mercoledì 27 novembre 2013

FABRIANO. TARES: LA PROTESTA DI CNA CONFARTIGIANATO E CONFCOMMERCIO

Siamo alle solite! Per l'ennesima volta abbiamo appreso dai giornali che l'amministrazione comunale, infischiandosene delle associazioni di categoria e della concertazione, non ha avuto la sensibilità di convocarci per discutere in merito alla applicazione della Tares e dell'opportunità di poter applicare per l'anno in corso le tariffe della Tarsu 2012.
Con la conversione in legge del Decreto 102/2013 il Senato ha aperto la strada alla possibilità per i comuni di non applicare le tariffe Tares nel 2013 (visto che di fatto è superata da nuovi provvedimenti) e di tornare a quelle Tarsu con la sola maggiorazione di 0,30 euro al metro quadrato. Ma, l'assessore Tini ci fa sapere dai giornali che ”non è ipotizzabile una marcia indietro, per il semplice fatto che siamo già avanti con tutti gli adempimenti”.
Tutto è stato ridotto ad un mero calcolo ragionieristico e burocratico che non possiamo e non vogliamo accettare e che rigettiamo al mittente. Ci chiediamo se questa amministrazione si rende minimamente conto dello stato drammatico in cui versano le aziende e le famiglie del nostro territorio per non cogliere l'opportunità di sgravare le attività produttive e i cittadini di questo insopportabile balzello.
Una tassa che è stata unanimemente riconosciuta come odiosa, iniqua e devastante per l'intero tessuto produttivo e commerciale, che continua a caricare sulle imprese e sui cittadini le inefficienze e gli sprechi della pubblica amministrazione locale, come è apparso chiaramente dalla analisi fatta dalle associazioni di categoria in cui sono emerse una disparità di trattamento tra comune e comune ed una serie di incongruenze che fanno lievitare i costi a danno della comunità.
C'è bisogno di una razionalizzazione della spesa per la raccolta differenziata dei rifiuti in modo da ridurne i costi; un gestore unico invece di sette nell'ambito provinciale già darebbe un gran risparmio, come la valorizzazione della “merce rifiuto” con la realizzazione di un impianto di compostaggio (oggi frazione umida viene spedita per il compostaggio in Emilia Romagna con enormi costi di trasporto) ed un recupero del valore economico dei materiali riciclabili farebbero ridurre in modo considerevole i costi di gestione e le imposte pagate dalla collettività.
Basta piangersi addosso! Le pubbliche amministrazioni si rimbocchino le maniche come fanno i nostri imprenditori ogni santo giorno. La richiesta avanzata dai consiglieri comunali è più che legittima, e va esaudita e ci sembra assurdo che l'amministrazione non voglia considerare questa opportunità soltanto ed esclusivamente perché a settembre è stato fatto un regolamento e redatto un piano finanziario.
Alla luce di questa novità, chiediamo al Comune di Fabriano di fermarsi e di riconsiderare l’intera questione. Il ritorno alle tariffe Tarsu è la migliore soluzione per chiudere una partita che ha già destabilizzato eccessivamente le imprese in una girandola di ipotesi la cui unica certezza sono aumenti insopportabili. Se il Parlamento ha adottato una decisione come questa ci dimostra che l’allarme lanciato CNA, Confartigianato e Confcommercio era fondato, tanto più in un momento di gravi difficoltà economiche per imprese e famiglie.

La voce dell'assessore Tini l'abbiamo letta, ora chiediamo un confronto con gli assessori alle Attività Produttive, Commercio e con il Sindaco i quali si sono sempre manifestati favorevoli a misure che potessero aiutare lo sviluppo economico del territorio e con i quali vorremmo affrontare proprio questo problema.

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