Nelle Marche vengono prodotti 838.196 tonnellate di rifiuti urbani, il 2,6% rispetto al totale italiano, con un'incidenza di 535 kg per abitante. Si tratta di una media leggermente inferiore a quella nazionale (537 kg) e sensibilmente più bassa di quella delle regioni del centro Italia (613 kg.), che sono quelle con la media pro capite più elevata.
Una famiglia marchigiana ha pagato mediamente, nel corso del 2012, 191 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Rispetto al 2011, l'importo è sceso del 2,1%, anche se nel quinquennio 2007-2012 la variazione è stata dell'11,7%. Il dato è stato diffuso da Cittadinanzattiva, in occasione della presentazione dell''Osservatorio prezzi e tariffe. L'importo considerato prende come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro e una casa di proprietà di 100 metri quadrati. L'importo è comprensivo di Iva (dove è applicata), dell'addizionale provinciale (Tia) e delle addizionali erariali e provinciali (Tarsu). Tra le città capoluogo di provincia che si caratterizzano per una spesa annua più contenuta c'e' Ascoli Piceno: l'importo e' stato di 174 euro nel 2012 e di 169 euro l'anno precedente (+3%). Nel caso della Tarsu, il capoluogo marchigiano più caro è Macerata: 215 euro contro 256 euro della media nazionale, frutto della tariffa di 1,87 euro a mq. Nel caso della Tia, invece, l'importo annuo più caro è a Urbino: 193 euro. A Macerata, infine, è stata registrata una delle più significative variazioni negative rispetto all'applicazione di Tia o Tarsu tra il 2012 e il 2011 (-3%).
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