giovedì 28 novembre 2013

BERLUSCONI DECADUTO. IL PUNTO - DA MATELICA - DI GESSICA MENICHELLI

Il Senato ha votato la decadenza di Silvio Berlusconi. Oggi, forse, rappresenta il giorno più lungo per Berlusconi. Un uomo che nell'ultimo ventennio ha modificato la politica italiana, dal linguaggio ai costumi e che fino alla fine si ostina a conservare il proprio status, pur in presenza di norme che la sua forza politica, attraverso i suoi rappresentanti hanno votato. In tutto questo, il buon senso e il senso di dignità è indiscutibilmente colpito nel suo intimo. Il Cavaliere perde  lo status di parlamentare e verrà sostituito dal primo dei non eletti in Molise, Salvatore Di Giacomo a causa della condanna a quattro anni di reclusione (di cui tre condonati con l'indulto entrato in vigore con la Legge n. 241 del 31 luglio 2006) dalla Corte di Cassazione  il 30 luglio 2013. Giornata tesa per la politica italiana, come ogni volta ha per oggetto questioni che vedono il Cavaliere protagonista. L’atmosfera  in Senato  è stata per tutta la giornata colma di episodi di nervosismo da parte di molti esponenti politici. Gasparri ha focalizzato le sue attenzioni ai senatori a vita, colpevoli secondo il rappresentante di Forza Italia (Pdl) , di essersi presentati soltanto in occasione del voto sull’espulsione del Cavaliere. Inopportuno considerando che il cavaliere ha il 99% di assenze al Senato. Non sono mancate le schermaglie tra i senatori Bondi e Formigoni le cui foto della lite hanno fatto il "giro del web" per tutto il pomeriggio mentre  la Mussolini ha attaccato fortemente  Alfano. Si è discusso su tutto, niente è stato lasciato al caso da parte di nessuno, ne dai rappresentanti di destra che di sinistra, a partire dalla disputa sulla “METODOLOGIA DEL VOTO". Il voto è avvenuto a scrutinio palese, anche se fino all'ultimo gli esponenti di Forza Italia hanno provato a chiedere la votazione segreta. Richiesta ma respinta dal Presidente del Senato Pietro Grasso  ricordando che nella fattispecie "il voto non riguardasse la persona ma il completamento del plenum dell’assemblea del Senato". La particolare giornata politica trae la propria origine da una legge denominata "Legge Severino"  che rappresenta il Decreto Legislativo 31 dicembre 2012 n° 235, rubricato come materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'art. 1, c. 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190. La parte che determina la richiesta della decadenza per il "Cavaliere" è il  comma 63 dell'art. 1 della legge 190/2012 è dunque la delega fatta dal Parlamento al governo per redigere delle misure per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione all'origine del testo unico formulato principalmente dall'allora Ministero della Giustizia del governo Monti, Paola Severino. Tale decreto legislativo è entrato in vigore il 5 gennaio 2013 determinando l'abrogazione di vari articoli di leggi risalenti al periodo tra il 1960 e il 2000. I PUNTI PRINCIPALI DELLA LEGGE SEVERINO, riguardano: incandidabilità alle elezioni politiche per coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione. Accertamento dell'incandidabilità in occasione delle elezioni politiche da parte delle giunte elettorali competenti e cancellazione dalla lista dei candidati. Incandidabilità sopravvenuta nel corso del mandato elettivo parlamentare, comunicazione del giudice competente alla Camera di appartenenza e mancata proclamazione nei confronti del soggetto incandidabile se l'incandidabilità è sopravvenuta dopo la sua elezione e prima della proclamazione degli eletti. Incandidabilità di candidati con cancellazione dalla lista dei candidati e decadenza dei membri italiani del Parlamento europeo che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione. Divieto di assunzione e svolgimento di incarichi di governo. Incandidabilità alle cariche elettive regionali e sospensione e decadenza di diritto per incandidabilità alle cariche regionali. Cancellazione dalle liste per incandidabilità alle elezioni regionali. Incandidabilità alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali. Sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali in condizione di incandidabilità. Cancellazione dalle liste per incandidabilità alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali. Durata dell'incandidabilità di 6 anni anche in assenza della pena accessoria, e nel caso di abuso di potere aumentata di 1/3. La sentenza di riabilitazione ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale, è l'unica causa di estinzione anticipata dell'incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo. La revoca della sentenza di riabilitazione comporta il ripristino dell'incandidabilità per il periodo di tempo residuo. La norma in questione, è stata già applicata in passato, per la prima volta per i candidati alle elezioni del 2013 e per le elezioni regionali  e ha portato alla decadenza di 37 consiglieri, di cui 17 regionali e 20 provinciali e comunali. Ricordiamo anche un altro caso in cui la legge Severino è stata applicata Il 2 novembre 2013 il provvedimento ha colpito  un presidente di una provincia in carica, infatti è stato sospeso Armando Cusani, presidente della provincia di Latina dopo esser stato condannato in primo grado a un anno e 8 mesi con sospensione della pena per abuso d'ufficio. Durante la seduta in senato Berlusconi ha raccolto molti ma non troppi dei suoi sostenitori in piazza, una manifestazione in cui lo stesso rappresentante politico, ha gridato al "colpo di stato" al "lutto nazionale della democrazia " e ad "andare avanti" . In un momento in cui la crisi economica colpisce ogni aspetto della vita dei cittadini ancora una volta un Silvio Berlusconi occupa il suo spazio, per risolvere situazioni personali. In ogni altro stato si sarebbe assistito alle dimissioni (ricordiamo politici di essersi dimessi per due righe di tesi universitarie copiate, o per essersi dimenticati il pagamento dei contributi della collaboratrice domestica per fare alcuni semplici esempi) mentre oggi in Italia si è dovuto  ricorrere ad un voto in Senato, nei modi e metodologie sopra descritte per un uomo politico che è stato condannato per un reato passato in giudicato. Scriveva Maurice Denuzière, "La massima eleganza, quella che può riscattare tutte le mancanze di un uomo, è saper morire con dignità". Di fatto con la votazione di oggi i leader dei più importanti schieramenti politici del nostro parlamento sono fuori dalle stanze, Berlusconi, Renzi, Grillo, Fini, siedono fuori da un parlamento. 

Da Matelica arrivano le prime dichiarazioni dei rappresentanti delle liste civiche. Alessandro Casoni capogruppo di minoranza della lista civica “Matelica ripartiamo” dichiara a Radio Gold:
"Le sfide in politica si vincono con i voti. I voti si prendono quando si riesce ad emozionare gli elettori. Le sentenze non emozionano." Massimo Montesi, capogruppo “Matelica insieme” afferma: “Speriamo sia finito il tempo di occupare tante risorse per una sola persona. Si è affermato che la legge è uguale per tutti. Speriamo che l ex senatore non voglia trascinare il paese e aggiungo anche un pezzo di centro destra in una deriva pericolosa.” 

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