Con
738 voti, Giorgio Napolitano è stato rieletto oggi pomeriggio, 20 aprile 2014
dal Parlamento riunito in seduta comune.
Dal Quirinale è giunta, da pochi minuti, una nota ufficiale del
Presidente della Repubblica Napolitano. "Nella
consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto
delle personalità finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo
dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata
richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di
argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica. Mi
muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione
di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga
collettiva assunzione di responsabilità". Intanto, lunedì alle ore 17 si
svolgerà il rito di giuramento di Napolitano alla presenza dei Grandi elettori.
L’appuntamento è a Montecitorio. Anche oggi, per tutto il giorno, come anche
ieri, la sede della Camera dei Deputati è gremita di cittadini che protestano
contro l’elezione di Napolitano. Moltissimi i tesserati PD che hanno stracciato
la tessera proprio in piazza davanti a centinaia e centinaia di giornalisti.
Ingenti le misure di sicurezza schierate. Intanto il
Movimento 5 Stelle di tutta Italia si sta dirigendo a Roma. Anche da Fabriano sono partiti in molti. Beppe Grillo scrive
sul suo blog: "Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20
aprile 2013, è uno di quelli. E' in atto un colpo di Stato. Pur di impedire
un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Hanno deciso di mantenere
Napolitano al Quirinale". Intanto i politici di altri partiti prendono le
distanze da quanto M5S sta organizzando e, poco fa, con una nota congiunta
dichiarano Boldrini e Grasso: "La libertà di espressione del dissenso,
anche nelle forme più nette, è una delle caratteristiche più preziose e
irrinunciabili della democrazia. E le scelte che si compiono in Parlamento sono
doverosamente esposte ad ogni critica. Ma non è accettabile che venga
qualificato con l'etichetta infamante di 'golpe' il percorso limpidamente
democratico che ha portato all'elezione del Capo dello Stato".
Marco Antonini

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