mercoledì 16 gennaio 2013

LA FAMIGERATA E TEMUTA PAR CONDICIO di Alessandro Moscè



Quando si parla di par condicio saltano fuori, immancabilmente, la simpatia, la preferenza, la stima, perfino l’affetto. Specie in una città come Fabriano dove ci si conosce tutti e dove è facile instaurare rapporti interpersonali con chiunque. Ebbene, il giornalista, specie durante una campagna elettorale, deve astenersi dal manifestare i suoi gusti preferenziali. Deve essere imparziale, obiettivo. Certo, questa è la prova più difficile, però necessaria. Sappiamo che la par condicio è un’espressione latina che vuol dire parità di trattamento, pari condizioni: vale a dire applicare quei criteri adottati dalle emittenti televisive e radiofoniche nel garantire un’appropriata visibilità a tutti i partiti e/o movimenti politici. Insomma, una sorta di estensione del principio del pluralismo interno che si traduce nell’apertura alle diverse tendenze politiche. Quando ho assunto la direzione editoriale di Radio Gold mi è stato chiesto di attenermi rigorosamente a questo principio, come lo è stato chiesto ad ogni collaboratore. Confesso che si è trattato di una prova difficile, perché, credete, a volte si sbaglia involontariamente, in tutta spontaneità. Penso però che la radio abbia assolto in pieno a questo compito. Finirà, come dice Gian Pietro Simonetti, che la difettosa porta d’ingresso della stazione assurgerà a tema dominante almeno fino al 24 febbraio. Scherzi a parte, il pluralismo è un elemento distintivo dell’informazione, specie oggi che la quantità di notizie è di gran lunga aumentata, fino al punto che un blog riesce a seguire l’evolversi di una giornata minuto per minuto. Mi farebbe piacere che i candidati al Parlamento della città di Fabriano fossero ospiti di Radio Gold per un dibattito pubblico. Organizzammo un simposio con i candidati a sindaco, lo scorso aprile, e andò bene. Rispettammo ogni regola imposta dalla normativa, cronometro alla mano. Fummo gli unici a portare tutti i candidati allo scranno più alto di Palazzo Chiavelli davanti ad un microfono: la concorrenza delle voci non ci fece difetto. Siamo qui per questo. Provare per credere…

Alessandro Moscè 

Direttore Editoriale

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