venerdì 24 gennaio 2014

TRENITALIA SI SCUSA PER IL DISAGIO? di MARCO ANTONINI



La linea ferroviaria Fabriano-Ancona bloccata a causa di un guasto elettrico. Poche le notizie che sono arrivate in redazione. Radio Gold News, anche questa volta, era sul pezzo e può testimoniare un’altra giornata di ordinaria follia. I guasti possono capitare anche alle migliori aziende ma quello che proprio non va è la linea adottata per l’emergenza. Oggi i pendolari marchigiani sono tra i più sofferenti in Italia. Ritardi, sporcizia, treni obsoleti. Non ci siamo fatti mancare nulla. Eppure, ogni giorni, centinaia di persone si muovono con il treno. E lo stato ringrazia. Alle 18,20 come da programma, mi reco alla stazione ferroviaria di Chiaravalle. Sembra di stare nel deserto. Capostazione assente, biglietteria automatica non presente, la solita graziosa voce che annuncia i treni in arrivo muta. I monitor indicano treni soppressi. Vista la passione giornalistica indago e scopro, in cinque minuti, il caos alla stazione ferroviaria di Serra San Quirico con il blocco dell’alta tensione. Inizio a muovermi per capire come arrivare a Fabriano. La polizia ferroviaria di Ancona mi invita a telefonare al numero verde a pagamento di Trenitalia. Telefono. La soap opera dura almeno mezz’ora. Il centralinista sostiene che i pullman sostitutivi stavano passando anche alla stazione di Chiaravalle. Ma io ero li e non ero solo: quattro persone - di cui due con gli occhiali - non hanno visto nessun pullman. “Stia tranquillo, chiudo il telefono che mi sta proprio chiamando l’autista del pullman e sento dove è arrivato” è l’ultima parola del funzionario. Poi il silenzio. Iniziano le malignità al binario 1. Ma se l’autobus è partito alle 18,50 da Ancona, come è possibile che dopo un’ora non è arrivato a Chiaravalle? Il resto non si può scrivere. Proviamo a telefonare alle varie stazioni ma non risponde nessuno. Quali stazioni vogliamo chiamare che son quasi tutte dismesse senza personale? “A Fabriano sapranno qualcosa di più” ci domandiamo e chiamiamo il Dopolavoro ferroviario senza avere nuovi aggiornamenti. Intanto, la solita voce Trenitalia che si scusa sempre per i costanti ritardi quotidiani tace. Solo grazie alla gentilezza di un poliziotto della Polfer di Fabriano scopriamo che alle 20,30 (dopo 2 ore di studio di una soluzione) sarebbe arrivato un treno che avrebbe portato i pendolari alla stazione di Castelplanio. Da li avremmo proseguito il calvario con il pullman. Il treno 21697 arriva e non viene annunciato. Molti pendolari dovrebbero andare a Roma Termini e attendevano spiegazioni dal pomeriggio. Pensando di aver concluso la giornata ci sediamo rilassati in prima classe. L’inverosimile arriva ora. Nessuno dà spiegazioni ai viaggiatori e nessuno, a Castelplanio, avverte i presenti che il treno aveva raggiunto il capolinea e bisognava proseguire in pullman. Ho ancora davanti a me una coppia di anziani che si guardavano intorno spaesati non capendo più cosa fare. I due si aggregano al mio seguito. Intanto gli autobus avevano scaricato chi da Fabriano doveva andare in Ancona e la confusione regnava sovrana nel piazzale della stazione. Nessuno dava spiegazioni di nulla. Ed io, esperto ed appassionato di trasporti ferroviari mi chiedo perché una gestione così semplice dal punto di vista umano diventa impossibile. Andiamo verso  i due pullman. Prima di salire l’autista vorrebbe contarci per capire se serve un altro pullman. “Ma il capotreno che ha viaggiato da Ancona a Castelplanio non poteva mettersi in contatto con Fabriano mezz’ora fa?” si domanda qualcuno. Poi il bello: un giovane chiede di sistemare la valigia nel portabagagli. L’autista lo blocca: “E’ fuori servizio” Alla replica del ragazzo, il conducente prova a difendersi: “Siamo stati avvertiti all’improvviso”.  Voglio credere di sognare, invece, è tutto vero. Alle 21,35 arriviamo a Fabriano. Quattro treni sono pronti sui binari della stazione. Uno parte subito per la Capitale. Oggi, al disagio si aggiunge lo sciopero e, intanto, per non farci mancare nulla, qualcuno vorrebbe chiudere l’officina manutenzioni treni della città. Nervosismo alle stelle, risposte poco gentili. Sembra di disturbare ogni volta che uno telefona per avere informazioni durante queste emergenze. Imprevisto? Ok. E’ quello che succede dopo che non va più bene e la comunicazione, fondamentale, diventa superflua. I politici locali dove sono? I sindacati invece di portare i pendolari seduti sui binari per bloccare tutta la tratta Ancona-Roma durante il passaggio del Frecciabianca che spesso ospita l’Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dove sono? I quotidiani locali dedicano cinque righe (!) all'accaduto... In un anno e mezzo  Radio Gold News ha denunciato di tutto eppure le nostre segnalazioni sono cadute nel vuoto. E anche le voci registrate, imbarazzate, non hanno replicato con la solita scusa.  In uno stato dove non riusciamo a comunicare tempestivamente che una linea ferroviaria è bloccata e i pendolari rimangono ore e ore fermi sotto la pioggia, riusciremo mai a discutere e lavorare sulle grandi questioni politiche, economiche ed etiche che riguardano il futuro dell’Italia? Ci meritiamo tutto.

Marco Antonini

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