FABRIANO
«Fra 15-20 giorni decideremo i nostri obiettivi». A dettare la linea è Leone Latini, il legale che rappresenta gli interessi di Giovanni Porcarelli nella causa che vede contrapposti da una parte la JP, il ministero dello Sviluppo economico e l'Amministrazione straordinaria e dall’altra il pool di banche che hanno intentato causa per l’annullamento della vendita del comparto bianco della ex Antonio Merloni allo stesso Porcarelli.
Dopo il decreto della Corte di Appello di Ancona del 28 aprile con cui sono state confermate le motivazioni che hanno spinto i giudici di primo grado a dichiarare nulla la vendita a Porcarelli, la situazione rischia di precipitare. «Siamo pronti ad agire - conferma Latini - anche se ero assolutamente certo che il nostro reclamo sarebbe stato accolto. E invece non è andata così».
Secondo i giudici anconetani la perizia che i commissari hanno affidato per la valutazione del comparto bianco della Antonio Merloni non ha stabilito l'esatto valore di mercato, quella del Ctu del Tribunale di Ancona sì. La valutazione corretta sarebbe quindi di 54 milioni e non 12. «La perizia ha viziato l'operato dei commissari e, quindi, la vendita. Ci sono comunque gli spazi per ricorrere in Cassazione», dice il legale.
Ma intanto la decisione della Corte d’Appello sta comportando anche problemi di carattere imprenditoriale. «Anche se si dovesse vincere in Cassazione, questo non rende automatica la prosecuzione dell'attività», specifica l’avvocato. Il decreto della Corte di Appello è esecutivo. «Dunque il pool di banche - costituito da Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Cr Firenze, Banca Marche, Carifac di Fabriano (Veneto Banca), Banca dell'Adriatico e Banca Popolare di Ancona - potrebbe aprire un nuovo fronte, devastante». Gli istituti di credito, infatti, «potrebbero chiedere di sospendere immediatamente l'attività perché si deve riaprire il bando per la vendita. O, addirittura, potrebbero chiedere che si portino i libri in Tribunale per il fallimento».
Considerata la situazione, «con il mio assistito abbiamo deciso di prenderci 15-20 giorni di tempo per esaminare tutti gli scenari possibili, fissarci degli obiettivi e poi confrontarci con il Ministero e con i commissari. Ora come ora è estremamente difficile proseguire nell'attività. Vediamo». Parole che confermano l'alto rischio di disimpegno di Porcarelli alla luce anche del fatto che alcune commesse sarebbero a rischio. «Ci vorranno nuove determinazione da parte del Mise e dei commissari. A noi - conclude Latini - non resta che decidere come è meglio muoversi per salvaguardare gli interessi della JP Industries». (Il Messaggero)


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