Si fingeva un suo
parrocchiano ed è riuscito a farsi fare delle ricariche Postepay per
quasi 1100€ da don Umberto Rotili, il sacerdote della parrocchia di
Argignano. Il finto parrocchiano, sosteneva che con quei soldi doveva
far riparare la sua auto. I fatti sono risalenti al luglio 2011.
Vincenzo Di Maso, 23enne è accusato di truffa insieme a Pietro
Tomasiello di 42 anni che era il titolare di uno dei conti dove il
sacerdote versava i soldi. Il sacerdote in aula ha raccontato che
all'inizio non voleva darglieli ma poi, vista la grande insistenza ha
iniziato ad inviare le ricariche. Ora Don Umberto rivuole tutti i
suoi soldi. Gli imputati oltre a questa truffa, devono rispondere di
una truffa analoga, compiuta ai danni di un parroco di Jesi. Lo
riferisce il Corriere AdriaticoRadio Gold Bottoni
martedì 18 febbraio 2014
FABRIANO. DON UMBERTO TRUFFATO DA FINTO PARROCCHIANO
Si fingeva un suo
parrocchiano ed è riuscito a farsi fare delle ricariche Postepay per
quasi 1100€ da don Umberto Rotili, il sacerdote della parrocchia di
Argignano. Il finto parrocchiano, sosteneva che con quei soldi doveva
far riparare la sua auto. I fatti sono risalenti al luglio 2011.
Vincenzo Di Maso, 23enne è accusato di truffa insieme a Pietro
Tomasiello di 42 anni che era il titolare di uno dei conti dove il
sacerdote versava i soldi. Il sacerdote in aula ha raccontato che
all'inizio non voleva darglieli ma poi, vista la grande insistenza ha
iniziato ad inviare le ricariche. Ora Don Umberto rivuole tutti i
suoi soldi. Gli imputati oltre a questa truffa, devono rispondere di
una truffa analoga, compiuta ai danni di un parroco di Jesi. Lo
riferisce il Corriere Adriatico
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento