
NO, non ci stiamo! Le associazioni di categoria delle
piccole imprese dell'artigianato e del commercio, CNA e Confartigianato,
respingono al mittente il piano proposto dal Dottor Milani, presidente ed
amministratore delegato della Indesit Company, già peraltro contestato dalle
stesse rappresentanze dei lavoratori. Diciamo basta a questo sciagurato disegno
e a qualsiasi forma di delocalizzazione delle produzioni all'estero ed al
conseguente e sistematico spopolamento produttivo del distretto industriale fabrianese.
Sono ormai cinque anni che assistiamo impotenti ad una progressiva e continua
desertificazione industriale del territorio operata dalle grandi aziende che
portano le produzioni all'estero in Paesi dove il lavoro è più conveniente e
del conseguente ricorso alla cassa integrazione come unica alternativa per una
realtà che ormai conta centinaia di cassintegrati ed è ridotta allo stremo,
facendo pagare al contribuente i costi sociali di queste operazioni pur di non
voler rinunciare a massimizzare i profitti. Sono 3.874, a maggio di quest'anno,
i lavoratori disoccupati iscritti alle liste di collocamento, il 18,8% della
popolazione attiva, che aumenteranno ancora con la fine della cassa integrazione
della Ex Antonio Merloni a cui si aggiungeranno i lavoratori delle altre
vertenze aperte per le difficoltà del comparto delle cappe aspiranti che avrà
come conseguenza la chiusura di decine di piccole imprese e di negozi –
fenomeno peraltro già in corso - che per anni hanno costituito la linfa vitale di
quello che è stato definito il modello marchigiano e che ora vede il suo
epilogo. La posta in gioco è il progressivo depauperamento del sistema
economico e sociale, che è stato alla base della società fabrianese per tutti
questi anni, in una lenta, ma inesorabile, regressione che ha svuotato il
nostro comprensorio di ogni possibile capacità produttiva. La cassa
integrazione non può e non deve essere la soluzione del problema, anche perché
questa interessa già oltre 1.500 persone. Né potrà essere una soluzione il
ventilato riutilizzo del sito produttivo di Melano per la realizzazione di un
centro di ricerca sulle tecnologie applicate agli elettrodomestici, domotica e quant'altro,
sotto la direzione dell'università Politecnica delle Marche e con il
finanziamento pubblico della Regione. Questa
struttura sarà a beneficio delle attività produttive di tutto il territorio o
ad esclusivo vantaggio della Indesit Company? Le piccole imprese dell'artigianato usufruiranno degli stessi servizi?
Infine è bene ricordare che, mentre si continua a tamponare con politiche
passive e assistenziali le grandi crisi industriali nostrane al contempo si sta
consumando nel “silenzio assordante delle valli fabrianesi” il dramma di tante
piccole realtà artigiane e commerciali, che rimaste orfane dell’egemonia
industriale, sono poste ai margini dello scenario politico e normativo, che per
analoghe situazioni di crisi aziendale, possono soltanto ricorrere a
ammortizzatori in deroga senza alcuna prospettiva certa per il 2014. Questa
disparità di trattamento contribuisce a fiaccare e a sminuire ancora di più la
natura e la portata di qualunque piano di rilancio aziendale, che abbia in se una
prospettiva ambiziosa e di ampio respiro temporale.
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