CNA: “LE PMI NON
FARANNO PIU’ SCONTI A NESSUNO”
Cambia il clima dopo il grande successo della mobilitazione unitaria nazionale: artigiani e piccoli imprenditori dicono basta a privilegi e burocrazia
Cambia il clima dopo il grande successo della mobilitazione unitaria nazionale: artigiani e piccoli imprenditori dicono basta a privilegi e burocrazia
“Ora basta! Lo abbiamo
urlato in maniera forte e chiara ieri a Roma ed eravamo tanti, 60mila
da tutta Italia, oltre 500 dalla nostra provincia e circa 1500 dalle
Marche. Tanti nostri imprenditori che rinunciando spontaneamente ad
una giornata di lavoro e per la prima volta insieme alle altre sigle
sindacali della rappresentanza datoriale si sono dati appuntamento in
Piazza del Popolo per denunciare unitariamente con passione, forza ed
autorevolezza questa politica malata ed inadeguata.”
Così si esprime
Massimiliano Santini, direttore provinciale Cna Ancona, appena
rientrato dalla trasferta romana. Si aggiunge il presidente
provinciale Cna Ancona, Marco Tiranti: “Da ieri il nostro modus
operandi sindacale ha cambiato pelle e passo. La pesante ed
irreversibile crisi che ancora grava sulle migliaia di piccole e
medie imprese ci impone di tenere un profilo sindacale più alto,
serrato e determinato, inflessibile ed impietoso verso i nostri
interlocutori istituzionali e politici. Essi debbono avere chiaro un
semplice concetto: la propaganda elettorale pre voto deve avere
riscontri reali con quanto
mettono in pratica dopo l’esito
elettorale. Per essere estremamente chiari: basta con le promesse per
strappare i voti, che facciano realmente ciò che dichiarano di voler
fare, visto che amministrano larga parte delle risorse generate dal
nostro mondo senza le quali il loro stesso ruolo sarebbe messo in
discussione. Pertanto non si possono più permettere il lusso di
mantenere privilegi, sprechi ed alimentare malversazioni sulle nostre
spalle, disattendendo gli impegni presi e trascurando un mondo che da
ieri non farà più sconti a nessuno e pretende dal prossimo governo
Renzi risposte chiare ed in tempi brevi”. “La manifestazione di
ieri – aggiunge Santini - ha sancito ufficialmente l’insostenibile
clima che si respira ogni giorno dentro le nostre aziende, le quali
chiedono in sintesi il rispetto della loro dignità di imprenditori e
un pizzico di responsabilità da chi ci governa. Esse ogni giorno
debbono far fronte ad un sistema Paese che crea ostacoli anziché
rimuoverli, che deprime gli investimenti e la fiducia anziché
alimentarla. L’apparato dei burocrati e dei politicanti che ogni
giorno fanno a gara per ritagliarsi spazi da prima pagina appaiono
ormai come una moltitudine di cicale, incuranti delle milioni di
piccole formichine che quotidianamente alimentano la loro crescente
voracità. Tra le tante cose che pretenderemo entro il 2014 dal
nascituro governo Renzi, ve ne sono due a nostro avviso urgenti ed
improrogabili, che preludono ad un 2015 che ci vedrà ulteriormente
soffocati dal “fiscal compact”, da rinegoziare perché imposto
dall’Europa su presupposti insostenibili. Innanzitutto destinare i
circa 25 miliardi stimati dal recupero delle spese pubbliche
improduttive interamente nell’abbattimento del cuneo fiscale per
sbloccare gli investimenti ed alimentare i consumi interni da un lato
e tagliare del 25% il costo della burocrazia dall’altro,
intervenendo in ogni sua manifestazione, con un impatto economico
pari ad un 2% di Pil. Se non otterremo risposte soddisfacenti in tal
senso, siamo pronti ad andare avanti facendoci sentire in maniera
ancora più forte, mettendo in chiaro qual è il nostro contributo
economico e fiscale alla ricchezza del Paese”.


Nessun commento:
Posta un commento