
Un memorandum con la richiesta di
rivedere l’Accordo di Programma, in particolare per la parte che riguarda la
legge 181/91. Questo è il contenuto della lettera inviata al presidente Letta e
al Governatore delle Marche, Gianmario Spacca da parte di Claudio Schiavoni,
presidente Confindustria Ancona. A nome degli industriali della
provincia di Ancona Schiavoni ha scritto a Enrico Letta con l’obiettivo di
ridiscutere l’Accordo di Programma per garantire una maggiore snellezza
burocratica che consenta all’Accordo stesso di essere efficace e di raggiungere
gli obiettivi che si era prefisso. L’Accordo risulta oggi inadeguato alle
necessità locali che sono la rapidità di intervento, la semplicità di
attuazione, la misurazione a posteriori degli effetti per assicurare immediata
realizzazione degli investimenti industriali che diversamente rischiano di
risultare obsoleti di fronte alle dinamiche di mercato e conseguente innesto di
dinamiche positive nel mercato del lavoro locale. “Ci siamo
sentiti in dovere di sottoporre alla Presidenza del Consiglio la revisione
dell’Accordo di Programma - ha spiegato
Schiavoni - e avremmo voluto consegnare il documento direttamente nelle
mani del Presidente Letta in occasione della manifestazione di venerdì scorso a
Fabriano dei 50 anni della Fondazione Merloni. Abbiamo invece inviato la
richiesta per email, una volta preso atto che a distanza di 3 anni dall’entrata
in vigore di questo strumento, l’efficacia operativa lascia purtroppo a
desiderare. Nei fatti l’Accordo non funziona per eccesso di regole e vincoli,
con la conseguenza che le aziende non riescono ad utilizzare i finanziamenti
disponibili e non si ricollocano gli ex dipendenti dell’Antonio Merloni; in
altre parole l’Accordo non sta dando i risultati che molti speravamo”. “L’esperienza
di questi anni di applicazione dell’Accordo di programma - si legge nella nota inviata al Presidente
del Consiglio - testimonia come questo strumento, seppur condivisibile negli
obiettivi che si pone (attrazione di nuovi investimenti produttivi nell’area,
sviluppo e riqualificazione delle imprese esistenti, reimpiego dei lavoratori
della ex A. Merloni attualmente in cassa integrazione straordinaria), non
risulti adeguato per strumentazione e regole attuative ad intercettare
possibili iniziative imprenditoriali coerenti con la finalità della norma e
idonee ad assicurare proprio quell’inversione di tendenza nelle dinamiche
economiche, occupazionali ed imprenditoriali che registrano da troppo tempo una
congiuntura negativa. Dalle informazioni in possesso della nostra associazione,
sono non più di 8 le proposte di investimento in corso provenienti dalle Marche:
di queste solo 2 sono le domande effettivamente presentate”. Il
presidente Schiavoni, chiedendo al presidente Letta di accogliere la richiesta
di revisione, si è reso da subito disponibile ad un confronto in merito e ad
una collaborazione fattiva che assicuri a Fabriano e, più in generale, a tutto
il mondo industriale e del lavoro una concreta possibilità di nuovo sviluppo.
Nessun commento:
Posta un commento