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mercoledì 11 giugno 2014

VENDITA DI BOVINI INFETTI. SEQUESTRI NELLE MARCHE


Foto Ansa
Coinvolge anche le Marche l'indagine, denominata 'Lio' e condotta dal Nas di Perugia, relativa all'illecita commercializzazione di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata. I Carabinieri del Comando per la Tutela della salute hanno eseguito 78 decreti di perquisizione e sequestro nelle provincie di Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L'Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo.

 I PARTICOLARI DELL'INCHIESTA
 Sono 65 tra allevatori (56), autotrasportatori (tre) e veterinari (sei) di Asl del Centro-Sud coinvolti a vario titolo in un'indagine dei carabinieri del Nas di Perugia sulla presunta falsificazione di passaporti e marche auricolari che permetteva di introdurre sul mercato bovini di razza ed età diverse da quelle certificate dai documenti. Animali colpiti da malattie infettive, alcune trasmissibili all'uomo, subito abbattuti. In 11 regioni - Umbria, Toscana, Campania, Puglia, Lombardia, Abruzzo, Marche, Basilicata, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte - sono state eseguite 78 perquisizioni e sequestri di bovini e allevamenti per circa due milioni di euro. L'indagine - hanno spiegato oggi gli investigatori - è stata avviata nel 2011. Nella prima fase ha consentito di individuare il presunto traffico illecito di bovini malati. Secondo i carabinieri del Nas gli animali, nati soprattutto in aziende dell'Italia meridionale, venivano avviati alla macellazione grazie all'intermediazione di un'azienda di Perugia e di un'altra di Arezzo. Nonché di allevatori e veterinari che riuscivano a far eludere i controlli sanitari facendo apparire sani i bovini. Al termine di questa prima fase sono state sequestrate quattro aziende agricole e 500 bovini, subito abbattuti e distrutti, per un valore commerciale di due milioni e mezzo di euro. Nella seconda fase delle indagini i militari hanno ricostruito quella che ritengono la vasta organizzazione criminale con i 65 indagati. Associazione per delinquere finalizzata alla commercializzazione di bovini infetti il reato ipotizzato dalla procura di Perugia. 

SE COTTA O CONGELATA NESSUN RISCHIO-CONTAGIO 
Viene scongiurato dalla cottura o dal congelamento della carne l'eventuale rischio contagio per l'uomo per i bovini malati al centro di un'indagine dei carabinieri del Nas di Perugia. Lo ha assicurato il comandante, il capitano Marco Vetrulli nel corso della conferenza stampa nella quale oggi è stata illustrata l'indagine. Dagli accertamenti è emerso che venivano vendute come pregiate, talvolta anche chianine, carni in realtà di animali di razze meticce. I militari - è stato spiegato - hanno ricostruito la filiera dei trasferimenti dei bovini da una regione all'altra. Dopo i primi 500 capi abbattuti sono ora in corso accertamenti sanitari su altri 100 animali rintracciati con la documentazione risultata irregolare. Gli accertamenti sono iniziati tre anni fa quando scoppiarono quattro focolai tra Perugia e Todi. Le ulteriori verifiche avrebbero consentito di ricostruire i passaggi dei bovini da una regione all'altra - è stato detto - anche grazie alla complicità di alcuni veterinari. A discapito dell'ultimo acquirente che comprava gli animali credendoli di razze pregiate.

(Il Corriere Adriatico)

venerdì 23 maggio 2014

DOPING, ARRESTATI DAL NAS MEDICO E COMMERCIANTE

Tre persone arrestate - un medico, un allenatore e un commerciante - 3.000 compresse e 200 fiale di farmaci ad effetto dopante sequestrate. E' il bilancio di due operazioni condotte dai carabinieri del Nas, una coordinata dalla procura di Firenze, l'altra che ha riguardato le Marche, che hanno visto impegnati oltre 100 militari.In particolare, si spiega in una nota, i carabinieri del Nas di Ancona, con il supporto dei militari delle compagnie di Tolentino e Fabriano, hanno eseguito due ordinanze, emesse dal Gip di Ancona, arrestando "un commerciante di integratori alimentari e un noto medico fabrianese per avere entrambi illecitamente importato da Paesi esteri (prevalentemente la Grecia) farmaci ad azione anabolizzante e stupefacente".
L'inchiesta della procura di Firenze, coordinata dal Pm Luigi Bocciolini, ha invece portato all'esecuzione di 14 decreti di perquisizione e all'arresto, in flagranza di reato, di un allenatore "perché trovato in possesso di sostanze dopanti": nell'operazione impegnati il Nas di Firenze, Livorno, Bologna e Roma, unitamente a personale dei comandi provinciali del capoluogo toscano, Siena, Pisa e della Capitale. Secondo quanto spiegato nella nota, le indagini della procura fiorentina hanno permesso di individuare «un personal trainer che oltre ad esercitare abusivamente la professione medica prescrivendo farmaci ad azione anabolizzante, in concorso con un commerciante importava dall'estero, in assenza delle prescritte autorizzazioni, ingenti quantitativi di medicinali anche ad azione anabolizzante e stupefacente che sarebbero, successivamente, stati commercializzati sul territorio nazionale al di fuori dei canali consentiti". Le compresse e le fiale sequestrate nelle due operazioni - tra cui anche 8 fiale contenenti il principio attivo Nandrolone, steroide anabolizzante inserito in tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope - si aggiungono alle quasi 15.000 già sequestrate dai militari nel corso delle indagini. (Il Corriere Adriatico)


domenica 24 marzo 2013

SEQUESTRATI 50 KG DI CIBI ETNICI

I carabinieri del Nas di Ancona hanno sequestrato 50 kg di alimenti etnici in cattivo stato di conservazione in un negozio di cibi orientali a Civitanova Marche (Macerata). Per i titolari è scattata una sanzione amministrativa. Il Nas è stato coinvolto dopo che i carabinieri di Civitanova avevano scoperto un allaccio elettrico abusivo nel negozio. (Ansa)

venerdì 22 febbraio 2013

ULTIM'ORA: CONCORSO OSTETRICIA PILOTATO, INDAGANO I NAS

I carabinieri del Nas di Ancona hanno denunciato per brogli in un concorso pubblico le 4 componenti della commissione di esame per l'assunzione a tempo indeterminato di 4 ostetriche presso l'Ospedale di Senigallia. Secondo l'indagine, coordinata dalla procura di Ancona, manipolando le prove d'esame e le graduatorie, la commissione avrebbe favorito alcune candidate che avevano già lavorato nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio con contratti a termine. (Ansa)