“Che avremo
fatto di male per meritarci tutto questo?”. E’ l’esclamazione che potrebbe oggi
salire in coro dai cittadini matelicesi e da tutti coloro che abitano
l’entroterra maceratese. Nemmeno la mente di Belfagor poteva elaborare un tale
piano di distruzione di un territorio come quello che la Regione sembra aver
deciso di calare nel triangolo Matelica-Castelraimondo-San Severino. Un
fazzoletto di territorio di pochi chilometri quadrati nel quale rischiano di
vedersi concentrate una centrale biogas, una industria insalubre RIR e un
cementificio trasformato in inceneritore. La centrale biogas già operativa ha
iniziato a inondare i terreni agricoli con il digestato, ricco di nitrati che
rischiano di inquinare le falde acquifere ed è già stata protagonista di
probabili sversamenti diretti nel fiume Esino, sui quali si sta indagando. Per
non parlare dei danni arrecati alle attività delle aziende agricole a vocazione
zootecnica che vedono i terreni, destinati prima alla produzione di alimento
animale, passare alla produzione di colture dedicate a servizio della centrale.
Per quanto riguarda L’insediamento dell’industria insalubre tutto sembra
tacere. Ma sappiamo che è solo per fini elettorali…meglio non parlarne in
questi mesi che anticipano le elezioni amministrative, soprattutto visto che
l’ideatore e promotore è uno dei possibili candidati sindaco. Passato maggio
torneranno alla carica, fanno sempre così, a Fabriano ne sappiamo qualcosa con
la questione Indesit: elezioni fatte, nuovo piano industriale lacrime e sangue
da tempo pronto nel cassetto ufficializzato. La trasformazione del cementificio
in inceneritore, dove bruciare tutti i rifiuti regionali e non solo, che passa
per un potenziamento dei forni e quindi della quantità di materiale in grado di
bruciare completa il quadro. Matelica, una città che pochi anni fa sembrava
instradata verso un progetto che poteva portarla a diventare un polo di
attrazione turistica nazionale e internazionale grazie alle ricchezze
paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche rischia ora di diventare la “Terra
dei fuochi” delle Marche. Tutto questo si sta muovendo nel silenzio assordante
e sull’humus della politica locale e regionale fatto di opposizione
inesistente, di “OBBEDISCO !” che dai territori vengono rivolti a ogni ordine
in arrivo da Ancona. Ora la nostra attenzione è puntata su Matelica, una città
dove negli ultimi anni si è praticamente sperimentata la strategia del Partito
Unico e dove per il futuro si prefigura la riproposizione del modello di
berlusconiana memoria dove l’imprenditoria si mescola con la politica, una
politica fatta con i soldi , una cascata di soldi. I cittadini non hanno fatto
niente di male ma prossimamente toccherà a loro decidere quale futuro
consegnare alla propria terra e ai propri figli. Noi ci siamo e siamo pronti a
far fronte comune e a fare la nostra parte. Ora un’alternativa c’è, basta
coglierla.
Patrizia Terzoni
Joselito Arcioni
Sergio Romagnoli

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