Pd, Pdl e Scelta civica aspettano l’intervento nelle
aule riunite questo pomeriggio, di Giorgio Napolitano, ribattezzato
Re Giorgio dalla stampa nazionale. Il Presidente della Repubblica,
dopo aver giurato, tornerà a chiedere, nel suo discorso di
insediamento nell’aula di Montecitorio, un’assunzione di
responsabilità ai partiti, affinché non ci siano ostacoli per una
condivisione degli sforzi che dovrebbero rimettere l’Italia in
carreggiata. Come indica “L’Unità” questa mattina, Napolitano
intende rivolgere il suo appello anche al Movimento 5 Stelle che pure
sceglie la piazza per alzare i toni, ma nessuno sembra conoscere il
testo del discorso che si presuppone tutt’altro che tenero verso i
partiti, e questo già indica la determinazione del Presidente.
Abbiamo detto che ci troviamo di fronte ad un uomo saggio, acuto,
onesto. L’Italia è totalmente nelle mani di Giorgio Napolitano.
Vuole un governo solido e che abbia nel suo programma alcuni punti
fermi. Ma ci sarà una convergenza unitaria verso il programma del
Presidente? Ci si ritroverò sulle emergenze economiche, le riforme
istituzionali e la riforma della politica? In altri termini, le
riforme indicate dai saggi. Nel programma di governo questi punti
dovranno assolutamente esserci. E si immagina un discorso duro. Quale
sarà la reazione? Qualcuno proverà a contraddire Re Giorgio?
Qualcun altro a scuotere la testa? Il Pd, così dilaniato al suo
interno, opporrà resistenza in alcune sue frange? In ogni caso Pd,
Pdl e Scelta civica sono consapevoli del fatto che dovranno
facilitare il lavoro del Capo dello Stato. Le consultazioni
partiranno martedì. Napolitano intende chiudere in fretta in modo da
dare una risposta ai mercati. In pole position per guidare il governo
resta Giuliano Amato, ma non si esclude che possa spuntare fuori un
altro nome, un tecnico per un governo di fatto presidenziale.
Napolitano punta a dare l’incarico entro il 25
aprile. Tanti i ponti tra la festa della Liberazione e il 1° maggio,
poco il tempo a disposizione del belpaese. Andare oltre quelle date
significherebbe chiudere la finestra elettorale estiva, che
Napolitano, come arma di pressione soprattutto verso il Pd, vorrebbe
invece lasciare aperta. Come a dire: “Se non onorate i patti, se
non date il via libera al governo di larghe intese, stavolta le
Camere le sciolgo davvero e vi mollo. Sono stato responsabile, ora
confido in un’analoga assunzione di responsabilità collettiva”.
Non ci aspettiamo ulteriori colpi di testa da
parte di chi ha votato Re Giorgio. Per il resto Berlusconi sorride,
Bersani piange, Grillo protesta e Renzi riflette.
Alessandro Moscè
Direttore Editoriale
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