lunedì 16 giugno 2014

LA CULTURA TRA SPAZIO E TEMPO - di Alessandro Moscè


La mostra “Da Giotto a Gentile”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, aprirà i battenti il 25 luglio e renderà Fabriano una delle città protagoniste delle grandi mostre 2014 in Italia. L’esposizione curata da Vittorio Sgarbi darà conto di un patrimonio artistico in gran parte sommerso e inscindibile da un universo paesaggistico e ambientale di straordinaria bellezza: oltre 100 le opere che si potranno ammirare fra dipinti, pale d’altare, tavole, affreschi, sculture, oreficerie, miniature, manoscritti, codici concessi in prestito dai più prestigiosi musei italiani e stranieri. Nel frattempo si è attivato il circuito Unesco delle Città Creative, con Fabriano entrata a far parte del novero del grande network umanitario. Siamo la seconda località italiana dopo Bologna ad ottenere il titolo. Fabriano, nello specifico, è stata insignita per la lavorazione della carta e per l’artigianato artistico. Il forum dell’Unesco, che si terrà proprio questa settimana in città, rappresenta l’input che ci porta ad interagire in un contesto finalmente internazionale. Cultura e creatività  rappresentano dunque le competenze su cui virare per ridare slancio al nostro Paese e per offrire alle giovani generazioni nuove opportunità anche in termini di occupazione. Un modo brillante per uscire dalla crisi c’è. A rivelarlo sono i dati sull’export, quelli sulle professioni maggiormente richieste dalle imprese, nonché quelli relativi al Pil e all’occupazione generata. Cos’è la cultura unita alla creatività? E cosa si intende per professioni culturali e creative? A rispondere a queste due domande è  il report di Unioncamere “Cultura e Creatività: gli sbocchi di lavoro per i giovani”, che identifica la cultura e la creatività con quel bagaglio tecnico necessario in modo particolare ai giovani per affermarsi nel mondo del lavoro”. Un bagaglio che al suo interno contiene competenze tecniche, creatività progettuale ed imprenditoriale, originalità e talento. In particolare, sostiene la Fondazione Symbola, la cultura ha nuove ed impreviste contaminazioni. E le professioni culturali e creative non sono più confinate in uno spazio ben definito, ma vanno dai designer ai piccoli artigiani. Appare chiaro che cultura non è un concetto che rimanda all’idea di passato. La cultura si identifica, piuttosto, con il  progresso, l’innovazione, la  valorizzazione della tradizione, la sostenibilità, il Made in Italy  e l’eccellenza. Passato e futuro si danno la mano: tra spazio e tempo nel segno della cultura per rilanciare un territorio, il nostro, ancora pesantemente in crisi. Alcuni segnali confortanti cominciano a vedersi. Aspettiamo conferme.

Alessandro Moscè


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