venerdì 1 febbraio 2013

I GIOVANI SONO MIGLIORI DEGLI ADULTI di Alessandro Moscè

I giovani, questa galassia sconosciuta. Lo diceva Pier Paolo Pasolini che i giovani valgono più degli adulti. Ascoltano, si mettono in discussione, appaiono specchiati. Oggi la chiamano la “generazione trasparente”. Nessuno si occupa più di loro. Eppure rappresentano la risorsa del domani, fuori da ogni retorica. Non avranno le stesse condizioni dei genitori e cresceranno nel clima arroventato da una fase economico-imprenditoriale di spaventosa recessione. Ma i giovani sono la leva del cambiamento, anche in politica. Raccolgono le nuove istanze, non vivono di rendita, non hanno nulla da chiedere se non una prospettiva realizzabile. I giovani non vogliono vincere in modo sleale. In questi giorni, durante le lezioni di giornalismo condotte al cospetto del gruppo degli “Young News by Radio Gold” è emerso un questionario da loro stessi proposto. Non avrà la scientificità e il rigore che si richiede per un’analisi ineccepibile, però è una cartina di tornasole interessante. I giovani interrogano i giovani. I giovani si confrontano con i giovani. I giovani provano a dare risposte. E’ facile interpellarli, ma non altrettanto accettare che siano loro a raccogliere le provocazioni, le istanze e le lamentele. Sono disillusi perché non bluffano. Non è vero che ai giovani non interessa nulla. Non è vero neppure che i giovani sono refrattari alla “cosa pubblica”. Reclamano attenzione, semplicemente. Radio Gold ha cercato di dargliene, senza remore. Ha cercato di renderli protagonisti. Ha cercato di non metterli in disparte. Ne è uscita una sorpresa che non avevo valutato, che personalmente è un dato su cui riflettere, specie per me adulto. E’ piacevole stare con i giovani, i quali ti insegnano molto. Pretendono la verità e risultano sensitivi. Si accorgono che “la febbre della ragione” non si può tradire. E soprattutto i giovani sono meritocratici: una virtù che sfugge agli adulti abituati a far di conto.

Alessandro Moscè
Direttore Editoriale

Nessun commento:

Posta un commento