
Sabato
12 ottobre, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Pubblica “Romualdo Sassi” si
svolgerà la presentazione del volume Così Nuda, così violenta: Enciclopedia della musica
nei mondi neri del cinema italiano (Arcana editrice, 2013)
di Alessandro Tordini. L'incontrò sarà introdotto e
coordinato da Giuseppe De Angelis (BPF). Alessandro Tordini,
marchigiano di San Benedetto del Tronto, è laureato in Storia del Cinema con la
tesi Musica per l'immagine: il cinema di genere italiano. Dopo il suo primo
lungometraggio, L'albero nero, attualmente sta lavorando a un
nuovo script. alcuni anni, il cinema di genere italiano degli anni Sessanta e
Settanta vive una seconda giovinezza. Proliferano articoli, fanzine, ristampe
in digitale di film, siti internet, rassegne ed eventi a tema dedicati alla
commedia più o meno erotica dei Pierini, allo storico-mitologico dei Macisti,
al western dei Sartana, allo spionistico degli agenti 077, all’avventuroso dei
vari Sandokan, all’esotico di Emanuelle, alla fantascienza di serie B e
soprattutto ai cosiddetti Mondi Neri, ampio sottogenere che include il
gotico-horror, il giallo-thriller e il noir-poliziesco. Tali prodotti, nati
spesso dalla fantasia di arguti mestieranti, riscuotono consensi popolari
inimmaginabili, e così molti, da oscuri gregari, diventano oggetto di
riscoperta e rinnovato interesse. Questo cinema “artigianale” beneficia di un
vero e proprio valore aggiunto e spesso risolutivo: la colonna sonora musicale,
frutto del lavoro di compositori, direttori d’orchestra, musicisti, solisti e
strumentisti, noti e meno noti. Chi non ha provato brividi ascoltando le
inquietanti note dei Goblin per Profondo Rosso di Dario Argento o non ha
trattenuto il fiato sulle partiture jazz-funk di Franco Micalizzi o Stelvio
Cipriani per i polizieschi di Umberto Lenzi e Stelvio Massi? Chi non ha mai
sentito parlare di Piero Piccioni, Riz Ortolani, Armando Trovajoli, Piero
Umiliani, Giorgio Gaslini e i premi Oscar Ennio Morricone e Luis Bacalov, per citare
solo i più famosi? Anche grazie al loro contributo, l’opera di registi come
Mario Bava e Riccardo Freda, Duccio Tessari e e Sergio Martino è stata
sottratta a un oblio in cui la paludata e snobistica ignoranza della critica
del periodo l'aveva relegata. Così nuda così violenta è il saggio che
mancava, una vera e propria enciclopedia che colma le tante lacune documentali
attraverso le recensioni di più di 200 colonne sonore raccolte nelle schede di
oltre 75 compositori e le trame dei rispettivi film, con commenti e curiosità,
bibliografie, filmografie, discografie, solisti ed esecutori, ma soprattutto le
conversazioni con compositori, registi e sceneggiatori, proponendosi come un
viaggio dentro immagini, musiche e personaggi che hanno reso tanto cult quell’irripetibile
ventennio.
Nessun commento:
Posta un commento