Quando si parla di par condicio saltano fuori, immancabilmente, la simpatia, la preferenza, la stima, perfino l’affetto. Specie in una città come Fabriano dove ci si conosce tutti e dove è facile instaurare rapporti interpersonali con chiunque. Ebbene, il giornalista, specie durante una campagna elettorale, deve astenersi dal manifestare i suoi gusti preferenziali. Deve essere imparziale, obiettivo. Certo, questa è la prova più difficile, però necessaria. Sappiamo che la par condicio è un’espressione latina che vuol dire parità di trattamento, pari condizioni: vale a dire applicare quei criteri adottati dalle emittenti televisive e radiofoniche nel garantire un’appropriata visibilità a tutti i partiti e/o movimenti politici. Insomma, una sorta di estensione del principio del pluralismo interno che si traduce nell’apertura alle diverse tendenze politiche. Quando ho assunto la direzione editoriale di Radio Gold mi è stato chiesto di attenermi rigorosamente a questo principio, come lo è stato chiesto ad ogni collaboratore. Confesso che si è trattato di una prova difficile, perché, credete, a volte si sbaglia involontariamente, in tutta spontaneità. Penso però che la radio abbia assolto in pieno a questo compito. Finirà, come dice Gian Pietro Simonetti, che la difettosa porta d’ingresso della stazione assurgerà a tema dominante almeno fino al 24 febbraio. Scherzi a parte, il pluralismo è un elemento distintivo dell’informazione, specie oggi che la quantità di notizie è di gran lunga aumentata, fino al punto che un blog riesce a seguire l’evolversi di una giornata minuto per minuto. Mi farebbe piacere che i candidati al Parlamento della città di Fabriano fossero ospiti di Radio Gold per un dibattito pubblico. Organizzammo un simposio con i candidati a sindaco, lo scorso aprile, e andò bene. Rispettammo ogni regola imposta dalla normativa, cronometro alla mano. Fummo gli unici a portare tutti i candidati allo scranno più alto di Palazzo Chiavelli davanti ad un microfono: la concorrenza delle voci non ci fece difetto. Siamo qui per questo. Provare per credere…
Alessandro Moscè
Direttore Editoriale
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