martedì 5 febbraio 2013

INCHIESTA: prima conclusione di un'analisi sul disagio giovanile

Dopo aver analizzato "in modo tecnico" la situazione dei giovani nella nostra piccola città, è ora di tirare un po' le somme. Senza numeri però. I dati riportati sono sicuramente sconcertanti, ma non esplicano totalmente la grande matassa che gira intorno alla vita di ogni ragazzo o ragazza che sia. Importanti fattori che influiscono, in modo positivo e negativo, sui giovani sono anche la religione, il rapporto con la scuola, con droghe e alcool. Molti disprezzano la religione, la sentono come una fase della vita che potrà venir dopo, ma che sicuramente non è propria dell'adolescenza.
La scuola è un argomento tabù: benché ci siano molti che la reputino fondamentale per la propria istruzione e per la propria sopravvivenza nel futuro, ci sono altrettanti ragazzi che disprezzano totalmente la scuola o, più semplicemente, la ignorano. Così come ignorano la cultura, le arti.
L'unica cosa che sembra unire è la musica: di qualsiasi genere, la musica unisce, anela le giovani anime l'una con l'altra.
Altro tema scottante è il rapporto con alcool e droga. Molti sono i ragazzi che si rifugiano in questi vizi per scappare dalla società, dalla vita di tutti i giorni. I giovani scelgono alcool e droga per alienarsi da tutto e tutti, per sfuggire agli impegni di tutti i giorni. Altri, molto più banalmente, decidono di assumere alcool e droghe solo per svago e divertimento, per passare una serata diversa e magari "fare gruppo" ancora di più, sentendosi parte di qualcosa.

Giunti qui, almeno una domanda è d'obbligo: Come è possibile che si sia arrivati a tanto? E' sempre stato così?
Le risposte sono molte e varie, ma la vera risposta è una sola.
Si è riusciti ad arrivare a tanto perchè i giovani sono stati completamente abbandonati dalla società civile, lasciati a loro stessi, cresciuti senza alcun ideale, alcun futuro, alcuna speranza. Tutti i giorni si sentono politici ed autorità varie parlare dei giovani, tutti hanno la parola "giovani" in bocca. Ma c'è veramente qualcuno che ha deciso di prendersi a cuore questa grande matassa? C'è veramente qualcuno che interverrà per cambiare le cose? E poi, i giovani, che diventeranno poi adulti e saranno in qualche modo a capo del paese, come si comporteranno? Di chi sarà veramente la colpa allora?
Tutto questo non ci è dato sapere. Tutto questo fa parte della parola "futuro" che dipende da tutti noi, e da tutti noi soltanto.

Pietro Giorgetti

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