La deputata del M5S Patrizia Terzoni e il gruppo consigliare del Movimento di
Fabriano intervengono nuovamente sulla questione biogas nelle Marche.
Sono emerse le prime “riflessioni” della Commissione di
Inchiesta regionale che dovrebbe far luce sulla questione delle autorizzazioni
facili per le centrali biogas e biomasse nelle Marche e i sentimenti che
trasmettono le parole contenute nelle poche righe fin’ora ufficializzate sono
rabbia e indignazione. La Commissione formata da 11 consiglieri regionali in
pratica prende le distanze dall’operato degli assessori e del Presidente “La
maggioranza dei consiglieri aveva chiesto di fermarsi un attimo, in attesa
della sentenza della Corte Costituzionale” e noi ci chiediamo: dove erano
mentre la Giunta approvava la legge 26 marzo 2012, n. 3 ? Bastava conoscere i
contenuti delle direttive europee per capire che la norma conteneva chiare
tracce di incostituzionalità. Nel parere espresso non mancano richiami a
fantasiosi “riconoscimenti e attestazioni di stima dei vari governi italiani e
dei soggetti economici e scientifici espressi verso la politica della green
economy della regione” che sarebbero stati resi vani dalla chiusura che
l’apparato ha invece dimostrato in questa occasione. L’intervento inizia con
una ammissione di colpa molto soft “La Regione in questa vicenda ha scritto e
vissuto una pagina amara della propria storia”. Alle parole devono seguire i
fatti. I cittadini marchigiani non meritano di pagare per i prossimi decenni
l’atteggiamento dispotico di Spacca e dei suoi Assessori. Quella frase
pronunciata a Fabriano dal Presidente Spacca “La centrale ve la tenete” a chi
gli faceva notare l’assurdità della condizione della centrale realizzata a
Matelica, un comune in fascia A che in base alle direttive europee e alla
riscrittura della legge regionale che disciplina regionale la valutazione di impatto
ambientale non può rimanere impunita. Nella stessa occasione Spacca disse che
l’autorizzazione non poteva essere ritirata pena il coinvolgimento diretto dei
funzionari regionali. Intanto abbiamo assistito a sversamenti dei reflui
direttamente nei fiumi e in mare e lo sconvolgimento del mercato degli affitti
dei terreni agricoli a danno delle aziende che fanno prodotti di qualità per
l’alimentazione umana e animale. Nel frattempo i “prenditori”, che grazie alla
complicità della Regione hanno potuto realizzare le centrali, stanno già
incassando centinaia di migliaia di euro. Chi pagherà per questo? Non
basteranno scialbi mea culpa e parole di circostanza, e non credano i signori
consiglieri regionali che questo li esimerà dal rendere conto delle loro dirette
e gravi responsabilità. L’obiettivo rimane uno: vedere chiuse tutte le centrali
il prima possibile con buona pace del Presidente Spacca, sempre più il
Presidente di nessuno.
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