni di
categoria e della concertazione, non ha avuto la sensibilità di
convocarci per discutere in merito alla applicazione della Tares e
dell'opportunità di poter applicare per l'anno in corso le tariffe
della Tarsu 2012.
Con
la conversione in legge del Decreto 102/2013 il Senato ha aperto la
strada alla possibilità per i comuni di non applicare le tariffe
Tares nel 2013 (visto che di fatto è superata da nuovi
provvedimenti) e di tornare a quelle Tarsu con la sola maggiorazione
di 0,30 euro al metro quadrato. Ma, l'assessore Tini ci fa sapere dai
giornali che ”non
è ipotizzabile una marcia indietro, per il semplice fatto che siamo
già avanti con tutti gli adempimenti”.
Tutto
è stato ridotto ad un mero calcolo ragionieristico e burocratico
che non possiamo e non vogliamo accettare e che rigettiamo al
mittente. Ci chiediamo se questa amministrazione si rende minimamente
conto dello stato drammatico in cui versano le aziende e le famiglie
del nostro territorio per non cogliere l'opportunità di sgravare le
attività produttive e i cittadini di questo insopportabile balzello.
Una
tassa che è stata unanimemente riconosciuta come odiosa, iniqua e
devastante per l'intero tessuto produttivo e commerciale, che
continua a caricare sulle imprese e sui cittadini le inefficienze e
gli sprechi della pubblica amministrazione locale, come è apparso
chiaramente dalla analisi fatta dalle associazioni di categoria in
cui sono emerse una disparità di trattamento tra comune e comune ed
una serie di incongruenze che fanno lievitare i costi a danno della
comunità.
C'è
bisogno di una razionalizzazione della spesa per la raccolta
differenziata dei rifiuti in modo da ridurne i costi; un gestore
unico invece di sette nell'ambito provinciale già darebbe un gran
risparmio, come la valorizzazione della “merce rifiuto” con la
realizzazione di un impianto di compostaggio (oggi frazione umida
viene spedita per il compostaggio in Emilia Romagna con enormi costi
di trasporto) ed un recupero del valore economico dei materiali
riciclabili farebbero ridurre in modo considerevole i costi di
gestione e le imposte pagate dalla collettività.
Basta
piangersi addosso! Le pubbliche amministrazioni si rimbocchino le
maniche come fanno i nostri imprenditori ogni santo giorno. La
richiesta avanzata dai consiglieri comunali è più che legittima, e
va esaudita e ci sembra assurdo che l'amministrazione non voglia
considerare questa opportunità soltanto ed esclusivamente perché a
settembre è stato fatto un regolamento e redatto un piano
finanziario.
Alla
luce di questa novità, chiediamo al Comune di Fabriano di fermarsi e
di riconsiderare l’intera questione. Il ritorno alle tariffe Tarsu
è la migliore soluzione per chiudere una partita che ha già
destabilizzato eccessivamente le imprese in una girandola di ipotesi
la cui unica certezza sono aumenti insopportabili. Se il Parlamento
ha adottato una decisione come questa ci dimostra che l’allarme
lanciato CNA, Confartigianato e Confcommercio era fondato, tanto più
in un momento di gravi difficoltà economiche per imprese e famiglie.
La
voce dell'assessore Tini l'abbiamo letta, ora chiediamo un confronto
con gli assessori alle Attività Produttive, Commercio e con il
Sindaco i quali si sono sempre manifestati favorevoli a misure che
potessero aiutare lo sviluppo economico del territorio e con i quali
vorremmo affrontare proprio questo problema.
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