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venerdì 9 maggio 2014

ALLUVIONE SENIGALLIA. IL MINISTRO GALLETTI E IL MINISTRO MARTINA INCONTRANO SPACCA E MANGIALARDI

Domani alle 11 a Senigallia, nella sala consiliare del Comune, il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina incontreranno il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi per fare il punto della situazione sull'alluvione del 3 maggio.
Daniele Gattucci

lunedì 5 maggio 2014

IL SINDACO MANGIALARDI: "EVENTO ECCEZIONALE, PRESI IN CONTROPIEDE"

Una giornata nera per il sindaco Maurizio Mangialardi, accusato senza mezzi termini dalla popolazione più colpita dall’alluvione di non aver saputo gestire l’emergenza. I quartieri di Borgo Bicchia e Portone denunciano la totale mancanza di allarme e aiuti tra le 9 e le 11,30, arco di tempo in cui i fiumi hanno sfondato gli argini allagando quasi tutta la città. «Si è occupato del centro, dei ponti sul Misa, e ha lasciato la periferia in balia di se stessa» l’accusa, con in silloge decine di nomi.
«Capisco la rabbia, è stata una tragedia, forse si poteva fare qualcosa di più - ribatte Mangialardi -. Ma non è vero che abbiamo abbandonato interi quartieri». «Non dimentichiamoci - prosegue - che è stato un evento straordinario. Non potevamo intervenire prima delle 10 (i residenti dicono che già alle 9,30 la situazione stava precipitando n.d.r), perché è in quel momento che è successo tutto. Quattro minuti, forse cinque. Hanno ceduto gli argini, l’acqua è salita di colpo, tempi troppo stretti per intervenire. Avevamo già lanciato allarmi via sms, su internet, come prevedono i protocolli. Poi tutto è precipitato di colpo».
Lo stesso Comune, ammette Mangialardi, è stato “preso in contropiede”. «Siamo stati colti di sorpresa, tutti - continua il sindaco -. Sì, sì, anche noi, perchè un evento di queste proporzioni era assolutamente imprevedibile e inaspettato». Un paio di sfollati lo contestano sotto il Municipio, lo incalzano. «Vi capisco» dialoga lui. «No, lei non può capire - urla una donna -. Mia cognata, incinta di 9 mesi, aveva l’acqua fino alla pancia. Nessuno ci ha aiutati». Poi l’arrivo di Renzi, servito anche a stemperare la tensione.
Mangialardi, che è anche presidente dell'Anci Marche, spiega che al momento non c’è ancora una stima dei danni. Che sono ancora troppe le zone da controllare. Barba lunga e occhi arrossati, il primo cittadino ha trascorso tutta la notte nel Centro operativo comunale trasferito presso il Comando dei vigili urbani, poi ha seguito il premier Renzi e il governatore Gian Mario Spacca nei sopralluoghi. Un quarto d'ora fuori dalla sala operativa è uno spaccato delle sfide che il sindaco deve affrontare alle prese con una calamità naturale: le persone lo fermano in continuazione con le richieste più varie, dal dove recuperare la macchina portata via dall'acqua, alla strada per tornare a casa, dopo che sabato tutti i collegamenti con varie parti della città erano stati interrotti da acqua e fango. Oppure a chi bisogna rivolgersi per i danni subiti da negozi, aziende e attività commerciali. Ma c'è anche chi si ferma a guardare con gli occhi vitrei un sottopasso invaso dall'acqua e poi si avvicina a Mangialardi e lo abbraccia, non si capisce se per dare o trovare conforto.
«Senigallia è una città ferita - aggiunge il primo cittadino - e non dimentichiamo che l’emergenza non è passata». L’allerta resterà alta per altre 72 ore, le scuole rimarranno chiuse oggi e domani, mentre restano aperti i centri di accoglienza (soprattutto l’ex Seminario, quello più attrezzato) per chi non può o non vuole dormire a casa propria. La vera emergenza di queste ore è stata la mancanza di elettricità in almeno metà della città, compreso il centro, l'assenza quasi totale di collegamenti telefonici fissi e mobili e di connessione internet. Un dramma nel dramma, perchè ha ostacolato il coordinamento dei soccorsi.


(Il Messaggero)