C’eravamo tanto taggati". Si potrebbe parafrasare
così oggi il titolo del celebre film di Ettore Scola, nell’era in cui
tutte le fasi di una relazione, dall’innamoramento al lancio di stracci,
passa per il social network Facebook. Lo rivela il
numero di denunce, sempre più elevato, fatte alla polizia postale da
parte di ex coniugi traditi, o infamati, in network-visione.
Capita
sempre più spesso che, alla fine di un matrimonio o di una relazione,
Facebook diventi il campo di battaglia. Le segnalazioni arrivano da
tutta la provincia, senza distinzioni di sesso, età, area geogrfica. "In
alcuni casi — spiega la polizia postale — chi viene lasciato si crea un
nome falso, e con quello copre di insulti l’ex partner, offendendolo in
ogni modo. Altre volte, il social network è usato per cercare di scoprire tradimenti e bugie dell’ex, controllando le foto postate,
le amicizie, i contatti. Infine, c’è stato anche qualcuno che non ha
esitato a pubblicare le foto dell’ex in atteggiamenti intimi, fatte
quando i due stavano ancora insieme, allo scopo di screditarlo. Sono
cose molto spiacevoli, quando vengono fatte come ritorsione, ma lo sono
ancora di più quando ci finiscono di mezzo i figli: spesso infatti gli
insulti o le foto hard su internet hanno lo scopo di dimostrare che l’ex
compagno è inaffidabile, e ottenere così l’affidamento dei bambini in
tribunale". (Il Resto del Carlino)


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