La lingua batte dove il dente duole. E penso che sia
proprio giunto il momento di suggerire a Joselito Arcioni, che disgiungo dal
M5S, un’opportuna cura canalare. (La disgiunzione dal movimento è doverosa nel
rispetto di coloro del M5S che hanno
supportato il nostro post sulla mozione Paglialunga con "Mi Piace"). Evidentemente
deve trattarsi di un fatto personale fra il torero Joselito Camomillo ed il
sottoscritto. Quindi, i consiglieri del Polo 3.0 non me ne vorranno se mi
permetto di rispondere. Per fare politica, caro il mio torero, non basta avere
un comico come luce polare, né è sufficiente un copia incolla di intestazioni
nelle mozioni ciclostilate che provengono dalla direzione centrale in cui,
almeno, abbi la compiacenza di cassare ciò che non puoi applicare nella nostra
Regione ed il nome dell’altro Comune. Per fare politica, caro Sig.Arcioni,
occorre studiare. Sono certo infatti che se uno avesse studiato non avrebbe mai
presentato emendamenti modificativi ai capitoli del bilancio consuntivo oppure
sarebbe riuscito facilmente a salvare l'operatore della diretta streaming,
chiedendo semplicemente una votazione separata degli atti; o forse non avrebbe
rimarcato più volte che la spending review sui costi del consiglio abbia
aumentato le spese quando in realtà le ha oltre che dimezzate. Già il fatto che
tu si sia astenuto, mentre il consigliere Romagnoli abbia votato a favore,
sulla mia pregiudiziale sulla Casa di Riposo, unica vera azione che avrebbe
potuto bloccare il project financing di Sorci, barattandola con l’auspicio di
un tuo rappresentante nel CdA, mi aveva insospettito ed il tuo accettare
pedissequamente il completo sovvertimento di vostri ordini del giorno, dopo che
Sagramola li aveva stravolti e sviliti, lo ha ulteriormente accresciuto; e oggi
la mozione su Paglialunga tramuta il sospetto in certezza e ti trasforma ai
miei occhi nel vecchio professore della Città Vecchia di De Andrè. Il migliore
assist per il Sindaco Sagramola. Nonostante ciò ti scuso perché immaginando i
sentimenti che possano aver evocato in te l’elezione a parlamentari di coloro
che avevano ricevuto meno consensi all’interno del movimento, sono portato a
giustificare la tua acredine nei miei confronti, verso colui, cioè, che ritieni,
come più volte asserito, responsabile della lesa maestà, della tua
impossibilità a ricoprire ruoli non solo politicamente, più prestigiosi, seppur
locali. Ma non voglio scendere al tuo livello poiché è proprio quando si
abbandona il campo politico per ingerire in quello personale, come tu hai
fatto, che si rivela la propria debolezza politica e per questo, sul piano
politico, ti ricordo che Il Polo 3.0 ha esternato le sue considerazioni sulla
vostra proposta di un mozione di sfiducia all’assessore Paglialunga e ti ha
esortato a desistere da un ulteriore assist al Sindaco. D’altra parte anche in
questo caso hai commesso l’ennesimo errore. La tua mozione non è infatti
ammissibile all’ordine del giorno, e tantomeno può essere discussa in
Consiglio, poiché l’Assessore non è un ruolo elettivo e l’art.52 sulla base del
quale chiedi la votazione consigliare, fa riferimento solo a sindaco e
presidente del consiglio. Un ulteriore errore - favore a Sagramola. Per questo
rispedisco al mittente la definizione del salto della quaglia, con l’accezione
meno usuale in campo anticoncezionale, di un figurato coito interrotto: essere
lì lì per agguantare l'occasione della vita, e vedersela sfuggire. E per questo mutuo la frase con cui chiudi il
tuo attacco personale al sottoscritto: “Dai ragazzi, FATTI NON PUGNETTE!!!” Io ho parlato di FATTI; a te, in ragione del
tuo salto della quaglia, lascio il RESTO.
Marco Ottaviani

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