lunedì 22 aprile 2013

ADESSO NESSUNO CONTRADDIRA’ NAPOLITANO di Alessandro Moscè


Pd, Pdl e Scelta civica aspettano l’intervento nelle aule riunite questo pomeriggio, di Giorgio Napolitano, ribattezzato Re Giorgio dalla stampa nazionale. Il Presidente della Repubblica, dopo aver giurato, tornerà a chiedere, nel suo discorso di insediamento nell’aula di Montecitorio, un’assunzione di responsabilità ai partiti, affinché non ci siano ostacoli per una condivisione degli sforzi che dovrebbero rimettere l’Italia in carreggiata. Come indica “L’Unità” questa mattina, Napolitano intende rivolgere il suo appello anche al Movimento 5 Stelle che pure sceglie la piazza per alzare i toni, ma nessuno sembra conoscere il testo del discorso che si presuppone tutt’altro che tenero verso i partiti, e questo già indica la determinazione del Presidente. Abbiamo detto che ci troviamo di fronte ad un uomo saggio, acuto, onesto. L’Italia è totalmente nelle mani di Giorgio Napolitano. Vuole un governo solido e che abbia nel suo programma alcuni punti fermi. Ma ci sarà una convergenza unitaria verso il programma del Presidente? Ci si ritroverò sulle emergenze economiche, le riforme istituzionali e la riforma della politica? In altri termini, le riforme indicate dai saggi. Nel programma di governo questi punti dovranno assolutamente esserci. E si immagina un discorso duro. Quale sarà la reazione? Qualcuno proverà a contraddire Re Giorgio? Qualcun altro a scuotere la testa? Il Pd, così dilaniato al suo interno, opporrà resistenza in alcune sue frange? In ogni caso Pd, Pdl e Scelta civica sono consapevoli del fatto che dovranno facilitare il lavoro del Capo dello Stato. Le consultazioni partiranno martedì. Napolitano intende chiudere in fretta in modo da dare una risposta ai mercati. In pole position per guidare il governo resta Giuliano Amato, ma non si esclude che possa spuntare fuori un altro nome, un tecnico per un governo di fatto presidenziale. Napolitano punta a dare l’incarico entro il 25 aprile. Tanti i ponti tra la festa della Liberazione e il 1° maggio, poco il tempo a disposizione del belpaese. Andare oltre quelle date significherebbe chiudere la finestra elettorale estiva, che Napolitano, come arma di pressione soprattutto verso il Pd, vorrebbe invece lasciare aperta. Come a dire: “Se non onorate i patti, se non date il via libera al governo di larghe intese, stavolta le Camere le sciolgo davvero e vi mollo. Sono stato responsabile, ora confido in un’analoga assunzione di responsabilità collettiva”. Non ci aspettiamo ulteriori colpi di testa da parte di chi ha votato Re Giorgio. Per il resto Berlusconi sorride, Bersani piange, Grillo protesta e Renzi riflette.
Alessandro Moscè
Direttore Editoriale

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