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giovedì 19 dicembre 2013

RIFIUTI: L'ATA TENTA IL "COLPACCIO"? di Movimento 5 Stelle



L’ATA-Assemblea Territoriale d’Ambito tenta di forzare i tempi, la legge e le disposizioni del TAR. Invece di deliberare sulla base di indirizzi preventivi dei Comuni e dei Consigli Comunali (l’Art.19 del  DL 95/2012 indica la gestione dei rifiuti come funzione fondamentale dei comuni ai sensi dell’art. 117 della Costituzione; concetto recentemente ribadito dal TAR Marche con sentenza n. 848 del 21.11.2013), l’ATA ha deciso infatti di accelerare e di approvare, nella seduta convocata per oggi 19.12.2013, delle soluzioni impiantistiche costose, mai votate dai consigli comunali di tutti i comuni aderenti, che prevedono, fra l’altro, anche la produzione di combustibile da rifiuto CSS da bruciare in cementifici (vedere qui  a pag. 28). Il tutto, in perfetta sincronia, guarda caso (per non voler parlare di ubbidienza), con le pianificazioni presentate dalla Regione Marche lo scorso 18 settembre 2013 (vedere qui, pag. 63). Dopo la sentenza del TAR e nel rispetto delle normative vigenti, abbiamo battuto il territorio della provincia di Ancona proponendo in moltissimi comuni, grazie agli attivisti dei nostri gruppi, una delibera di indirizzo che va a colmare il vuoto attualmente esistente, costituito dalla mancata pronuncia da parte dei consigli comunali sulle scelte di indirizzo per la gestione di rifiuti. Su un argomento fondamentale, attorno al quale girano decine di milioni di euro di soldi pubblici nostri, che ha importanti implicazioni ambientali e quindi sanitarie, abbiamo scritto nell’atto di indirizzo quale può essere una gestione corretta che consenta di ridurre i costi e massimizzare i ricavi, permettendo così anche la possibilità di ridurre la TARES ed il peso di questa odiosa tassa su famiglie ed imprese. Una gestione basata su quattro pilastri fondamentali contenuti nell'atto di indirizzo: riduzione a monte, raccolta porta a porta con tariffazione puntuale (secondo il criterio “chi produce meno rifiuti e fa meglio la raccolta differenziata paga di meno”), recupero totale della materia prima post consumo, no alla produzione di combustibile da rifiuto (CDR, CSS, ecc…). Abbiamo anche inviato una nota di invito/richiamo alle proprie responsabilità personali al Presidente dell’ATA Patrizia Casagrande ed a tutti i sindaci dei comuni aderenti, nonché per conoscenza alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti, ritenendo che, a seguito della sentenza del TAR sopra citata e visto il vigente quadro normativo, dovrebbero a nostro parere essere sospese in autotutela le deliberazioni o decisioni già intraprese in ATA o che si andranno a compiere senza il preventivo indirizzo dei Consigli Comunali o comunque in maniera tale da violare quanto stabilito dalle norme vigenti in materia di funzioni fondamentali dei comuni e dalla recente sentenza del TAR Marche n.848/2013. Noncurante di tutto questo, ignorando persino la volontà di centinaia di cittadini che in diversi comuni della Provincia hanno sottoscritto la proposta di atto di indirizzo e senza tener conto del fatto che tali atti andranno nei prossimi giorni in votazione in diversi consigli comunali, la Presidente dell’ATA Patrizia Casagrande ha convocato per oggi una seduta della ATA per approvare le costose e non condivisibili soluzioni impiantistiche sopra citate. Riteniamo inammissibile e politicamente arrogante tale comportamento con cui vengono esclusi i cittadini da decisioni che riguardano i loro diritti, la loro Salute e le loro tasche. Per tale motivo, oltre a voler seguire tutte le strade anche di natura legale per fermare le eventuali decisioni intraprese con modalità o contenuti che riterremo non corretti e non pienamente rispettosi degli interessi delle nostre comunità, saremo oggi presenti alla sede dove si terrà la seduta dell’ATA, alle ore 14 presso il Centro Docens – Consorzio Zipa di Jesi. Visto che, dalle precedenti delibere dell’ATA risulta che le riunioni sono pubbliche, esigeremo di assistere ai lavori della seduta. Vedremo quali saranno i sindaci che terranno conto della situazione giuridica e normativa sopra descritta e, soprattutto, che pretenderanno il rispetto delle volontà dei cittadini e dei loro diretti rappresentanti nei consigli comunali. E tu Sindaco Sagramola cosa farai?                                                                                                            

JOSELITO ARCIONI, Consigliere Comunale MoV 5 Stelle - Fabriano
MASSIMO GIANANGELI, Consigliere Comunale MoV 5 Stelle - Jesi
 ANDREA QUATTRINI, Consigliere Comunale MoV 5 Stelle - Ancona

sabato 9 marzo 2013

RIFIUTI, NELLE MARCHE PRODOTTI 535 KG PRO CAPITE. 191 EURO PER SMALTIMENTO NEL 2012

Nelle Marche vengono prodotti 838.196 tonnellate di rifiuti urbani, il 2,6% rispetto al totale italiano, con un'incidenza di 535 kg per abitante. Si tratta di una media leggermente inferiore a quella nazionale (537 kg) e sensibilmente più bassa di quella delle regioni del centro Italia (613 kg.), che sono quelle con la media pro capite più elevata.
Una famiglia marchigiana ha pagato mediamente, nel corso del 2012, 191 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Rispetto al 2011, l'importo è sceso del 2,1%, anche se nel quinquennio 2007-2012 la variazione è stata dell'11,7%. Il dato è stato diffuso da Cittadinanzattiva, in occasione della presentazione dell''Osservatorio prezzi e tariffe.  L'importo considerato prende come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro e una casa di proprietà di 100 metri quadrati. L'importo è comprensivo di Iva (dove è applicata), dell'addizionale provinciale (Tia) e delle addizionali erariali e provinciali (Tarsu). Tra le città capoluogo di provincia che si caratterizzano per una spesa annua più contenuta c'e' Ascoli Piceno: l'importo e' stato di 174 euro nel 2012 e di 169 euro l'anno precedente (+3%). Nel caso della Tarsu, il capoluogo marchigiano più caro è Macerata: 215 euro contro 256 euro della media nazionale, frutto della tariffa di 1,87 euro a mq. Nel caso della Tia, invece, l'importo annuo più caro è a Urbino: 193 euro. A Macerata, infine, è stata registrata una delle più significative variazioni negative rispetto all'applicazione di Tia o Tarsu tra il 2012 e il 2011 (-3%).