Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa
Csa Fabbri di Fabriano.
Csa Fabbri di Fabriano.
Ci rifiutiamo di continuare a fare delle manifestazioni che risultano essere delle mere sfilate. Ed oggi lo abbiamo dimostrato. Questa
mattina a Fabriano si è tenuto un grande corteo contro la crisi
industriale che ha visto la presenza di molti lavoratori fabrianesi e
casertani, disoccupati, precari e cittadini. Una presenza eterogenea ma
unita dalla richiesta di diritti, dall'idea di un nuovo modello di
sviluppo. Fabriano è al collasso, aumentano ogni giorno i licenziamenti e
la cassa integrazione diventa il paradigma dell'esistenza per
moltissime famiglie. Chi invece la cassa non ce l'ha sono i tanti
lavoratori di un indotto distrutto, che si trovano senza lavoro e senza
tutele di alcun tipo. Oltre agli operai delle aziende in crisi che
reclamavano il loro posto di lavoro c'eravamo anche NOI. Un NOI
collettivo che racconta molte storie di vita, di giovani senza futuro e
senza reddito, precari, studenti e disoccupati, che stanchi di anni di
suprusi, di prese in giro, di aspettative mancate, oggi, insieme ad
alcuni operai hanno deciso finalmente di alzare la testa e di non
rimanere passivi nei confronti della crisi dell'ennesima industria, di
uno stato che non ha alcuna forma di welfare, di una vergognosa presenza
delle forze dell'ordine che l'unica cosa che riescono a fare è
continuare a difendere l'indifendibile. Alzare
la testa per noi significa rivendicare reddito e futuro e per questo
abbiamo tentato più volte di passare il cordone della polizia ed
occupare gli uffici dell'Indesit. La
nostra presenza oggi al corteo era certamente per protestare contro il
piano di dismissione dell'Indesit ma anche per dire il nostro pensiero
sul governissimo padronale-sindacale, così come lo hanno chiamato i
compagni dell'adl cobas. Partiti
e Sindacati oggi sembrano impegnati solo a tenere sotto controllo il
conflitto sociale mentre in tutta Italia avviene il saccheggio di
diritti e democrazia. Noi
invece siamo pienamente consapevoli che il conflitto sociale dal basso
sia l'unico vero motore del cambiamento e che i diritti si conquistano a
spinta. Pochi
giorni fa abbiamo sanzionato con letame ed elettrodomestici usati la
casa di Merloni, oggi abbiamo dimostrato che sappiamo lottare e
sgomitare, che non ci arrenderemo mai ad una vita di quieta
disperazione. Non abbiamo paura, sappiamo sognare e sappiamo lottare.
Non ci serve nient'altro. Il nostro futuro non ci sarà sottratto, né
gentilmente concesso lo conquisteremo ogni giorno con il nostro impegno,
con il nostro cuore e, se necessario, con i nostri corpi.
Resoconto della giornata:
ore 10: il corteo parte da via Engles profili, nelle vicinanze degli uffici della Ardo (altra vertenza del territorio con i suoi 2000 cassaintegrati). Ci sono anche i lavoratori indesit di Comunanza e Caserta, oltre a tutti i lavoratori delle altre realtà lavorative del territorio.
ore 11: il corteo attraversa il centro della città; ci sono circa 4000 persone e le saracinesche di quasi tutti i negozi chiuse in solidarietà con i lavoratori.
ore 12: il corteo passa davanti alla stazione dei treni militarizzata
ore 12.30: il corteo giunge a destinazione nel parcheggio degli uffici indesit; inizia il comizio dei sindacati confederali. L'edificio è blindato da un numero impressionante di polizia e carabinieri.
ore 13: alcuni lavoratori insieme a studenti, precari e militanti del csa fabbri provano a sfondare il cordone delle forze dell'ordine al fine di occupare gli uffici. Le spinte e i tafferugli durano una ventina di minuti in cui i manifestanti lanciano slogan per il reddito minimo garantito e contro il piano di licenziamenti Indesit.
Resoconto della giornata:
ore 10: il corteo parte da via Engles profili, nelle vicinanze degli uffici della Ardo (altra vertenza del territorio con i suoi 2000 cassaintegrati). Ci sono anche i lavoratori indesit di Comunanza e Caserta, oltre a tutti i lavoratori delle altre realtà lavorative del territorio.
ore 11: il corteo attraversa il centro della città; ci sono circa 4000 persone e le saracinesche di quasi tutti i negozi chiuse in solidarietà con i lavoratori.
ore 12: il corteo passa davanti alla stazione dei treni militarizzata
ore 12.30: il corteo giunge a destinazione nel parcheggio degli uffici indesit; inizia il comizio dei sindacati confederali. L'edificio è blindato da un numero impressionante di polizia e carabinieri.
ore 13: alcuni lavoratori insieme a studenti, precari e militanti del csa fabbri provano a sfondare il cordone delle forze dell'ordine al fine di occupare gli uffici. Le spinte e i tafferugli durano una ventina di minuti in cui i manifestanti lanciano slogan per il reddito minimo garantito e contro il piano di licenziamenti Indesit.
(Csa Fabbri)

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