La linea ferroviaria Fabriano-Ancona bloccata a causa di un
guasto elettrico. Poche le notizie che sono arrivate in redazione. Radio Gold
News, anche questa volta, era sul pezzo e può testimoniare un’altra giornata di
ordinaria follia. I guasti possono capitare anche alle migliori aziende ma
quello che proprio non va è la linea adottata per l’emergenza. Oggi i pendolari
marchigiani sono tra i più sofferenti in Italia. Ritardi, sporcizia, treni
obsoleti. Non ci siamo fatti mancare nulla. Eppure, ogni giorni, centinaia di
persone si muovono con il treno. E lo stato ringrazia. Alle 18,20 come da
programma, mi reco alla stazione ferroviaria di Chiaravalle. Sembra di stare
nel deserto. Capostazione assente, biglietteria automatica non presente, la
solita graziosa voce che annuncia i treni in arrivo muta. I monitor indicano
treni soppressi. Vista la passione giornalistica indago e scopro, in cinque
minuti, il caos alla stazione ferroviaria di Serra San Quirico con il blocco
dell’alta tensione. Inizio a muovermi per capire come arrivare a Fabriano. La
polizia ferroviaria di Ancona mi invita a telefonare al numero verde a
pagamento di Trenitalia. Telefono. La soap opera dura almeno mezz’ora. Il centralinista
sostiene che i pullman sostitutivi stavano passando anche alla stazione di
Chiaravalle. Ma io ero li e non ero solo: quattro persone - di cui due con gli
occhiali - non hanno visto nessun pullman. “Stia tranquillo, chiudo il telefono
che mi sta proprio chiamando l’autista del pullman e sento dove è arrivato” è l’ultima
parola del funzionario. Poi il silenzio. Iniziano le malignità al binario 1. Ma
se l’autobus è partito alle 18,50 da Ancona, come è possibile che dopo un’ora
non è arrivato a Chiaravalle? Il resto non si può scrivere. Proviamo a
telefonare alle varie stazioni ma non risponde nessuno. Quali stazioni vogliamo
chiamare che son quasi tutte dismesse senza personale? “A Fabriano sapranno
qualcosa di più” ci domandiamo e chiamiamo il Dopolavoro ferroviario senza
avere nuovi aggiornamenti. Intanto, la solita voce Trenitalia che si scusa
sempre per i costanti ritardi quotidiani tace. Solo grazie alla gentilezza di
un poliziotto della Polfer di Fabriano scopriamo che alle 20,30 (dopo 2 ore di studio di una soluzione) sarebbe arrivato un treno che avrebbe portato i
pendolari alla stazione di Castelplanio. Da li avremmo proseguito il calvario
con il pullman. Il treno 21697 arriva e non viene annunciato. Molti pendolari
dovrebbero andare a Roma Termini e attendevano spiegazioni dal pomeriggio.
Pensando di aver concluso la giornata ci sediamo rilassati in prima classe. L’inverosimile
arriva ora. Nessuno dà spiegazioni ai viaggiatori e nessuno, a Castelplanio,
avverte i presenti che il treno aveva raggiunto il capolinea e bisognava
proseguire in pullman. Ho ancora davanti a me una coppia di anziani che si
guardavano intorno spaesati non capendo più cosa fare. I due si aggregano al
mio seguito. Intanto gli autobus avevano scaricato chi da Fabriano doveva
andare in Ancona e la confusione regnava sovrana nel piazzale della stazione.
Nessuno dava spiegazioni di nulla. Ed io, esperto ed appassionato di trasporti
ferroviari mi chiedo perché una gestione così semplice dal punto di vista umano
diventa impossibile. Andiamo verso i due
pullman. Prima di salire l’autista vorrebbe contarci per capire se serve un
altro pullman. “Ma il capotreno che ha viaggiato da Ancona a Castelplanio non
poteva mettersi in contatto con Fabriano mezz’ora fa?” si domanda qualcuno. Poi
il bello: un giovane chiede di sistemare la valigia nel portabagagli. L’autista
lo blocca: “E’ fuori servizio” Alla replica del ragazzo, il conducente prova a
difendersi: “Siamo stati avvertiti all’improvviso”. Voglio credere di sognare, invece, è tutto
vero. Alle 21,35 arriviamo a Fabriano. Quattro treni sono pronti sui binari
della stazione. Uno parte subito per la Capitale. Oggi, al disagio si aggiunge
lo sciopero e, intanto, per non farci mancare nulla, qualcuno vorrebbe chiudere
l’officina manutenzioni treni della città. Nervosismo alle stelle, risposte poco
gentili. Sembra di disturbare ogni volta che uno telefona per avere
informazioni durante queste emergenze. Imprevisto? Ok. E’ quello che succede
dopo che non va più bene e la comunicazione, fondamentale, diventa superflua. I
politici locali dove sono? I sindacati invece di portare i pendolari seduti sui
binari per bloccare tutta la tratta Ancona-Roma durante il passaggio del
Frecciabianca che spesso ospita l’Amministratore delegato di Ferrovie dello
Stato Mauro Moretti dove sono? I quotidiani locali dedicano cinque righe (!) all'accaduto... In un anno e mezzo Radio Gold News ha denunciato di tutto eppure
le nostre segnalazioni sono cadute nel vuoto. E anche le voci registrate,
imbarazzate, non hanno replicato con la solita scusa. In uno stato dove non riusciamo a comunicare
tempestivamente che una linea ferroviaria è bloccata e i pendolari rimangono
ore e ore fermi sotto la pioggia, riusciremo mai a discutere e lavorare sulle grandi
questioni politiche, economiche ed etiche che riguardano il futuro dell’Italia?
Ci meritiamo tutto.

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