Durante
un recente consiglio comunale, il Sindaco uscente Paolo Sparvoli ha dichiarato
che la decisione di insediare la centrale biogas a Matelica è stata presa a
livello regionale lasciando intendere che non è stata “voluta” ma in qualche
modo “subita” dalla sua giunta. La lista del candidato Sindaco Delpriori,
annovera la presenza di persone dichiaratamente contro il biogas ed è anche
trapelato che la lotta alla centrale sarà un loro punto fermo. La posizione del
Movimento 5 Stelle Matelica in merito alla centrale è ben nota e chiaramente
espressa anche nel programma elettorale. Vista la concordanza di posizioni (più
o meno dichiarate) da parte di tutte le liste, il Movimento 5 Stelle vuole
proporre un PATTO PRE ELETTORALE tra i tre schieramenti finalizzato al
perseguimento della revoca delle autorizzazioni della centrale biogas di
località Pezze. Certi che questo atto rappresenterebbe un segno di condivisione
di intenti (a prescindere dagli schieramenti elettorali) per il bene della
nostra città, invitiamo ufficialmente i candidati alla carica di Sindaco degli
altri schieramenti ad un breve confronto pubblico durante il quale definire
l’accordo che vincolerà la lista vincente e ci rendiamo disponibili, qualora la
proposta venisse accolta, ad organizzare l’evento.
Radio Gold Bottoni
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sabato 3 maggio 2014
venerdì 24 gennaio 2014
ACQUA POTABILE A MATELICA. CONTINUANO I SOSPETTI SUL DIGESTATO DELLA CENTRALE
Acqua potabile. Revocata l'ordinanza n. 9 del 20 gennaio 2014. lo si apprende dal sito ufficiale del comune di Matelica. "L'acqua rientra nei parametri di legge" e il Sindaco, Paolo Sparvoli, revoca l'ordinanza di divieto d'uso per il consumo umano. Il ritorno alla normalità è stato certificato dall'ASUR N.10, Dipartimento di Prevenzione Servizi Igienici degli Alimenti della Nutrizione, chiamato ad effettuare nuove analisi. Ora i parametri sono risultati nei limiti previsti dal D.Lgs. 31/01 e il primo cittadino ha firmato la revoca immediata dell'ordinanza del 20.01.2014 relativa al divieto di usi potabili e alimentari dell'acqua su tutto il territorio del Comune di Matelica. La vicenda apparentemente sembra tornare alla "normalità". Sembrerebbe perché nel corso della settimana ci sono state varie valutazioni della situazione focalizzate fondamentalmente sulla ricerca delle cause che hanno determinato questa "presunta contaminazione" rilevata dalle analisi dell'ARPAM che avevano rilevato la presenza di Enterococchi.
IL PRECEDENTE
Ricordiamo un passaggio da non sottovalutare. L'ARPAM aveva effettuato anche altre analisi il 29 ottobre a seguito di un presunto svernamento sospetto lungo il fiume Esino in località pezze, vicino alla mega centrale del Biogas determinato da un tubo di scarico che il comitato per la Tutela del Territorio aveva tempestivamente denunciato. Le risposte dell ARPAM riscontrarono la presenza "rilevante di composti organici" a valle dello scarico, consigliando un monitoraggio "costante".
Il FATTO
Dalle analisi di Multiservizi di lunedì non si evince la presenza di batteri o contaminazioni dell'acqua del serbatoio di Seinale Vecchio che copre tutto il centro storico ad eccezione del quartiere di Regina Pacis.
Da qui la richiesta di contro analisi per valutare la situazione e verificare la presenza o meno di batteri di origine animali, responsabili della così detta "diarrea del viaggiatore" che negli ultimi giorni ha visto un aumento nella popolazione .
Il "Comitato per la tutela del territorio" si è posto una serie di interrogativi oggettivi che chiedono risposta a Multiservizi in qualità gestore del servizio e il Comune, responsabile della saluta della cittadinanza che riportiamo:
"Dopo l'ordinanza del sindaco di divieto di utilizzo dell'acqua per scopi potabili, a causa della presenza di colibatteri enterococchi, i cittadini matelicesi si stanno ora chiedendo quale possa essere la causa dell'inquinamento dell'acquedotto comunale. Nella popolazione tornano alla mente allora i tanti avvertimenti lanciati negli anni scorsi dal nostro comitato cittadino di tutela del territorio nei confronti della centrale biogas di Pezze ed in particolare sul suo "digestato", cioè lo scarto del processo di fermentazione della centrale stessa. Questo prodotto, composto in gran parte da liquame suino e bovino, è considerato un ottimo fertilizzante e per questo viene sparso con le autobotti sui terreni agricoli presi in "affitto" dalla ditta che gestisce la centrale. Il problema però, come avevamo più volte sottolineato, è che una centrale delle dimensioni di quella di Pezze di questo digestato ne produce tanto, troppo per un territorio come quello di Matelica, stretto in una vallata circondata da montagne. Inoltre, paventavamo che le elevatissime concentrazioni di ammoniaca ed azoto presenti nel digestato, avrebbero letteralmente "bruciato", e resi sterili, i terreni che dovevano concimare. La cosa più pericolosa è che con il dilavamento effettuato dalle piogge, questo digestato sarebbe poi potuto penetrare in profondità, arrivando anche ad inquinare la falda acquifera. Non si trattava di facile allarmismo, ma di fatti, peraltro già accaduti come proprio in questi giorni, a Rapolano Terme in Toscana, dove il digestato della locale centrale biogas sparso sui terreni ha inquinato il fiume Ombrone e sta minacciando la falda della sorgente che alimenta l'acquedotto del Fiora. In Germania, dove questo tipo di centrali sono numerosissime, negli anni scorsi si verificarono addirittura dei gravi casi di intossicazione da botulismo che portarono anche alla morte di varie persone. Temiamo quindi che, dopo le intense piogge del novembre scorso, possa essere accaduta la stessa cosa anche qui da noi. Per questo motivo, chiediamo, a nome di tutta la cittadinanza di Matelica, che si faccia luce sulle cause di questo gravissimo inquinamento idrico e che, qualora risultassero delle responsabilità da parte della centrale biogas, il sindaco, che è anche la massima autorità sanitaria cittadina, proceda immediatamente allo spegnimento della centrale stessa! In questo modo si ottempererà anche alla Sentenza della Corte Costituzionale, ed alle numerose sentenze del TAR, che hanno dichiarato incostituzionale la legge regionale che ha autorizzato la costruzione di decine e decine di centrali biogas in tutte le Marche, in spregio alle più elementari leggi democratiche e di partecipazione pubblica dei cittadini."ù
Gessica Menichelli
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